senza parole

02 dicembre 2020 ore 00:33 segnala


Millenni che non scrivo, rispetto alla mia normale routine..
Brutto segno..
Oramai il silenzio ha preso il sopravvento
silenzio contro pensieri, riflessioni, considerazioni e..
... sogni.
I giorni ed ogni giorno, con cio' che accade,
a parte piccolissime parentesi con piccole gioie,
si succedono senza soluzione di continuita' a ricordarmi
che tutto scorre con una noia mortale in questo inverno che temevo arrivasse
e non sapevo bene come avrei affrontato.
Non so infatti come affrontarlo.. anzi, non lo affronto:
scivolo da un sonno all'altro nell'attesa del risveglio
aspettando un nuovo sonno nell'attesa del nuovo risveglio.
Rotolo cosi'... un giorno dopo l'altro, dopo l'altro ancora.
In silenzio con me stessa e col mondo esterno.
Finira'? E come?
Ma c'e' un tempo per ogni cosa.
C'e' stato un tempo per parlare...
Ora... e' tempo di tacere.
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Neverland o L'isola che non c'e'

24 ottobre 2020 ore 20:07 segnala
Cercando di far leva su quella parte di me razionale (molto poca in verita') per uscire da un sogno intensamente vissuto fino nel piu' piccolo dettaglio, cerco sul cellulare cosa fanno in tv stasera per vedere un film e mi trovo davanti il trailer di Finding Neverland Un sogno per la vita (l'isola che non c'e'). Il trailer scorre ed ascoltando le parole del protagonista, le storie, i personaggi che di volta in volta inventa, mi rendo conto di quanto IO abbia bisogno di sogni.. e non esiste razionalita' che tenga. Il cuore si allarga,l'anima respira aria pulita e, nonostante me stessa, qualcosa dentro si ribella, si divincola e.. VOLO! Solo li', nell'Isola che non c'e', voglio vivere. Solo quelle parole ascoltare, solo quei luoghi immaginare
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Realta' e relativita'

24 ottobre 2020 ore 14:59 segnala
Alla fine del lockdown nel mio gruppo teatrale, avevo proposto ai mei “allievi” un testo di Pirandello: “Non si sa come”. Dramma poco noto del Sommo, ma decisamente significativo come tutti gli altri da lui scritti.
Il dramma tratta, come in tutti gli scritti di Pirandello, del “come e’ se vi pare”, “uno nessuno e centomila” della Sua tematica principale e cioe’ NIENTE E’ COME SEMBRA CHE SIA.
Quindi … un dubbio?
No, secondo me una certezza!
La realta’ non e’ MAI oggettiva, non puo’ essere oggettiva! Ciascuno di noi la interpreta a seconda del proprio vissuto, del proprio modo di essere, delle pressioni alle quali in quel momento e’ sottoposto.
La realta’ muta sempre e non c’e’ mai una realta’ “univoca”.
Nessuno di noi ha la possibilita’ di erigersi a giudice di parole o azioni commesse da altri (escluso reati piu’ o meno gravi… ed anche li’ avrei qualcosa da ridire) .
Siamo esseri “fallibili”, imperfetti, soggetti a tempeste di emozioni, stress, gioie che comunque influiscono sulla interpretazione della realta’ attorno a noi.
Faccio un esempio: Siamo felici perche’ ci e’ accaduto qualcosa che aspettavamo accadesse ed e’ una giornata grigia e di pioggia… Apprezzeremo questo stato meteorologico e saremo in grado di godere della bellezza della natura, nonostante il grigiore e l’acqua che cade costringendoci all’ombrello.
Stessa situazione ma siamo infelici perche’ e’ successo qualcosa che ci ha fatto male…. Quel cielo grigio e piovoso sara’ l’elemento di ulteriore tristezza e nessuna bellezza riusciremo a scorgervi.
Dunque.. la realta’ (il cielo e’ sempre grigio e piovoso) cambia a seconda del nostro umore.
Questa relativita’ della percezione della realta’ ha suscitato nei miei “allievi” un dibattito acceso ed a volte anche drammatico tra chi asseriva che la realta’ e’ una ed oggettiva e chi al contrario contrapponeva una visione assolutamente contraria.
Io appartengo alla seconda categoria.. e forse come Pirandello, il “come e’ se vi pare” rispecchia il mio modo di essere.
Ecco perche’ non amo chi si “erige” a giudice di parole ed azioni altrui senza considerare che questo “altrui” forse nel dirle e nel commetterli, aveva delle motivazioni che viste dal di fuori non sono evidenti.
Ecco perche’ lascio sempre una porta aperta a chi sbaglia. E non perche’ io sia credente (non lo sono) ma solo perche’ la mia umanita’ non mi consente di farlo. Perche’ prima di tutto nella mia “politica” (bruttissimo termine) di vita, fornisco sempre una sponda a chi sbaglia e cerco sempre di fornire un ramoscello a cui aggrapparsi, a volte la mia mano e tutta me stessa, a chi sbagliando, e’ finito nel fiume.
Continuo a scrivere su questo forum nella speranza che questa piccola “comunita’” in cui ci ritroviamo ogni sera, si possa anche, al di la’ di saluti e ironie, parlare o almeno riflettere su quelli che sono i grandi temi della vita.
/color

