Stupore e povertà

24 marzo 2013 ore 07:20 segnala
"Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza"
Ernesto Guevara detto il Che



Papa Bergoglio sta "stupendo" il mondo. La "melassa" sembra che abbia pervaso i media: non c'è giorno che i giornali e le TV non pubblichino qualcosa di "stupefacente" (inteso qui come sbalorditivo, appunto, non come sostanza) detto o fatto da questo Papa.
Lo stupore quello dei nostri antenati, nella preistoria, di fronte al mistero; il mistero di un albero incendiato da un fulmine: è stata la radice del sentimento di religiosità, quello che nutre la spiritualità: uno dei bisogni assoluti per vivere che ha l'essere umano
Su Focus di gennaio c'è un bell'articolo che parla di stupore, anzi di stupidità (ehmmm!!!), perché le due parole hanno la stessa origine, eh sì! L'articolo giunge a un risultato inatteso (che ci stupisce??) : stupido, stupire, stupore, stupendo, stupefacente. Ovvero: sbalordire. Secondo il dizionario etimologico Zanichelli, tutte queste parole derivano da una radice indeuropea che significa “battere”: evoca l’intorpidimento mentale causato da un colpo in testa.
Ecco, Papa Bergoglio ci ha dato una simbolica mazzata in testa, stupendoci.
Per ora solo gesti simbolici ma che, immessi nella cornice dove egli si muove, che si nutre di simbologia, risultano essere molto di più, risultano essere indicatori precisi: così è per la croce di ferro al posto di quella d'oro; così è per le anonime scarpe nere rispetto a quelle rosse, così è per "lo scendere tra la folla" , così è per l'esaltazione della bontà e della tenerezza.
In questo senso, stupore e spiritualità si incontrano e si compenetrano e stanno diventando i segni di questo pontificato.



