Parole al veleno che fanno male

24 luglio 2018 ore 05:31 segnala
Sicuramente è capitato a ognuno di noi ad essere testimoni di un turpiloquio, due persone che se ne dicono di tutti i colori. Cosa spinge le persone a farsi del male mediante parole al veleno? Gelosia, invidia e concorrenza sleale possono essere spesse volte ragioni di queste dispute. In passato c'era l'usanza di sfidare a duello qualcuno per rispondere ad una offesa. Spesso in questo modo uno dei due perdeva la vita o veniva ferito gravemente.

Fortunatamente oggi si comincia a litigare soltanto a parole, però anche le parole possono essere taglienti come spade. Molti politici spesse volte sono attori duellanti di queste cose e forse non ricordano che gli attori stanno su un palcoscenico alla vista di tutti. Qual'è il risultato delle loro parole velenose? Quello che ottengono come risultato sono macchie sulla loro personalità, nessuno dei due morirà, ma alla fine del turpiloquio due politici appariranno al pubblico come due persone che hanno gli occhi neri e i vestiti stracciati a causa dei colpi subiti.

Scrivendo ai romani del suo tempo S. Paolo suggerì di comportarsi così:"Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti". Cosa dovremmo fare se qualcuno ci offende? Ci facciamo coinvolgere in una guerra di parole? Abbasseremo i toni evitando parole velenose e lasciando la porta per ristabilire buoni rapporti? Se in buona fede abbiamo offeso qualcuno, quando ce ne accorgiamo siamo pronti a chiedere scusa? Se avremo pochi o molti amici dipenderà dal nostro comportamento.
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Sicuramente è capitato a ognuno di noi ad essere testimoni di un turpiloquio, due persone che se ne dicono di tutti i colori. Cosa spinge le persone a farsi del male mediante parole al veleno? Gelosia, invidia e concorrenza sleale possono essere spesse volte ragioni di queste dispute. In passato...
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...Miracoli...

12 maggio 2018 ore 00:19 segnala
Si definisce miracolo, in teologia, un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Wikipedia

Negli ultimi 100 anni l'uomo ha imparato a conoscere meglio le forze che governano questo universo. Da questa accresciuta conoscenza sono venute alla ribalta parecchie invenzioni...corrente elettrica, motori a scoppio, raggi x, penicillina, antibiotici, telegrafo, telefono, radio, televisione, e non finisce qui...tantissime invenzioni hanno seguito e seguiranno. Se una persona morta 100 anni fà avrebbe la possibilità di tornare fra noi, immagino che si spaventi pensando di vivere in um mondo di miracoli.

Ancora oggi tuttavia l'uomo ha conoscenza parziale. Se pensiamo alla bellissima varietà di vita esistente negli abbissi del mare e poi guardiamo in alto nei cieli, possiamo solo riconoscere quanto l'uomo sia infinitamente piccolo. Considerando che molte cose che i nostri antenati dichiaravano impossibili oggi sono realtà non dovremmo più parlare di impossibilità, ma solo di improbabilità.

Se non chiudiamo gli occhi, possiamo vedere o pensare a tanti miracoli che avvengono intorno a noi...neanche un medico sa i minimi particolari di come funziona il corpo umano, il concepimento e lo sviluppo in un embrione-neonato-bambino-uomo. Che dire del modo di come il cervello governa il corpo umano? Di quante cose fa in contemporanea? Quanti messaggi riceve, elabora e risponde? Chi lo sa?
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Si definisce miracolo, in teologia, un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Wikipedia Negli ultimi 100 anni l'uomo ha imparato a conoscere meglio le forze che governano questo universo. Da questa...
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Ospitalità, oggi e nel passato

05 maggio 2018 ore 20:15 segnala
"Oggi devo stare a casa tua", cosa pensate di una persona che vi dica queste parole? Molte persone probabilmente torcerebbero il naso, penserebbero di avere a che fare con uno scroccone. Un momento, non è possibile, perchè le sudette parole furono pronunciate da Gesù a un certo Zaccheo. Nell'antico Israele di oltre 2000 anni fa per i viaggiatori privi di alloggio bastava sedersi nella piazza del paese e aspettare che qualcuno li invitasse a casa sua. Addirittura i padroni di casa lavavano i piedi agli ospiti.

