Muri e filo spinato, la nuova Europa

18 aprile 2016 ore 13:26 segnala
Qualunque cosa si pensi di papa Bergoglio, e io ne penso bene, la sua visita nella Guantanamo di Lesbo ha un valore e un impatto simbolico, assai rilevante. Mette in luce, per contrasto, fino a qual punto quella che chiamano «crisi dei rifugiati» sia, in realtà, una grave crisi morale dell’Europa.
I meschini egoismi nazionali, le pulsioni nazionaliste, la crescita delle formazioni di estrema destra, la tendenza dei politici a compiacere gli umori più intolleranti del proprio elettorato non solo conduranno alla fine dell’unità europea, ma potrebbero aprire scenari ancor più inquietanti, quale quello di un altra guerra.
La costruzione di muri e barriere di filo spinato, controllati in molti casi dal'sercito, che sono sorti in Francia, Germania, Austria, Inghilterra e nei Paesi della rotta balcanica ne sono secondo me il prodromo. Non vorrei essere una Cassandra e spero che il tempo mi smentisca,.

Di fronte alla «crisi dei rifugiati», le misure adottate dall’Ue e da singoli Stati sono ciniche, lesive dei diritti umani più basilari, guidate da «un’indifferenza di natura criminosa verso la sorte dei rifugiati», quanto inutili spesso controproducenti.
Sono il frutto di una mente collettiva delirante, perhè il delirio è un disturbo della percezione e dell’interpretazione della realtà. A sua volta, il delirio ha a che fare con la rimozione del "cattivo passato" europeo e delle gravi responsabilità politiche odierne: sarebbe banale ricordare ( ma non lo è perchè molti ignorano o rimuovono appunto) che la fase attuale di esodi forzati, tali anche nel caso dei migranti detti economici, è effetto secondario del neocolonialismo occidentale e del suo interventismo armato, dell’opera di destabilizzazione di vaste aree, dall’Africa al Medio Oriente, nonché della predazione economica e della devastazione anche ambientale operate dal capitalismo globale.

Delirante, illegale e immorale, è l’accordo siglato, in forma di Statement, tra l’Ue e la Turchia il 18 marzo scorso, in violazione del diritto internazionale e perfino del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in particolare dell’art. 218 che regola gli accordi tra l’Unione e i paesi terzi. Condannato dalla massima parte delle organizzazioni umanitarie e dallo stesso Unhcr, esso legittima e dà avvio alla deportazione di massa dei «migranti irregolari», bambini compresi, che dal 20 marzo sono approdati nelle isole greche partendo dalla Turchia. Paese terzo tutt’altro che sicuro, dominato da un regime a dir poco autoritario, la Turchia, che primeggia per violazioni del diritto internazionale e della stessa Convenzione europea dei diritti umani, non garantisce alcuna protezione ai richiedenti.

L’insensatezza di questo accordo è del tutto evidente: non servirà affatto, come si pretende, a scoraggiare gli esodi verso l’Europa e a smantellare «il business dei trafficanti», bensì a costringere le persone in fuga a intraprendere rotte e viaggi sempre più rischiosi ed alimentare la creazione di altri muri e barriere tra stati.

Ricordo che tra il 2015 e il 2016 a ripristinare i controlli alle frontiere sono stati, tra i paesi membri dell’Unione europea, l’Austria, la Danimarca, la Germania, la Svezia, l’Ungheria; tra i non membri, la Norvegia e la Macedonia, che pure è candidata all’ingresso nell’Ue. Dunque, per quanto scandalosa, perfino autolesionista – destinata com’è a provocare anche danni economici, non solo all’Italia -, la più recente trovata austriaca della barriera anti-profughi al Brennero non è che un’ulteriore tappa della dilagante pulsione nazionalista, nel senso peggiore, che attraversa l’Europa.
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Qualunque cosa si pensi di papa Bergoglio, e io ne penso bene, la sua visita nella Guantanamo di Lesbo ha un valore e un impatto simbolico, assai rilevante. Mette in luce, per contrasto, fino a qual punto quella che chiamano «crisi dei rifugiati» sia, in realtà, una grave crisi morale dell’Europa....
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18/04/2016 13:26:04
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Bruxelles, marzo 2016, chi sono i mandanti dei terroristi?

