Il tradimento come occasione

09 marzo 2014 ore 14:14 segnala
Navigando su youtube ho trovato un video molto interessante prodotto da un bravissimo psicologo, psicoterapeuta. L'argomento è il "tradimento"
vi pongo una domanda: Tradire è sempre sbagliato? Puo' essere utile?
...vi lascio ora alla visione del video...aspetto i vostri commenti, ma per il momento...Buona visione :-) !

LA MINDFULNESS

31 agosto 2013 ore 20:29 segnala
Ciao, è dà un po' che non scrivo nel blog e colgo l'occasione per fare un "mini sondaggio". Ho scoperto una pratica molto antica che viene riutilizzata negli interventi di psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione (non ti addormentare! aspetta un'attimo! ;-) ) che è appunto la mindfulness.
Questa pratica altro non è che la meditazione vipassana ( una meditazione di consapevolezza) ora è da pochissimo che ho iniziato a praticarla, piu o meno 20 giorni..e ti dirò ha un sacco di benefici e li sto sperimentando (es. sono piu' concentrato, piu' rilassato, maggiormente empatico, piu' consapevole dormo di piu' e meglio ecc ecc) ora la domanda che rivolgo a tè è la seguente: tu conosci la mindfulness? ne hai sentito parlare? se si, cosa ne pensi?
Ti faccio questa domanda per farmi un'idea generale di quanto stia prendendo piede questa pratica e che grado di conoscenza ne hai.
Grazie per aver postato un tuo commento,
se ancora non lo hai fatto...pensaci su', se ti và informati e fammi sapere che idea ti sei fatto/a,
ciao! :-)
gia che ci sono, vi lascio postato questo video commento lasciato Giovanni Storti..il Giovanni di "Aldo,Giovanni e Giacomo", sulla sua esperienza riguardo la Mindfulness....buona visione! :-)

diventare felici si puo'!

01 agosto 2013 ore 12:44 segnala



Ciao!
oggi ti voglio parlare della "felicità" ...aaaah! che bella parola..ma che cosa vuol dire?
beh, a dire il vero esistono diverse sfumature di significato attribuite a questo vocabolo all'interno di una stessa cultura e tra diverse culture,
ma il significato che a noi interessa è quello di "benessere" percio' qui parleremo di felicità inteso come lo stato di benessere
(d'altronde anche Matthieu Ricard , l'uomo piu' felice del mondo,gli attribuisce questo significato...che dici, ci possiamo fidare :-) ? )
Ok, ora che ci siamo accordati sul significato possiamo arrivare al nocciolo della questione cio'è: perchè ne parlo, qui a te .
Beh, perchè è una questione che mi interessa in quanto, il diventare felici aumenta il nostro stato di salute fisica (rafforza le nostre difese immunitarie e ci fà diventare piu' longevi) e psichica
(es.per la felicità nel futuro uno dei componenti è l'ottimismo, e qui ti invito a leggere il post su questo blog dal titolo "ottimismo e salute: ottimisti con il metodo abcde") e non solo, le emozioni positive secondo la professoressa Barbara Fredrickson, psicologa sociale e studiosa delle emozioni positive che ha condotto diversi esperimenti e studi, incrementano le nostre risorse intellettuali e anche quelle sociali(dalle amicizie, all'essere sostenuti in caso di necessità alla maggiore probabilità di sposarsi ecc.)




, insomma ci sono tanti ottimi mitivi per diventare felici. Si, ho scritto DIVENTARE felici perchè felici lo si puo' diventare: non è uno "stato della mente" dove o lo si sperimenta è oppure no come se fosse caduto dal cielo , bensì è un'abilità che si apprende con costanza.
Già immagino l'espressione sul tuo volto :-) , ma c'è una buona notizia : con la pratica diventa sempre piu' semplice in quanto si attiva un meccanismo che si autoalimenta dove mettere in pratica certi comportamenti, ti fa sentire bene il chè fà aumentare la probabilità che tu metta in atto nuovamente quel o quei comportamenti.
A sostegno di quanto ho scritto riporto cio che il padre fondatore della psicologia positiva, Martin .E.P: Seligman, dice in merito alle emozioni positive e a quelle negative:

"le emozioni positive verso un'oggetto o una persona fanno sì che ci avviciniamo a loro, mentre le sensazioni negative ce li fanno evitare" "in qualche momento, durante l'evoluzione, quindi gli animali piu' complessi acquisirono il fardello di una vita emotiva. Perchè?" " Le emozioni negative -paura, tristezza, rabbia-sono la nostra prima linea di difesa contro le minacce esterne. La paura è un segnale che il pericolo è in agguato; la tristezza chè è imminente una perdita; la rabbia che qualcuno sta invadendo il nostro territorio.
Nell'evoluzione, pericolo,perdita e intrusione sono tutte minacce alla sopravvivenza dell'individuo" " le emozioni negative rivestono un ruolo determinante" "Quelli tra i nostri progenitori che provavano forti emozioni negative quando era in gioco la vita o l'incolumità fisica, probabilmente lottavano e fuggivano meglio, e trasmisero i loro geni".
In pratica Seligman ci dice :durante l'evoluzione le emozioni negative hanno avuto ( e lo hanno tutt'ora) un ruolo determinante per la sopravvivenza e la la diffusione della nostra specie, ma al giorno d'oggi che non rischiamo la vita da un momento all'altro , visto che le possediamo, possiamo sviluppare le nostre emozioni positive e migliorare il nostro benessere.
E tu, cosa stai facendo per diventare felice? :-)

Prima di lasciarti ti posto i link tratti dalle conferenze tenute da Matthieu Ricard "l'uomo piu felice del mondo" e del professor Martin E.P. Seligman padre fondatore della psicologia positiva ed ex presidente dell APA (American Psychological Association) i video sono in inglese ma basta selezionare i sottotitoli in italiano...ne vale la pena!(dove vedi scritto "show transcription" seleziona "italiano") :-)

http://www.ted.com/talks/martin_seligman_on_the_state_of_psychology.html


http://www.ted.com/talks/matthieu_ricard_on_the_habits_of_happiness.html


Bene, per oggi è tutto e come sempre, se hai commenti, suggerimenti, critiche ,consigli o se vuoi farmi sapere la tua : scrivi nei commenti qui sotto, oppure clicca su "mi piace" e sapro' se il mio lavoro ti è piaciuto :-)!
A presto! ;-)

OTTIMISMO E SALUTE: OTTIMISTI CON IL MODELLO "ABCDE" ;-)

29 luglio 2013 ore 23:02 segnala
Ciao!
oggi si parla di ottimismo, ma non dell'ottimismo "ottuso" che in psicologia cognitiva viene chiamato "sindrome di pollyanna" (quella ragazzina protagonista di un cartone animato che vede la vita "sempre bella e positiva" anche quando non c'è nulla di bello, hai presente?)


Bensì dell' ottimismo realistico cio'è : la capacità di considerare i dati oggettivi, reali cercando in essi il lato positivo, ma SENZA NEGARE QUELLO NEGATIVO!
cio'è : "oddio, mi hanno bocciato all'esame!!!....beh, ineffetti sapevo poco e se mi avesse promosso, sarei passato con un 18 che mi averbbe rovinato la media....beh, dai se questa volta studio sul serio, potro' superare l'esame e magari con un buon voto! :-)"
Ma...perchè è importante l'ottimismo?
beh, per tutta una serie di motivi tra cui:

- l'ottimismo potenzia la motivazione e la perseveranza, e questo permette un migliore adattamento all'ambiente

- l'ottimismo è associato ad una migliore qualità della vita e ad una propensione minore a sviluppare malattie fisiche e psichiche

-gli ottimisti ottengono piu sostegno dagli altri

-gli stati emotivi degli ottimisti, rafforzano il loro sisteme immunitario! (pazienti ottimisti con disturbi cardiaci, hanno minori probabilità di infarto,
gli ottimisti hanno anche tempi piu brevi di recupero post-operatorio,
senza contare che sono anche piu resistenti alle malattie)

queste sono solo alcune delle molte motivazioni.

Ok, detto cio' tu mi potrai dire: "ok, mi hai convinto/a...ma io sono un/a pessimista cronico/a....cosa posso fare?"