Indubbiamente questo Papa comunica semplicità, povertà a cominciare dal nome che ha scelto; se riuscirà a essere coerente con la figura del poverello d'Assisi questa si che sarebbe una vera e propria rivoluzione, sarebbe la vittoria della spiritualità sulla religione/superstizione. sarebbe un progresso per l'uomo, un avanzamento che lo allontanerebbe dalla menzogna e dagli inganni. Sarebbe la più forte spinta a far nascere l'amore come strumento di relazione umana.
Per ora solo parole, gesti simbolici che, pur se importanti, restano solo gesti simbolici. Quando la sbornia della novità sarà passata e comincerà la fase della durezza, resisterà questa sua "tenerezza"? Quali saranno le sigle distintive di questo pontificato lo sapremo solo quando passerà alle azioni: cosa farà della Curia e dei suoi intrighi vari? farà piazza pulita o confermerà le cariche? Cosa ne farà dello IOR? Quale posizione assumerà di fronte al capitalismo finanziario, di fronte ai grandi interessi economici che generano squilibri sociali, miseria, disoccupazione, perfino disperazione, accumuli finanziari capaci solo di alimentare ingiustizie e illusioni? E' su queste basi, è sulle azioni che intraprenderà, che andrà collocato e giudicato.
Stupore, spiritualità, rivoluzione, amore, esaltazione della bontà, povertà.
Parole simboliche che stanno facendo "dimenticare" il suo coinvolgimento - anche se larvato, non attivo e soprattutto non provato con documentazione ma solo con un paio di testimonianze, come se solo il silenzio non fosse già complicità - con la brutale dittatura argentina di Videla, parole, al di là della retorica stanno ottenendo anche un altro risultato, stanno permeando la politica italiana (se con un effetto temporaneo e di facciata o durevole, lo verificheremo).
E' tutto un rincorrere tagli: da quelli degli stipendi dei neo eletti Presidenti di Camera e Senato, ai tagli ai costi della politica, in generale, effettuati da Crocetta in Sicilia.
Certo, a tutto questo non è estraneo a questo la presenza del partito di Grillo, ma io mi auguro che possa essere l'inzio di una fase nuova per la società italiana, con buona pace dei cultori del cinismo e della cattiveria. So che sarà difficile, non sono ingenua, ma voglio credere che sia finita l'era "dell'homo furbissimus", che aveva caratterizzato gli ultimi decenni della politica italiana, con l'esaltazione del furbo in politica e che era diventato,inevitabilmente, anche modello sociale vincente da imitare.
Ora sembra si stia diffondendo sempre più il modello "francescano", va sempre più "di moda" la semplicità, la sobrietà e questo, a mio parere è un bene. Non tanto perchè i politici- che giocoforza devono calvacare la tigre - possano finalmente adeguarsi ai tenori di vita della popolazione media, riducendo così il distacco tra politica e società,quanto perchè questo nuovo stile di vita è foriero di altri valori che abbiamo un po' dimenticato se non stigmatizzato, valori come l'altruismo, la bontà, la solidarietà (non di facciata). Per troppo tempo hanno imperato i furbi, gli arraffoni, i raccomandati, gli evasori di qualsiasi cosa. Se si invertono i valori su cui si basano i singoli comportamenti, c'è la possibilità che in una società "sanata" si ritorni al principio che il bravura debba essere premiata, che nessuna fascia di popolazione sia lasciata alla deriva; una società dove i migliori emergano e guadagnino in base ai propri meriti, compresi i politici, che dovrebbero essere valutati su quanto riescano a fare per migliorare la società. Utopia??? Forse. Ma cosa sarebbe del mondo senza gli utopisti?
Stupore, spiritualità, rivoluzione, amore, esaltazione della bontà, povertà, altruismo.
Per ora godiamoci questo aria nuova che spira tra i tessuti della società, magari non arriveremo mai a imitare la protagonista di "Cuore sacro" , il film del 2005 diretto da Ferzan Özpetek (che vi consiglio di vedere se vi capita, ha anticipato di molto la realtà odierna), ma perdere stili di vita nocivi sia alle nostre tasche e alla nostra economia come Paese, sia ai valori di vita da assumere quotidianamente, non può che farci del bene.
Chissà, magari Francesco I° ha inaugurato l'era "dell'homo probissimus"!




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24/03/2013 07:20:51
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Commenti

