Zena, Genova

19 maggio 2013 ore 08:54 segnala
Non sopporto i giornalisti che non sanno fare il proprio mestiere. Odio gli imbrattacarte che per non fare fatica pescano nel web video o immagini che ben si addicono ad un servizio, ma che non hanno niente in comune con la realtà.
A Genova ho perso un collega. Un amico. Michele era il pilota di quella nave che ha sconvolto i cuori non solo di Genova, ma di tutta la gente di mare. Non è il luogo adatto, questo, per personalismi. Ma devo a lui ed a quelli che non ci sono più un piccolo tributo di conoscenza in più.



PILOTA.

Chi è il Pilota del Porto? In tutti gli scali del mondo, in cui può attraccare una nave mercantile, ve n’è uno. In Italia sono ex naviganti che hanno conseguito almeno il titolo di Primo Ufficiale di Coperta e che, dopo concorso, diventano quelle figure professionali che sono d’ausilio al Comandante di una nave nelle manovre di entrata ed uscita dai porti. Sono preziosi per la loro conoscenza dei fondali, correnti e qualsiasi altra nozione importante relativa allo scalo a cui sono preposti. Non sostituiscono il Comandante in quei frangenti. No. Lo consigliano. La responsabilità ultima della manovra è e sarà sempre del Capitano della nave.

Cosa fa un Pilota che sale a bordo? Per prima cosa domanda al Comandante se la nave è a posto ed i sistemi di governo e propulsione sono operativi. Poi chiede come si comporta il mezzo in manovra. Se l’elica è sinistrorsa, destrorsa. Se è a passo variabile. Se c’è l’elica di manovra di prua. Chiede soprattutto se vuole altri rimorchiatori, oltre a quelli obbligatori. Una volta che si è accertato di tutto questo, e deve fidarsi della parola del Capitano, inizia la manovra. Se il Pilota ha il minimo sentore di qualcosa che non sia al posto giusto, deve immediatamente sospendere le operazioni ed avvisare la Capitaneria di Porto che invierà gente preposta a bordo per effettuare i controlli necessari.


RIMORCHIATORI.

Nel nostro Paese non c’è una legge unica per tutti i porti. Ogni Capitaneria decide l’obbligatorietà o meno per l’uso di uno, due o più rimorchiatori. A seconda della stazza della nave, della zona del porto in cui deve avventurarsi e molti altri fattori, non esclusi quelli climatici. Ma generalmente l’obbligo c’è sempre. Curiosamente, per il tipo di navi che conduco io, a Genova, non c’è costrizione. Solo su richiesta. E sinceramente non so se la Jolly abbia avuto l’obbligo di rimorchio o meno.
In molti paesi esteri, come l’Olanda ad esempio, i "tugs" sono solo un optional a richiesta. Il canale di Amsterdam, lungo 16 chilometri, con le sue chiuse l’ho percorso senza il loro ausilio.
Una volta deciso il numero di rimorchiatori da usare, ci sono ulteriori soluzioni. Possono rimanere a fianco della nave in assistenza (e magari frapporsi, ad esempio, tra la banchina e lo scafo per evitare urti, perché comunque la velocità di manovra è bassissima) oppure "darle il cavo". Così come sulla Jolly.

Ed è questo il punto cruciale. Lo scopo del rimorchiatore è quello di trainare una nave. E questa dovrebbe avere i motori in moto (per sicurezza) ma eliche ferme. Quello che succede invece spesso è che per "aiutare" lo sforzo dei rimorchi, si mette un minimo di "macchina" avanti o indietro a seconda della direzione da prendere. Si guadagna tempo, sicuramente, ed in una società in cui il tempo è denaro (il costo di un rimorchiatore può arrivare fino a mille euro l’ora in giornate feriali e in orari diurni. Duplicate o triplicate la somma in giornate festive e orari notturni) tutto aiuta.
Ma è una pratica che funziona se tutto va bene e tutto funziona.

Cosa succede se la nave ha un’improvvisa avaria ai motori? Se le eliche si bloccano a marcia avanti o addietro? In fin dei conti sono delle macchine e sono soggette a guasti anch’esse.

Succede che il rimorchiatore per evitare collisioni con banchine o altre navi deve "tirare" dalla parte opposta in cui sta "vogando" la nave. Con il risultato che, nel migliore dei casi, si spezzi il cavo di rimorchio. Ma può succedere di peggio. Che si stacchi la bitta sulla nave in cui il cavo è legato, facendo danni ancor più gravi. E soprattutto il "colpo di frusta" che dà il cavo al momento che si spezza può uccidere qualcuno dell’equipaggio (della nave e del rimorchiatore) che disgraziatamente si trovi nei paraggi.

