E qualche volta capita che...

06 ottobre 2009 ore 13:07 segnala

...capita che leggi una parola. Una di quelle semplici eppure complicate.

 

Ti scappano gli occhi fuori dalla finestra, a correre in un cielo grigio che sembra fatto apposta per far rimbombare quella parola nel tuo cervello.

Fai un sforzo, da sola, per tirare su gli angoli della bocca, uno sforzo per credere di farlo con convinzione, uno sforzo per rendere questo sforzo credibile... e poi invece ti accorgi che la forza di fare sforzi non ti è rimasta.

Sembra chiusa in quella parola, chiusa a sua volta dentro quella busta gialla, anonima, anche bruttina a dir la verità.

Sembra dentro il mobile dello stereo che., non si sa come...forse da solo, spinto da una volontà sua, ha fatto partire questo Mozart strappalacrime e strizzabudella.

 

Ridi di questo, perchè sai che hai voglia solo di farti male. Di farti piccola. Di essere debole.

Vuoi NON reagire perchè vuoi NON vivere questa nuova sconfitta.  E ti piacerebbe, ma tanto, pestare i piedi, fare capricci, urlare 'non voglio'....

E sai che non si puo'.

 

Ma cosa cazzo pensava Mozart, quando componeva questo brano? Vigliacco lui e tutta la sua genìa.

 

E vigliacca la vita.

 

'fanculo.

 

 

 

 

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...capita che leggi una parola. Una di quelle semplici eppure complicate.   Ti scappano gli occhi fuori dalla finestra, a correre in un cielo grigio che sembra fatto apposta per far rimbombare quella parola nel tuo cervello. Fai un sforzo, da sola, per tirare su gli angoli della bocca, uno...
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06/10/2009 13:07:59
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Commenti

  1. Crayon.Bleu 06 ottobre 2009 ore 14:04
    ...non fare così, lascialo perdere quello. E' sempre stato strano sin da piccolo. Pensa che la sua mamma l'ha portato più volte dallo psicologo, poi ad un certo punto lei gli ha chiesto (allo psicologo): "Cosa le devo?" E lo psicologo si è grattato un po' il crapino (che sarebbe la testuggine) e gli ha risposto (alla mamma di Amadeus): "Niente signora, lasci perdere, non c'è nulla da fare, non stia a spendere soldi inutilmente."
    E da quel giorno la mamma di Amadeus lo guardava di nascosto mentre aggiustava i calzini del suo babbo, sbirciando fuori dagli occhiali, cercando di non farsi vedere e di non farlo arrabbiare. 
    Una volta lui si è accorto che lei lo guardava di nascosto, ma lei prontamente gli ha detto: "Cosa vuoi di merenda Amadeus?" E lui ci è cascato e gli ha detto subito: "Un kinder!" E si è rimesso a giocare... un po' piano e un po' forte...
    Che storia triste, sembra la mia... Mah!
  2. Shangri.Lah 06 ottobre 2009 ore 19:52

    ... come quella della penna. Solo che lei aveva anche il rosso.

     

    Non so... E mi ricordi tanto l'arguzia di chi sorrideva qui, con me, parecchio tempo fa. Un po' poeta e un po' guitto...o A ...chi sa?

     

    Ma non è un uomo, quello che ha fatto fuggire i miei occhi. Non è un uomo. E nemmeno una donna, neh? :-))

     

    Ciao.... mi piace il tuo modo di scrivere... mi piace parecchio.

     

     

  3. Crayon.Bleu 07 ottobre 2009 ore 11:13
    ...son contento, son proprio contento.
    Di solito gli occhi fuggono quando c'è troppa luce, per esempio quando apri le griglie e il sole ti spara dritto, dritto nel lumino (quello in centro alla parte colorata dell'occhio) quando magari sei ancora un po' addormentato e le caccole te li tengono ancora un po' chiusi.
    Il pastello mi piace blu, la penna invece mi piace di più nera. Mi piacerebbe anche la stilografica, ma si pasticcia tutto. Pensa che una volta mi piaceva una (che sarebbe una donna). Ad un certo punto mi è arrivata a casa una lettera con scritto sopra il mio indirizzo con la penna stilografica. Lascia tracce inconfondibili, perciò non potevo sbagliarmi. Mi tremavano le mani dall'emozione e non avevo il coraggio di aprirla. Poi mi sono deciso. Non volevo aprirla sollevando la parte incollata, perché temevo di rovinarla, perciò ho preso il coltello e l'ho infilato nella parte superiore della busta e l'ho aperta tagliandola per bene. Ho cominciato a leggere la bella grafia con il cuore in gola, ma man mano che leggevo c'era qualche cosa che non mi tornava. Allora ho sbirciato la firma in calce: AAAHHH!!! Non era lei! Ca....volaccio!!! Era un'altra! L'avrei strozzata!

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