Perchè?

28 aprile 2013 ore 07:22 segnala
...


Povera Italia.
Povero paese mio.
Patria assoluta del qualunquismo. Dei miracoli e degli inganni travestiti tali.
Dove una trasmissione tv diventa più rilevante di qualsiasi pubblicazione scientifica.
Dove i magistrati diventano medici.
Dove un tecnico della comunicazione diventa il nuovo Di Bella.

Ok. Oggi ho deciso di scoperchiare un vaso di pandora.

Il caso stamina.

Tutti conosciamo,grazie al clamore mediatico creato dalle “iene”, la storia di Sofia, piccola bambina affetta da una malattia neurodegenerativa.
Tutti siamo rimasti scossi dalla sua storia, nessuno escluso.
MA.
Perché c’è un MA. Un MA enorme, grosso come un macigno.
Vedete, io non pretendo di avere la scienza infusa (anche se qualcuno che conosco mi accusa di una tale assurdità),MA quando una cosa non mi è chiara devo assolutamente sviscerare tutti i suoi aspetti.
Perché il grigio non esiste. O il bianco. O il nero.
E allora mi informo. Mi documento.
E solitamente il risultato è che mi incazzo.

Mi incazzo perché scopro cose aberranti, perché scopro che le informazioni che sono state fatte passare sono parziali, perché si gioca sulla pietas senza ritegno.

Dopo diversi mesi di comunicati, appelli televisivi, il solito intervento dell’adriano nazionale, il governo dei tecnici il 10 aprile scorso decide di convertire in legge un decreto emesso dal titolare del dicastero della sanità : in pratica le persone che erano sottoposte a terapie con il cosidetto metodo stamina avranno l’autorizzazione per proseguirla.

Cosa buona e giusta?
O decisione presa sull’onda emotiva smossa dal clamore mediatico?

Ad oggi 24/04/13.
No informazioni sulla comprovata efficacia di questo metodo.
No informazioni sul tipo di cellule staminali utilizzate e la loro provenienza.
No informazioni su eventuali effetti collaterali.
No informazioni sui protocolli terapeutici utilizzati.
No informazioni sull’efficacia oggettiva di questo metodo.

Ma non sarà che stiamo assistendo ad una sperimentazione in vivo?
Su dei bambini?
Nella stessa nazione dove si è manifestato per la liberazione dei cuccioli di green hill?

Da una parte la comunità scientifica stigmatizza l’operato del nostro governo e del prof. Vannoni a capo di stamina foundation (la cosa è risaputa ma la sottolineo lo stesso: Vannoni non è un medico) per mancanza di criteri scientifici.
Dall’altra lo stesso Vannoni che si auto intervista sul suo sito e grida al complotto organizzato ad arte contro di lui dall’intera comunità scientifica.

Ora.

Caro prof.

Sei sicuro di quello che affermi?
Hai le prove inconfutabili che il tuo metodo funzioni?
Perché non le rendi fruibili a tutto il mondo scientifico?
Perché non li sbugiardi utilizzando le loro stesse armi?


Perché?

Perché?

Perché?

Buonasera e vaffanculo.

http://www.staminafoundation.org/article/intervista-davide-vannoni-presidente-stamina-foundation
http://www.repubblica.it/scienze/2013/03/26/news/stamina_scienziati_inorridito-55406034/
http://www.corriere.it/salute/speciali/2013/staminali/notizie/nature-staminali_33b27a60-a6aa-11e2-bce2-5ecd696f115c.shtml


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La sottile linea rossa

24 aprile 2013 ore 00:53 segnala
...


"Ora come non mai dobbiamo agire tutti insieme, come una sola nazione, come un sol popolo...Quando i tempi cambiano, anche noi dobbiamo cambiare...
Essere fedeli ai principi su cui si fonda la propria nazione non vuol dire non dare risposte alle nuove sfide".

A rileggere ora queste parole, pronunciate dal Presidente Barack Obama nel suo discorso davanti la Nazione in occasione del rito del giuramento, tenutosi a Washington appena 3 mesi fa, c'è da riflettere.
E molto.
L'appello all'unità è forte, accorato, e lanciato a tutti gli americani.
Unità necessaria, a detta del Presidente, per ricostruire un Paese in difficoltà, portarlo avanti ed affrontare le sfide poste dalla modernità e dalla diversità.
Perchè l'immobilismo, da sempre, genera disfunzionamento, quindi problemi, lentezza, economia stagnante, crollo della produzione, scetticismo degli investitori, recessione, crisi profonda.
Un circolo vizioso e senza appello.
Intervenire quindi, là dove è necessario.
Fedeltà ai principi basilari della Nazione ma allo stesso tempo risposta alle nuove sfide.
Tradizione ed evoluzione.
Stabilità dinamica si potrebbe quasi dire.

Un discorso, quello di Washington, dai contenuti forti, molto forti, quasi a volere imprimere una svolta al suo secondo mandato (ora che non deve essere più rieletto), per portare a termine quelle promesse che non sempre, nel precedente quadriennio, si sono viste realizzate.
E tra queste, indubbiamente, balza d'attualità, oggi come ieri ed ancora una volta, la questione delle armi da fuoco e la necessità impellente di una rivisitazione della normativa che le riguarda.
Una normativa che, proprio sulla base del II Emendamento della Costituzione (rivolto originariamente contro i nemici inglesi della madrepatria), permette ai cittadini americani di detenere quelle che ormai si chiamano "armi in casa", cioè il più efferato ed imprevedibile sistema di autotutela che l'uomo possa mettere in atto, che determina purtroppo, ogni anno, proprio a causa della mancanza di paletti della normativa stessa, una realtà agghiacciante, fatta di decine di vittime, di lacrime, di commozione, di fiori, di funerali, di preghiere.
Abbiamo ancora tutti negli occhi la strage di Newtown costata la vita, lo scorso Dicembre, a 20 bambini della scuola elementare di Sandy Hook.


Eppure, nonostante ciò, quella priorità si è trasformata in una delle più cocenti sconfitte del Presidente.

"Oggi è una giornata vergognosa per Washington, ma non finisce qui.
La mia amministrazione farà di tutto contro la violenza".

Con questo commento Obama ha denunciato l'incapacità dei senatori repubblicani e democratici di siglare un'intesa bipartisan per una legge di riforma per il controllo delle armi.
Per concretizzare l'accordo su una legge capace di introdurre controlli più stringenti sulla vendita di armi, mettere al bando i fucili d'assalto e vietare l'uso di caricatori ad alta capacità erano necessari almeno 60 voti.
Mercoledì scorso, al momento della conta, i promotori del nuovo testo non sono andati oltre i 54.
Una bocciatura netta, nonostante il proclama all'unità nazionale per cambiare il Paese.
Ma non è solo una questione di voti, di promesse non mantenute o di parole disattese.

Dietro la bocciatura della riforma fortemente voluta da Obama non vi è solo la tradizionale allergia repubblicana per qualsiasi limitazione ad un diritto garantito dal II Emendamento della Costituzione.
A far fronte compatto contro la riforma hanno contribuito anche molti senatori democratici - come Max Baucus del Montana e Mark Pryor dell'Arkansas - decisi a non giocarsi la rielezione in stati dove la fiducia in pistole e fucili rappresenta l'unica ed autentica fede bipartisan.
E questa retromarcia del senato ha un significato che supera i confini della politica.
Amplifica la distanza tra Washington e il resto del Paese.
Dimostra come il cuore del Presidente non batte all'unisono con quello di una buona parte dell'America.
Sottolinea, ancora una volta, come, per una buona metà degli americani, sarebbe un paradosso rinunciare ad un diritto costituzionale solo perchè un folle ha trasgredito la legge.
Ancor di più oggi, dopo quello che è successo a Boston solo pochi giorni fa...


Già, Boston...Massachusetts, Patriot Day, la cavalcata di Paul Revere, la battaglia di Lexington del 19 Aprile 1775, primo atto della Rivoluzione Americana, celebrato ogni anno proprio con la maratona della città.
Una città che ha fatto l'America.
Un' America organizzata intorno ad un pugno di ideali: l'uguaglianza, le opportunità, la libertà, il fair play.
L'attacco alla maratona nel Patriot Day è un attacco proprio a questi valori.
La maratona della Vita che diviene maratona della Morte.
La folla in festa sulle tribune, gli atleti che sfilano sotto lo striscione d'arrivo, il fuoco bianco, il terrore.
E subito dopo, naturalmente, il Terrore, il ricordo e il parallelo con l'11 Settembre 2001 quando toccò a Manhattan rivelare agli americani che neppure la Superpotenza è un'isola e che i mali, la violenza, i veleni del mondo non si fermano davanti a nessun ostacolo, nè naturale, nè umano, nè tecnologico..
Sono passati quasi 12 anni e la scadenza del calendario è forse l'indice più significativo e più credibile. Se è vero che quel giorno di Settembre a New York cambiò il mondo, è vero anche che quel pomeriggio di Aprile a Boston ha rivelato che il mondo non cambia così facilmente, che continuiamo a vivere in quel mondo di dodici anni fa.

