Ritratti : Massimo D’Alema, “Spezzaferro“

17 aprile 2013 ore 00:06 segnala


In gioventù lo chiamavano Spezzaferro, si pronuncia Spiezzaferro, perchè Massimo D’Alema era un falso mingherlino assai nerboruto. Un episodio che lo ritrae nell’età verde un po’ guascone e come sempre arrogante riguarda l’incidente che gli capitò con un cane del vicinato che si divertiva a chiamare "coglione" stuzzicandolo crudelmente. Un giorno "coglione" saturo di calci e frizzi e lazzi non ci vide più e senza timori reverenziali azzannò alle terga il prode Spezzaferro che fra irripetibili bestemmie e l’ilarità degli amici si rovinò un tantino la fama di duro. Il futuro padrone di PC, PDS, DS e PD nacque figlio d’arte, allievo modello delle Frattocchie, rinomata scuola per giovani talenti comunisti, tenne in pantaloni corti la commemorazione funebre della gioventù comunista alle esequie per la scomparsa di Palmiro Togliatti detto "IL MIGLIORE" nei primi anni 60. Poi l’attivismo politico costante e indefesso, gli anni del Vietnam, del porfido tirato in testa ai nemici di classe, la contestazione dei missili a Comiso e varie e altre lo impegnarono così tanto da non conseguire una laurea nonostante fosse iscritto alla Normale di Pisa. Di Spezzaferro è fuori discussione l’estrema ambizione culminante nel fatto di non saper fare nient’altro se non la politique politici enne, autentica vocazione rivelata da una conventicola che ha sempre considerato il proprio credo l’auto referenza necessaria e sufficiente per giudicare e disprezzare il resto del mondo. Di tutto il male possibile, la fonte più autorevole contro D’Alema rimane il suo vecchio compagno di falce e martello Achille Occhetto, che dopo avere transitato in piena tangentopoli il PCI a PDS fu defenestrato dal giovane Spezzaferro secondo vecchie tecniche da manuale staliniano. Ovvero, caro vecchio compagno togliti dalle palle con le cattive o con le cattive, perchè ora il padrone sono io. A voler essere più precisi la successione alla segreteria fu formalmente affidata ad un referendum della base con fax e gazebo, ebbene vinse Walter, sì Veltroni, quello che assomiglia tanto a Ciccio il lavorante di Nonna Papera, ma nonostante questa alta prova di democrazia, presto divenuta "sommaria indicazione di pochi", Comitato Centrale, Politburo, Vecchi Compagni Bolscevici tipo Napolitano, Colajanni, Rodotà, Pajetta -se non era morto-, Cossutta, Natta, Reichlin etc etc decisero che al bel Walter, noto esperto del Gatto Felix, come ebbe a definirlo Francesco Cossiga, era preferibile Spezzaferro. E così avvenne. Non entro nelle complicate dinamiche di potere delle Botteghe Oscure, sappiamo bene come una minoranza di adepti con una visione sacerdotale della politica fosse la chiave di volta del più grande Partito Comunista Occidentale, altro record italiano. Mi limito a ricordare come il dinosauro Occhetto e la sua gioiosa macchina da guerra, piaccia o non piaccia, a modo loro fossero fossero comprensibili, chi sia esattamente Spezzaferro invece, non sarei in grado di spiegarlo ai miei tre lettori. Nel 1997, forse perchè in parte ci credeva, o tentato come Faust, cercò con Berlusconi e Fini, non ancora disoccupato Monegasco, di diventare un padre della patria con l’istituzione della bicamerale. Ben presto veti, compromessi e spartizioni incasinarono il teatrino sì da chiuderlo senza troppi rimpianti. Altro fatto rilevante va ricordato nella sua costante insofferenza verso Prodi, alleanze baci e abbracci a parte, non esitò a silurarlo per condurre in prima persona la Presidenza del Consiglio. Quindi da bravo Comandante in Capo ordinò sotto l’egida dell’ ONU i bombardamenti Nato sulla ex Yugoslavia pensate l’avesse fatto il povero Cavaliere, magari sedotto da una Kosovara ) e alla fine potè vantarsi anche della straordinaria operazione umanitaria "Arcobaleno" di cui io fui testimone oculare vergognandomi di essere italiano. Conclusa la sua esperienza di governo col disastro elettorale del 2001, lo ritroviamo dopo un breve, splendido e ringhioso isolamento a Ministro degli Esteri ancora con il detestato Prodi, in qualche regata a vela, in un corso di inglese con scarsi profitti, nel ghigno di porta a porta, in alcune foto che lo ritraevano da Grande Statista con Hamas ed Hezbollah e poco o niente altro. Ma solo in apparenza, era infatti arcinoto che nella bagarre della "cosa" ora chiamata Partito Democratico, Spezzaferro ed i suoi accoliti affilassero i coltelli. L’occasione si presentò con la batosta elettorale del 2008, quando relegarono Ciccio Veltroni su posizioni di assoluto isolamento in favore dell’uomo di D’Alema, Pierluigi Bersani. La sua unica strategia politica si abbrevia in quel termine tanto caro ai burocrati URSS, "egemonia" che significa fare il padrone, disporre a piene mani della struttura e delle poltrone che distribuiscono il potere a sodali e adepti sopra tutto e tutti. La cercò fino alle estreme conseguenze in nome e cognome di una presunta e inesistente unità della sinistra contro Craxi, di cui fu connivente nelle malversazioni e carnefice nella nemesi in cui assunse l’aureola di paladino dei valori democratici e riformisti di partito che lo distinguevano dalla corruzione altrui. Affittopoli, tentativi di scalate a banche e assicurazioni all’interno dei clan amici di bandiera rossa la trionferà, e i miliardi che il compagno Ponomariov dall’URSS consegnava a Cossutta e Berlinguer, Greganti martire del silenzio sui conti svizzeri e Ferruzzi con le sue “dazioni“, risultarono cazzate assolutamente marginali al dagli all’untore con cui mani sporche di Milano innalzava Tonino di Pietro al soglio della rinnovata probità italiota. Attualmente alla caduta delle attese certezze di Ministro degli Esteri nell’abortito governo Bersani, e tra le alchimie velenose con il nemico Renzi, attende una chance alla Presidenza della Repubblica o comunque di garante delle larghe intese quale uomo forte del PD. Una poltrona a ciascuno non fa male a nessuno. I suoi intrighi e la sua infiltrazione costante in ogni diatriba che abbia segnato questo sventurato, paese hanno sempre avuto bene o male il suo viatico e l’attuale Beun Retiro a Strasburgo è prodromo a nuove e più grandi imprese. Ricordo per dovere di cronaca la tragedia della fidanzata morta giovanissima in un incidente d’auto e che sembra lo abbia assolutamente provato e intristito. Personalmente lo considero uno dei cannibali di razza delle varie Repubbliche che i giornalistucoli da strapazzo numerano per l’Italia scimmiottando i Francesi. Lascio infine un video che rivelo la sua autentica vocazione al caporalato in “ e le stelle stanno a guardare “ di Cronin, se solo fosse vissuto in quell’epoca. Ad maiora Caudillo Spiezzaferro , eia eia, alalà e che la vendetta sia con te !!!!



