23 Maggio 1992

26 maggio 2013 ore 11:20 segnala
...


Eppure, Tommaso Buscetta glielo aveva detto:

"L'avverto, signor giudice. Dopo quest'interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. E' sempre del parere di interrogarmi?".


Non sempre però, uomo avvisato mezzo salvato: Giovanni Falcone non fu salvo né del tutto, né a metà: anzi, il magistrato finì in mille pezzi insieme alla moglie e agli uomini della sua scorta, a causa di circa una tonnellata di tritolo piazzata in un sottopassaggio dell'autostrada, fatta brillare con un telecomando a distanza.
Strano che gli assassini conoscessero il percorso se, come ricordò il cardinale
Pappalardo nell'omelia durante i funerali

"... il giudice Falcone si muoveva in via e con mezzi che dovevano rimanere coperti dal più sicuro riserbo. Chi li conosceva? Chi li ha rivelati ai nemici dei giudici? Mandante ed esecutori."


A distanza di 21 anni, del mandante ancora non si sa nulla.

Restano le parole profetiche di un uomo coraggioso, a epitaffio di una vita al servizio di uno Stato che non lo ha saputo ricambiare:

"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande".

Lo disse Giovanni Falcone.

O si muore perché chi dovrebbe proteggerti, di questo gioco è ingranaggio essenziale.
Aggiungerei, senza troppo timore di essere smentita.


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... « immagine » Eppure, Tommaso Buscetta glielo aveva detto: "L'avverto, signor giudice. Dopo quest'interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si...
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26/05/2013 11:20:33
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Commenti