Fra i pochi dettagli emersi finora (al momento della stesura di questo articolo), uno è senza dubbio il più significativo, praticamente eloquente: due pentole a pressione, Di quelle in cui si sbolliscono le verdure. Solo che al loro posto i criminali (a quanto pare, i due giovanissimi fratelli ceceni di cui si parla in queste ora, ma vista la semplicità tecnica potrebbe essere stato anche un uomo solo) ci hanno infilato polvere nera e piccoli oggetti taglienti, aguzzi come degli shrapnels (proiettili di artiglieria) di cento o duecento anni fa.
Non c'era, nei resti di quegli oggetti domestici, alcun segno di nuovissime tecnologie belliche o criminali; neppure, pare, dei cellulari che potessero far detonare il tutto rispondendo ad uno squillo.
Basso artigianato, costi dunque ridottissimi: ecco la realtà del terrorismo del ventunesimo secolo, all'apice di una rincorsa tecnologica senza precedenti nella Storia umana.
Non è consolante: è umiliante.

Certo, il fatto che proprio in una festa particolarmente sentita e dal grande valore etico nazionale come il Patriot Day si sia deciso di colpire in modo tanto rudimentale e con mezzi così poveri si scontra con la volontà di compiere una vera strage, e avrebbe fatto propendere gli inquirenti, almeno all'inizio, verso la pista del terrorismo interno, figlio dell'estremismo di destra, piuttosto che verso quello internazionale.
Ma da queste congetture a prove e fatti certi che portino all'arresto di due sospettati, ve ne corre...così come su eventuali loro legami con altre cellule terroristiche esterne.
Le indagini in corso forniranno certamente un quadro esaustivo.
Ciò che è certo è che, di qualunque matrice sia, l'attentato di Boston dimostra al mondo che il terrorismo, nonostante tutti i mezzi dispiegati, si può solo contenere, ma non debellare o cancellare.

Qualcuno lo aveva capito subito, proprio in America, proprio nei giorni dell'indignazione più comprensibile.

"Il terrorismo non si può distruggere.
Dobbiamo però combatterlo senza stanchezze per ridurlo, contenerlo, isolarlo, ridimensionarlo ad uno dei mali del nostro tempo, come la mafia, come la droga".

Lo disse John Kerry e ciò non lo ha certamente aiutato nella campagna per la Casa Bianca.
Oggi quello sconfitto è tornato come Segretario di Stato, ministro degli Esteri dell'America.
E forse non è un caso.


Questa è la ragione basilare per cui il provvedimento di Obama non è passato.
Non un mero duello democratici - repubblicani.
Ma la convinzione, ben più radicata e diffusa tra la gente, che rinunciare a possedere un'arma di difesa proprio in un momento come questo, specialmente se la pista del terrorismo interno venisse confermata, sarebbe alquanto illogico.
Non paradossale.
Paradossale sarebbe ai nostri occhi, agli occhi di una mente europea.
Ma non al di là dell'Oceano, dove la cd "cultura delle armi" non è solo storia.
Secondo i dati aggiornati al 2011 del "Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosive" il 46% degli adulti maschi e il 23% delle donne possiede un'arma, mentre il 47% della popolazione complessiva vive con almeno una pistola o un fucile nell'armadio.

Per una buona metà dell'America il vero paradosso sarebbe rinunciare ad un diritto costituzionale solo perchè un folle ha trasgredito la legge.
La collettività non può pagare per le colpe del singolo.
E di questa convinzione - sottovalutata da Obama, ma incarnata nell'animo dei cittadini e nella storia del Paese - il Presidente ha dovuto tenere conto in Senato.

Ma certamente la sconfitta non lo abbatterà.
Perchè, checchè ne dicano le varie lobby delle armi, in primis la NRA, la Nacional Rifle Association (società del fucile), pronte a mobilitare, sfruttando i loro ingenti capitali, deputati e senatori per difendersi dalla scure che scorgono all'orizzonte, quello di Obama è tutto tranne che opportunismo: sono le circostanze a dare un sì bruciante d'attualità ad una sua vecchia preoccupazione.
Perchè è inconcepibile che un ragazzo di 14 anni, o chi per lui, possa tranquillamente acquistare in un negozio un'arma automatica da guerra come un kalashnikov russo e portarselo in giro mietendo vittime innocenti, grandi o piccole che siano.
Chi difende questo confonde tra diritto di autodifesa individuale e abuso di diritto, con attentato alla vita, all'identità ed alla integrità fisica.
La vita è un bene unico, e la sua tutela irrinunciabile.

Ed un Paese come gli Stati Uniti, che da sempre si assurge a simbolo di libertà, uguaglianza, fratellanza e diversità, non può e non deve restare indifferente al veloce, e quantomai inarrestabile, mutare dei tempi.
Anche a costo di prendere decisioni inopportune.
Anche a costo di modificare una centenaria Costituzione.
Per non far sì che quella sottile linea rossa di sangue che unisce l'ieri all'oggi non diventi indelebile, allungandosi inesorabilmente verso un domani che noi tutti invece vogliamo, e speriamo, diverso.


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Ninby

21 aprile 2013 ore 00:07 segnala


Questa è una storia, una storia sporca.
Una storia come tante, troppe, di quelle che accadono nel nostro paese.
Che racconta come riuscire in circa trent’anni a portare la mia piccola città sul podio europeo.
Bello. Nonostante i tempi di crisi riusciamo a primeggiare.
No. Non ci siamo. Vi ho detto che è sporca.
Aria. Acqua. Terra.
Brescia è la seconda città più inquinata d’Europa.
180.000 abitanti circa e abbiamo lasciato al palo diverse metropoli con milioni di abitanti.
Come ci siamo riusciti?
Da buoni bresciani, muli lavoratori con i paraocchi, sgobbando parecchio.

Aria

Una legge europea prevede un massimo di 35 giorni di sforo dei limiti massimi dei Pm10.
Nel 2011 abbiamo sforato 113 volte. Praticamente in tutti i giorni di bel tempo.
Ma come? Non avevamo un termovalorizzatore che utilizzava il calore della combustione di rifiuti per scaldare la quasi totalità del comune (teleriscaldamento)?
Non eravamo all’avanguardia in questo settore?
Ora provate a bruciare nel vostro camino un sacchetto di sporco indifferenziato.
Fatto? (oddio qui mi sono muciacciato)
Potere calorico? Scarsino?
Quante tonnellate di rifiuti pensate servano per produrre sufficiente calore per scaldare una città intera?
E visto che costa di meno bruciare i rifiuti piuttosto che riciclarli...
Nonostante questo spesso è necessario integrare la produzione calorica con quella di una centrale adiuvante. Che produce calore bruciando combustibile fossile. E nel 2013 qual è il combustibile fossile che costa meno?
Il carbone.

Terra

Bruciando rifiuti indifferenziati (comprese le carcasse dei bovini affetti da encefalopatia spongiforme) capita di bruciare plastica.
Bruciando plastica sapete cosa esce dal bel camino iridescente?
Diossina.
Percentuali di diossina nel territorio di Brescia sud: 4 volte i terreni adiacenti all’Icmesa di Seveso.
Se questo non bastasse, una fabbrica di prodotti chimici (Caffaro) ha sversato per oltre cinquant’anni PCB.
PCB? E che diavolo è?
Inquinante persistente dalla tossicità in alcuni casi avvicinantosi a quella della diossina, il PCB entra soprattutto nei sistemi acquosi, penetra nel corpo degli animali ed essendo liposolubile, passa e si accumula nei tessuti adiposi. La tossicità diretta non è quella più pericolosa, in quanto per uccidere un topo occorrono circa 5 grammi di PCB per ogni chilo corporeo, invece è la somministrazione prolungata e quindi l'accumulo che porta alla morte. Il PCB penetra e si diffonde nel fegato, nei tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica.
Brescia ed Anniston, negli USA, rappresentano i maggiori casi a livello mondiale di contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo, in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione coinvolta e durata della produzione.
I valori rilevati dalla ASL bresciana a partire dal 1999, sono anche 5000 volte al di sopra dei limiti fissati dal DM 471/1999 (livelli per area residenziale, 0,001 mg/kg).