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17/04/2013 00:06:38
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Commenti

  1. MorganaMagoo 17 aprile 2013 ore 00:33
    non lo sopporto,
    non l'ho mai sopportato,
    in verità non piace a nessuno,
    non si capisce nemmeno se si renda conto
    di quello che dice quando parla...
    ci si chiede come faccia ad essere
    dov'è ...
    allucinante ...
    come tante altre cose ... :-))
  2. whitetip 17 aprile 2013 ore 01:26
    Mai, dico mai, mi sarei immaginato di mettere un mi piace ad un post sul baffetto malefico....
    Bell'articolo che bene riassume le vicende politiche di una persona che ho sempre definito l'andreotti della sx.

    P.s.: povero vicino a cavaliere è un ossimoro illeggibile.
  3. dealma 17 aprile 2013 ore 10:11
    il "povero cavaliere" (?) ne ha fatte a sufficienza di sue senza che sia necessario sottolineare che qualcuna l'ha combinata un altro! :-)))
    Ciò detto, il livoroso, e perfettamente definito "cannibale di razza", è riuscito negli anni a lasciare il suo marchio su ogni vicissitudine della sinistra italiana, a distruggere ogni possibilità di procedere come un cancro osseo che dall'interno corrode togliendo forza e sostegno all'insieme. Pronto a fingere alleanze per poi nascondersi tra le file dei lapidatori quando il momento arriva, capace di scavare sotto le sedie altrui, meglio se di "compagni" di partito.
    E' una tipologia di sinistrorso di mestiere che ho avuto occasione di conoscere, con mio grande sconcerto; e se non mi fosse capitato di finire sotto le grinfie di personaggi del genere, non avrei mai potuto credere esistessero.
    Ma io sono un'ingenua...
  4. malenaRM 17 aprile 2013 ore 15:09
    Se i romani post rivoluzionari lo avessero conosciuto in tempi non sospetti, facilmente lo speranzoso anatema "Ha da veni' Baffone" sarebbe passato dall'accrescitivo al diminutivo.
    Certo è che Baffino ha saputo organizzare al meglio la gestione di un potere personale che ben poco ha avuto ed ha di politico, nel senso nobile del termine.
    Sempre che qualcosa di nobile, in politica, ancora vi sia.
    Trovo abbastanza calzante il paragone con Fini: non unici nel panorama italiano, ma certamente entrambi abilissimi a fare della propria generica mancanza di una virtù specifica, addirittura un mezzo di sostentamento vita natural durante.
    In pratica, "Yes, they could!" Altro che Veltroni...
  5. Alexander.Nevsky 17 aprile 2013 ore 21:56
    MA lo sapete che domani essere potrebbe essere al Quirinale ? se non ci va è solo ed esclusivamente perchè l'elettorato di centro destra urlerebbe al quando è troppo è troppo. A Berlusconi non dispiacerebbe per nulla.
    Penso non sopravviverei a Prodi ad Amato e a D'Alema, certo non so davvero a chi pensare, sembra in pool position Marini, un democristiano, sindacalista e per giunta trombato alle ultime politiche potrebbe essere l'uomo giusto. Avete notato che nell'affannosa ricerca di una donna al Quirinale nessuno ha mai nominato la Bindi ? Evidentemente qualche volta riescono a pensare che anche al peggio vi è limite.
  6. whitetip 18 aprile 2013 ore 11:06
    Lo dico in tempi non sospetti.
    La candidatura di Marini non passerà per colpa dei franchi tiratori radiocomandati dal baffetto malefico.
    Al quarto turno (quando non serve più la maggioranza di 2/3 ma solo il 50% + 1) verrà votato il sopracitato spezzafierro.
    Spero di sbagliare visto che canno regolarmente tutti i pronostici.
  7. ombromanto05 19 aprile 2013 ore 17:58
    Hai fatto davvero un bel ritratto di baffetto :-))
    Ironico e veritiero come meglio non si potrebbe :-))
    Certo, leggendo la sua storia ti viene il dubbio che il detto "il potere logora chi non ce l'ha" non sia del tutto esatto, anzi...
    Ma come si dice...ogni cosa è fatta per essere smentita.

