Nessuna censura

28 aprile 2008 ore 12:53 segnala

  Il mio blog ha un titolo abbastanza forte: APPUNTI STONATI,L'ESSENZA.QUELLO CHE GLI OCCHI NON VOGLIONO VEDERE.
I miei lettori lo sanno, e sono consci che passando da qui potrebbero imbattersi in pensieri spesso cupi e sostenuti..
La realtà è questa.
Per cambiarla bisogna conoscerla.
E nel mio piccolo cerco di dare voce, per quanto mi è permesso,a tutto ciò che si consuma in silenzio e davanti agli occhi di tutti.

Il potere della parola.
La migliore crociata contro l’ignoranza.
Leggete, documentatevi, analizzate..
Sviluppate il vostro spirito critico.
Siate ogni giorno persone esemplari.
Lasciate un segno del vostro passaggio in questa vita-mosaico, dove ogni tassello rappresenta una parte del vostro io.
E non dimenticate mai che la serenità è strettamente legato all’amore per la vita.

SALVIAMO JOLLY

21 aprile 2008 ore 12:57 segnala
Aprile 2007

l suo nome è Jolly ed è stato scelto ad indicare la sua bontà d'animo, la sua capacità di accettare tutto. E nella vita Jolly ha potuto davvero solo accettare e piegarsi davanti al volere altrui che l'ha costretto in un box sempre bagnato e buio, da cui tutto ciò che i suoi occhi riescono a scorgere è un altro muro, un altro box.
Non c'è molto da dire o forse ci sarebbero fin troppe parole per descrivere la vita di quest'anima senza speranza, che da anni, da sempre, vive solo il sogno di vivere.
La sua esistenza si svolge qui, così, in un box dalle sbarre arrugginite, come il corpo di chi imprigiona.
Jolly non è nulla, non è nessuno, perchè Jolly è troppo buono per difendersi, troppo silenzioso per farsi notare, troppo nero e vecchio per piacere, troppo stanco per sperare...
Jolly è solo uno sguardo assente dietro a questa rete invalicabile.
E la nostra paura è che un giorno Jolly sarà soltanto il triste ricordo di un'amara sconfitta, di una vita mai vissuta, di una morte forse attesa come unica via d'uscita.


Maggio 2007

JOLLY è STATO TRASFERITO IN PENSIONE IN PROV. DI ALESSANDRIA, DOPO 8 LUNGHI ANNI DI PRIGIONIA E SOLITUDINE.
I SUOI DENTI SONO COMPLETAMENTE CONSUMATI, IL SUO ORECCHIO ACCARTOCCIATO PER LA FORTE OTITE, IL SUO CUORE LEGGERMENTE AFFATICATO DALLA FILARIA...
JOLLY HA DAI 10 ANNI IN SU, PESA 27 KG ED è UN CAGNOLONE DOLCISSIMO, BUONO E COLMO DI RICONOSCENZA.
NEL SUO VIAGGIO DELLA SPERANZA, FINALMENTE SOTTRATTO AD UN DESTINO INDEGNO, JOLLY HA CONFERMATO L'IDEA CHE AVEVAMO DI LUI: è MERAVIGLIOSO, TRANQUILLO, MOLTO AFFETTUOSO. IL SUO MUSONE SPUNTAVA OGNI TANTO DAI SEDILI POSTERIORI PER DARCI UN BACIO, COME A DIRE "GRAZIE" E QUESTO GRAZIE VA SOPRATTUTTO AL GRUPPO SPILLO CHE ANCORA UNA VOLTA HA CAMBIATO IL DESTINO DI UN CONDANNATO. JOLLY OVVIAMENTE ORA CERCA UNA CASA E UN AMICO CON UN CUORE GRANDE, CHE LO ACCOLGA CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE NON L'AVRà PER MOLTO MA CHE QUEL POCO TEMPO SARà IL SOLO FELICE CONCESSO A QUEST'ANIMA INNOCENTE.

 

L’avrei preso io nonostante abiti in un appartamento, ma Alessandria è davvero troppo Lontana da me..

Mi appello al buon cuore di chi sa amare senza riserve un animale.

Vi lascio un contato utile:

 

Annalisa: 347/4345242

annalisa.bullega@credit-suisse.com

Sigur Ròs,Untitled #1

13 aprile 2008 ore 13:45 segnala
Voglio dare una mia visione di UNTITLED #1.

Brano e video a cui sono legata.
Consiglio di osservarlo attentamente , in totale silenzio , per capire quanto sto per raccontare,
Credo ne valga  davvero la pena.
Prendetevi 5 minuti.

Nel “senza titolo” ci si può leggere questo: una dichiarazione di guerra a ogni volontà mimetica-imitativa dei suoni e delle immagini.

Ben lontani dalle canoniche musiche rilassanti, il cui sottofondo si popola di cinguettii, riflussi d’acqua,e che  rappresentano sonoramente  la realtà nel modo più fedele possibile, i Sigur Ros stravolgono  questa idea di melodia meditativa riformulandola avvalendosi di altrettanti suoni lenti, di ampio respiro,ma  elettronici ..quasi SINTETICI  eppure naturalissimi.