Disastro ambientale.
50.000 persone a rischio.

Acqua

Pcb.
Cromo esavalente.
Ma tracce di H2O ce ne sono?
Del PCB ho già parlato, ma il cromo da dove diavolo arriva? Scarti da lavorazione galvanica ovvio. Sversati senza controllo nel suolo. (tanto per capirci avete presente Erin Brockovich?)

Vabbè direte voi, cavoli vostri.

Io abito a 200 km di distanza.

Not in my back yards.

No.

Pensate che nei terreni contaminati non si coltivi nulla?

Che l’acqua verde non venga bevuta da nessun animale?

Buonasera e vaffanculo.

P.s.1: ad oggi non sono stati stanziati fondi per la bonifica da pcb.
P.s.2: l’incerenitore ha bruciato in tre mesi quanto avrebbe dovuto bruciare in tre anni.
P.s.3: quando un’azienda municipalizzata diventa società per azioni deve rispondere a logiche economiche ferree che spesso non collimano con la tutela del territorio.


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Ritratti : Massimo D’Alema, “Spezzaferro“

17 aprile 2013 ore 00:06 segnala


In gioventù lo chiamavano Spezzaferro, si pronuncia Spiezzaferro, perchè Massimo D’Alema era un falso mingherlino assai nerboruto. Un episodio che lo ritrae nell’età verde un po’ guascone e come sempre arrogante riguarda l’incidente che gli capitò con un cane del vicinato che si divertiva a chiamare "coglione" stuzzicandolo crudelmente. Un giorno "coglione" saturo di calci e frizzi e lazzi non ci vide più e senza timori reverenziali azzannò alle terga il prode Spezzaferro che fra irripetibili bestemmie e l’ilarità degli amici si rovinò un tantino la fama di duro. Il futuro padrone di PC, PDS, DS e PD nacque figlio d’arte, allievo modello delle Frattocchie, rinomata scuola per giovani talenti comunisti, tenne in pantaloni corti la commemorazione funebre della gioventù comunista alle esequie per la scomparsa di Palmiro Togliatti detto "IL MIGLIORE" nei primi anni 60. Poi l’attivismo politico costante e indefesso, gli anni del Vietnam, del porfido tirato in testa ai nemici di classe, la contestazione dei missili a Comiso e varie e altre lo impegnarono così tanto da non conseguire una laurea nonostante fosse iscritto alla Normale di Pisa. Di Spezzaferro è fuori discussione l’estrema ambizione culminante nel fatto di non saper fare nient’altro se non la politique politici enne, autentica vocazione rivelata da una conventicola che ha sempre considerato il proprio credo l’auto referenza necessaria e sufficiente per giudicare e disprezzare il resto del mondo. Di tutto il male possibile, la fonte più autorevole contro D’Alema rimane il suo vecchio compagno di falce e martello Achille Occhetto, che dopo avere transitato in piena tangentopoli il PCI a PDS fu defenestrato dal giovane Spezzaferro secondo vecchie tecniche da manuale staliniano. Ovvero, caro vecchio compagno togliti dalle palle con le cattive o con le cattive, perchè ora il padrone sono io. A voler essere più precisi la successione alla segreteria fu formalmente affidata ad un referendum della base con fax e gazebo, ebbene vinse Walter, sì Veltroni, quello che assomiglia tanto a Ciccio il lavorante di Nonna Papera, ma nonostante questa alta prova di democrazia, presto divenuta "sommaria indicazione di pochi", Comitato Centrale, Politburo, Vecchi Compagni Bolscevici tipo Napolitano, Colajanni, Rodotà, Pajetta -se non era morto-, Cossutta, Natta, Reichlin etc etc decisero che al bel Walter, noto esperto del Gatto Felix, come ebbe a definirlo Francesco Cossiga, era preferibile Spezzaferro. E così avvenne. Non entro nelle complicate dinamiche di potere delle Botteghe Oscure, sappiamo bene come una minoranza di adepti con una visione sacerdotale della politica fosse la chiave di volta del più grande Partito Comunista Occidentale, altro record italiano. Mi limito a ricordare come il dinosauro Occhetto e la sua gioiosa macchina da guerra, piaccia o non piaccia, a modo loro fossero fossero comprensibili, chi sia esattamente Spezzaferro invece, non sarei in grado di spiegarlo ai miei tre lettori. Nel 1997, forse perchè in parte ci credeva, o tentato come Faust, cercò con Berlusconi e Fini, non ancora disoccupato Monegasco, di diventare un padre della patria con l’istituzione della bicamerale. Ben presto veti, compromessi e spartizioni incasinarono il teatrino sì da chiuderlo senza troppi rimpianti. Altro fatto rilevante va ricordato nella sua costante insofferenza verso Prodi, alleanze baci e abbracci a parte, non esitò a silurarlo per condurre in prima persona la Presidenza del Consiglio. Quindi da bravo Comandante in Capo ordinò sotto l’egida dell’ ONU i bombardamenti Nato sulla ex Yugoslavia pensate l’avesse fatto il povero Cavaliere, magari sedotto da una Kosovara ) e alla fine potè vantarsi anche della straordinaria operazione umanitaria "Arcobaleno" di cui io fui testimone oculare vergognandomi di essere italiano. Conclusa la sua esperienza di governo col disastro elettorale del 2001, lo ritroviamo dopo un breve, splendido e ringhioso isolamento a Ministro degli Esteri ancora con il detestato Prodi, in qualche regata a vela, in un corso di inglese con scarsi profitti, nel ghigno di porta a porta, in alcune foto che lo ritraevano da Grande Statista con Hamas ed Hezbollah e poco o niente altro. Ma solo in apparenza, era infatti arcinoto che nella bagarre della "cosa" ora chiamata Partito Democratico, Spezzaferro ed i suoi accoliti affilassero i coltelli. L’occasione si presentò con la batosta elettorale del 2008, quando relegarono Ciccio Veltroni su posizioni di assoluto isolamento in favore dell’uomo di D’Alema, Pierluigi Bersani. La sua unica strategia politica si abbrevia in quel termine tanto caro ai burocrati URSS, "egemonia" che significa fare il padrone, disporre a piene mani della struttura e delle poltrone che distribuiscono il potere a sodali e adepti sopra tutto e tutti. La cercò fino alle estreme conseguenze in nome e cognome di una presunta e inesistente unità della sinistra contro Craxi, di cui fu connivente nelle malversazioni e carnefice nella nemesi in cui assunse l’aureola di paladino dei valori democratici e riformisti di partito che lo distinguevano dalla corruzione altrui. Affittopoli, tentativi di scalate a banche e assicurazioni all’interno dei clan amici di bandiera rossa la trionferà, e i miliardi che il compagno Ponomariov dall’URSS consegnava a Cossutta e Berlinguer, Greganti martire del silenzio sui conti svizzeri e Ferruzzi con le sue “dazioni“, risultarono cazzate assolutamente marginali al dagli all’untore con cui mani sporche di Milano innalzava Tonino di Pietro al soglio della rinnovata probità italiota. Attualmente alla caduta delle attese certezze di Ministro degli Esteri nell’abortito governo Bersani, e tra le alchimie velenose con il nemico Renzi, attende una chance alla Presidenza della Repubblica o comunque di garante delle larghe intese quale uomo forte del PD. Una poltrona a ciascuno non fa male a nessuno. I suoi intrighi e la sua infiltrazione costante in ogni diatriba che abbia segnato questo sventurato, paese hanno sempre avuto bene o male il suo viatico e l’attuale Beun Retiro a Strasburgo è prodromo a nuove e più grandi imprese. Ricordo per dovere di cronaca la tragedia della fidanzata morta giovanissima in un incidente d’auto e che sembra lo abbia assolutamente provato e intristito. Personalmente lo considero uno dei cannibali di razza delle varie Repubbliche che i giornalistucoli da strapazzo numerano per l’Italia scimmiottando i Francesi. Lascio infine un video che rivelo la sua autentica vocazione al caporalato in “ e le stelle stanno a guardare “ di Cronin, se solo fosse vissuto in quell’epoca. Ad maiora Caudillo Spiezzaferro , eia eia, alalà e che la vendetta sia con te !!!!



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Vendetta, tremenda vendetta!