Non saro' io a rispondere alla tua domanda ma il professor Martin e.p. Seligman, psicologo ,
padre fondatore della psicologia positiva ex presidente dell' APA (American Psicological Association) ed autore di numerose ricerche e libri,
sulle emozioni positive e sulla felicità (se l'argomento ti interessa ti consiglio tutti i suoi libri, sono molto belli e divulgativi..io li ho letti e mi sono piaciuti)
Lo stesso Seligman afferma di essere un "pessimista incallito" e usa regolarmente gli esercizi che propone ai suoi studenti e nei suoi libri, uno di questi è
il modello ABCDE.
Di cose si tratta?
E' un modo per "costruire" l'ottimismo che consiste nel riconoscere e poi discutere i pensieri pessimistici.
Noi tutti abbiamo la capacità di discutere e la usiamo quando un'altra persona ci accusa ingiustamente di qualche manchevolezza o difetto e per zittirlo/a, enumererai tutte le ragioni per cui si sbaglia.

Altra storia, invece, quando invece rivolgiamo le stesse accuse a noi stessi, solitamente non le discutiamo, benchè spesso siano infondate.
Il segreto per discutere i vostri pensieri pessimistici è :
1-riconoscerli
2-trattarli come se fossero espressi da un'estraneo, un/a rivale la cui missione nella vita è rattristarvi e amareggiarvi (ammappate che infamone/a!!! ;-) )

Ecco cosa fare quando ti renderai conto di avere un pensiero pessimistico che sembra infondato : mettilo in discussione con il modello ABCDE :
A sta per "Adversity", avversità, B sta per "belief", sono le convinzioni che sviluppi automaticamente difronte alle avversità;
C sta per "Consequence",le conseguenze di tali convinzioni; "D" sta per "Disputation", la discussione delle vostre convinzioni; ed "E" per "Energization", cio'è l'iniezione di energia che ha luogo quando la vostra discussione ha successo.

Ora riporto un'esempio di come utilizzare questo modello:

AVVERSITA'. Hank, il mio direttore, mi ha convocato per dirmi che alcune idee nuove che gli avevo proposto, gli erano piaciute molto. Mi ha chiesto di accompagnarlo ad un meeting ed esporre le mie idee ai nostri alti dirigenti.

(B) CONVINZIONI. Oh, no! non è possibile che il capo voglia che lo accompagni! Mi rendero' ridicolo. Ho avuto solo fortuna nell'incontro con lui...e a dirla tutta quelle non erano mie idee.
ne avevamo parlato con i colleghi in ufficio. Non sento di avere le competenze necessarie per rispondere alle domende che mi faranno...mi faro' umiliare!

CONSEGUENZE. Ero paralizzato dalla paura. Non riuscivo a concentrarmi. Avrei dovuto preparare la presentazione, ma perdevo il filo del ragionamento in continuazione , e finii per trovarmi nel caos

DISCUSSIONE. Ferma un'attimo: questa che ti sta capitando è una cosa positiva, non negativa! hai sviluppato quelle idee assieme agli altri, ma dire che non sono idee tue...non è realistico!
Nell'ultima riunione, grazie a tè il team è uscito da quel vicolo cieco, grazie al nuovo approccio che avevi proposto.
Sentirsi nervosi è normale! chiunque lo sarebbe a fare una presentazione di fronte agli alti dirigenti.
E poi a quelle idee ci hai pensato un sacco! hai pure buttato' giu' qualche appunto e lo hai fatto girare tra i colleghi.
E poi non sei di certo l'ultimo arrivato: se il capo ti ha scelto per fare la presentazione è perchè ha fiducia in tè , che gli farai fare una bella impressione, è il caso che anche tu abbia fiducia in lui!

ENERGIZZAZIONE. Ritrovai calma e concentrazione. Decisi di chiedere ad un paio di colleghi di farmi da "pubblico" per poter provare la presentazione. Cominciai da assaporare il gusto della sfida, e piu' lavoravo, piu' mi sentivo sicuro di me. Escogitai persino un paio di modi nuovi per esprimere alcuni concetti, che resero tutto l'intervento piu' coerente.