Il patriarca Giobbe scrisse di se:"All'aperto non passava la notte il forestiero
e al viandante aprivo le mie porte". L'ospitalità che c'era in Israele toccava veramente l'anima, notate il modo di invitare da parte di Lot allorchè vide due stranieri nella piazza:"andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada».

Oggi in questo mondo materialista una cosa del genere è impensabile, nazioni che si professano cristiani chiudono perfino i loro confini a chi scappa per la vita dalla guerra. Che la "lega nord" di Salvini abbia fatto un passo avanti nelle ultime elezioni è dovuto in parte al fatto che Salvini dal pulpito abbia detto spesse volte:"prima gli italiani"! In parte capisco che non è mai possibile che ci si dimentica di molti disoccupati che non arrivano a fine mese e ai terremotati dimenticati e si privilegi i profughi.

Voglio condividere qui un'illustrazione di Gesù. Gesù disse:"A un pranzo ci sono un padre, i figli e dei cagnolini" Gesù disse:"prima si saziano il padre e i figli e se ce ne a sufficienza possono mangiare anche i cagnolini". Penso che rende chiara l'idea che i parenti e fratelli vanno aiutati in primo luogo, ma se cè sufficenza l'amore ci costringe anche ad aiutare i profughi.

Benedetta la famiglia che mangia insieme...

19 febbraio 2018 ore 16:28 segnala
Mangiare è senza ombra di dubbio uno dei piaceri della vita che riconosciamo tutti. Che bella cosa essere invitati ad un pasto e godere del cibo insieme ad una sana compagnia di amici e parenti. Stare a tavola e condividere cibi e pensieri è qualcosa di fortificante fisicamente e spiritualmente. Anche se il lavoro e le scuole ci impediscono di stare a tavola 3 volte al giorno come famiglia, sarebbe bello avere l'obbiettivo di stare almeno a cena insieme come famiglia.

L'ora del pasto della famiglia ci da l'opportunità di parlare degli avvenimenti della giornata, scambiarsi punti di vista e progammarsi per il giorno dopo. Ascoltare i figli ci da lo spazio di vedere se hanno bisogno di direttiva. A scuola e per la strada potrebbero assimilare pensieri malsani che distruggerebbero i giusti valori inpartiti in famiglia. La fiducia e l'amore della famiglia darà un senso di sicurezza e stabilità ai figli.

Sarebbe bello che almeno un'ora al giorno TV e telefonini stiano spenti e lontani dalla vita famigliare. Ormai ricordo lontanamente il focolare acceso su cui poggiava la pentola di famiglia dove la mamma o la nonna cucinavano per la famiglia la sera in attesa dei capifamilia che tornavano dai campi. Ricordo che tante volte d'inverno veniva a mancare la corrente elettrica, ed era bello ritrovarsi attorno ad un focolare acceso che illuminava i nostri volti mentre parlavamo...
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Mangiare è senza ombra di dubbio uno dei piaceri della vita che riconosciamo tutti. Che bella cosa essere invitati ad un pasto e godere del cibo insieme ad una sana compagnia di amici e parenti. Stare a tavola e condividere cibi e pensieri è qualcosa di fortificante fisicamente e spiritualmente....
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Selezioniamo a fin di bene.

05 febbraio 2018 ore 09:59 segnala
Che tristezza che 815 milioni di persone - una su nove - vanno ancora a letto a stomaco vuoto! I poveri che fanno parte di questa categoria, credo che difficilmente facciano una selezione di cibo, davanti alla fame ogni cibo viene ingoiato per calmare la fame. Che dire dei nostri bambini a tavola? Ci sono dei bambini che a tavola non danno problemi, sicuramente non era un problema per mia mamma darmi della pasta in bianco con olio invece di metterci il sugo al coniglio che io odiavo.

Ciò che noi ingeriamo attraveso la bocca, nutre il nostro corpo e il resto va a finire nella fogna, ma c'è un altro cibo tuttavia che è inesauribile ed è alla portata di tutti. Facendo riferimento ad esso Gesù disse:"non di solo pane vive l'uomo". Ogni anno vengono pubblicati in tutto il mondo oltre 2 milioni di libri. Solo un supercomputer potrebbe leggere una tale mole di informazioni.