    Penso però che non salirà al Quirinale...
    Il suo fido Bersani gli ha preferito come nome volto "ad unificare" (poi me lo spiegate...) il Prof Prodi...
    Con buona pace di Berlusconi, Monti e D'Alema stesso...
    Viva la coerenza...
  8. kubilhai 20 aprile 2013 ore 04:51
    D'Alema... non credo serva aggiungere altro alla tua descrizione.
    Mi spiace solo pensare che nella nostra democrazia non c'è la possibilità di levarsi dalle scatole certe persone in maniera legittima e legale.
    Io ho sperato tanto, dopo le ultime elezioni politiche, che il presidente della repubblica (scritto tutto in minuscolo, di proposito...), visto il disastro istituzionale nel quale ci aveva pilotato negli ultimi tempi, provasse a redimersi prendendosi la responsabilità di traghettare il nostro paese verso una qualche importante riforma istituzionale che mettesse un po' di cose a posto. Ma mi rendo conto che era una follia sperare in un atto di responsabilità da parte di uno che la responsabilità del proprio incarico (ovvero quello di salvaguardare la costituzionalità e la legalità delle nostre istituzioni) non se l'è mai presa. Ma quella di lasciare il boccino in mano a Bersani e a questi "dieci saggi" che all'alto pratico hanno solo distratto l'attenzione pubblica dai problemi veri per un paio di settimane... questa non l'ho proprio capita. Il colmo è che negli ultimi giorni, grazie a questa insolita geniale trovata, si è guadagnato dalle bocche dei giornalisti l'appellativo di "buon presidente", dopo che solo una ventina di giorni fa l'avevano definito tutti come il peggior presidente della storia d'Italia... mah... Contenti loro... Contento lui...
    Intanto ora i suoi colleghi son tutti lì che scalpitano e fanno il tifo come in una finale di Champions League per l'elezione di un nuovo capo dello stato... E i teatrini, i colpi gobbi, i colpi goffi e le esche avvelenate, soltanto in questi due primi giorni di votazioni, si sono a dir poco sprecati...
    E quelli del cosiddetto "centrosinistra" (...cosa vorrà mai dire ormai, tale parola... boh...) si sono addirittura accoltellati a vicenda in nome di poteri segreti e fantomatiche leadership aspirate o irrinunciabili.
    Io non so, ma a me sembra che la triste media di 5 imprenditori suicidi al giorno che abbiamo registrato negli ultimi tempi sia, per la nostra dirigenza politica, un numero ancora del tutto insignificante. A questi qui di fare il bene della gente non gliene frega niente... ciò che importa è tenersi in tutti i modi la poltrona bella attaccata alle chiappe, e far di tutto per consacrare il partitismo totalitario svincolato dalle idee della gente come unica forma di istituzione politica da salvaguardare.
    Io non so voi, ma in questo momento l'unica medicina che penso potrebbe guarire un po' lo Stato di salute del nostro paese, sarebbe l'abolizione completa dei partiti, di TUTTI i partiti. Una volta nella costituzione era sancito un certo principio di separazione e autonomia dei tre poteri dello stato (legislativo, esecutivo, giudiziario)... ve lo ricordate? Perché nella nostra italia di oggi (scritto in piccolo, ancora...) sembra che questi tre poteri invece siano ormai inestricabilmente intrecciati, e si spintonino e strattonino come le pieghe del mantice di una fisarmonica, in un movimento all'apparenza casuale, ma in realtà ben gestito, architettato e diretto con sapiente maestria...
    Nell'italia di oggi sembra che tutti si siano dimenticati che secondo la nostra costituzione il governo NON dovrebbe fare le leggi, se non in casi di eccezionale urgenza e necessità, e che la sua attività dovrebbe essere a livello politico completamente svincolata da quella legislativa (e prettamente legislativa) che invece dovrebbe essere svolta quasi interamente dal parlamento. I governi dovrebbero essere tra virgolette i servitori e gli esecutori delle volontà parlamentari, ovvero dovrebbero preoccuparsi e prodigarsi affinché quelle leggi PROPOSTE E VOTATE dal parlamento nella sua autonomia vengano promulgate, applicate e fatte rispettare...
