TRANS…

12 maggio 2013 ore 01:57 segnala


Premetto, con poca importanza del resto, che nonostante il disperato bisogno di maschere impersonali a giustificare l’ipocrisia, quanto si scrive non è necessariamente biografico. Secondo antefatto è una breve considerazione lessicale.
Trans è suffisso che indica passaggio, al di là, mutamento, attraversamento, un andare oltre che trasferisce. Si aggiunge poi la radice di un sostantivo o di un aggettivo e il gioco è fatto, transalpino, transatlantico, trans..oceanico significa che va oltre l’oceano, fino alla semantica per eccellenza limitata al solo suffisso e dove non serve null'altro. TRANS ha in realtà un significato a senso unico, provate a digitare sul motore di ricerca trans e vedrete una valanga di pagine dove il termine richiama esclusivamente i transessuali. Nel vocabolario il significato sta ad indicare chi non accetta il proprio sesso e si identifica in altra esteriorità, cercando di assumerne gli atteggiamenti e l’aspetto. Parlo del terzo sesso chirurgicamente avanzato per assolvere ruoli opposti o intermedi, dico terzo, ma sappiamo di molti altri giocati fra gli equilibri sottili di psiche, fisiologia, anatomia, farmacologia.Sgombero il campo immediatamente da ogni considerazione etica, coppie di fatto, omosessualità e altro quando rappresentano comportamenti consenzienti fra persone adulte vincono nel diritto ogni limite o tabù, quindi piaccia o meno anche lo stesso incesto. Il trans per molti aspetti rappresenta il mistero e l’ambiguità della sessualità latente che costituisce soglia alla normalità e da un punto di vista del business erotico contribuisce oltre il trenta per cento della torta. La duplice natura del trans, per quanto artificiale, accompagna la trasgressione grazie ad una sfumata inversione dei ruoli superando più facilmente concetti religiosamente tenebrosi come la sodomia e il peccato. Diventa contemporaneamente stimolo e assoluzione per contrasto e vicinanza degli opposti, è anche curiosità e ricerca di artificiose bellezze nelle recondite interpretazioni delle pulsioni. Dei Trans hanno anche rappresentato in tempi recenti un incidente di governo ad un collaboratore di Prodi, un ennesimo exploit del minus habens Lapo Agnelli e una prima pagina che ha scosso alle radici la Regione Lazio per il caso Marrazzo, tutti argomenti di cui la pletora italiota ha lungamente pettegolato, distratta dal precipizio verso cui intanto camminava il paese. Altre varianti edulcorate come transgender, ovvero trans a tempo, o a scadenza, o a periodi, sono state degnamente rappresentate ai massimi livelli dell’ufficialità politica moralmente accettabile, quindi dopo la storica Cicciolina a suo tempo pornostar parlamentare, a Montecitorio fece la sua comparsa un certo Vladimiro Guadagno detto Luxuria.
Di lui o di lei, dipende appunto dal "gender", ricordo interminabili presenza in TV dove indubbiamente dimostrava cervello, le liti a Montecitorio sull’uso improprio dei bagni femminili al posto di quelli maschili e una progressiva trasformazione fisica che lo portò da una competizione TV tipo grande fratello, a pensionato della politica con un aspetto di orribile vecchia avvizzita. Credo che la normalizzazione pacificamente accettata del suo personaggio,come è giusto che sia, faccia tuttavia parte di quella discriminazione a rovescio che trova la propria giustificazione nel modo esasperato in cui vengono forzosamente proposti a tutti i costi strani personaggi, in una conclamata e apparente normalità. In realtà, spesso le autentiche e silenziose ragioni della diversità continuano ad essere discriminate da una maggioranza ciarliera e superficiale che nello spettacolo artificiale del "volemose bene", ostenta quasi la gioiosa, falsa colpevolezza di non essere minoranza.
In altri termini credo la cosa più importante della vita sia capire ciò che siamo e di conseguenza esserlo, in un ambito reciproco di comprensione e rispetto, tutto quanto eccede è un inutile casino. Trans è certamente un aspetto della privacy con la tensione liberatoria del proibito, uno spinello a porte chiuse, un sexy shop che mantiene l’imbarazzo dell’ingresso, è anche e soprattutto una scelta più o meno razionale che interiorizza uno status non sempre del tutto cosciente. I cambiamenti fisici, anche radicali e in parte irreversibili, non sono sempre sostenuti da una psicologia in grado di sopportarli con l'andare degli anni e con l'abuso sistematico di farmacologie contrastanti, quali possono essere l'uso di ormoni femminili che spesso si rivelano in contrapposizione alla necessaria funzionalità del caso. Di vero e proprio mercato, o se vogliamo di autentiche scuole si può parlare guardando al mondo sudamericano e orientale, dove l'apparente perfezione estetica riesce a stravolgere gli stessi canoni della bellezza naturale, in un effimero di cui non è chiaro l'esito finale. Rimane comunque un fenomeno di uomini e di donne e delle loro storie di cui parlare senza falsi moralismi, sia qui come altrove.