01 aprile 2016 ore 11:25 segnala
E’ ormai ben noto come da molti paesi europei ed extraeuropei, per un totale di circa 90 diversi paesi, decine di migliaia di jihadisti, salafiti, takfiri, terroristi, aspiranti kamikaze, siano stati fatti partire per il vicino Oriente e per l’area mediterranea perché dessero un contributo decisivo nell’abbattimento di governi considerati troppo indipendenti ed autonomi (come quelli della Siria di Assad o, ancor prima, della Libia di Gheddafi). Il principale nodo di smistamento di questi mercenari esaltati è tuttora la Turchia, dove questi aspiranti terroristi sono stati armati ed addestrati (con finanziamenti sauditi, del Qatar, o anche degli USA) prima di far loro passare il confine siriano, o prima di spedirli in Libia a sostegno delle bande che tuttora si oppongono all’odierno debole governo legale di Tobruk.

D’altra parte questa è storia vecchia, che risale già agli anni ’70 del secolo scorso. Allora, per abbattere il governo comunista dell’Afghanistan e mettere in difficoltà i Sovietici accorsi in suo aiuto, i servizi statunitensi, sauditi e pakistani crearono Al Queda, la madre di tutti i successivi gruppi terroristi più noti, poi rafforzati da elementi provenienti anche dai Fratelli Musulmani, formazione che qualche anima bella (ahimè: anche il Manifesto!) considera “moderata”.

L’impresa fu affidata ad un brillante esponente saudita, Bin Laden, proveniente da una grande famiglia in ottimi rapporti commerciali ed amichevoli con il clan Bush, con “ottimi” risultati. Infatti l’Afghanistan fu sprofondato nel caos, che dura tuttora con grande gioia dei signori della guerra.

Tattiche simili sono state usate in Bosnia e Kossovo, per smembrare la Yugoslavia, in Cecenia, Iraq, Algeria, e così via. I combattenti di ritorno sono stati poi utilizzati per attentati tesi a provocare “strategie della tensione”, presunte “lotte globali al terrorismo”, pretesti per poter intervenire negli affari interni di paesi sovrani (come in Somalia, Mali, Niger, Iraq, oggi in Libia).

D’altra parte, perchè dovremmo meravigliarci noi Italiani, che abbiamo subito gli attentati di Piazza Fontana (di cui furono immediatamente accusati gli “anarchici”), Italicus, Bologna, con l’uso di manovalanza proveniente da gruppetti fascisti, ma direzione nelle file di Gladio e dei servizi statunitensi, fatto di cui persino molti Italiani si sono resi conto?

Gli attentati a Parigi, in Turchia (ne sa nulla il “fratello” Erdogan?), servono a creare paura, giustificare guerre e interventi, farci stringere sotto l’ala del “grande fratello” nella NATO, e domani nell’abbraccio soffocante del TTIP, il nuovo accordo commerciale USA-Europa che ci getterebbe nelle braccia delle multinazionali a dirigenza USA ed annullerebbe definitivamente ogni diritto dei lavoratori.

Gli ultimi attentati di Bruxelles presentano degli aspetti grotteschi, se non fossero al contempo tragici. Era in corso una mobilitazione straordinaria in tutto il Belgio per catturare la presunta “primula rossa” Abdeslam Salah (che ricorda stranamente l’esercitazione straordinaria in corso negli USA l’11 settembre del 2001). Mentre esercito e polizia controllavano tutti gli obiettivi “sensibili” – di cui i più ovvi erano proprio l’aeroporto e la stazione più centrale della metropolitana segnalati preventivamente come obiettivi dei terroristi dal giornale israeliano Haaretz (si sa che il Mossad è sempre ben informato!) – un gruppo di ben noti sospetti piazzava tranquillamente bombe micidiali. Tra questi, i due fratelli Bakraoui, di cui uno già fermato e subito rilasciato dopo il suo ritorno dalla Siria (via Turchia), dove aveva combattuto, ed un terzo, il cosiddetto “artificiere” Najim Laochraoui, notissimo a tutte le polizie. E che dire della stranissima presenza di un “predicatore” statunitense mormone sia nei luoghi degli attentati di Boston e Parigi che di quelli di Bruxelles? Veramente sfortunato! Oppure molto fortunato, visto che è rimasto sempre vivo?

