Il mondo dei giochi

01 giugno 2011 ore 19:59 segnala
(questa, in fondo, è un po' anche mia... Metterla qui ha il suo bel senso)




Quante volte t’ho chiesto di darmi il piacere? Di costruirlo, coltivarlo, crescerlo, nella complicità delle situazioni create ad hoc, stimolate fin dal loro nascere per poterle rendere tattili, fino ad assordarmi, fino a sentirmele precipitare addosso a trascinarmi, risucchiarmi, inghiottirmi?

“Il mondo dei giochi è dentro, non fuori. Tutto ciò che ti serve, per provare piacere, per godere - di te e degli altri - è nelle increspature morbide, non solatie, della tua mente. Non serve nient’altro, fuori; nient’altro. E’ tutto lì, il mondo dei giochi. Il tuo, in te; il mio, in me.”

M’è venuta voglia di giocare anche oggi. Allora ho aperto la porta del mondo dei giochi, piano, per non disturbare e non per sorprendere: so che, quasi ogni volta che entro, tu stai riposando, o sonnecchiando.

Ho fatto bene a non fare rumore, anche stavolta... sei stesa vicino alla grande porta-finestra, completamente in ombra, sopra alla pila di tessuti colorati accatastati a pezze irregolari, con gli occhi chiusi; in mano, due pezzi d’argilla (ancora fresca di tornio a pedali) ed un bastoncino corto, di legno; il seno scoperto ed i fianchi drappeggiati casualmente da un lenzuolo leggero, di cotone giallo pallido, ad incuriosire la vista; il respiro senza fretta alcuna; il profumo... quello tuo, inconfondibilmente tuo.

Succhio appena la punta del mio dito indice... e sfioro le areole del tuo seno, inumidendole. M’avvicino col viso, fino quasi a sentire il movimento dell’aria che il tuo torace sposta appena, ritmicamente, verso l'esterno. Soffio sulla tua pelle bagnata... fino a farti modificare le forme, fino a regalarti leggeri fremiti, fino a rubarti un sorriso accennato, ancora ad occhi chiusi.

“Sono arrivato. Sono qui, nel mondo dei giochi: dentro. Avevi davvero ragione.”...
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(questa, in fondo, è un po' anche mia... Metterla qui ha il suo bel senso) Quante volte t’ho chiesto di darmi il piacere? Di costruirlo, coltivarlo, crescerlo, nella complicità delle situazioni create ad hoc, stimolate fin dal loro nascere per poterle rendere tattili, fino ad assordarmi, fino a...
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01/06/2011 19:59:30
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