    C'è una cosa da dire, però... affinché ciò fosse possibile, ci dovrebbe essere anche la possibilità di mandare in parlamento gente qualificata, abbastanza colta e con sani principi morali... cosa che mi pare in questo paese sia, in questo momento, formalmente e praticamente impossibilitato dalle regole del gioco elettorale.
    Sembra che ci si sia dimenticati anche del fatto che il Presidente della Repubblica (quale istituzione, questa volta, e quindi con la maiuscola) in termini di formazione di governi ha più potere di quanto la gente forse si ricordi, così come sulla conduzione delle camere, del resto, che potrebbe persino sciogliere in blocco e mandare a casa (eventualità che, nella nostra cosiddetta Seconda Repubblica, due o tre volte per me ci poteva benissimo stare...), ma forse qui sto sfiorando l'oltraggio... o la fantascienza, vedete voi.
    In questo ventunesimo secolo dove le parole "comunismo" e "liberalismo economico" sono diventate ormai entrambe sinonimi di "fallimento sociale", dove la nascita e crescita di nuove spinte e poteri si affianca ogni giorno al tentativo sempre più dispendioso e difficile di tenere a bada altre spinte e altri poteri non ancora abbastanza organizzati, in questo ventunesimo secolo, dicevo, io vorrei identificare i concetti di "democrazia" e "repubblica" come la possibilità di poter mandare CHI IO STIMO a legiferare e governare il mio Paese... magari il mio vicino di casa farmacista che mi passa sempre i farmaci generici che costano un po' meno, o la maestra che con tanta pazienza ha fatto entrare in testa a mia figlia un po' di matematica, o semplicemente una persona delle mie parti (quartiere, città, provincia) di cui ho sentito direttamente parlare bene dalla gente che conosco...
    Hanno voluto istituire una distribuzione dei seggi al senato su base regionale... ma non ci hanno dato la possibilità di votare, per lo stesso senato, qualcuno che ogni singolo cittadino votante poteva volere per la sua regione... che senso ha?
    Non sarebbe forse più giusto lasciar perdere tutte ste manfrine politiche, sti giochi di potere, sti magna-magna generali e superorganizzati - che, di fatto, sono l'essenza stessa dei nostri partiti - per invece dar la possibilità a dei privati cittadini, magari previa raccolta di un certo numero di firme, di essere votati ed eventualmente eletti su base provinciale e regionale, in maniera individuale e autonoma rispetto agli schieramenti politici?
    Davvero dovremo essere sempre ostaggi di quei serpenti là, ancora in futuro, che dopo averci imbavagliati e drogati con una montagna di idiozie mediatiche ci stanno anche lentamente e consapevolmente portando alla rovina economica e finanziaria, oltre che morale e istituzionale?
    Sto sproloquiando, lo so, è fantascienza questa. Siamo un popolo in media piuttosto ignorante, menefreghista, opportunista e completamente privo di responsabilità civile. In media, però, non tutti.
    E se si lavorasse un po' sulla scuola, sull'istruzione in generale, sul valore dell'educazione civica, sul rispetto reciproco, se si premiasse il merito piuttosto che la furbizia e l'onestà piuttosto che i favoritismi... forse ci sarebbe ancora un po' di speranza per noi.
    Per il Popolo Italiano.
    Una volta lo consideravo un gran popolo, e con orgoglio ed onore nel cuore.
    Adesso ogni giorno che passa penso sempre di più che forse sarebbe meglio emigrare.
    Fratelli d'Italia, l'Italia s'è, persa... anche se sarebbe bello poter dire "desta".