Il deputato belga, Laurent Louis, del partito “Debout les Belges” (“Belgi, in piedi!”) ha rievocato, per analogia, in un suo intervento in Parlamento, l’11 settembre di New York, da lui ritenuto come la madre di tutti gli attentati “false flag”, cioè una classica opera d’inganno dell’opinione pubblica, con l’aiuto di giornalisti compiacenti, per istituire con il terrore un “nuovo ordine mondiale”. Per quanto riguarda i servizi di sicurezza del suo stesso paese ha indicato solo due spiegazioni possibili: “clamorosa incompetenza o manifesta complicità”. Pensiamo non vi sia bisogno di aggiungere altro.
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E’ ormai ben noto come da molti paesi europei ed extraeuropei, per un totale di circa 90 diversi paesi, decine di migliaia di jihadisti, salafiti, takfiri, terroristi, aspiranti kamikaze, siano stati fatti partire per il vicino Oriente e per l’area mediterranea perché dessero un contributo decisivo...
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Questa non è guerra

25 marzo 2016 ore 11:45 segnala
Questa non è guerra.
Le guerre si combattono con aerei, navi, carri armati per occupare un territorio.
Il terrorismo, o meglio i terroristi, operano con tattiche da servizi segreti, costruiscono cellule, reti di informatori che conoscono bene il territorio ed hanno il fine di seminare terrore ed impotenza.
L'impotenza è data dal fatto che non ci sono obiettivi più "sensibili" di altri, si possono controllare aeroporti, stazioni e metropolitane, ma non basta perchè ogni luogo frequentato dalla vita quotidiana è un possibile bersaglio. Quindi parlare di sicurezza è utopia, occupare le città con eserciti e polizia sarebbe inimmaginabile, non ci sono uomini sufficienti.
Chi conosce bene e in modo capillare il territorio in cui vive?
Sono le mafie, strettamente in contatto con l'economia e la finanza delle città in cui vivono.
E come mai da decenni lo Stato non riesce a sconfiggerle? Perchè non riesce a sottrarre loro le ricchezze con cui si autoalimentano, e sappiamo bene che fanno ricchezza grazie alla corruzione e collusione con gli stssi rapprentanti locali dello Stato.
Parrà strano questo parallelismo, ma penso che il terrorismo debba essere contrastato anche e soprattutto "disarmandolo" economicamente, cioè bloccando i finanziamenti e il traffico di armi.
Le armi costano, chi dà ai terroristi i soldi per acquistarli? L'Isis, ma chi finanzia l'Isis: alcuni di quegli stessi stati che siedono ai tavoli internazionali e che fingono di volere sconfiggere il terrorismo. Tutti sanno chi sono, ma tacciono ipocritamente perchè le fabbriche di armi procurano ricchezza. Mi vien da pensare che le famose intelligences europeee chiudano gli occhi su questo e i loro paesi preferiscano cantare la solfa della mancanza di cooperazione, che va avanti da decenni, quando i mezzi tecnologici sono così avanzati da permettere una collaborazione immediata e veloce.
Il paradosso più paradossale di tutti è che proprio le mafie, le organizzazioni criminali possono sconfiggere i terroristi, hanno occhi e mani dappertutto, non permetterebbero loro di minare la loro economia.
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Questa non è guerra. Le guerre si combattono con aerei, navi, carri armati per occupare un territorio. Il terrorismo, o meglio i terroristi, operano con tattiche da servizi segreti, costruiscono cellule, reti di informatori che conoscono bene il territorio ed hanno il fine di seminare terrore ed...
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Viaggi dentro e fuori

15 settembre 2015 ore 13:03 segnala
Nel dicembre di due anni fa sono stata in Thailandia. I templi buddisti, così ricchi di colori, fiori, profumi rendono l'anima, se non allegra, serena, non come le nostre chiese che incombono come mausolei di morte.
I buddha dorati e panciuti hanno quel sorriso enigmatico che pare un pò prenderti in giro e un pò consolarti, non come il nostro povero cristo, pieno di spine e chiodi che gronda sangue e sacrificio.
Mi han fatto cristiana a forza, battesimo e cresima che vengono date ad un'età in cui non si capisce cosa siano realmente! Oggi sì che potrei scegliere.

Margherite Yourcenaire una scrittrice che non solo amo, ma ammiro come persona, seguiva i quattro precetti buddisti tra cui quello che invita a continuare a studiare tutta la vita, intendendo per studiare l'ampliare la conoscenza, essere curiosi di tutto e tutti, e l'altro che esorta a non far del male a nessun essere vivente, neanche uno stelo d'erba.
Cerco di seguirli, non so se ci riesco.Qualche verdura me la mangio!