Suoni stringenti, mai stridenti che mettono a nudo, che fanno sentire il diverso,che TI fanno sentire diverso.

Ciò che importa non è emulare il reale.

Non lo fanno musicalmente parlando.

Non lo vuole neppure la regista del video.

Per rendere l’idea mi viene in mente un parallelismo con la pittura..

CI sono quadri che esauriscono  il loro senso  con una strabiliante imitazione del reale:la pittura fiamminga, espressioni perfette, ornamenti più piccoli della punta di un pennello.

Ce ne sono altri invece dove nn si vuole imitare un bel niente, rappresentano delle forze riuscendo a tirare fuori qualcosa di più che immagini o melodie:è l’impressionismo,l’astrattismo e via dicendo.

 

Allo stesso modi i Sigur  Ros mostrano un materiale, visivo e sonoro, che rende possibile parlare di immagini, armonie, sfumature, sonorità e quant'altro... un po' come le lettere per la poesia. E’come se volessero implcitamente dire "sono questi gli elementi delle nostre sensazioni, delle nostre emozioni.

Il mondo ha una sua voce e canta, sullo sfondo di un cielo non più cielo, dove il rosso è indice di un atmosfera sempre più rarefatta, surreale e che riflette la solitudine di una alba senza fine, di un qualcosa che sta morendo..

Di una bambina in particolare simbolo di libertà, di innocenza violata..

L’inquadratura posta ad incipit e in chiusa del video sono a loro dedicate..l’uno l’incarnazione dell’altra.

Credo che nell’immaginario dei Sigur , il totem dell’infanzia sia proprio una colomba, riversa a terra, tra ceneri e polveri di un mondo fantasma in cui i sogni e la speranza non trovano pace.

I bambini per vivere la loro spensieratezza mettono e dismettono maschere anti-gas con una semplicità disarmante e struggente.

L'infanzia come  stagione in cui, nonostante tutto non si pensa alla morte, come tempio dell'innocenza ma anche come paradiso perduto, che si perde vivendo.
SILVIA

9149689
Voglio dare una mia visione di UNTITLED #1. Brano e video a cui sono legata.Consiglio di osservarlo attentamente , in totale silenzio , per capire quanto sto per raccontare,Credo ne valga ...
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Elezioni? Mi scappa da ridere :-)

11 aprile 2008 ore 01:01 segnala
Meno individualismo e più individualità, perchè pensare PER SE' è una degenerazione, pensare DA SE' è una benedizione.
A tal proposito poche scarne considerazioni sulla POLITICA, che con quelle forma una triade perfetta e diabolica.

 Anche per i più grandi uomini di stato far politica vuol dire improvvisare, incrociare le dita e sperare nella fortuna.
Ovvero ogni politicante o sèdicente gioca a dadi sfidando la sorte e l'ira di un popolo sempre più disilluso.

Tutti in fondo lo sanno: la politica è compromesso.
Qualcuno la definì la seconda professione più antica, ma in tutta sincerità trovo che sotto alcuni profili assomigli molto alla prima ;-)
La partita si giocherà tutta in questi giorni.


L'ennesima sfida?
Far politica come l'arte di far diventare ciò che appare impossibile, possibile (ma anche questa è la solita solfa vista e rimestata in ogni salsa).
Ovvero un gioco di prestigio dietro il quale si celano sempre trucchi ingegnosi e destrezza di mano(destra o sinistra...?)

Perchè le elezioni sono cosi.
Fatevene una ragione .

N.b.
da notare il ripetuto e virtuoso parallelismo Politica-gioco(di dadi e di prestigio)
L'idea rende!

S
9137282
Meno individualismo e più individualità, perchè pensare PER SE' è una degenerazione, pensare DA SE' è una benedizione. A tal proposito poche scarne considerazioni sulla POLITICA, che con quelle forma una triade perfetta e diabolica. Anche per i più grandi uomini di stato far politica vuol dire... (continua)
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Aforisma del Giorno

04 aprile 2008 ore 16:05 segnala
Giove ci impose due bisacce :
ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri.
Per questo non possiamo scorgere i nostri e, non appena gli altri cadono in errore, siamo pronti a biasimarli
.

IL VOLO DEL COLIBRì

12 marzo 2008 ore 12:07 segnala
Narra un’antica fiaba africana:

Ardendo la foresta, tutti gli animali si apprestarono alla fuga, anche  il leone.

 Solo un colibrì si vedeva volare intrepido verso l’incendio.
Così il dominus della foresta, chiedeva perché il piccolo volatile si dirigesse con tanta alacrità verso il luogo in cui tutto stava bruciando, e il colibrì rispondeva con poche e scarne parole : la’  si dirigeva , a spegnere l’incendio.
Ma è impossibile domare fiamme così vaste con la goccia che portava nel suo becco - gli faceva notare il leone; al che il colibrì rispose: “io faccio la mia parte ! ”.

 

C ‘è chi non aspetta e chi agisce

C ‘è chi veste le sembianze di leone e al primo sentore di sventura si da egualmente alla fuga. 