  1. ClarissaDalloway 26 maggio 2013 ore 12:55
    Bellissimo post!!!
    Questo è un mistero che si aggiunge al lunghissimo elenco dei misteri italiani. Quella serie infinita di stragi e tragedie dei quali, al massimo, sono stati individuati gli esecutori, i pesci piccoli, la manovalanza.
    Chi da Roma ha comunicato la sua partenza???
    Quel "chi dovrebbe proteggerli" ingloba parecchie figure che tiene fuori, però i politici. Mentre credo che i politici, o quantomeno molti di loro, siano stati ( e sono) politici proprio grazie ai voti della mafia. E la mafia non regala nulla, presenta il conto, prima o poi.
  2. dealma 26 maggio 2013 ore 13:42
    Quello che alla fine rimane, è quel sottile senso di impotenza che, pian piano, monta fino a diventare disillusione, delusione, distacco.
    Domande senza risposta, risposte intuibili ma mai confermate, un mondo in cui i molti onesti si trovano a combattere l'impari lotta di pochi molto potenti e che abusano del loro potere.
    E la mafia non è che presenti il conto: è proprio il socio ideali per scambi fruttuosi. Molto fruttuosi, ma sempre e solo per pochi.
  3. malenaRM 26 maggio 2013 ore 16:48
    Clarissa, non solo "chi dovrebbe proteggerti" include i politici, ma addirittura li colloca la primo posto nella gerarchia delle responsabilità, visto che rappresentano lo Stato.
    Falcone era un giudice capace, oltre ad un uomo coraggioso, fiero della propria sacrosanta paura.
    E tornava da Roma, con un jet del Sisde.
    Lo aspettavano a Palermo, sapevano gli orari, i percorsi. Agenti del Sisde erano anche nella polizia palermitana e Falcone si fidava di loro.
    Chiunque abbia azionato il telecomando del tritolo, è stato a sua volta "telecomandato a distanza".
    Da una mano potente, presumo.
  4. malenaRM 26 maggio 2013 ore 16:51
    E' verissimo, Dea: rimane la sensazione di essere polvere, che non crea alcun disagio né ai possibili burattinai, né alle marionette da guerra.
    E se si spara di meno, significa soltanto che i corridoi tra palazzo e cosa nostra sono meglio delineati, e che il mostro a mille teste, al momento, non ha bisogno di difendersi...
  5. antioco1 26 maggio 2013 ore 19:08
    io credo che mai si saprà , troppi i servizie deviate, e molti politici , collusi ciao Malena
  6. malenaRM 27 maggio 2013 ore 20:43
    Lo temo anch'io, antioco.
    Ciao a te :-)
  7. ipazia.ga 27 maggio 2013 ore 22:21
    La politica è una nobile espressione, una vera necessità nella vita di relazione dell'uomo. Perché chiamate politici questi maneggioni del potere?
    Ciò che mi ha colpito è come aveva lasciato il suo ufficio, Giovanni Falconi, prima di uscirne per il suo ultimoviaggio: ordinatissimo, ogni foglio a posto, ogni cartella chiusa e riposta. Come se avesse chiuso la valigia. Lo sapeva che lo volevano morto ed aveva accettato la sfida: guidava lui la macchina, a velocità molto elevata, voleva vendere cara la pelle.
    La Mafia aveva infiltrato, corrotto... chi lo tradì.
    Intanto consentitemi: la Mafia è uno dei volti del Potere, particolarmente violento e sanguinario. Ma il Potere, in tutti isuoi volti, è sempre violenza, prevaricazione. Il Potere è figlio dell'egoismo, la forma più alta di stupidità.
    Chi ha infiltrato, corrotto, il Potere?
    L'intera società, la nostra mente, i nostri comportamenti. Falcone è stato ucciso, ogni giorno, dai suoi colleghi: in Procura, al CSM, al Ministero; dai giornalisti, dai commenti, dalla stupidità umana. Prima che il tritolo ponesse fine alla sua vita, la sua attività era stata condizionata e limitata, ogni giorno.
    Considero Falcone un uomo di buona volontà, come tanti che, per fortuna, continuano ad essere... e ad essere ammazzati. La lista è lunghissima, se ci pensiamo siamo vissuti con uno stuolo di uomini di buona volontà. Solo i primi nomi che mi vengono: Salvo D'Acquisto, Walter Tobagi, Giorgio Ambrosoli, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Aldo Moro, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Carlo Casalegno,Enrico Mattei, Enzo Tortora...ma se ci pensate la lista è lunghissima.
    Si viene uccisi, scriveva Dalla Chiesa, quando si realizzano due condizioni: si è divenuti troppo pericolosi ed, al contempo, si è soli, quindi eliminabili senza pericolo di reazione.
    Falcone era solo, lo stuolo di amici sarebbe proliferato solo dopola sua eliminazione,si chiama sfruttamento di cadavere.
    Ma perché la società l'aveva isolato? Perché le era estraneo: perseguiva la Giustizia. Quanti tra noi perseguono la Giustizia? Regole dichiarate ed uguali per tutti, sempre, in ogni campo. Sono la base della Democrazia. La massa, invece, considera che le leggi si applicano agli altri, ai fessi, a noi no, per noi si interpretano. Perché noi siamo furbi. L'evoluzione ha superato l'homo sapiens; oggi è comparso l'homo furbissimus. La Giustizia ci porta a rispettare l'altro, considerandolo a noi pari; ci porta ad auspicare un mondo ordinato e concorde in cui si condanna l'errore, ma l'errante si corregge e lo si aiuta ad inserirsi in unasocietà serena, sorrettaq dalla solidarietà, dalla cum-patione. Perché è l'intelligenza che ci porta a perseguire la Giustizia; l'istinto beluino, la pancia, ci porta a bramare la vendetta, in una cascata senza fine di sangue che chiama sangue.
    E l'intelligenza, nella sua forma più elevata, scriveva Saramago, è amore. L'amore per i nostri simili, componenti come noi di un genere, di miseri mortali, destinati al dolore ma capaci, utilizzando l'unica arma di cui sono stati dotati, di solidarizzare, confortandosi ed aiutandosi, nel progresso costante,ad opera dei singoli individui componenti, del genere umano: unica modalità, per il singolo, di eternarsi. E l'unica arma di cui il figlio di Prometeo dispone, è la luce della sua intelligemza, il suo amore. La lampada con la cui luce Diogene poteva cercare l'uomo.
    Potrei scrivere giornate di esempi, di dimostrazioni. Masarebbe un di più, superfluo.
    Solo se faremo nascere in noi l'Amore dell'Intelligenza, sconfiggendo l'Egoismo, la società diverrà migliore e l'uomo di buona volontà del momento non sarà più isolato, tradito.
    Solo alllora,credo, La morte di Falcone e di tutti gli altri eroi, non sarà stata inutile.
  8. rigalizius 28 maggio 2013 ore 22:25
    Cosa passa per la testa a chi sa' di essere quasi un morto che cammina? Quali pensieri,quali abissi di solitudine,quale coraggio? Come vede il mondo? Come guarda gli altri? Cosa pensa vedendo la moglie,gli amici? Quale linea di demarcazione netta si forma tra lui e le altre persone?
    Mah!
    Rubo il titolo di un libro alla Fallaci e dico: Un Uomo.
  9. rigalizius 29 maggio 2013 ore 13:47
    Volevo fare della polemica prima del mio commento precedente,volevo parlare dei lavoratori morti sul lavoro giornalmente nell' oblio di tutti,senza memorie sociali, o anche chiedere chi si ricordasse a memoria (con onesta' ) il nome degli agenti di scorta di Falcone,non l'ho fatto,c'e' una differenza tra loro.
    Certo ad uno statista,a un politico,ad un giornalista,cosi' come ad un dirigente puo' capitare di finire la sua vita assassinato e anche a chi esegue la sua professione nelle forze dell'ordine lo tiene in conto,ma una cosa e' calcolarla come eventualita' possibile, un altra e' sapere quasi con certezza che presto o tardi succedera' e conviverci,e continuare, spinti da qualche forza misteriosa,che vince sui dubbi,su momenti bui che,(anche se nel nostro piccolo) tutti abbiamo,quando ti domandi se ne vale la pena andare avanti,quando vorresti riposare,quando pensi che esiste un'altra scelta di vita piu' facile,er te e per chi ami,ma quella scelta la eviti.
    Taleb dice : Non chiamare eroe chi non ha avuto scelta.
    Falcone poteva scegliere,poteva mollare tutto,non l'ha fatto,lo sosteneva un ideale forse,non so,di fatto non ha mollato.
    Per questo parlo di "un Uomo" con la U maiuscola
    Ciao
  10. ombromanto05 30 maggio 2013 ore 02:18
    "Sono stato pesantemente attaccato sul tema dei pentiti.
    Mi hanno accusato di avere con loro rapporti "intimistici", del tipo "conversazione accanto al caminetto".
    Si sono chiesti come avevo fatto a convincere tanta gente a collaborare e hanno insinuato che avevo fatto loro delle promesse mentre ne estorcevo le confessioni.
    Hanno insinuato che nascondevo "nei cassetti" la "parte politica" delle dichiarazioni di Buscetta.
    (...)La domanda da porsi dovrebbe essere un'altra: perchè questi uomini d'onore hanno mostrato di fidarsi di me?
    Credo perchè sanno quale rispetto io abbia per i loro tormenti, perchè sono sicuri che non li inganno, che non interpreto la mia parte di magistrato in modo burocratico, e che non provo timore reverenziale nei confronti di nessuno.
    E, soprattutto, perchè sanno che, quando parlano con me, hanno di fronte un interlocutore che ha respirato la stessa aria di cui si nutrono".