  1. Anouchka88 24 marzo 2013 ore 08:03
    Non so perché la gente si aspetti che sia un singolo uomo a dare prova di "misericordia". Tanto stupore per qualcosa che potrebbe essere la normalità, con uno sforzo davvero minimo da parte di tutti, mi sembra inquietante....
  2. albaincontro 24 marzo 2013 ore 08:58
    Per ora sono solo segnali di volontà di mutamento.Sincero o obbligato dalle circostanze,non sappiamo quanto,ma finora il panorama è stato desolante. Spero,speriamo, che l'era dell'"homo furbissimus" stia declinando e sparendo sotto ogni aspetto,anche privato.
  3. dealma 24 marzo 2013 ore 09:16
    Sinceramente più che stupita, io, che pecco di inguaribile diffidenza, al momento considero tutti questi atti immediatamente conseguenti all'insediamento alla carica, una sorta di specchietto per le allodole.
    Il cancro della "furbizia" ha metastasi che hanno raggiunto il quotidiano, il nostro vicino di casa che si sente autorizzato a "fare il furbo" perché "tanto se non ci penso io a me stesso gli altri non lo fanno di certo". Una sorta di fai agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, ma fallo prima!
    E' un meccanismo che ha invaso le menti di molti. Moltissimi. E quelli che più mi preoccupano sono i giovanissimi, i ragazzini, che hanno metabolizzato questo modello e che non hanno gli strumenti per contrastarlo e sostituirlo con altro.
    Ma forse son solo diffidente.
    Perché sotto sotto anch'io voglio crederci. Anch'io voglio credere che il malessere diffuso, il disgusto della gente si sia finalmente fatto strada fino alle vette di chi ci governa. Sia a livello temporale che spirituale.
    E forse è vero, ma è vero anche che le forze contrarie non sono morte e che, pur con tutta la buona volontà dei singoli che si sono accollati la fatica di ribaltare qualcosa, tante saranno le azioni tese a restaurare l'antico ordine. O disordine.
  4. dealma 24 marzo 2013 ore 09:18
    P.S.: Cuore sacro è il più bel film di Ozpetek, e il meno considerato. :-)
  5. Alexander.Nevsky 24 marzo 2013 ore 09:46
    77 anni e un solo polmone sono rispettivamente tanti e pochi per un uomo solo accerchiato da una burocrazia curiale spietata e famelica. Jorge è un uomo che piace, probabilmente animato da una volontà di vicinanza e cambiamento che già esercita da molti anni come vescovo di Baires. Che ci riesca o che venga sopraffatto da una montagna inamovibile cementata nei secoli è scommessa che sta tra la speranza intesa come fede e la dura realtà. Non vi è casino o scandalo o pasticcio in cui il Vaticano non sia coinvolto. Ricorda un po' Luciani nel suo esordio di uomo semplice eppure deciso, durò 33 giorni, Giovanni Paolo, anche lui era un Primo come Francesco. Non credo e non amo le teorie complottiste, speriamo non lo abbiano eletto semplicemente per sviare le attenzioni e le attese sulla sua dimensione umana.
  6. MorganaMagoo 24 marzo 2013 ore 14:02
    c'è sempre più gente che si allontana dalla Chiesa
    e dal Cristianesimo, ... giustamente ...
    io speravo in un papa così...quasi un papà....
    non so se i cardinali avessero capito che un pontefice
    così fosse per lo meno necessario,
    ma bisognava almeno tentare di ritornare alle origini
    stando in questo momento in mezzo a tanto fango.
    io non mi lascio commuovere dalle immagini pubblicitarie
    o di regime o di convenienza, puzzano di falso.
    A me piace, d'istinto, lo vedo spontaneo, viveva in
    mezzo ai poveri, conosceva il dolore reale, la povertà,
    la sofferenza dell'anima e le insidie politiche.
    Mi piace.
    quello che riuscirà a fare...
    ... preghiamo per lui :-))
  7. ClarissaDalloway 24 marzo 2013 ore 14:39
    Vorrei ricordare nell'anniversario della sua morte, e qui su questo post, una figura che giganteggia, Lui sì, nel panorama ecclesiastico dell'America Latina. Óscar Arnulfo Romero che a causa del suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura del suo paese, fu ucciso da un cecchino, mentre stava celebrando Messa, a San Salvador il 24 marzo 1980.


    « In memoria del vescovo Romero
    In nome di Dio vi prego, vi scongiuro,
    vi ordino: non uccidete!
    Soldati, gettate le armi...
    Chi ti ricorda ancora,
    fratello Romero?
    Ucciso infinite volte
    dal loro piombo e dal nostro silenzio.
    Ucciso per tutti gli uccisi;
    neppure uomo,
    sacerdozio che tutte le vittime
    riassumi e consacri.
    Ucciso perché fatto popolo:
    ucciso perché facevi
    cascare le braccia
    ai poveri armati,
    più poveri degli stessi uccisi:
    per questo ancora e sempre ucciso.
    Romero, tu sarai sempre ucciso,
    e mai ci sarà un Etiope
    che supplichi qualcuno
    ad avere pietà.
    Non ci sarà un potente, mai,
    che abbia pietà
    di queste turbe, Signore?
    nessuno che non venga ucciso?
    Sarà sempre così, Signore? »
    (David Maria Turoldo)