C ’è  chi veste in apparenza le sembianze di animo fragile ma ha la grinta e la tenacia del migliore tra gli arditi.

 

Il bagliore delle fiamme ?

Un bagno di luce che lascia a sprazzi intravedere la nudità celata dalla maschera.

Molti, troppi da dominatori si scoprono dominati.

Com’ è melliflua l’apparenza..

Non c è vestizione che sia in grado di neutralizzarla: impossibile lasciarsi alle spalle scorie e orpelli della propria indole.

Nemmeno il migliore tra i mentitori può fingere a sé stesso perché è la vita a metterlo con le spalle al muro.

 

Ed io che sono un colibri’, proseguo  nel mio volo.

Un piccolo guerriero del sole che fende l’aria ad ali spiegate

 

 

Omaggio a chi affronta la vita con delicatezza d’animo e dignità.

SILVIA

VANITA'

22 novembre 2007 ore 14:33 segnala
Bandiamo l’ inutile polemica:

Il PREDICATORE (chiunque mi muove accuse compiacendo sé stesso nel constatarmi che io sia per prima la portabandiera della vanità ,per pura constatazione di un bel volto e di un a bella testa)che disattende alle proprie OMELIE (nella fattispecie ogni messaggio ricevuto in posta degno di un "j'accuse "Zoliano d' alto livello) è esso stesso rapito da una forma di VANITA',parola  tanto abusata  ma non capita nelle sue sfumature.

 

Sfatiamo l’ennesimo luogo comune :

Vanità è  compiacimento di sè e delle proprie doti che si accompagna al piacere di suscitare negli altri dell'ammirazione.

Vanità vuol dire sapersi valorizzare.

Non ogni forma di vanità sottende a quello.

Procediamo per gradi:

Prendersi cura  del proprio aspetto(in senso lato, non solo fisico)delle proprie capacità  nel pieno rispetto di sè e di chi ci guarda e gioirne se qualcuno le apprezza a pieno, rappresenta una forma di VANITA' COSTRUTTIVA

Ciò che critico è piuttosto la fantomatica "altra faccia della medaglia", ossia la Vanità che porta all'effetto opposto, alla mortificazione di sè stessi per averne fatto troppo sfoggio.

Detesto osservare le nuove generazioni e le evoluzioni a cui vanno incontro..

Sfogliate pure una dopo l'altra, ammesso e non concesso che non l'abbiate già fatto, le pagine di un sito che nasce come centro di conoscenza e finisce con l'essere vetrina di mercificazione a basso costo.

Ci vuole buon gusto nel pubblicizzarsi, ed io non approvo la volgarità allusiva..quella che ingolosisce solo chi  non ha nulla da dire.

Non è la vanità da rigettare in via integrale : converrebbe operare sempre  un “Distinguo” e  discernere le sue sfumature.

Chi scrive contro la vanità in assoluto, vuol cantare a sè stesso e ai lettori la gloria di aver scritto la cosa giusta,quindi di veicolarla agli altri COMPIACENDOSENE.

Non è anche essa una forma di vanità, quindi di contraddizione?

 

Raccogliete i cocci di un' invettiva smontata punto per punto e ritentate semmai la prossima volta.

E non perseverate nella tecnica della “demolizione” : per farlo occorrono idee, non luoghi comuni.

 

Silvia

Postilla

14 novembre 2007 ore 09:50 segnala
Riflessione del giorno:

 

Chi cammina s'intorbida,

l'acqua corrente per prima non guarda alle stelle.

Chi cammina dimentica.

Sogna solo chi si ferma.

 

In dedica a me e a tutti coloro che in questi giorni affrontano il proprio passato senza avere la forza di voltare pagina.

Gossip: il caso Britney Spears

10 novembre 2007 ore 13:52 segnala

Quando si parla di Britney Spears si finisce sempre con interminabili vicende di capelli: le sue banalissime chiome  sembrano davvero meritare tutte queste copertine patinate?

L'ultima, i capelli di Britney l'hanno combinata agli MTV MUSIC AWARDS dove sembra che la pessima performance dell'artista sia stata causata da una compromettente nevrosi isterica  per via di una lite con la parrucchiera,licenziata in tronco,che non sapeva soddisfare a dovere le sue esigenze di coiffure.

Ma i precedenti sono infiniti. Scatti fotografici che impietosamente mostrano la ricrescita delle extensions, racconti dettagliati delle sue tinte casalinghe fai-da-te in gravidanza,coronando il tutto col gossip mondiale sollevato quando si rapò a zero: ci fu chi insinuò quello fu uno dei tentativi per aggirare uno dei test antidroga a cui avrebbe dovuto sottoporsi, mentre il parrucchiere responsabile del misfatto tentò affannosamente, e pare ci sia riuscito, di smerciare le chiome per la bellezza di 1 milione di sterline. Tanto denaro ingolosì altri,e su e-bay  infuriarono decine di sedicenti "chiome di Britney"in vendita al migliore offerente.

A questo punto la DOMANDA è: ma cosa canta a fare, se la vera notizia sono solo i capelli che ha in testa?