Non è una cosa nuova che ci siano persone che si dilettano a scrivere affinchè i posteri abbiano delle informazioni di qualsiasi genere. Circa 3.000 anni fa il re Salomone scrisse a proposito dei libri:"non si finisce mai di scrivere libri e il molto studio affatica il corpo". Con queste parole sicuramente Salomone non voleva scoraggiare la lettura, lui stesso fu scrittore di almeno tre libri!

Salomone sicuramente invitava i lettori ad essere selettivi visto che non potremmo mai leggere tutti i libri che si pubblicano. Salomone incoraggiò a selezionare e preferire "le parole dei saggi", scrisse:"Le parole dei saggi sono come pungoli, e come chiodi piantati sono i detti delle collezioni". Come i pungoli spronano i buoi a lavorare anche le parole sagge spingono a seguire la giusta strada da seguire.

Guardando le parole di Gesù da un'altra angolazione, potremmo anche dire:"ora et labora". Chiaramente non si vive solo di spirito, ma sarebbe vantaggioso organizzare la nostra vita in modo tale da trarne il maggior profitto possibile per noi e per i nostri cari in proporzione alle nostre aspettative... se per esempio vogliamo viaggiare, anche se abbiamo un'età avanzata sarebbe profittevole imparare l'inglese, in caso contrario sarebbe come quando un macellaio affila i coltelli verso la fine della giornata.
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Che tristezza che 815 milioni di persone - una su nove - vanno ancora a letto a stomaco vuoto! I poveri che fanno parte di questa categoria, credo che difficilmente facciano una selezione di cibo, davanti alla fame ogni cibo viene ingoiato per calmare la fame. Che dire dei nostri bambini a tavola?...
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Quando le nostre opinioni si scontrano...

27 dicembre 2017 ore 05:36 segnala
Cos'è un'opinione? Il dizionario italiano dice:"ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa pur senza la certezza di essere nel giusto. Poeti, scrittori, filosofi e tanti illustri pensatori si sono spesso chiesti, in base a che cosa possiamo decidere se una cosa sia giusta o sbagliata. Vediamo alcuni pensieri di filosofi del passato...

Circa 2500 anni fa in Grecia, patria di tanti filosofi, c'erano per esempio i sofisti. Essi dicevano che per stabilire se una cosa era giusta o sbagliata bisognava chiedere a una città, ossia un gran numero di persone che cosa ne pensavano su un certo argomento. Come rispondeva la maggioranza, quello era il giusto punto di vista. Ma non sempre è cosi...Per esempio se cento persone troverebbero un sacco pieno di denaro, coloro che cercherebbero chi lo ha perso potrebbero stare sicuramente sulle dita di una mano!!! La maggioranza sarebbero sicuramente nel torto, perchè sarebbe come rubare quel denaro a colui che lo ha perso.

Immanuel Kant, filosofo del XVIII secolo la pensava diversamente dei sofisti. Kant e altri dell'epoca pensavano che non bisognava permettere che la maggioranza influenzasse la propria opinione. L'opinione dei sofisti e quella di Kant e i suoi seguaci presentano spesse volte delle lacune. Per stabilire se una cosa sia giusta o sbagliata è meglio affidarsi a ciò che insegnò Gesù, Gesù disse:"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro".

Nell'antichità c'erano dei popoli che sacrificavano nel fuoco i loro bambini al dio Baal. In tempi recenti, il sacrificio umano era un aspetto importante della cultura e della religione azteca. Se dei popoli praticavano tali cose, sicuramente non fa giuste queste pratiche abominevoli. Se sareste nati in una società che praticava il cannibalisno, questo non significherebbe che mangiare carne umana è una pratica accettabile!!! Mosè in Esodo 23:2 scrisse:"Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo così da stare con la maggioranza, per ledere il diritto".

Ammesso che noi discerniamo ciò che è giusto, non sempre abbiamo la forza morale di praticarlo. Anche un ladro capisce che rubare è sbagliato, ma quando il ladro va a rubare, per far tacere la propria coscienza dice che va a lavorare. Forse non troveremo mai un sacco di denaro per strada per mettere alla prova la nostra onestà, ma sicuramente ogni giorno dobbiamo prendere decisioni che dimostreranno da quale parte stiamo in decisioni di natura morale.
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Cos'è un'opinione? Il dizionario italiano dice:"ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa pur senza la certezza di essere nel giusto. Poeti, scrittori, filosofi e tanti illustri pensatori si sono spesso chiesti, in base a che cosa possiamo decidere se una cosa sia giusta o sbagliata. Vediamo...
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Quando state a tavola lo smartphone dove lo mettete?