A proposito dell'ultimo precetto, in Thailandia ho visto moltissimi cani "liberi", non li chiamo randagi in modo deliberato, perchè sono pasciuti, puliti, vengono nutriti e rispettati, stanno tranquilli e dormienti anche all’interno dei templi. Nelle nostre chiese non credo siano ammessi.
Se li avvicini si fanno accarezzare, ma non scodinzolano servili , non fanno smancerie, paiono cani saggi!
Credo che il rispetto che i thaailandesi portano verso animali e natura sia il risultato della credenza sulla reincarnazione.
Pensano: “e se quell'insetto che sto per schiacciare fosse mio zio!!!!?????”
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« immagine » Nel dicembre di due anni fa sono stata in Thailandia. I templi buddisti, così ricchi di colori, fiori, profumi rendono l'anima, se non allegra, serena, non come le nostre chiese che incombono come mausolei di morte. I buddha dorati e panciuti hanno quel sorriso enigmatico che pare un p...
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Migranti, i nuovi rivoluzionari

19 giugno 2015 ore 12:38 segnala
Profezia
di Pier Paolo Pasolini

A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato
la storia di Alì dagli Occhi Azzurri.

Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci,
asiatici, e di camice americane.
Subito i Calabresi diranno,
come malandrini a malandrini:
"Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!"
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica,
voleranno davanti alle willaye.

Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implo- rare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come ban- diti
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie...


... deponendo l'onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l'onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli occhi azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere —
usciranno dal fondo del mare per aggredire — scenderanno
dall'alto del cielo per derubare — e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare ad essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
— distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento...
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https://youtu.be/NdFBzmuzckM Profezia di Pier Paolo Pasolini A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi Azzurri. Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e...
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Inquieta morte

12 giugno 2015 ore 13:39 segnala

Scrivo qui perchè è un angolo nascosto dove pochi o forse nessuno può raggiungermi e oggi ho bisogno di buio.
Chissà quale immagine, quale rumore o parola riportano dalla mente sentimenti sprofondati nel pozzo della memoria.
Lei è lì sul suo letto, pallida, smagrita, ormai solo un corpo , un corpo che conosco bene, da quando mi ha messo al mondo.
Voglio farla sorridere, farla sentire mia, ma i suoi occhi non guardano, stanno muti e fissi verso un punto che io non vedo.
Non voglio lasciarla ma devo andare, questa vita ci lascia poco tempo, convulso e inutile.
Una telefonta a mezzanotte e lei non c'è più.
La sua fronte, sfiorata, è ancora tiepida. Questo, il ricordo che ancora conservo di mia madre.
Penso a chissà cosa si sadrà posato il suo sguardo in quel momento e io non c'ero,io non c'ero, io non c'ero........
Ho questa inquieta morte nel petto, le avrei regalato il sorriso che troppe volte le ho negato, la dolcezza di parole che non mi appartengono.
E resto qui nel limbo del mio sconforto, galleggio nel vuoto, mi mancano gli appigli per scalare il dolore e risalire alla luce.
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« immagine » « immagine » Scrivo qui perchè è un angolo nascosto dove pochi o forse nessuno può raggiungermi e oggi ho bisogno di buio. Chissà quale immagine, quale rumore o parola riportano dalla mente sentimenti sprofondati nel pozzo della memoria. Lei è lì sul suo letto, pallida, smagrita, ormai...
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la memoria ovvero morti di serie A e morti di serie B

27 gennaio 2015 ore 14:34 segnala


Quel 27 gennaio c'era la neve quando l'Armata rossa entrò nel campo di Aushvitz, e tutto era immobile e silenzio. Gli internati stavano inerti, svuotati di carne e ossa, morti gli uni e vivi gli altri.

Mucchi di scarpe, di borse, di occhiali e anche di capelli impacchettati pronti per essere spediti. Le piccole cose parlano dell'orrore più delle roboanti affermazioni.

La shoah è stata la più grande ferita inferta alla civiltà occidentale, il suo modo di uccidere fu pianificato a tavolino freddamente, cinicamente come una vera e propria industria della morte,
Questo metodo e il fatto che sia successo in Europa e nella civilissima Germania, la patria di tanti grandi filosofi, è l'orrore che fa di questo genocidio quello che unico viene ricordato rispetto tanti altri genocidi compiuti e subito dimenticati.

Eppure sarebbe necessario ricordare le migliaia di donne e di bambini palestinesi arsi vivi da bombe al fosforo sganciate dalla altrettanto "civilissima" Israele.