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12/05/2013 01:57:13
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Commenti

  1. a.Qa 12 maggio 2013 ore 08:39
    Trans è certamente un aspetto della privacy

    soprattutto questo!!!
  2. meglionontoccare 12 maggio 2013 ore 11:37


    sensibile grande diversa
    conosco loro personalmente :rosa
  3. megliononparlare 12 maggio 2013 ore 13:57


    Fantastico film
    delicato e mai volgare

    Da vedere assolutamente ! :bacio
  4. megliononparlare 12 maggio 2013 ore 14:32
  5. LAMPINELSILENZIO 12 maggio 2013 ore 15:21
    uomo, anzi no una donna, anzi no...
    speriamo un androgino.....

    Un uomo donna. Una donna uomo......
    uomo donna ?????? un nik o amico o amica ??????
    Chi lo sa :bacio :rosa

  6. dealma 12 maggio 2013 ore 17:36
    Post notevole.
    La prurigine dei benpensanti trova nel "diverso" sia uno spazio di espressione (nel chiuso di appartamentini squallidi) che, allo stesso tempo, il perfetto capro espiatorio. La puttana irrinunciabile, perché solo attraverso di lei si possono agire le proprie zone d'ombra, e vituperata, perché espressione esteriorizzata proprio di quelle zone che devono restare in ombra. Dimenticando che dietro quel "mestiere", dietro quel trucco pesante, dietro quell'apparente baldanza c'è una persona, una donna, una uoma, un donno e, anche, un uomo.
    In fondo di questo si tratta, della disumanizzazione a proprio uso e consumo di una persona travolta dalle immani sofferenze che la ricerca della propria identità comporta. Soprattutto se ricercata controcorrente rispetto alla natura e alla cultura dei più.
    Ripeto, gran bel post.
  7. Kappa72 12 maggio 2013 ore 21:23
    Dissento su "abuso sistematico di farmacologie contrastanti", direi piuttosto un "ricorso alla farmacologia"(le cui motivazioni possono essere più o meno discutibili). Ma in realtà è un mondo che non conosco da vicino: è quindi un parere personale. (a me se dicono Trans, viene in mente l'esame di chimica generale :-))) ).
    Bel post.
  8. AnimaAnimale 12 maggio 2013 ore 22:09
    dignità e rispetto di tutti e per tutti. ma non è così, il "diverso" fa ancora paura o schifo, che abbia due o quattro zampe. e se non è paura o schifo è indifferenza, peggio ancora.

    bentornato maestro :) si sentiva la mancanza dei tuoi pensieri, eccome se si sentiva! hai presente il vuoto?! ... ;) :rosa
  9. megliononparlare 13 maggio 2013 ore 14:57


    ..................... :rosa
  10. ViolaNeve 14 maggio 2013 ore 13:27
    Il rispetto per l'altro e le sue scelte è, o dovrebbe essere, il fondamento di una società civile.
    Da tempo immemore la sessualità identifica il "normale" dal "diverso" ed ancora nell'anno 2013 si fanno distinguo, si pronunciano condanne, si additano magari ghignando coloro che continuano la dolorosa ricerca del sè visibile dopo aver seguito percorsi interiori difficilissimi e coraggiosi per scoprirsi e accettarsi.
    Non sono ottimista rispetto ad una eventuale, pacifica, libera società multisessuale. Temo che vi saranno sempre resistenze da parte dei cosidetti benpensanti ed anche molti di coloro che a parole si dicono aperti all'accettazione e non razzisti, perchè di razzismo si può parlare, in realtà con i loro comportamenti dimostrano il contrario. Salvo poi, nel segreto più cupo, approfittare di certe caratteristiche di un altro e goderne. Cronaca docet.
    Le impronte che si lasciano camminando, che lo walker sia uomo o donna o gay o trans o..., sono impronte di una persona. Di un essere umano. Questo dovrebbe importare
  11. malenaRM 15 maggio 2013 ore 17:04
    "Storie di uomini e donne di cui parlare"
    E' davvero tutto qui, ognuno con la propria moralità, la propria etica, le proprie scelte, buone e cattive, discutibili o sbagliate.
    Quello che mi sento di affermare con certezza, è il diritto sacrosanto di ognuno di vivere la propria porzione di vita come meglio preferisce, nel rispetto delle regole comuni a tutti, ma con le distinzioni di sesso, genere, colore o religione che, pur esistendo, nessuno ha il diritto di giudicare.
    E quando c'è un reato, va punito chiunque sia a commetterlo, come è giusto che sia.
    Bellissimo post.
  12. antioco1 15 maggio 2013 ore 19:14
    come sempre è un piacere leggerti e post molto azzecato per tutto il resto ti saluto Alexander ciao fatti leggere se vuoi ale
  13. a.Qa 19 maggio 2013 ore 10:09
    essere ''trans'' è una fortuna...
    in ogniuno di noi c'è la parte femminile e quella maschile
    spesso una nasconde l'altra... soffocandola...uccidendola

    un trans... mette in luce i due lati
    senza nasconderli mai... :rosa
  14. ClarissaDalloway 20 maggio 2013 ore 19:57
    La sensibilità di ciascuno verso questo argomento va di pari passo alla propria intelligenza e tolleranza. Chi si trincera verso rigidismi spesso ne fa pubblica virtù per privati vizi...
  15. il.soleamezzanotte 06 giugno 2013 ore 22:33
    bel post...anche azzardato e di argomento un po' scottante provocatorio...falsi moralismi..i bei pensanti e i cattolici sono sempre i primi a puntare il dito a gridare allo scandalo...e poi....giusto ognuno deve essere ciò che si sente di essere...

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