Perché si spezza il cavo? Provate ad immaginare Golia che gioca al tiro alla fune con una cordicella di cotone con Davide. O si spezza la cordicella o Davide, che la tiene saldamente, viene trascinato da Golia.

Provate a trainare, in acqua, qualcuno che nuota in senso contrario e fate la prova con qualcuno che invece sta a galla a peso morto.

I rimorchiatori hanno la forza di trascinare una nave in capo al mondo se questa galleggia solamente. Ma non avrà mai la stessa forza di una nave di quelle dimensioni che rema in senso contrario. 5 o 6.000 cavalli di potenza contro 30.000 cavalli. Una lotta impari. E tutta la forza e potenza concentrata su un cavo di nylon, che per quanto grosso non avrà mai la resistenza necessaria.

Il Pilota a bordo in quel momento ha fatto migliaia di manovre. E forse si è fidato troppo di quella nave che spesso in passato ha condotto in sicurezza.

Io, da Comandante, manovre simili le avrei fatte ad eliche ferme e con il solo ausilio dei rimorchiatori visto che c’erano. E forse la stessa cosa avrebbe dovuta farla il Capitano della Jolly. Anche lui ingannato dalla sua stessa creatura.
Perché non posso comunque credere ad un errore di manovra. Nemmeno ad un’avaria già conosciuta. E’ stato solo il fato.


LA TORRE.

Costruita a picco sulla banchina.
Vogliamo parlare anche di Genova Multedo, dove in 200 metri e forse meno di linea d’aria si trovano un aeroporto, colossali petroliere e depositi di carburante?
Parliamo di aerei che atterrano in molte città del mondo a pochi metri sopra i tetti delle abitazioni?
Di ristoranti posti a fianco i tornanti di salite al 16 percento in cui un TIR potrebbe causare una strage se gli vengono a mancare i freni?
E' inutile sputare ipocrisia se è lo stesso uomo che nel nome del "Dio Lucro" costruisce o dispone in maniera dissennata. Per poi piangere quando accadono tragedie simili.

Dicono che nessuno poteva prevedere un disastro simile. Io dico di si. Basta affacciarsi da quella banchina, guardare le immense navi che vi passano accanto e chiedersi...ma se...?

Non è la prima e non sarà l’ultima lacrima che verseremo per delle morti evitabili. Purtroppo.


CONCLUSIONE.

La mia convinzione è che l’urto della nave alla torre sia stata causata da un’avaria ai motori della stessa. Nel momento e nel punto sbagliato. Che i rimorchiatori nulla potevano, nemmeno fossero stati 4 o 6.

Spero vivamente non si sia trattato di errore umano.

Si poteva evitare? Col senno di poi si, se i rimorchiatori avessero trascinato la nave con le sue eliche ferme fin dall’inizio. La manovra sarebbe stata sicuramente più lunga e complessa, ma forse più sicura.


Ma col senno di poi, son piene le fosse.

Alla memoria di Michele e Daniele.

Semper Fidelis

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Firma: Odirke
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Non sopporto i giornalisti che non sanno fare il proprio mestiere. Odio gli imbrattacarte che per non fare fatica pescano nel web video o immagini che ben si addicono ad un servizio, ma che non hanno niente in comune con la realtà. A Genova ho perso un collega. Un amico. Michele era il pilota di...
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19/05/2013 08:54:49
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Commenti