    "Lettera aperta al fratello Romero" scritta da mons. Pedro Casaldáliga (già autore del famosissimo componimento poetico "San Romero d'America"). "Avevi ragione tu - scrive il vescovo dal Mato Grosso -, e questo anche vogliamo celebrare, con giubilo pasquale. Sei resuscitato nel tuo popolo, che non permetterà che l'impero e le oligarchie continuino a sottometterlo, né si lascerà condurre dai rivoluzionari pentiti o dagli ecclesiastici spiritualizzati. E resusciti in questo Popolo di milioni di sognatori e sognatrici che crediamo che un altro mondo è possibile e che è possibile un'altra Chiesa. Perché, così come va oggi, fratello Romero, non va né il mondo, né la Chiesa"; perché "quelle rivoluzioni utopiche - belle e sventate come un'adolescenza della Storia - sono state tradite dagli uni, disprezzate olimpicamente dagli altri", e "rimpiante ancora dai molti e le molte che stiamo lì con te, pastore dell''accompagnamento', compagno di pianto e di sangue dei poveri della Terra".
  8. ClarissaDalloway 24 marzo 2013 ore 15:03
    @ Anouchka88: Sarebbe la normalità, chiamiamola così, se la Chiesa fosse la chiesa delle origini o, quantomeno, quella disegnata , e avviata, da Giovanni XXIII° con il Concilio Vaticano Secondo.
    Oggi la chiesa è una nicchia di potere di pochi, luogo di intrighi e malaffare (un caso su tutti, lo IOR) che ha completamente perso la sua dimensione spirituale. Da qui la straordinarietà parole e gesti, delle azioni vedremo in seguito, di questo Papa.

    @ Alba :è una speranza che io coltivo, quasi un sogno una utopia, Alba, che l'homo furbissimus abbia il tempo contato.

    @ Dealma, io concordo con te. Non a caso parlavo di utopia. Perchè la realizzazione di una utopia è possibile, vero, ma difficilissima!!
    Io che sono diffidente quanto te, non riesco a dimenticare la posizione che assunta da Bergoglio durante gli anni della dittatura argentina. E non mi si venga a dire che non poteva parlare, perchè altri lo fecero, in Argentina e in altri stati dell'America Latinaa che stavano sotto le dittature di destra volute dagli USA.Uno su tutti: Mons. Romero.
    Eppure voglio crederci, voglio sperare che possa iniziare tempo nuovo per la Chiesa, un tempo nuovo che abbia il profumo dell'antico; Un tempo nuovo che riesca a permeare tutta la società italiana e questo nonostante i toni volutamente ironici di alcuni passi del post.