Sarebbe giusto non dimenticare la tragedia del popolo curdo gasato sulle montagne dal governo turco e ancora quella del popolo armeno, del popolo argentino torturato e gettato dagli aerei del dittatore Videla e di quello cileno, e poi ancora quella dei giapponesi che continuano a morire per le bombe atomiche sganciate dai civilissimi USA.
Sarebbe giusto ricordare le migliaia di vittime del comunismo reale e le foibe slave.

La memorira dell'Olocausto sarebbe cosa sacrosanta se ricordata come il paradigma della brutalità umana, della ferocia incomprensibile se non con la banalità del male che proprio una filosofa ebrea A. Harendt spiegava.

La storia ci mostra che banalità del male è ancora tra noi, tra chi obbedisce senza dubbi e non sa dire un no , tra chi ripete senza riflettere le frasi lette sui media, tra chi non si sente coinvolto, tra chi si sente assolto, tra chi divide i morti in categorie A e B.
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« immagine » Quel 27 gennaio c'era la neve quando l'Armata rossa entrò nel campo di Aushvitz, e tutto era immobile e silenzio. Gli internati stavano inerti, svuotati di carne e ossa, morti gli uni e vivi gli altri. Mucchi di scarpe, di borse, di occhiali e anche di capelli impacchettati pronti p...
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Nous sommes Charlie?

12 gennaio 2015 ore 10:55 segnala


Ieri manifestzione a Parigi contro il terrorismo.
Sarebbe ovvio dire , ma lo dico, che condanno la violenza e gli attentati che uccidono persone innocenti.
Sarebbe ovvio dire, ma così non sembra, che queste stragi fanno male ad musulmano "vero" che oggi in tutta Europa sarà guardato con sospetto e paura quando andrà a fare la spesa, prenderà la metropolitana o si recherà in qualsiasi luogo pubblico.

I musulmani devono ripetere ogni volta che si dissociano, devono dirlo con forza, lo si esige, non lo si chiede, di ripeterlo ad ogni domanda retorica perchè in fondo in fondo alberga il dubbio che il seme del terrorismo sia nella loro etnia, nella loro religione.

Eppure ogni religione ha avuto i suoi terroristi, anche quella cattolica usò l'Inquisizione per ammazzare migliaia di persone, definite eretiche perchè la pensavano diversamente, perchè si esprimevano liberamente.
La libertà di pensiero è stata insanguinata molte volte nella storia.
Eppure non si è mai chiesto ad un cattolico di dissociarsi dalle persecuzioni attuate contro i valdesi.
Lo so direte, è successo secoli fa, ma anche all'epoca nessuno chiese dissociazioni.
Non si è mai chiesto ad un tedesco di dissociarsi dagli eccidi nazisti, eppure è accaduto dolo sei lustri fa, forse perchè vittime e carnefici appartenevano alla stessa fede cattolica?
Scrivo a ruota libera, per cui è possibile qualche contraddizione nel mio ragionamento.

Vorrei vedere manifestazioni uguali a quella magnifica e oceanica di Parigi, vedere riempirsi le piazze per le migliaia di donne e bambini uccisi come effetti collaterali dalle nostre civilissime bombe, sganciate per decenni sull'Afghanistan, e sull'Iraq , in nome della democrazia da esportare, democrazia chiamata petrolio.
Siamo tutti Charlie?
No, non tutti!
C'è una ipocrisia di fondo che nega una semplice legge fisica "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria".
I Charlie sono tutti i popoli depredati prima da guerre coloniali e devastati oggi da guerre "umanitarie".
Non sono Charlie i capi di governo che hanno marciato abbracciati, responsabili di una politica europea dissennata e sanguinaria, terrorista anch'essa, ma legalmente accettata perchè le armi vendute fanno bussiness!
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« immagine » Ieri manifestzione a Parigi contro il terrorismo. Sarebbe ovvio dire , ma lo dico, che condanno la violenza e gli attentati che uccidono persone innocenti. Sarebbe ovvio dire, ma così non sembra, che queste stragi fanno male ad musulmano "vero" che oggi in tutta Europa sarà guardato...
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Fiore di mandorlo

07 gennaio 2015 ore 11:15 segnala


Pensa agli altri,

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,

non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,

non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,

coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, a casa tua, pensa agli altri,

non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,

coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.

...
Da: “Come il fiore di mandorlo o più lontano” di Mahmoud Darwish,

traduzione a cura di Asma Gherib
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« immagine » ensa agli altri, Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe. Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace. Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvol...
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capodanni

02 gennaio 2015 ore 19:09 segnala




Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.
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« immagine » « immagine » Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventi...
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