14 aprile 2013 ore 08:18 segnala


Cantava il Rigoletto.
Lo stesso grido è esploso nel cuore di Sonnet Ehlers, dottoressa sudafricana, di fronte alle lacrime dell'ennesima donna vittima di stupro. E l'idea è scaturita da una frase di quella stessa donna: "Se solo avessi avuto i denti, là sotto".
Già, eccolo lì, il mito della vagina dentata che ha ispirato racconti orrorifici sotto ogni latitudine e nutrito la misoginia in ogni epoca: la donna che divora, la donna che cattura e priva l'uomo del simbolo del suo potere.
Ma era solo un mito, per quella povera donna, anzi, il desiderio relegato in fondo al cuore di tutte le donne che hanno subito il dolore fisico, psicologico e morale dello stupro.
Magari un'altra volta potremo approfondire il tema relativo allo stupro come arma di guerra e di tortura, utilizzato da sempre e non ancora abbandonato. E magari approfondiremo i motivi culturali che portano anche membri delle culture più avanzate a ritenere lo stupro, in fondo, un'aggressione non così grave, a meno che non sia accompagnato da ferite fisiche evidenti e/o mortali.
Questa volta mi limiterò a parlare della invenzione della dottoressa sudafricana. Come dicevamo, Sonnet, di fronte all'ennesimo fiume di lacrime femminili, ha ideato e nel 2005 ha finalmente concluso la progettazione del Rape-aXe (stupro-accetta, quest'ultimo termine inteso come sostantivo e non come verbo!), una sorta di preservativo semirigido inseribile in vagina dalla donna stessa in occasioni da lei ritenute a rischio, dotato nella zona interna di una serie di "arpioncini" in plastica dura che artigliano il pene dello stupratore con effetto doloroso e impedendogli di estrarre l'organo dall'aggeggio.
La trappola non impedisce lo stupro, ma lo fa terminare immediatamente bloccando allo stesso tempo l'aggressore a causa del dolore e della sorpresa e permettendo alla vittima di fuggire. Inoltre, poiché gli arpioncini si attaccano alla pelle del pene, è possibile liberarsi dalla trappola solo andando in ospedale e così lo stupratore viene automaticamente denunciato. Cosa, questa, che rende a mio parere il Rape-aXe lo strumento ideale per portare a conclusione quei casi di abusi ripetuti e non comprovabili in tribunale.
Per non parlare della protezione da gravidanze indesiderate e trasmissione di malattie sessuali.



Prima della Ehlers ci aveva pensato, nel 2000, un altro sudafricano, l'anestesista in pensione Jaap Haumann, che, forse in quanto uomo, ha avuto un'idea pure un po' più crudele visto che il suo aggeggetto antistupro provocava una penectomia parziale, ovvero la rescissione di una parte del glande. Ma il sanguinamento dell'aggressore poteva facilitare l'eventuale trasmissione di malattie come l'Hiv. Per non parlare del fatto che provocava una lesione grave e permanente, quindi condannabile come reato di aggressione.
Cosa, questa, che non vale per il Rape-Axe, che provoca solo molto dolore ma nessun danno permanente.

Le critiche
Fin da subito, il Rape-aXe è stato al centro di mille polemiche e critiche di cui la preferita della Ehlers, per sua stessa ammissione, è quella che definisce il Rape-aXe uno strumento medievale; a tale rimprovero la nostra signora di ferro ribatte con un "comportamenti medievali meritano punizioni medievali!"
Qualcun altro ha definito il Rape-aXe una forma di schiavitù, un continuo ricordare alle donne la loro vulnerabilità. Ma la vulnerabilità non è un qualcosa che va allontanato dalla mente, per garantire il benessere delle vittime, bensì combattuto. E, come recita il motto che apre il sito della Ehlers, "se gli uomini usano i loro corpi come armi d'aggressione, allora è tempo che le donne facciano lo stesso!"
Altre obiezioni sono state quella di Sam Waterhouse, responsabile di un'associazione contro gli stupri, che ha paventato il rischio di maggiori violenze sulle vittime nel caso il cui l'aggressore dovesse infuriarsi, ma la Ehlers, pur premettendo che nessuno stupro è esente dal rischio di violenze fisiche gravi, assicura che il dolore provocato dal Rape-aXe renderebbe il violentatore temporaneamente incapace di reagire e persino di camminare, permettendo alla vittima di fuggire o di chiedere aiuto.
Qualcun altro ha obiettato che se l'aggressore dovesse accorgersi che la donna indossa lo strumento potrebbe farle molto male e persino ucciderla, ma il Rape-Axe si posiziona dietro le labbra della vagina, rendendolo "invisibile", soprattutto a uno sguardo certamente frettoloso e intento ad altro. Quanto alle "ispezioni" non sono pratica attuabile da parte di chi è impegnato a tenere ferma la propria vittima.
E voglio qui ignorare la provocazione di chi si chiede cosa potrebbe succedere se una donna dovesse "dimenticarsi" di indossare il Rape-aXe facendo l'amore col suo fidanzato o marito!
Certo è che leggendo le innumerevoli obiezioni e il risalto alle stesse che spesso è stato dato negli articoli italiani dedicati a questo oggetto, mi sono chiesta quanto poco siamo in realtà pronti ad accettare che la violenza sessuale sia un reato che merita una punizione decisa. Ma siamo in Italia, Paese in cui lo stupro è stato definito un reato contro la morale -e non contro la persona- fino al 1996!
Comunque sia, il Rape-aXe, dopo tre anni di test e polemiche, è stato approvato, è andato in produzione ed è stato distribuito in Sud Africa nel 2010, in occasione del Campionato Mondiale di Calcio, ma per quanto riguarda l'Italia non sono riuscita a trovare alcuna commercializzazione.

Per chi volesse approfondire, vi passo il link per il sito della Ehlers e per le FAQ:
http://www.antirape.co.za/
http://www.antirape.co.za/index.php?option=com_content&view=article&id7&Itemid=20
Qui invece il video youtube di spiegazione del funzionamento del Rape-aXe:


Per concludere l'argomento, non è certo un caso se i due ideatori degli strumenti anti-stupro suddescritti siano entrambi sudafricani: il Sudafrica è il Paese in cui si misura forse il più alto tasso di stupri al mondo (nel 2005 si calcolava che una donna su tre, tra le residenti di Johannesburg, aveva subito uno stupro).
Altri, però, si sono mossi nella stessa direzione. Nel 2003 la dottoressa svedese Anita Ingmarsdotter ha inventato l'oggetto della foto sottostante, dal design elegante ma il cui unico scopo è quello di contribuire al dibattito sulla violenza sessuale contro le donne.



Più recentemente, e sull'onda emotiva degli eventi da poco denunciati, in India alcuni studenti di ingegneria hanno ideato una biancheria che rilascia forti scosse elettriche in caso di pressioni "indebite" e manda sms alla polizia. Da non indossare in autobus affollati!!! Ma il prodotto va ancora messo a punto nei dettagli.

Dichiaro di possedere tutti i diritti sulle immagini caricate, che il contenuto di questo messaggio non lede alcun diritto di terzi e che non viola alcuna legge vigente; dichiaro inoltre di essere titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d'autore e manlevo Chatta da tutte le responsabilità, dai costi e dagli oneri di qualsivoglia natura che dovessero essere sostenuti a causa del contenuto che sto inserendo. Sono altresì consapevole che l'uso improprio degli strumenti offerti da Chatta potrà portare alla cancellazione del mio account ed essere perseguito civilmente.
Firma: Dealma
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« immagine » Cantava il Rigoletto. Lo stesso grido è esploso nel cuore di Sonnet Ehlers, dottoressa sudafricana, di fronte alle lacrime dell'ennesima donna vittima di stupro. E l'idea è scaturita da una frase di quella stessa donna: "Se solo avessi avuto i denti, là sotto". Già, eccolo lì, il mi...
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14/04/2013 08:18:32
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Riflessi di luce

10 aprile 2013 ore 09:31 segnala


Costituzione della Repubblica Italiana


Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.

Art. 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Art. 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Art. 67
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Art. 104
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
...


E, seguendo questo elenco, dal Titolo I dei Diritti Fondamentali in avanti, potrei continuare ancora ed ancora.