Ora tocca a tè, nella tua vita quotidiana. non cercare le avversità, ovviamente, ma quando si presentano, sintonizzati sul tuo dialogo interiore. Quando individui delle convinzioni negative, mettile in discussione e sbarazzatene.
Vuoi alcuni esempi di vita quotidiana dove poter applicare questo modello?
Eccone alcuni: aspetti per posta qualcosa che tarda ad arrivare, oppure un sms o una mail importanti, o una telefonata da qualcuno che non richiama...insomma cose di questo genere( ve ne verranno in mente altri anche a tè)

Ok , anche per oggi è tutto. prima di lasciarti, ti posto un test per misurare il tuo livello di ottimismo (magari se ti và, lo puoi fare Poco prima di testare il modello "abcde" e dopo, in modo da poter avere una misurazione oggettiva
dell'effetto di questo modello su di te ;-) )

http://www.nienteansia.it/test/test-ottimismo-pessimismo.html

Come sempre, se hai dubbi, consigli, opinioni , vuoi propormi un'argomento, o vuoi condividere con noi l'effetto di questo modello sul tuo ottimismo...scrivi nei commenti e ti risponderò con piacere :-) o se ti è piaciuto l'argomento, e vuoi farmelo sapere,
clicca sul tasto "mi piace" qui sotto
a presto,
ciao! ;-)

il piacere : uno strumento per ricaricarsi

27 luglio 2013 ore 21:01 segnala


Quante volte ti sei sentito/a, senza energie, un po' fiacco/a?
Se poi ci mettiamo di mezzo anche il caldo, il traffico i rumori della città...beh...allora tutto sembrerà peggiorare ed ecco che ci sentiamo anche svogliati, annoiati eancora piu a corto di energie ed iniziamo a sognare con maggiore desiderio le agognate vacanze! :-(
Ma se ti dovessi dire che esiste un modo semplice e a portata di mano per potersi ricaricare?
Ebbene c'è! ed è semplicissimo: il piacere :-)
...tu mi dirai: si, ok...ma alla fine cosa dovrei fare?
Mi spiego meglio:
Tu sai, intuitivamente, ti piace oppure no
- fare una passeggiata
-mangiarsi un bel gelato (poi con questo caldo...!)





-fare quattro chiacchere con un/a caro/a amico/a
-leggere un buon libro
-ascoltare della musica piacevole
-indugiare nei piaceri della tavola ecc ecc

insomma, la lista è lunga e ogniuno ha le proprie attività preferite.

Nell'arco della giornata ti trovi ad affrontare diversi "devo" : il lavoro, la casa, gli amici, il/la compagno/a (eh, si delle volte contribuiscono pure loro! anche se sono i nostri alleati e ci sostengono, nei momenti meno felici della nostra esistenza e viceversa). Sono delle attività sicuramente importanti per la tua vita ma, se a fine giornata ti senti stanco/a , stressato/a , senti una certa sensazione sgradevole che ti pervade...beh...allora è il caso di porvi rimedio
ed iniziare a fare delle attività che ci piacciano e ci ricaricano, insomma è il caso di iniziare a prenderti cura di te stesso/a. Se continuiamo a dare,dare dare e dare e il nostro corpo ci invia dei segnali...forse è il caso di ascoltare questi segnali ,ristorare le nostre energie e tornare a star bene! ;-)
Permettetemi una piccola "deviazione" :
noi con il nostro comportamento forniamo dei "modelli" da cui gli altri prendono esempio( e viceversa), cosa ancora piu vera se abbiamo figli o nipoti con cui siamo a contatto quotidianamente (questo lo affermava Albert Bandura, uno psicologo del passato)
perchè dico questo? Se noi ci prendiamo cura di noi stessi, indirettamente ,insegnamo agli altrie percio' anche ai nostri figli e/o nipoti a fare lo stesso con se stessi :-)
noi possiamo essere dei modelli "positivi" o "negativi")....ma questa è un'altra storia!