    Giovanni Falcone, "Cose di Cosa Nostra".

    Falcone è Stato l'emblema dell'eroe solo, che dedica una vita al Servizio di uno Stato deviato che, vistosi messo in pericolo nei suoi basilari ingranaggi collusi con i poteri occulti, si è reso scomodo e per questo è stato eliminato.
    Un uomo che sapeva di dover morire, che sapeva quale sarebbe stato il suo destino, e che ciò nonostante è andato avanti per la sua strada.
    Aveva una scelta???
    Poteva mollare tutto???
    Chi non l'ha conosciuto può pensare questo.
    Ma chi era accanto a lui, chi lo ha vissuto nei lugubri sotterranei del palazzo di Giustizia prima e all'Asinara poi, per la preparazione del maxiprocesso (i colleghi del pool), sapeva benissimo che Falcone non aveva nessuna scelta.
    Perchè la sua scelta Giovanni l'aveva già fatta.
    Servire lo Stato.
    Alla sezione fallimentare prima.
    Accanto Chinnici e Caponnetto dopo.
    Nessuno di loro ha mai titubato un attimo, nessuno ha mai pensato di mollare, nessuno ha mai fatto un passo indietro.
    Coscienti della morte incombente, ma consapevoli del loro ruolo.
    In tutto e per tutto.
    E qui sta la loro grandezza.

    Consiglio a tutti di vedere "Il buio oltre la siepe", con uno straordinario Gregory Peck nel ruolo di Atticus Finch, simbolo per antonomasia di libertà.

    "Tu che credi che il vero coraggio sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince".

    Atticus Finch, (dal film "Il buio oltre la siepe").

    E Falcone ha vinto..lui, come Caponnetto, Chinnici, Cassarà, Mattarella, Borsellino...
  11. Speakers.Corner 01 giugno 2013 ore 22:19
    Ipazia, parli di Giustizia, Intelligenza, Amore.
    Sentimenti e valori altissimi.
    Ma io ho sempre pensato che se non sono uniti ad un concreto senso del dovere e di responsabilità, non possano creare un eroe.

    Gal, è verissimo: gli uomini della scorta, non avevano scelta per contratto, Falcone ha scelto di non avere scelta. Per questo è un eroe.
    Poi ogni morte sul lavoro, ha da un punto di vista umano lo stesso identico valore.
    Credo (ma è solo la mia opinione) che chi vive con la morte accanto, goda ogni minuto di vita più intensamente degli altri.

    Ombro, sono assolutamente d'accordo con te: hanno perso la vita ma hanno vinto nell'ostentazione di una chiarezza assolutamente sconosciuta ai loro avversari.

    Grazie a tutti Speaker Malena

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