In ambito giuridico, e non solo, si è sempre distinto, e sull'utilità della discussione si può ampiamente discutere, tra Costituzione in senso formale e Costituzione in senso materiale.
Nel primo caso, si parla effettivamente della nostra Carta Costituzionale intesa come documento, come legge fondamentale dello Stato italiano, entrata in vigore il 1 Gennaio del 1948.
Nel secondo caso, ci si riferisce invece alla reale portata dei 135 articoli del testo, alla loro reale applicazione nella realtà concreta di ogni giorno, ed alla loro definizione, indirettamente, della Repubblica Italiana come "Stato sociale" oltre che di Diritto.
Esempio di scuola, i due commi dell'art 3 della Costituzione, che sanciscono il principio di uguaglianza, formale nel primo titolo, materiale nel secondo ("E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale...").

Ora guardiamo un attimo la realtà, tralasciando la nostra bella Costituzione.

Che succede fuori??
Come vanno le cose???
Siamo davvero quello Stato Sociale, di Diritto e "civile" di cui ci vantiamo tanto con gli altri di essere???
Quanti principi teorici del testo del '48 trovano oggi applicazione??




Confutare articolo per articolo sarebbe qui troppo lungo, e forse anche noioso (ma fidatevi, le argomentazioni non mancano).
Tuttavia alcune considerazioni generali si possono fare.

Sul fronte interno, della crisi è detto e si continua a dire tanto, tantissimo, forse troppo.
Sono impellenti e necessarie riforme strutturali per rompere l'eccesso di uno Stato invasivo ed onnivoro, in cui le imprese perdono terreno, la spesa pubblica è andata la galoppo, la produttività è ferma al '92, il debito pubblico è passato a quasi il 100% del Pil, il prelievo fiscale è ormai al 45%.
Troppo debito, troppe tasse, poco lavoro, niente crescita.
Bisogna correggere questo equilibrio perverso.
E bisogna farlo in condizioni disperate.
L'unico modo per crescere è quello di ridurre le tasse per le famiglie e le imprese: potendo così le prime aumentare i consumi e le seconde le loro produzioni ed il lavoro.

Ma chi dovrebbe fare tutto ciò, se non un Governo stabile, legittimato dal Parlamento e con la pienezza dei poteri???
Oggi ne siamo ben lontani. Dalle urne è uscita un'Italia spaccata forse più del previsto, e la volontà e la necessità, sbandierata da più parti, di anteporre l'interesse nazionale alla strumentale e vacua logica di partito non ha dato gli esiti sperati. Tutti son rimasti sulle proprie posizioni: mandare tutti a casa, governo politico a condizione di avere il Quirinale, dialogo con i mulini a vento ed occupazione di tutte le cariche.
Logica mura contro muro. Per la serie: intanto governo e mi prendo posto, impunità, stipendio, futura pensione d'oro..il resto poi si vedrà.
Abbiamo perso un mese in questi inutili ostracismi, ed altre 1000 aziende nel frattempo sono chiuse, con esuberi, cassa-integrati, famiglie sempre più povere, mercati fibrillanti ed ansiosi, Europa ed investitori scettici e dubbiosi.

Se a ciò aggiungiamo la totale ignoranza costituzionale di alcuni personaggi, che parlano di fascismo buono, che negano la fiducia a priori a qualsiasi governo dichiarandola non necessaria (ma la costituzione l'hanno letta?), che criticano la libertà di mandato ex art 67 (caposaldo di tutte le democrazie) preferendogli un vincolo diretto, in modo che il parlamentare risponda al Duce di sorta, vediamo una situazione alquanto desolante.
Ed un Presidente della Repubblica che, come suo ultimo atto, annulla il risultato delle elezioni, nega il ruolo dei partiti in quanto tale, mettendoci nelle mani di due gruppi di "saggi" fatti da personalità e da uomini politici, (con rappresentanti del cosiddetto centrosinistra e del centrodestra che dovrebbero scrivere un programma di indirizzi istituzionali, economici, politici, in perfetta consonanza con quanto ci viene imposto dagli organi europei per il governo che verrà quale che sia) è un qualcosa che lascia sconcertati.
Cito le riflessioni di Alfonso Gianni, che sottoscrivo e condivido, parola per parola:

"Che prima ci siano state le primarie nel c/s, che ci siano state le lezioni con relativa campagna elettorale per quanto mediocre, tutto ciò non conta, come non fosse esistito.
Siamo ben oltre il governo del Presidente. Siamo alla definizione extraparlamentare ed extragovernativa di un programma politico di governance costretto entro i limiti già posti dagli organi europei con il fiscal compact e il più recente Two-Pack. Una volta si sarebbe parlato di un colpo di stato bianco. Ora persino le parole hanno perso di significato se non le viene restituito dall'indignazione delle persone. Molto meglio sarebbero state le dimissioni anticipate, cioè immediate, di Napolitano. L'elezione quindi di un nuovo Presidente nella pienezza dei poteri che avrebbe potuto sciogliere le camere in presenza di mancanza di soluzioni di governo con le attuali forze politiche.
Meglio il voto popolare che il governo dei filosofi.
Con tutto il rispetto per Platone, che non ha responsabilità alcuna".


Equilibri difficili da trovare, ma non impossibili.
Urge un governo pieno, forte e stabile, per dare una risposta alle famiglie, per rassicurare i mercati, per rimanere legati ad un'Europa che, divisa tra socialisti e popolari, resta comunque un ancoraggio indispensabile.


Ma non è che all'estero siam messi meglio...per nulla!!!

La credibilità è tornata bassa, bassissima, dopo la figuraccia che abbiam fatto sul caso dei due marò, su cui qui ed in altre sedi tanto si è detto e scritto.
Un tira e molla continuo, che ha spiazzato tutti, creando sconcerto, stupore e sgomento, con la diplomazia italiana messa sotto scacco da quella del grande elefante, con i nostri due militari trattati, permettetemi il termine, da pezzi di carne, sballottati di qua e di là del mondo, con assicurazioni sulla linea della pena da parte dell'India che prima nega, poi afferma esserci certe garanzie a tutela della vita.
Una figuraccia, una vera figuraccia, su tutta la linea.
Ma noi non siamo nuovi a crisi diplomatiche degne di una vera italietta.
Basta sfogliare i libri di storia per rendercene conto, dal secondo dopoguerra in poi.
Ed in un momento in cui i mercati chiedono risposte, gli investitori certezze, e dovremmo dare tutto questo a coloro cui siamo costretti a chiedere soldi per il dilaniare del nostro debito pubblico, mostrasi così e fare certe figure è molto controproducente, solo per usare un eufemismo.

Il tutto, con sullo sfondo l'ombra dell'Europa, impegnata in una politica filo tedesca di assoluta austerity e recessione (chissà perchè parlano di una futura unità politica se poi alla fine comanda sempre lei...) che l'economia tedesca può sostenere, quella italiano no.
Ma anche qui paghiamo colpe nostre, e la nostra totale incapacità di alzare la voce, battere i pugni sul tavolo e farci sentire in quel di Bruxelles.
Anche qui siamo alla solita italietta insomma.

E non tocchiamo il tasto magistratura e presunta indipendenza del potere giudiziario come terzo pilastro statale perchè qui, davvero, potrei scrivere una tesi.
Meglio, per decenza, tacere.
Ad ognuno le proprie personali considerazioni in merito.


Ma, fortunatamente, l'Italia non è solo questo.
C'è un Paese vivo, che lavora, che cresce, che non si arrende, che combatte ogni giorno contro mille difficoltà, fatto di eroi quotidiani e comuni, di genitori che crescono figli con 1000 euro al mese tra mille sacrifici e che pure riescono anche a trovare il tempo da dedicargli, di volontari che si prodigano per aiutare il prossimo ed i più bisognosi senza pretendere nulla, di chi mette il proprio sapere e la propria conoscenza al servizio dell'oggi e del domani, guardando alle future generazioni.

E non a caso ho citato, all'inizio di questo articolo, l'art 9 della Costituzione, ed il relativo obbligo del nostro Paese (ecco che torna la Costituzione materiale) di promuovere lo sviluppo della scienza e della ricerca.
La ragazza nella foto è una nostra ricercatrice, Roberta Benetti.
Una ricercatrice dell'Università di Udine e, va detto, precaria.

Poco tempo fa ha fatto una grande scoperta nella lotta contro il cancro, una scoperta da "premio Nobel".
Ha cioè individuato le molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, potranno rappresentare l’alternativa alla chemio e alla radioterapia: la soluzione, quindi, è quella di autoproteggersi dai tumori con l’aiuto di molecole prodotte dall’organismo umano.