29 ottobre 2017 ore 06:31 segnala
Questa domanda è stata fatta una mattina da Tiberio Timperi. Non ho ascoltato le risposte per cui quello che scrivo non è una risposta al programma di RAI 1.
Sicuramente convenite con me che stare a tavola con i nostri famigliari e amici invitati dovrebbe essere un piacere per i presenti. Una buona conversazione con i nostri cari diventa qualcosa di piacevole che soddisfa non solo la fame ma anche lo spirito.

Ogni tanto a casa mia c'è un arbitro che fischia e che ci ricorda che non è bene parlare con la bocca piena, è la mia dolce nipotina di sette anni. La mia nipotina naturalmente ha ragione, per cui facciamo bene a parlare quando abbiamo la bocca vuota fra un boccone e l'altro. Per una famiglia con figli probabilmente a causa di lavoro e scuola l'unico momento di stare tutti insieme è la cena.

Ascoltiamo i nostri figli senza interromperli, lasciandoli esprimere, magari aggiungendo delle domande potremmo attingere ciò che hanno nel cuore. Ricordiamoci che la "bocca parla dall'abbondanza del cuore". Manteniamo sempre aperte le linee di comunicazione con i nostri figli per infondere fiducia, amore e sicurezza...questo li renderà fermi, li renderà forti.

Quando dico di tenere le linee di comunicazione aperte, non intendo di tenere la TV accesa per sapere le notizie, ne tanto meno essere sempre connessi su "Fb" o altri siti internet tramite smartphone! Personalmente mi piace paragonare una famiglia unita ad un orticello ben curato. Un capofamiglia negligente è un po' come un ortolano negligente di cui scrisse Salomone.

Salomone scrisse:"Sono passato vicino al campo di un pigro, alla vigna di un uomo insensato: ecco, ovunque erano cresciute le erbacce, il terreno era coperto di cardi e il recinto di pietre era in rovina."

Concludendo, non è che io voglia demonizzare TV, telefonini e smartphone, ma credo che c'è un tempo per ogni cosa. Ognuno naturalmente faccia come ha deciso nel suo cuore. Io da parte mia mi impegnerei ad essere un buon ortolano capace di far crescere bene le pianticelle a me vicine.
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Questa domanda è stata fatta una mattina da Tiberio Timperi. Non ho ascoltato le risposte per cui quello che scrivo non è una risposta al programma di RAI 1. Sicuramente convenite con me che stare a tavola con i nostri famigliari e amici invitati dovrebbe essere un piacere per i presenti. Una buona...
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Regaliamo un fondamento ai nostri figli

22 ottobre 2017 ore 11:47 segnala
Paolo è un gran lavoratore, non è quasi mai a casa con la sua famiglia di moglie e tre figli. Quando finisce di lavorare cerca di guadagnare ancora facendo un altro lavoro di rappresentante. Non è che non ami la sua famiglia, al contrario, ha il sogno di comprare un appartamento per ogni figlio affinché questi partono con un matrimonio avvantaggiato. Anche Maria, la moglie, lavora molto per fare la biancheria da corredo. Se a Paolo e Maria si chiede perché lavorano tanto, rispondono:"per amore dei figli".

In tutto il mondo ci sono molti genitori come Paolo e Maria che lavorano sodo per il futuro dei loro figli. Dare un'eredità in forma di cose materiale, denaro, o una buona istruzione costosa come l'università, porta con se un certo stress perché non si vuole deludere le aspettative, si lotta per i risultati da ottenere. Ma sorge una domanda...simo obbligati a dare un'eredità ai figli?

Direi che l'amore per i figli ci costringe a provvedere loro sostentamento fino all'età adulta. Quando i figli avranno raggiunto i circa 20 anni i genitori ne avranno 40 o più e saranno normalmente abbastanza autosufficienti. Per formare una famiglia a 20 anni richiede dei notevoli costi extra, ecco perché c'è l'usanza di provvedere dei fondi da parte dei genitori. Le usanze sono diverse in varie parti del mondo. Si può provvedere per il corredo, per i mobili, un terreno su cui costruire una casa, ecc. ecc.,in base alle possibilità dei genitori.

