Hillflower, la città dei fiori

14 giugno 2007 ore 21:41 segnala
E’ notte,la strada corre sotto le ruote mentre la Luna lancia pallidi riflessi sulle poche auto che a quest’ora percorrono l’autostrada;mille pensieri nella testa,mille parole nella gola ed un profondo senso di calore nel cuore,nonostante la stagione.  Non era certo il periodo migliore per andare da lei,in pieno inverno,però non ne poteva fare a meno,aveva bisogno di respirare  libero;l’alba getta una luce quasi magica su Hillflower,in quel gelido gennaio;pennacchi di fumo si alzavano dai palazzi interrompendo il suggestivo paesaggio della foresta che si scorgeva in lontananza,sull’appennino.  Le auto in parcheggio erano talmente coperte di ghiaccio da essere irriconoscibili...aveva dovuto passare una mano sulla targa dell’auto per essere sicuro che fosse la sua Opel Corsa. Una decina di minuti dopo,infagottata in un pesante giaccone...eccola;è tornata mora ed è bella anzi...deppiù (come direbbe lei). I capelli ricci che le contornano il viso e quegli occhi,neri e profondi che lo hanno sempre confuso;non era mai riuscito a tenersi calmo guardando quegli occhi;sanno di mistero,di dolcezza,di voglia di sicurezza o forse era la sua fantasia a vederla così,ma che importa lei era lì e tutto il resto non conta.

A lei

13 giugno 2007 ore 21:16 segnala
Seduto, tra l’erba, aspetti paziente contemplando il cielo che si tinge di colori pastello dando al paesaggio un non so ché di magico;colori che via via sbiadiscono nel crepuscolo finchè il lenzuolo nero della notte copre le colline,e te. Una calma piacevole ti entra nella pelle,la sensazione di essere protetto dal resto del giorno,e la mente comincia a volare. Nel buio della notte,le stelle brillano nei tuoi occhi,testimoni di mondi lontani. I problemi e le incertezze del giorno svaniscono e ritorna il ricordo di lei. Il volto debolmente illuminato dal luccichìo notturno,gli occhi neri e profondi in cui perdersi;lei era lì,con lui,ed il mondo esterno spariva in un vortice senza ritorno. Seduti,vicini,non servono le parole e la felicità si impossessa di lui; non c’è altro da chiedere quando si ha tutto. La volta celeste scorre lentamente da est ad ovest e due cuori battono all’unisono in un concerto d’amore; realtà,fantasia,gioia o angoscia,tutto si annulla. E rimani lì, finchè le prime luci dell’alba spezzano il sogno,come un vetro che và in frantumi;rimani disperatamente attaccato all’ultima stella sperando che non si spenga,sperando che un giorno o l’altro tu riesca a fermare il tempo nel momento giusto. Inesorabile,il sole fa capolino tra le colline;raccogli i frammenti di te,consapevole che lo spettacolo del mondo reclama la sua marionetta e ti prepari ad un’altra lotta in attesa della prossima notte.