Eppure questa, come altre notizie, dai nostri "media " vengono definite come notizie "spazzatura", senza darvi, in alcun modo, il giusto risalto..
Motivo??Il business che vi sta dietro.
Il cancro è diventato una pandemia, e se non si sconfiggono, con i media, le lobby che fanno guadagni immensi usando la chemio, non si troverà mai la cura per guarire senza uccidere l’anima e il corpo...
Altro che diritto alla salute come diritto inviolabile...

Pubblicate articoli in prima pagina su questo studio validissimo significa aiutare la ricerca sana, che senza milionari fondi e sponsorizzazione, si impegna ogni giorno, per noi, i nostri figli e le generazioni a venire, coltivando al speranza di sconfiggere definitivamente questo ed altri mali.
Ecco perchè è giusto parlarne.
E Speakers, un blog libero e senza vincoli e discriminazioni, è una sede perfetta.
Perchè l'Italia che vive e che funziona c'è.
E' che non si vede.
O peggio ancora, non ce la fanno vedere.


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Autistic Spectrum Disorders

07 aprile 2013 ore 10:25 segnala




L'autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione.

E' considerato rientrare nella categoria clinica dei "Disturbi Pervasivi dello Sviluppo", cui appartengono, fra le varie altre sindromi, anche la sindrome di Asperger e la sindrome di Rett.Questa sindrome colpisce prevalentemente i soggetti maschili con un tasso dalle due alle quattro volte superiore rispetto al sesso femminile;si manifesta quasi sempre entro i primi 3 anni di vita.
Elenco di alcuni segnali e alcuni sintomi che altri genitori vi consigliano di NON sottovalutare: la precocità della diagnosi e delle cure sono infatti direttamente proporzionali alle possibilità di successo terapeutico.

I seguenti possono essere campanelli di allarme dell'autismo:

- Non risponde al suo nome
- Non è capace di chiedere cosa desidera
- Il linguaggio è in ritardo
- Non segue le indicazioni che gli vengono date
- A volte sembra sordo
- Non indica e non saluta con la mano
- Prima diceva qualche parola, ora non più
- Non sorride socialmente
- Sembra preferisca giocare da solo
- Fa le cose "precocemente"
- Attua scarso contatto con gli occhi
- Sembra in un mondo tutto suo
- Ha crisi di collera-aggressività
- E' iper-attivo, non-cooperativo, provocatorio
- Non sa come usare i giocattoli
- Si blocca regolarmente sulle cose
- Cammina in punta di piedi
- Ha attaccamenti inusuali ad alcuni giocattoli o oggetti
- Allinea gli oggetti
- E' ipersensibile a certe fibre tessili o a certi suoni
- Ha strani modelli di movimento

Sono state avanzate molte ipotesi sulle possibili cause dell'autismo, ma al momento tali teorie sono ancora insoddisfacenti.

La psicoanalisi definita come vecchio metodo terapeutico,anche se risale solo al 2005.
"La psicoanalisi classica è stata accusata di colpevolizzare le figure genitoriali, in particolare quella femminile definita madre frigorifero,attribuendo la causa della sindrome a un disturbo dei rapporti primari con chi assume il ruolo di accudimento.Tale vecchio modello terapeutico è divenuto bersaglio di critiche e ostracismi, prima in America e poi in Europa."

Altra teoria:Causa Genetica.
I fattori genetici contribuiscono in maniera molto significativa al rischio che un bambino sviluppi la sindrome autistica, ma l'ereditabilità dell'autismo è molto complessa, e non si conoscono tuttora quali siano esattamente i geni e le mutazioni geniche responsabili, o come operino.Non essendoci prove si brancola nel buio.

Altra teoria:Intossicazioni da vaccini.
Esiste un legame tra i vaccini e l’autismo. Secondo alcuni ricercatori americani, il numero di bambini affetti da autismo negli Stati Uniti,ma anche in Italia il numero è uguale, è aumentato del 78% negli ultimi dieci anni. Si stima che 1 bambino su 88 sviluppa una forma di autismo. Stranamente, la maggior parte dei bambini autistici è perfettamente normale all'inizio e solo dopo 1 o 2 anni di vita manifesta dei problemi.Si sta giocando con delle vite umane,non si può abbassare lo sguardo e fingere che vada tutto bene.Nei vaccini si usano dei conservanti a base di mercurio,tutt'oggi in italia le vaccinazioni sono obbligatorie. Quando si inietta una così grossa quantità di mercurio, una sostanza tossica, in creature così piccole e così vulnerabili, il danno è inevitabile. Le prove che collegano i vaccini all’autismo continuano ad aumentare, ma l’istituzione farmaceutica continua a negare con forza l’esistenza di questo legame, in quanto sono in gioco centinaia di miliardi di dollari di profitti.
"Giugno 2009 - Ultimamente l'OMS, FDA, CDC, Ministeri della sanita', ISS, italiano, Ordine dei medici, medici vaccinatori ecc., hanno sbandierato ai 4 venti che non vi sarebbe relazione fra i Vaccini e l'Autismo, ma dal Bugiardino "aggiornato" in fretta e furia dai produttori del vaccino, si evince al contrario che vi e' molto di piu'....: DTaP (vaccino trivalente per la Difterite, Tetano, Pertosse) ed AUTISMO"
Questo pezzo è scritto sul Bugiardino dei vaccini.





Migliaia e migliaia di genitori sono disposti a testimoniare ed affermano che, se potessero tornare indietro, non farebbero mai vaccinare i loro figli.E’ in gioco la vita di una creatura indifesa e vulnerabile!



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sul ponte sventola bandiera bianca

05 aprile 2013 ore 12:32 segnala




Per carità: che sia vero che il Parlamento della nostra Repubblica richiami alla mente le camere di un albergo ad ore, è cosa difficile da confutare, vista la tendenza a ciclici e turbinosi cambi di sedia e schieramento cui gli eletti di ogni fascia politica ci hanno abituato; ma da qui a dichiararlo durante un incontro istituzionale dedicato ai "Nuovi percorsi fra turismo e cultura in Sicilia", a Bruxelles e nella sede del Parlamento europeo, ce ne corre.
E ancor meno ci si aspetterebbe un frasario da postribolo da un uomo di cultura che avrebbe dovuto non solo conoscere il peso effettivo da attribuire alle parole, ma anche immaginare il fraintendimento che le stesse avrebbero provocato nel mondo politico e nei media.


Questo l’intervento dell’ex cantautore: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile» ha detto Battiato al Parlamento Europeo, parlando della compagine politica italiana. Sarebbe meglio che «aprissero un casino», ha poi aggiunto, non pago. E ancora «In Italia si sta avverando una profezia biblica. Parliamo la stessa lingua ma non ci intendiamo. Ognuno è artefice del proprio destino, questa Italia così fa schifo. È inaccettabile. Sono inaccettabili i loro discorsi. Servi dei servi. È l'idiozia dell'essere umano, che con 10 euro si compra un voto».

Quasi immediata e decisamente durissima,la reazione del Presidente della Camera



«Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un'esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l'insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall'oltraggio»

Quella più pacata del presidente del Senato:



"Non rientra nelle nostre competenze muovere passi in un certo modo, ma senz'altro esprimeremo il nostro disagio presso il governatore della Sicilia per le frasi dell'assessore", ha affermato Pietro Grasso
Oltre alle critiche durissime che sono giunte da tutte le europarlamentari europee.
Non che in casa nostra sia andata meglio; attacchi, richieste di scuse e di dimissioni a Battiato sono arrivate sia dal Pd che dal Pdl. Da Martina Sereni, vicepresidente PD, fino all’indefinibile Daniela Santanché, da Anna Finocchiaro a Luca D’Alessandro , tutto l’arco costituzionale, per una volta incredibilmente coeso, ha scagliato dardi infuocati contro il neo assessore siciliano, chiedendone a gran voce le dimissioni se non addirittura la crocifissione, visto che il fatto è avvenuto durante la settimana santa.
Malgrado il tentativo di Battiato di giustificarsi, per lo meno da un punto di vista temporale ("…era evidente che il riferimento era a passate stagioni parlamentari … caratterizzate dal malaffare politico, dal disprezzo per le donne e per il bene pubblico…) Crocetta lo ha subitaneamente "dimissionato".

Se pure infelice nel modo di espressione, il polista (politico-musicista)si è limitato ad affermare ciò che tutti pensano, con parole crude, ma la cui veridicità è - ahimè - da anni sotto gli occhi di tutti, senza contare che va dato atto a Battiato di essere riuscito nella difficile opera di unire almeno nello sdegno persone incapaci di un dialogo comune.
E giunti al fin della licenza? Beh, superato l'increscioso impasse i nostri politici torneranno alle loro onerose attività.