Tornando a noi,

la psicologia Veronica Di Biagio, ci propone un semplice esercizio: L'OROLOGIO DEL PIACERE

Quanto tempo posso o voglio dedicare ad un'attività che contribuisce al mio benessere?

un'ora? 30 minuti? Oppure 5 minuti?
una volta scelto QUANTO tempo vogliamo dedicarvi e DOVE,
non resta che scegliere QUANDO (mattina, pomeriggio, sera, pausa pranzo ecc.) e anche come arginare le fonti di disturbo: l'unica regola è che quel tempo non deve essere interrotto da fonti esterne ( è chiaro che se hai scelto un'ora...ma dopo 10 minuti senti che va bene così...allora ok)
Io personalmente mi sento di adottare questa semplice pratica con regolarità...d'altronde è una buona abitudine quella di prendersi cura di se stessi, no? ;-)
bene, se vuoi riportare nei commenti il risultato di questo piccolo esercizio fallo pure, ti raccomando! O se vorrai , nei commenti, sentiti libero/a di scrivere: critiche, riflessioni oppure suggerire qualche argomento che ti interessa...bene, per oggi è tutto,
A presto, ciao!


Ps: se vuoi prova ad ascoltare questi video che ho caricato e magari fammi sapere se anche tu li hai trovati "rilassanti" ;-)

Empatia?...ma figurati se non so cos'è!....anche se...

25 luglio 2013 ore 10:52 segnala


Empatia...che bella parola....tutti pensano di sapere di cosa si tratta (notare il sarcasmo ;-) )
allora senti frasi del tipo: "eehh, si...io sono una persona che và ad "empatia" con chi non conosco" ( e mentre dice cio' ti mostra il braccio sfregandolo con l'altra mano e ti fà un cenno con il capo mentre solleva le sopraciglia come a dirti "hai capito ora?") ed ecco che affiora in mè un senso di fastidio, visto che l'empatia è uno strumento di osservazione e non è la compassione (intesa in senso comune), puo' centrare nel senso di sentire lo stesso "dolore"(passione) dell'altro/a, non è la simpatia.....ma...allora cos'è?
La definizione piu' semplice che ho trovato è : lacapacità di mettersi nei"panni" degli altri, e percio' per deduzione, abbandonare per un certo periodo di tempo dei "propri panni" e sentire quello che sente l'altra persona o per lo meno sentire qualcosa di simile.


Heinz Kohut, psichiatra di formazione psicoanalitica, ha trattato a fondo (non solo lui ma anche altri psicologi e psichiatri del passato ad esempio Carl Rogers)
il tema dell'empatia ...perche?(potrai pensare)..beh perchè è uno degli strumenti della psicologia e psichiatria per poter "raccogliere informazioni sullo stato interno del cliente".
Nella raccolta di scritti di Heinz Kohut dal titolo "INTROSPEZIONE ED EMPATIA" descrive e definisce cos'è l'empatia, di seguito ne riporto alcune parti :

"L'uomo e gli animali esplorano l'ambiente circostante con l'aiuto degli organi di senso :con l'udito, l'odorato, la vista, il tatto; se ne formano agglomerati di impressioni, che ricordano e confrontano, e sviluppano aspettative sulla base di queste impressioni passate. " "Il mondo interno non puo' essere osservato con l'aiuto dei nostri organi di senso. I nostri pensieri, sentimenti,fantasie non possono essere visti, odorati, uditi o toccati. Non hanno alcuna esistenza nello spazio fisico e sono tuttavia reali, tanto che li possiamo osservare così come avvengono nel tempo : con l'introspezione, in noi stessi,e con l'empatia (cio'è l'introspezione vicariante) negli altri."
"consideriamo un semplice esempio. Vediamo una persona eccezionalmente alta.
L'eccezionale statura di questa persona è indiscutibilmente un fattore importante per la nostra valutazione psicologica; senza introspezione ed empatia, tuttavia, la sua statura rimane soltanto un'attributo fisico. Soltanto quando ci pensiamo al suo posto, e per introspezione vicariante cominciamo a sentire la sua statura insolita come se fosse la nostra e riviviamo così esperienze interne nelle quali siamo stati non comuni o ci siamo fatti notare, solo allora cominciamo a riconoscere il significato che la statura insolita puo' avere per quella persona, solo allora abbiamo osservato un fatto psicologico" (Heinz Kohut, da "introspezione ed empatia" , pag.53 e pag.55)
Spero di aver reso un po' piu'chiaro questo bel concetto, a volte bistrattato e talvolta usato impropriamente :-)
Se sei riuscito/a a leggere fin qui...beh...sei veramente un'eroe (o un eroina) :-) e a tè va tutta la mia ammirazione! ;-)
Se ti è piaciuto l'argomento,
o magari lo hai trovato noioso, clicca su "mi piace"
oppure se vuoi farmi sapere la tua opinione, scrivi qui sotto nei commenti ed io ti rispondero!