DAL “NON SI SA COME” di L. Pirandello
Romeo Daddi : E il mare può anche essere un catino, se non ne scorgi più i limiti. Pare impossibile che ci siano sciagurati che han bisogno di vino o di droghe per annegare in paradisi artificiali, quando si vive così poco nella così detta coscienza — (ecco ti spiego co¬me ora vedo) — continuamente rapiti fuori di noi da tutto il vago delle nostre impressioni, ebbrezze di sole in primavera, stupore di arcani silenzii, spettacoli di cielo, di mari, e le rondini, anche dentro di noi, di pensieri guizzanti, gli sbalzi a volo da un ricordo all'altro, al minimo richiamo fuggevole d'una sensa¬zione. Pare ch'io ti stia ad ascoltare, e chi sa come ti vedo; t'ascolto, ti rispondo, sono con te, ma dentro di me, anche altrove, nell'arbitrario delle mie sensazioni che non potrei comunicarti senz'apparirti veramente pazzo. Cammino, mi vedo le cose attorno, le posso toccare, le tocco, e non me ne viene più né un pen¬siero né un sentimento, forse neppure più una sensa¬zione; le guardo e, dentro di me, i miei stessi pen¬sieri, i miei stessi sentimenti, sono come ombre lonta¬ne; io stesso, lontano da me, perduto come in un esi¬lio angoscioso. E puoi dire allora ch'io sto vivendo una vita cosciente? E ancora sono sveglio! E quando dormo? Metà della vita si dorme. E poi è sempre così: tutto incerto, sospeso, volubile ; vacilla tutto ; la volubilità della vita non rispetta neanche i muri fermi delle case nelle strade. E quando credi di es¬serti fatta una coscienza e hai stabilito che ogni cosa è così o così, ci vuol così poco a farti riconoscere che questa tua coscienza era fondata su nulla, perché le cose, quelle che tu credi più certe, possono essere altre da quelle che credi; basta farti sapere una cosa, il tuo animo cangia, d'un tratto, addio coscienza, di¬venta subito un'altra, e hai un bel tenerti fermo a tutte le tue certezze di prima; dove sono? Io credo che quando ci saremo liberati della vita, forse la più grande sorpresa che ci aspetterà sarà quella delle cose che non c'erano, che ci pareva vi fossero e non c'era¬no: suoni, colori; e tutto ciò che vi sentimmo, e tutto ciò che vi pensammo, e ce n'affliggemmo tanto o ne gioimmo tanto: tutto era niente ; e la morte, questo niente della vita, come c'era apparsa; lo spegnersi di questo lume illusorio, caldo, sonoro e colorato, per migrare forse verso altre misteriose illusioni.

Strano il mio destino

22 ottobre 2020 ore 20:09 segnala



Strano il mio destino
Che mi porta qui
A un passo dal tuo cuore
Senza arrivare mai
Chiusa nel silenzio
Sono andata via
Via dagli occhi
Dalle mani, da te
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò ancora e di più
Strano il mio destino
Mi sorprende qui
Qui ferma a non capire
Dove voglio andare
Se tutto quell'amore
Io l'ho soffiato via
Ma fa male
Non pensare a te
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò ancora e di più
Io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te
Volando al cuore gli parlerò di me
E resterò per non lasciarti più
Per non lasciarti più
È chiaro il mio destino
Mi riporta qui
A un passo dal tuo amore
Io ti raggiungerò
Proverò a gridare
E forse sentirai
La mia voce
Che ti chiama se vuoi
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò ancora e di più
Io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te
Volando al cuore gli parlerò di me
E resterò per non lasciarti più
Per non lasciarti più
Per non lasciarti più
Per non lasciarti più

julia dream

16 ottobre 2020 ore 23:52 segnala


Julia sogna
Il sole splende sul mio cuscino
piu' morbido di una soffice trapunta
e vorrei che il salice piangente
attorcigliasse i suoi rami attorno ad esso.

Almodovar

14 ottobre 2020 ore 09:37 segnala


Mi sono per caso imbattuta in questo scritto di Almodovar e ho capito perche' amo cosi' tanto i suoi film. Spesso pochi dialoghi e soprattutto pensieri inespressi dei protagonisti. Sentimenti forti, a volte ingombranti. Leggendo le sue parole, che aggiungo sotto, mi sono ritrovata totalmente ed ecco il perche': il modo di essere di una persona si manifesta in tutto cio' che produce la sua mente che siano parole, disegni, quadri, film ma anche il modo di vivere la vita ogni giorno.

“Ho sempre pensato che le “belle” persone non siano né facili né scontate.
Le belle persone non sono nemmeno per tutti, perchè non si fanno attraversare da tutti e nemmeno tutti sono in grado di farlo.
Le immagino come una rosa.
Non le puoi raggiungere sentendo solo il profumo o ammirandone i colori.
Non le conosceresti mai a fondo.
Le belle persone spesso hanno passati ingombranti, la pelle graffiata.
Per arrivare al cuore devi passare dalle spine.
Graffiarti, mischiare il sangue, asciugare le lacrime che bagnano il cuore, scambiarci la pelle, l'odore.
Sono infatti convinto che le belle persone non profumano.
Le belle persone lasciano segni.
Graffiano.”
(Pedro Almodovar)
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