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Firma: malenaRM
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« immagine » Per carità: che sia vero che il Parlamento della nostra Repubblica richiami alla mente le camere di un albergo ad ore, è cosa difficile da confutare, vista la tendenza a ciclici e turbinosi cambi di sedia e schieramento cui gli eletti di ogni fascia politica ci hanno abituato; ma d...
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PIRATES ? – Parte 2 – Non ci sarà epilogo

31 marzo 2013 ore 01:16 segnala



Ero rimasto al “Programma Nazionale di Sicurezza Marittima”.
Nella sua inutilità tipicamente italica (essendo speculare e più restrittivo dello ISPS Code internazionale)un punto di accordo comunque, tra gli Armatori, lo aveva trovato.
Ed era quello basato sulla presenza di militari sulle navi battenti bandiera italiana che attraversassero acque ritenute pericolose per la pirateria. Il tutto fu sancito a Piazza Santissimi Apostoli, Roma, sede della Confitarma (la confederazione degli Armatori). Ero presente. La richiesta fu dunque da parte della marineria italiana coinvolta nelle tratte a rischio. Richiesta accelerata, e poi accettata dal Governo, dagli eventi della nave “Montecristo”.Non fu quindi decisione del Governo, ma una mano tesa alle Compagnie di Navigazione nostrane. Il prezzo da pagare era 250 euro al giorno per ogni soldato imbarcato, più le spese di viaggio da e per i vari check point tra Africa ed Estremo Oriente. Un’inezia rispetto a quanto chiesto dalle società di assicurazione alle Compagnie per coprire il rischio se queste facevano transitare le proprie navi senza squadre armate.

Ecco quindi il percorso che ha portato Latorre e Girone a bordo della Erica Lexie.
Si sono scritti fiumi di parole, giuste e sbagliate.
Sono state dette parecchie sciocchezze e si è denotata molta superficialità sull’argomento.

Premetto che non giustifico fino in fondo il comportamento dei nostri marò.
Fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sull’episodio, giudico l’accaduto come la morte di quel tifoso nell’area di servizio ad Arezzo, oppure di quel manifestante a Genova. Uccisi da un irresponsabile uso delle armi. Ma non con la volontà di ammazzare.

Un’altra premessa. Chi naviga sa cosa vuol dire effettuare una traversata in zona rischio pirati. Raddoppio delle vedette, turni straordinari, oscuramento notturno. E questo stato di cose può andare avanti per diversi giorni o settimane a seconda del viaggio da compiere, con il risultato di una tensione altissima ed un senso di inquietudine che non ti lascia fino a quando sei in porto.

La Erica Lexie, al momento dell’incidente, si trovava a circa 21 miglia dalla costa, in acque contigue quindi. Le acque territoriali si estendono dal bagnasciuga fino alla linea delle 12 miglia. Dalle 12 alle 24 si estende la zona contigua in cui lo Stato costiero può esercitare la propria Autorità ma solo a determinate condizioni. Oltre le 24 miglia ci sono le acque internazionali. Il tutto sancito dalla Convenzione di Montego Bay, accettata internazionalmente se pure qualche Stato la disattende, come ad esempio Gheddafi che pretendeva l’estensione delle acque territoriali fino a 200 miglia. Ma ce ne sono molti altri di esempi non ancora risolti.
Uno Stato ha il diritto di esercitare la propria Autorità su navi straniere nelle acque contigue, solo nel caso che esse siano sospettate di aver infranto le proprie leggi nelle acque territoriali. Altrimenti la giurisdizione spetta alla bandiera di appartenenza della nave o al limite da un tribunale internazionale. Ed è il caso della Lexie. Il fatto è successo in acque contigue, non territoriali.

Parlando con i miei colleghi della Compagnia a cui appartiene la Enrica, la decisione di entrare in porto a Kochi fu presa dal Comandante della nave, sotto richiesta del suo Armatore, nonostante il parere contrario del Governo italiano. Una nave militare NATO era già pronta a trasbordare i due marò. Ma le Autorità del Kerala avevano formalmente promesso di voler sentire solo l’accaduto, e di non arrestare nessuno. Ed il Comandante in buona fede ha attraccato. C’è stato inganno ? SI. E lo ribadisco. SI.

Mi è capitato, durante la mia carriera, di navigare con equipaggio di nazionalità indiana. Nella maggior parte delle note caratteristiche che compilavo riguardo a loro, ne indicavo l’inaffidabilità e sottolineavo che pensassero in un modo per poi agire in un altro. Sarà un caso ?
I pescatori indiani, vittime delle pallottole nostrane, sicuramente saranno state degli innocenti. Ma ne vorrei la prova certa, perchè di dubbi ne ho parecchi. Consideriamo questi fatti:

1)Qualsiasi navigante nel mondo, petroliere o pescatore che sia, sa che per meri motivi di sicurezza due natanti (peschereccio o petroliera enorme non fa differenza) non devono avvicinarsi tra loro in navigazione a meno di 0,5 miglia nautiche (900 metri). In una zona riconosciuta a rischio pirateria, dove transitano (e tutti lo sanno) navi mercantili con squadre armate, perchè il peschereccio si è avvicinato fino a 300 metri dalla Lexie, nonostante i continui e ripetuti avvisi di allontanarsi ?

2)Nella stessa zona e quasi allo stesso momento una nave greca, la “Olympic Flair”, ha denunciato un attacco di pirateria. Smentito dal Ministero della Marina Mercantile greca, ma mai dalla Compagnia di quella nave.

3)I “pirati” della Montecristo, arrestati in flagranza di reato dai Seals inglesi a bordo della nave italiana ed incarcerati a Roma (qui si è applicato il diritto in maniera corretta) cosa sono ? Pescatori e pastori. Proprio come i due sfortunati indiani. Povera gente a cui è stato messo in mano un lanciagranate RPG. Situazione ancor più pericolosa se si pensa ad un’arma micidiale in mano a degli sprovveduti. Ho ancora davanti agli occhi la devastazione del ponte di comando di quella nave a seguito di un colpo sparato non per avvertire ma per distruggere. Se avessero ucciso qualcuno dei nostri marittimi ? O se gli inglesi avessero ammazzato i “pirati” ? Di cosa parleremmo ora ?

4) Perchè le Autorità indiane hanno distrutto in fretta i resti del peschereccio ? Noi abbiamo ancora il relitto della strage di Ustica, dopo svariati anni. Non è più possibile analizzare quindi parte delle “prove”. Perchè ai tecnici italiani non è stato consentito di partecipare ai test balistici sulle armi incriminate ? Tutto questo è quanto meno sospetto.

La vicenda del ritorno in India dei marò, poi.
Anche qui si è fatto un clamore inutile. In tutto questo ho trovato estremamente grave ed inaudito solo l’imposizione indiana a non permettere al nostro Ambasciatore di lasciare quel Paese.

Ricordiamoci tutti che il nostro rappresentante, a nome del nostro Governo, aveva promesso (ben prima della licenza “elettorale”) la restituzione dei marò solo nel caso che non venisse violata la Costituzione italiana. E visto che il processo, nel frattempo, era stato spostato dal Kerala a quello Federale (dove è prevista la pena di morte in caso di omicidio, quindi contro la nostra Costituzione) il nostro Governo ha dichiarato che sarebbero rimasti in Patria, cioè come era previsto nell’accordo. Le Autorità Federali indiane lo sapevano bene. Ed infatti hanno dovuto mettere nero su bianco che i due soldati non saranno mai giustiziati. Ma alla fine, il nostro circo mediatico ha fatto sì che la parte dei buoni la facesse l’India e quella dei coglioni, l’Italia. Sonia Gandhi, le elezioni in Kerala e tutte le altre vicende di contorno servono solo a confondere la realtà dei fatti.

Ho letto anche di accostamenti alla tragedia del Cermis.
Che, dal mio punto di vista, non ha nulla a che vedere con questa vicenda. Quella tragedia l’ho vissuta in prima persona. Ero li. Con i miei figli, per una gioiosa giornata sulla neve. La nostra fortuna fu solo che non avevamo gli sci, ma una semplice slitta. E non avevamo bisogno di prendere la funivia.
A differenza della Lexie, i due militari statunitensi si trovavano in pieno territorio italiano. Se i due marines non sono stati consegnati alle nostre Autorità, è solo grazie agli accordi (dei quali molti sono tuttora segreti) che il nostro Paese ha dovuto firmare con gli USA a seguito della guerra. Che ci piaccia o no, non abbiamo fatto altro che essere fedeli ad un patto. Abbiamo mantenuto la parola. Io personalmente strozzerei con le mie mani i due aviatori. Ma non potrei mai mancare ad una promessa. Siamo pronti, come Stato Italia, a ridiscutere accordi e presenza americana qui in Italia ? Ne dubito.