p.s:
quasi dimenticavo...ma tu quanto sei empatico/a?...scoprilo con questo test e se vuoi, fammi sapere! :-)
...a presto!
http://www.nienteansia.it/test/test-empatia.html

zona di comfort : quando le abitudini ci imprigionano

24 luglio 2013 ore 21:26 segnala
Navigando un po' su internet ho scoperto questi video che parlano della "zona di comfort"...in questi video è spiagato di cosa si tratta, quando diventa dannosa e dà qualche consiglio semplice da applicare per poter gradualmente uscire dalla tua "comfort zone"




in questo secondo video viene proposto un'altro punto di vista, lui è Roberto Re, un trainer e un esperto di pnl:




In conclusione( per il momento), le abitudini possono essere dannose...ma anche farci bene come quando ci iscriviamo in palestra o mangiamo in maniera sana (piu frutta e verdura, meno carne , meno grassi ecc..). Ma l'uscire dalla zona di comfort, significa affrontare delle piccole "sfide" (non cose spericolate e sconsiderate!!! come fare il funambolo senza protezioni, quello è solo una cosa pericolosa e mortale!!)....e tu? Quando è stata l'ultima volta che sei uscito dalla tua "zona di comfort" ?
;-)
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Navigando un po' su internet ho scoperto questi video che parlano della "zona di comfort"...in questi video è spiagato di cosa si tratta e quando diventa dannosa « video » in questo secondo video viene proposto un'altro punto di vista, lui è Roberto Re, un trainer e un esperto di pnl: «...
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24/07/2013 21:26:58
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Ohhh! ora sto bene :-)....e tu?

24 luglio 2013 ore 11:09 segnala


ooooh! ora sto bene! :-).......e tu?......
Quanto è importante per te essere felice? Puo sembrare una domanda banale, quasi retorica, ci si puo' pensare che a porla a chiunque si riceverà sempre la stessa risposta: " e' importantissimo!". Ma tu, quanto tempo dedichi a realizzare la tua "felicità" ( o benessere)?
Le scelte che fai ogni giorno, nascono da un tuo desiderio...o dal tuo desiderio di compiacere o non contraddire qualcuno, la cui opinione per tè è importante?
Se è vero che abbiamo una sola vita e che il tempo a nostra disposizione è limitato...perchè non vivere la vita che NOI desideriamo?
Tu stai vivendo veramente la tua vita come desideri te o come desidera qualcun'altro'? da cosa dipende la tua felicità (benessere)?
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« immagine » ooooh! ora sto bene! :-).......e tu?...... Quanto è importante per te essere felice? Puo sembrare una domanda banale, quasi retorica, ci si puo' pensare che a porla a chiunque si riceverà sempre la stessa risposta: " e' importantissimo!". Ma tu, quanto tempo dedichi a realizzare la t...
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Il "retto sforzo" : l'ascolto come mezzo di cambiamento :-)