Alcuni genitori tuttavia vanno all'estremo. Alcuni dicono:"mio figlio non deve patire fame e povertà come ai miei tempi..." Spinti da questo modo di pensare cominciano a fare il massimo per i figli, si privano del necessario conducendo una vita austera risparmiando al massimo. Fare così, si dimostra saggezza?

A proposito dell'eredità Salomone scrisse:"Ho preso in odio ogni lavoro che con fatica ho compiuto sotto il sole, perché dovrò lasciarlo al mio successore. E chi sa se questi sarà saggio o stolto? Eppure potrà disporre di tutto il mio lavoro, in cui ho speso fatiche e intelligenza sotto il sole. Anche questo è vanità! Sono giunto al punto di disperare in cuor mio per tutta la fatica che avevo sostenuto sotto il sole, perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male."

Ma i figli che ricevono un'eredità mentre i genitori sono ancora in vita, l'apprezzeranno? Salomone se lo domandava e giustamente anche noi. A un'eredità ricevuta i figli rispondono in modo diverso. Se i genitori hanno impiegato molto tempo per carriera e cose materiali c'è la possibilità che i figli diventano viziati, incapaci di conoscere il valore del denaro, e cominciare a spendere in modo sproporzionato.

Nel concedere un'eredità materiale è importante tramandare ai figli anche valori morali, questi a differenza delle cose materiali che potrebbero andare perdute, questi resteranno. Impartire giustizia, onestà, verità e saggezza ai figli porta a un ritorno nel vedere come si comporteranno da adulti. Salomone scrisse:"Il padre del giusto gioirà pienamente, e chi ha generato un saggio se ne compiacerà. Gioiscano tuo padre e tua madre si rallegri colei che ti ha generato."
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Paolo è un gran lavoratore, non è quasi mai a casa con la sua famiglia di moglie e tre figli. Quando finisce di lavorare cerca di guadagnare ancora facendo un altro lavoro di rappresentante. Non è che non ami la sua famiglia, al contrario, ha il sogno di comprare un appartamento per ogni figlio...
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Bandire la religione sarebbe un bene o un male?

10 ottobre 2017 ore 18:55 segnala
Magonza (Germania), anni 1453-1455. Johannes Gutenberg in collaborazione con Peter Schoeffer stampano con caratteri mobili la prima bibbia di 1282 pagine in 180 copie. La bibbia oggi è praticamente stampata in tutte le lingue. Non tutti sono amici della bibbia, è amata da alcuni e odiata da altri. Io avrò letto una decina di volte l'intera bibbia pervenendo alla conclusione che prevalentemente è una biblioteca di alte norme morali. C'è da dirsi però che più si legge e più sorgono domande...forse per questo alcuni asseriscono che leggendo la bibbia si diventa pazzi.

Parecchie domande sono sorte pure a me, ma non credo di essere divenuto pazzo. Seguendo i suoi princìpi ci si trae sicuramente vantaggi. Considerando le religioni della cristianità, esaminando i risultati che esse hanno portato nella storia, tuttavia ci si chiede...Bandire la religione sarebbe un bene o un male?

In questi giorni c'è in corso una guerra santa da parte dell'Isis ( Islamic State in Iraq and Syria) contro le nazioni della cristianità. Gli appartenenti all'Isis hanno commesso già tanti attentati con azioni crudeli verso persone che non le avevano fatto niente se non di essere soltanto di una religione diversa. Giustamente le nazioni sono adirate a causa di queste azioni terroristiche. Ma...

Chi è stato il primo a commettere atti crudeli? Ricordate le crociate? Il termine crociata è attribuito primariamente a una serie di guerre religiose promosse dalla Chiesa cattolica combattute tra l'XI e il XIII secolo. Le più note sono le campagne avvenute nel Vicino Oriente volte a riconquistare la Terra Santa dal dominio islamico...Le crudeltà commesse dalle crociate erano in armonia con ciò che insegnò il Cristo? Alla luce dei vangeli, possiamo dire un secco NOOOO!!!

E le crociate sono state fatte non solo contro i paesi islamici, sono state fatte nel medioevo anche contro il paganesimo e i movimenti eretici di allora...molte persone furono arse vive. I princìpi cristiani erano e sono ancora scritti nei vangeli, ma quei sedicenti cristiani hanno preferito essere bigotti, malvagi, crudeli e ignoranti.