    @ Nevsky L'elezione di Giovanni Paolo I° fu uno sbaglio, cui, presumibilmente, ripararono 33 gg dopo. In realtà la Chiesa aveva bisogno di un'altra figura, serviva una persona fortemente anticomunista che mettesse fine a quella "teologia della liberazione" che aveva messo in moto Giovanni XXIII° , un Papa che i cattolici conservatori guardavano con sospetto, se non astio. Serviva un Papa che continuasse l'opera di PaoloVI°. E quel Papa si materializzò nella figura di Giovanni Paolo II° che, appena insediatosi si dedicò a far arretrare le conquiste liberali del Concilio Vaticano Secondo. Uno dei suoi primi obiettivi fu quello di restituire al Papa il potere che era stato decentrato nelle chiese locali in contrasto con i dettami del Concilio Vaticano II° dove il Papa non doveva essere visto come capo di tutti i capi, ma come primus inter pares.
    Giovanni Paolo II° fece, inoltre, qualcosa che il suo predecessore non avrebbe mai fatto: rendere omaggio a franchisti e a strampalati mistici di estrema destra, e i fautori della teologia della liberazione dell'America latina furono richiamati all'ordine, come successe a Mons. Romero.
    Bergoglio non credo che finirà come Giovanni Paolo I°. Lui fu ossequiente a Montini prima e al polacco poi. Quando dico che questo Papa è stato complice della dittatura militare argentina, dico che, quantomeno con il silenzio fu complice. E non vado a rinvangare il caso dei due sacerdoti che lui consegnò: in pratica, alla dittatura. Certo non ci son prove....
    Per questo penso, come Dealma, che tutte queste manifestazioni cui ci sta abituando siano solo fumo negli occhi, anche se spero di sbagliarmi e aspetto le sue azioni concrete. Sì, si parla di come abbia avversato l'attuale Presidentessa argentina... ma la Kirchner non è Videla!!!
  9. ClarissaDalloway 25 marzo 2013 ore 15:35
    Morgana :-) è sicuramente un Papa che comunica semplicità, come scrivevo,ed i suoi gesti iniziali lo hanno reso subito "simpatico"... ma anche il Papa polacco sembrava così, all'inizio. Certo, rispetto ad allora son cambiati i tempi. alcune situazioni geopolitiche.. ma come a Giovanni Paolo II° non ho "perdonato" la contiguità con alcune dittature, i suoi silenzi, il suo voler cancellare la teologia della liberazione, beh... anche con questo son diffidente, visti i trascorsi.
    Poi, per carità, ben venga un'ara di semplicità, e la sua "conversione" alla tenerezza... :-)
  10. malenaRM 26 marzo 2013 ore 16:46
    In realtà parliamo di nulla: alle accuse di silenzio omertoso favorevole per omissione alla dittatura, si contrappongono testimonianze di aiuto ai desaparecidos. Non ci sono prove, come giustamente affermi, Clarissa e quando non ci sono prove è vero tutto ed il contrario tutto.
    Nemmeno sappiamo se sia più utile ad una giusta causa farsi ammazzare denunciando o combattere nell'ombra e in silenzio a favore degli oppressi.
    A differenza di altri, questo papa ha un'umiltà nel porsi che ispira fiducia, come il formaggio Galbani di antica memoria.
    "Stamo a vede'..." come si dice a Roma...:-)
  11. ClarissaDalloway 07 aprile 2013 ore 11:37
    Caspita, mi ero persa il tuo commento, MalenA :-(
    Io ritengo grave l'omertà che spesso sfocia nella collusione, Malena. Forse è la mia origine calabrese a farmi pensare così... non lo so e non so nemmeno se al posto di quei preti coraggiosi che hanno alzato la voce denunciando i crimini delle varie dittature, io avrei fatto lo stesso. Il coraggio uno lo deve avere nel dna nn se lo può inventare, e spesso alla prova dei fatti ci si ritrova ad essere meno coraggiosi di quel che si pensava si fosse.
    Cmq ritengo di gran lunga più colpevoli gli alti prelati, incluso il papa (vedi Giovanni Paolo II° che con la sua presenza nei Paesi sottoposti a dittatura ha supportato , direi legalizzato , la dittatura stessa) poichè più tutelati dei poveri cristi che andavano allo sbaraglio...
    Questo sembra saper parlare alla gente, e sembra che abbia saputo riscattarsi da quelle che io individuo come responsabilità gravi... staremo a vede' :-)
  12. il.soleamezzanotte 06 giugno 2013 ore 22:47
    io purtroppo da atea totale...disapprovo su tutta la linea ma questo baldacchino mostruoso...questa terribile e fasulla macchina di potere e soldi che si chiama chiesa e vaticano...ma quando sprofonderà...ha fatto pure l'esorcismo...mamma mia ma come si fa a credere a certe idiozie...non scordiamoci che il papa è vestito esattamente come il pontefice massimo dell'epoca romana in una continuità di potere, ipocrisia, controllo, superstizione, violenza, pedofilia della romanità antica...non dimentichiamo la santa inquisizione che ha ucciso più dei nazisti e si dicevano cristiani....per me qualsiasi politica decidano spero che prima o poi la chiesa cada nell'oblio come zeus e giove e gli dei pagani...ma speranza vana

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