  1. ombromanto05 19 maggio 2013 ore 10:11
    Come hai detto giustamente tu, non è l'ultimo incidente evitabile (col senno di poi) che si verificherà in condizioni del genere.
    Quando le disposizioni non sono chiare (ed a quanto ho capito leggendo il tuo post non vi è una regolamentazione univoca in materia nei nostri porti), la discrezionalità umana, spinta da interessi, come la fretta, che spesso fanno a pugni con la sicurezza, può generare situazioni di estremo pericolo che poi si traducono in vere tragedie...
    Errore umano???
    Anche io non credo a questa possibilità, mi sembra francamente alquanto, se non impossibile, cmq improbabile...però ancora certezze in merito non ne abbiamo.
    Sappiamo solo che tanti innocenti sono morti...
    E questa, al momento, è l'unica cosa che conta davvero... :-(
  2. antioco1 19 maggio 2013 ore 11:18
    dalla tua ricostruzione , fatta molto bene si capisce benissimo che ci sono , molte responsabilità, e come sempre , a pagare con la vita , sono lavoratori , sai sono così disgustato che anche in questa , tragedia del lavoro , non so se verrano fuori le verità
  3. whitetip 19 maggio 2013 ore 11:54
    Che la terra sia lieve a Michele, Daniele, Francesco,Marco, Davide, Giuseppe, Sergio, Maurizio e Gianni.
  4. MorganaMagoo 19 maggio 2013 ore 15:41
    hai fatto bene a spiegare Capitano :-)
    Io non ci avevo capito granchè, ed hai perfettamente ragione quando scrivi
    "Odio gli imbrattacarte che per non fare fatica pescano nel web video o immagini che ben si addicono ad un servizio, ma che non hanno niente in comune con la realtà."
    E' così... Io ho capito bene il problema leggendo quello che hai spiegato tu qui nel post.
    E per fortuna... ci sarà sicuramente l'Italia piena di persone che non hanno ancora capito non solo come mai possa essere accaduto il fatto, ma anche i rispettivi ruoli di responsabilià del personale addetto, a seconda della qualifica. Grazie :-)
  5. malenaRM 19 maggio 2013 ore 17:19
    Come per il caso dei marò, anche in occasione della tragedia di Genova è un appiglio sicuro nella confusione generica e generale, poterti leggere, Comandante.
    E sapere che, forse, si sarebbe potuto evitare, che magari sarebbe bastato tenere fermi i motori della Jolly, visto lo spazio angusto concesso alla manovra, può e deve far riflettere chi deve far qualcosa perché tragedie di questo tipo - almeno loro -
    non si verifichino più.
  6. astro42 19 maggio 2013 ore 19:24
    Quanto scrivi mi fa conoscere tante cose interessanti che ignoravo.
    Con questo mi hai chiarito molti punti.
  7. jesuis.Arlequin 19 maggio 2013 ore 19:59
    Come sempre grazie delle spiegazioni complete e chiarissime.
    Per quel che mi riguarda, da perfetto ignorante in materia, mi affido solo alla grafica con cui è stata ricostruita la dinamica del fatto in un contesto ricostruito in scala.
    Semplicemente, mi meraviglio che non sia mai successo nulla prima. Spazi di manovra al limite, rotazione di navi all'interno di un bacino chiuso, quella torre messa lì. Bravi tutti quelli che l'hanno evitato finora.
    Ed è anche vero che l'aeroporto di Genova è praticamente in città, con porto e aeroporto separati dalle case da una autostrada sopraelevata.
  8. AnimaAnimale 20 maggio 2013 ore 06:59
    qui, come sai, il porto è strutturato diversamente, ma... chi crede impreca e prega e chi non crede impreca e tocca ferro.

    un abbraccio

    :rosa
  9. crenabog 20 maggio 2013 ore 09:39
    come sempre un ottimo articolo pieno di informazioni e giuste considerazioni. un personale grazie per aver contribuito alla chiarezza sul fatto, al di là di cosa possa poi essere successo realmente. abbracci
  10. ClarissaDalloway 20 maggio 2013 ore 12:52
    Concordo con mi ha preceduto: un articolo chiaro, esaustivo e che fa capire molto a chi, come me, niente sa di questo argomento e poco comprende dagli articoli e dai servizi, spesso confusi ed approssimativi, dei MEDIA.
    Grazie, Comandante :-)
  11. Speakers.Corner 21 maggio 2013 ore 13:37
    Complimenti davvero al nostro bravo Comandante per la perizia, la precisione e la chiarezza con cui, ancora una volta, ha fatto luce, ponendo regole e paletti, su una questione tristissima e su cui tanta troppa confusione si è fatta e si continua tutt'ora a fare.
    C'è solo da sperare che inchieste condotte da chi di dovere permettano di fa venire finalmente a galla la verità sulla vicenda.
    Per rispetto verso le innocenti vittime e per far si che loro morte, attraverso una più precisa e puntuale regolamentazione in materia, non sia stata vana.
  12. Kappa72 25 maggio 2013 ore 12:37
    Grazie Odirke: sempre preciso ed esaustivo...peccato che gli imbrattacarte con si pongano il problema di informarsi prima di imbrattare.
  13. eliakazan3 09 ottobre 2013 ore 00:05
    ciao , lungo ma interessante , come ora ci starebbe un piatto di spaghetti allo scoglio , penso capirai la mia onesta puerile battuta , al sodo è vero , ma con lieve prudenza esprimo , mi sia permesso , un comandante un generale è responsabile di tutto , anche se a chi deve fare il suo lavoro non lo fa , questo vale nella vita odierna o militare , io in libano è stata una scelta x finire in fretta , io sono un lagunare , ma dirò e poi mi fermo c"è sempre chi di nascosto comanda, assaltate le parole , ma bombe e mitragliatori li dovevi evitare tu , pace , una parola , grazie tu hai capito, non lo rifarei più , il mitragliatore spara ed fa male all"udito , sei corazzato e non corri , ma , ti dicono ragazzi siamo fieri di voi , buona notte e grazie

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