    Scusate, forse un post così lungo non dovevo metterlo nel blog di un altro, ma magari nel mio.

    Scusa Ale, non riuscivo a dormire.

    Buon risveglio, e buon presidente a tutti.
  9. a.Qa 20 aprile 2013 ore 08:57
  10. PearlySpencer 20 aprile 2013 ore 11:31
    La situazione si avvita di minuto in minuto , mentre scrivo il parlamento riunito si spacca tra chi abbandona l'aula , chi vota scheda bianca e infine chi vota imperterrito un nome non condiviso , un certo Rodotà che per 80 anni ha rappresentato quello che si vorrebbe cambiare. E' angosciante....
  11. whitetip 20 aprile 2013 ore 12:23
  12. FertileDubbio 20 aprile 2013 ore 12:55
    D'Alema temo sia ancora peggio ,ma mi chiedo cosa potrebbe ormai succedere :-(
  13. Alexander.Nevsky 20 aprile 2013 ore 16:29
    Ho messo un film, "vogliamo i colonnelli" con Tognazzi, così posso ridere di paradossi assai simili alla condizione attuali. Niente paura, non abbiamo colonnelli, solo caporali.
  14. ombromanto05 20 aprile 2013 ore 19:00
    Mi correggo amici...
    Altro che Prodi...siamo al Napolitano-bis-...
    Weimar-Italia..presenti!!!
  15. malenaRM 20 aprile 2013 ore 22:45
    Il nuovo che avanza: nello spasmodico testa a testa tra Napolitano (88 anni) e Rodotà (80 anni) l'esperienza del primo vince sull'entusiasmo del secondo.
    Ma il ragazzo si farà, non ho dubbi.
    Nel frattempo per chi voglia trovare la sinistra, si può sempre cercare in fondo a destra.
    Qualcosa si trova.
  16. Alexander.Nevsky 20 aprile 2013 ore 23:33
    :ok
  17. antioco1 23 aprile 2013 ore 18:02
    fatta richiesta come dicevi ciao Alexander ciao

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