Questo era il medioevo qualcuno dirà, allora che dire delle guerre mondiali? Esse sono state combattute da nazioni europee appartenenti prevalentemente alla cristianità. C'erano i capi religiosi che benedicevano le armi incitando i militari dicendo:"Dio è con noi, uccidete i tedeschi!" dicevano i francesi e viceversa...ma Dio con chi era? Era ed è forse con gli americani che hanno scritto sulla banconota da un dollaro "Dio è con noi"?

Se seguire una religione è stato dimostrato di non essere una garanzia, saranno forse altre ideologie a estirpare il male da cuore dell'uomo? Se prendiamo l'olocausto notiamo che Hitler disprezzava le radici semitiche della religione Cristiana, e nell'ideologia dell'arianesimo (che non era una religione) c'era anche l'idea di creare una sorta di nuova religione che riprendesse le radici pagane nord europee. Quindi anche l'odio verso la religione non è una garanzia di far meglio le cose.
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Magonza (Germania), anni 1453-1455. Johannes Gutenberg in collaborazione con Peter Schoeffer stampano con caratteri mobili la prima bibbia di 1282 pagine in 180 copie. La bibbia oggi è praticamente stampata in tutte le lingue. Non tutti sono amici della bibbia, è amata da alcuni e odiata da altri....
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"Carpe diem" si, ma con equilibrio.

09 ottobre 2017 ore 09:02 segnala
"Certamente!" "Sicuramente!" "Parola mia!" Sono parole che abbiamo sentito spesse volte. Al contrario la vita odierna propone spesso buche che ci fanno inciampare, così le incertezze prendono il sopravvento sulla parola data. Comprensibilmente abbiamo bisogno di sicurezza per creare una famiglia felice. Infatti, a causa del lavoro precario, le banche sono restie a concedere mutui e i giovani per la stessa ragione rimandano il matrimonio.

Questo non significa che avere un lavoro ci può far sentire al sicuro. Terremoti, uragani, incidenti, malattie e attentati possono annientare la nostra sicurezza. Viviamo nella speranza che nulla di ciò ci tocchi. Ma il solo sapere di essere esposti a queste cose terribili che ci possono accadere, ci fa stare in una fase d'allarme o sulle spine come direbbero alcuni.

Quando prendiamo una decisione, il dubbio che quella cosa si concreti è sempre nelle vicinanze. Questi dubbi ci causano un'ansietà tale che ci rallentano nel prendere decisioni importanti. Queste ansietà, queste insicurezze possono danneggiare la nostra salute fisicamente e mentalmente. Alcuni potrebbero andare all'estremo opposto adottando il motto "carpe diem"/"cogli l'attimo".

"carpe diem" non è una filosofia nuova, è una filosofia del piacere che è simile a quella di Epicuro e Socrate..."Il piacere è un sentimento o una esperienza che corrisponde alla percezione di una condizione positiva, fisica ovvero biologica oppure psicologica, proveniente dall'organismo." Quindi la filosofia..."mangiamo e beviamo perché domani moriamo", non sarebbe poi così male.

Certo che se questo fosse l'ultimo giorno della nostra vita lo useremmo probabilmente per trarne il massimo piacere. Ma è veramente l'ultimo giorno? E' incerto, per cui forse è meglio da vivere con equilibrio non essendo ne avari e ne spendaccioni.

Personalmente cerco di perseguire un modo realistico di vivere avendo un giusto atteggiamento verso le incertezze e contemplando nello stesso momento piaceri, sogni e obbiettivi da raggiungere. Quante volte sono caduto! Ma sono ancora in piedi! Ma il mio realismo mi dice che non sono nato con la camicia...ma se oggi la possiedo, ciò non significa che domani l'avrò ancora.

Salomone scrisse:"Tornai a considerare un'altra cosa sotto il sole: che non è degli agili la corsa né dei forti la guerra, e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza, e nemmeno degli intelligenti riscuotere stima, perché il tempo e il caso raggiungono tutti. Infatti l'uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l'uomo è sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui."
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"Certamente!" "Sicuramente!" "Parola mia!" Sono parole che abbiamo sentito spesse volte. Al contrario la vita odierna propone spesso buche che ci fanno inciampare, così le incertezze prendono il sopravvento sulla parola data. Comprensibilmente abbiamo bisogno di sicurezza per creare una famiglia...
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