Questo post era comunque nato per un motivo diverso, da come si è sviluppato.
Per la mia posizione, tra le altre cose, come CSO, ho la possibilità di ricevere giornalmente i rapporti che il Terzo reparto della Guardia Costiera manda per aggiornare la situazione delle aree a rischio. Arrivano notizie di attacchi o tentativi di attacco a navi mercantili dal West Africa, Oceano Indiano, Cina, Sudamerica a cadenza quasi quotidiana. I giornali ed i telegiornali ne parlano solo se scappa il morto, o se i pirati riescono a sequestrare una nave ed un equipaggio interi.
La domanda che mi posi, un tempo, era semplice. Ma è possibile che con tutta la tecnologia a disposizione non si riesca a stanare definitivamente quei pochi disperati senza arte ne parte e rendere liberi i mari ?

Poi con gli anni compresi.
Sono italiano, ergo malpensante.

Insieme ai rapporti della Guardia Costiera, mi arrivano mail di presentazione da parte di società private che offrono personale da imbarcare sulle navi per azioni di antipirateria. I pacchetti che mettono a disposizione sono variegati. Mercenari armati, non armati, professionisti, a gruppi di due tre o addirittura sei. Li vuoi in divisa ? Non c’è problemi. Li vuoi vegetariani ? Pronti. Il tutto a partire dalla modica cifra di 1250 euro al giorno (pacchetto base senza optional). I 250 euro spesi per i nostri soldati sono una mancia, quindi.

Di queste società nella sola area di Mogadiscio ce ne sono 150 (e la prima fu aperta da un italiano. Dove c’è da far soldi sulla pelle degli altri, chissà come mai, siamo sempre i primi). In tutto il mondo sono svariate centinaia. E stanno aumentando. Un’altra società italiana, ma con sede a Tunisi, mi ha offerto un lavoro con una prospettiva di paga doppia a quella attuale.

I gruppi assicurativi principali delle navi mercantili stanno aumentando il fatturato in maniera esponenziale.

I noli per le navi che transitano nelle aree a rischio sono aumentati a dismisura.

Il giro di affari che si sta sviluppando in questo settore propone delle cifre sbalorditive. Nel silenzio generale.

E in tutto questo quindi, c’è veramente la volontà di combattere e debellare la pirateria ? Io non lo credo proprio.

Ho solo la speranza che il sito “saveourseafarers” non sia un semplice bluff. La classica carota da offrire ai malpensanti come me.
Perchè tanto, alla fine, e come sempre.. chi ci rimette è solo chi, come me, va per mare.

Semper Fidelis


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Firma: Odirke
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« immagine » Ero rimasto al “Programma Nazionale di Sicurezza Marittima”. Nella sua inutilità tipicamente italica (essendo speculare e più restrittivo dello ISPS Code internazionale)un punto di accordo comunque, tra gli Armatori, lo aveva trovato. Ed era quello basato sulla presenza di militar...
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31/03/2013 01:16:16
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Monsieur Le President

27 marzo 2013 ore 08:42 segnala


Di lui si sa già tutto, quindi passo oltre e poi parlare di Bettino professando asettiche distanze super partes sarebbe ipocrisia pura, quella che amano i peones avvelenati da una mancata poltrona e avvinghiati a una rivincita come la tigna. Non mi piaceva il suo senso del potere arrogante e impunito, l'orda parassita con cui scompigliò la mangiatoia democristiana per assumerne la spartizione come ago della bilancia. Erano i tempi dei Ras affamati e rampanti Forte, Signorile, Manca, Formica, De Michelis, Martelli, Amato e molti altri. Ho apprezzato talvolta il suo decisionismo, il coraggio, la capacità anche non conveniente di marcare la distanza dal servilismo dei media, il pragmatismo con cui sopperiva agli inconcludenti e litigiosi idealismi socialisti impaludati da Nenni in poi in un errore storico che ancora dura. Mi divertiva il suo carisma quando l'autoritario D'Alema e un uomo da nulla come Rutelli, lo attendevano con il berretto in mano fuori della sua roulotte durante il trionfale congresso socialista di Torino. Ho amato il suo profilo umano nell'ora della caduta, la composta dignità solitaria e distaccata di un uomo che sapeva pagare per sè e per gli altri, esule da un paese vigliacco e immutabile, incapace di ogni giustizia, lui artefice e vittima di un potere cannibale che mistificava nel falso moralismo di una finta rivoluzione l'ultima occasione di rinascita. Qualche anno fa mentre mi trovavo in Tunisia capitai ad Hammamet dove è sepolto. In un piccolo cimitero italiano a ridosso della Medina, una semplice tomba di marmo bianco, con nastro tricolore e un libro che raccoglie le firme di presenza. Arrivammo io Lorenzo ed Enrico di primo pomeriggio, il cancello che dalle mura immette al cimitero era aperto, quando improvvisamente da una cripta funeraria fuoriuscì un tunisino piuttosto in male arnese. Solo dopo la nostra imbarazzata e un pò comica sorpresa iniziale questi si qualificò come una specie di "direttore generale" del cimitero, insomma un factotum che sorvegliava le tombe dimorandovi. Puliva le aiuole, gettava i fiori appassiti e soprattutto gestiva il librone delle firme dei visitatori della tomba di Bettino. Lo esponeva al mattino e lo ritirava alla sera dopo avere barrato il nome dell'ultimo visitatore della giornata con uno schiribizzo che apponeva a certificazione. Ci accompagnò alla lapide, io mi limitai a firmare, Lorenzo invece scrisse qualcosa del tipo "spero che il bastardo di Di Pietro sia soddisfatto", infine venne Enrico,che volendo distinguersi dagli insulti dell'amico, barrò la pagina con una linea per isolare lo scritto precedente e sotto firmò. Non l'avesse mai fatto, il tunisino inferocito ci aggredì letteralmente con urlacci e smorfie, grugniti minacciosi e occhiacci atteggiati a vendetta. Riuscimmo poi a capire, che Enrico barrando il foglio lo aveva involontariamente esautorato dalla importantissima funzione con cui alla sera concludeva la dura giornata di lavoro, prima di riporre il libro. Chiedemmo scusa offrendogli anche una mancia, spiegando che non era successo nulla e che avrebbe potuto barrare nuovamente più tardi, ma il solo risultato fu di farci cacciare in malo modo dal cimitero che venne addirittura chiuso alle ulteriori visite con dispiacere di alcuni italiani arrivati nel frattempo. Vi riporto questo aneddoto per avere letto in questi giorni di Bettino e della sua sua vicenda umana alla luce di una storia d'amore che lo rende più vicino ed umano. In particolare dei suoi ultimi incontri con Patrizia Caselli, che non lo abbandonò mai, quando nei giorni dell'esilio passeggiavano insieme nel tramonto di quelle spiagge deserte che lo dividevano dal suo paese profondamente amato. Malinconia struggente di un mondo perduto, dolore per le ingiustizie patite e forse per colpe non rimediate, premonizione della fine, ma anche la certezza che senza quei tremendi avvenimenti, forse mai,avrebbero condiviso l'incanto di quel luogo e quei momenti d'amore. Fra i cataclismi di una nazione o fra le pieghe più atroci della vita, sia per grandi nomi o nick sconosciuti, può giungere in un giorno imprevedibile quel miracolo che "vince di mille secoli il silenzio". Dopo di lui la giungla è continuata, nella marcia irreversibile verso un baratro che ci attende, i gattopardi hanno finto di cambiare ogni cosa perchè tutto rimanesse uguale e il peggio, quello che non ha limiti, avanza ancora.
Adieu Monsieur Le President, che la terra ti sia lieve.



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Firma: Alexander.Nevsky
3199096e-98fc-490e-831a-ee55c517691a
« immagine » Di lui si sa già tutto, quindi passo oltre e poi parlare di Bettino professando asettiche distanze super partes sarebbe ipocrisia pura, quella che amano i peones avvelenati da una mancata poltrona e avvinghiati a una rivincita come la tigna. Non mi piaceva il suo senso del potere arr...
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27/03/2013 08:42:42
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