24 luglio 2013 ore 10:57 segnala
Il "retto sforzo"
Buon giorno, qualche giorno fà mi è ricapitato fra le mani un libro che avevo già letto in passato cio'è "Come diventare un buddah in cinque settimane! di Giulio cesare Giacobbe, che con il suo particolare stile "dissacrante e colloqualie" ha scritto un "protocollo" per diventare un buddah un "illuminato".
Lui è un filosofo , uno psicologo ed ha una cattedra di fondamenti delle discipline psicologiche orientali (tutto questo per dire che non è certo l'ultimo dei pirletta")
C'è un passaggio che a mio parere è la "base" per conoscersi e di consguenza poter conoscere gli altri cio'è il sapersi ascoltare e accettare che corrisponde a cio' che il buddah chiamava il "retto sforzo" :
"Fratelli,so che la vostra attenzione è imprigionata nel mondo immaginario del vostro pensiero.
Fratelli, so' che guardare dentro voi stessi richiede uno sforzo di volontà.
Concentrate la vostra attenzione sul vostro pensiero, osservate come esso nasce,cresce e muore, come esso è impermanente e come i suoi fantasmi non sono reali.
Fratelli, facendo lo sforzo di guardare dentro voi stessi vi libererete dai fantasmi del vostro pensiero.
Allora la vostra attenzione potrà rivolgersi alla realtà che vi circonda ed essa si rivelerà a voi in tutta la sua bellezza e la sua gioia.
Io lo sto già facendo da tempo, e con ottimi risultati.
Non vi nascondo che non è sempre così facile o piacevole (sopratutto se capitano cose "non belle" , ma se provate riuscirete ad andare al cuore della faccenda)
Io vi propongo percio' di, Ascoltarvi senza giudicare (perchè il giudizio intralcia la vera comprensione: se dico "questo va bene, questo no" sto mettendo un'etichetta ed intralcia la comprensione di cio' che realmente sta accadendo)
E se vi và magari, scrivete che risultati avrete ottenuto...ovviamente serve costanza e direi di farlo per almeno una settimana e solo quando "sentite qualcosa" (bello o brutto che sia) e ascoltatevi...magari chiedetevi "come mai sento questo?" da dove viene questa sensazione? quando è iniziata? a cosa è collegata secondo mè'? Un'alternativa molto valida è scrivere un diario..bastano anche qualche riga. Aspetto i vostri commenti! smile

che direzione ha la tua vita?

24 luglio 2013 ore 10:50 segnala
che direzione hai preso?
Lo scopo della vita....ooohhh....bene...quante volte ne avete sentito parlare?
Immagino poche...ma ,penso, che prima o poi questa è una di quelle domande che uno si fà : che scopo ha la vita? che scopo ha la MIA vita?
beh ammettiamo che la vita possa non avere uno scopo...significa allora che li ha tutti! nel senso che possiamo assegnargli in maniera piu o meno arbitraria uno scopo.
Se invece ha uno scopo...che scopo ha? A mio avviso è importante scoprire qual'è lo scopo della propria vita in quanto una volta che gli si è assegnato un certo valore (cosa che tutti facciamo, anche se magari in maniera a volte inconscia) allora questo nostro "obbiettivo" a lungo termine ci guiderà nelle nostre scelte e fungerà da stella polare, indicandoci la direzione. Per questo motivo( a mio parere) è molto importante prenderne coscienza, così da potersi conoscere di piu' e fare scelte piu congrue a cio che siamo...o cio' che siamo in quel periodo particolare della nostra esistenza. Non escludo che a seconda di :come siamo, come siamo diventati, le esperienze che abbiamo vissuto o che stiamo vivendo, come reagiamo a queste...e chissà quante altre variabili, allora cambierà anche il modo di pensare alla nostra vita e all'esistenza in generale, semplificando: se veniamo da un ambiente ostile (ambiente:emotivo e fisico) e magari abbiamo accumulato un po' di"ferite" finchè (e se) non rimarginano e non riusciamo a rielaborarle..allora tenderemo a vedere tutto un po' "nero"...una volta passato il brutto periodo e magari troviamo: dei buoni amici, una nuova fidanzata,un buon lavoro, raggiungiamo dei nostri obbiettivi ecc. ecc. allora muterà anche il nostro "senso della vita".
Il dalai lama afferma :" lo scopo della vita è la felicità"
e tu? quale scopo ha la tua vita? lo hai già trovato? sei interessato a trovarlo oppure lo ritieni una perdita di tempo?
Se sei arrivato/a fin qui...beh sei una persona curiosa e determinata...e io sono curioso di sapere cosa ne pensi! smile aggiungi un commento qui sotto :-)
Prima di lasciarvi, posto un video che a mè è piaciuto dal titolo "Cosa desideri davvero?" buona visione :-)