IMMAGINE DEL GIORNO

01 aprile 2013 ore 10:24 segnala


Se volete imparare qualcosa che riguardi una foglia, un fiore, una nuvola, un tramonto o un essere umano, dovete guardarli con tutta l' intensità del vostro cuore.

J. Krishnamurti, Meditazioni, Krishnamurti Foundation, London 1969

SE RE GIORGIO CALPESTA AL COSTIUZIONE PUÒ ESSERE MESSO SOTTO

01 aprile 2013 ore 09:43 segnala


Allora, cominciamo con il chiamare con il loro vero nome le cose: “l’operatività del Governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento”, nonché l’istituzione di “due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze” a cui chiedere di “formulare - su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo - precise proposte programmatiche”, rappresentano un grave atto eversivo di commissariamento del Parlamento di cui ieri si è macchiato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Riguardo ai due comitati di saggi, è sin troppo evidente il forte valore simbolico che gli si è voluto attribuire.
Il Presidente ha infatti comunicato al Paese che ritiene inutile rivolgersi al Parlamento, ma che è anzi necessario fare affidamento alla capacità di uomini (in tutti i sensi, vista la mancata presenza di una donna) che lui, poco importa cosa hanno deciso gli elettori, avrà cura di selezionare. Un atto gravissimo, di svilimento delle prerogative del Parlamento, compiuto non alla fine di una legislatura difficile, bensì al suo nascere.
Vi è poi da fare chiarezza sull’ampiezza del senso da attribuire all’inciso, riferito al Governo Monti, che “benché dimissionario non è sfiduciato dal Parlamento”.
A quale Parlamento si riferisce, di grazia, il Presidente Napolitano?
Non di certo l’attuale, quello appena eletto, visto che non ha ancora avuto la possibilità di accordare o revocare la fiducia così come previsto dall’art. 94 della Costituzione.
Anzi, è proprio a causa dell’omissione compiuta dal Presidente Napolitano, con la mancata nomina di un Presidente del Consiglio, che oggi non vi è la possibilità, per il Parlamento, di far valere il rapporto fiduciario che lega le sorti del Governo ai voleri del Parlamento.
Si dirà che il Presidente non aveva altre possibilità visti i difficili equilibri presenti al Senato.
Ma può bastare un unico tentativo per arrivare ad una conclusione che, vista peraltro l’impossibilità di sciogliere le Camere in pieno semestre bianco, automaticamente comporta il nulla? O meglio, che automaticamente comporta il “mantenimento dell’operatività” di un Governo al quale il nuovo Parlamento non ha mai accordato la fiducia?
Proviamo soltanto ad immaginare cosa potrebbe succedere nel caso che anche il prossimo Presidente possa ritenere di omettere, a proprio piacimento, la ricerca di una soluzione di Governo così come la Costituzione impone. E che, per motivi di opportunità, decida pure di omettere di sciogliere le Camere.
Che si fa, ci si tiene il Governo Monti prorogato in eterno? E si continuerà con un Parlamento al quale con facilità si può impedire di esercitare una delle sue funzioni principali, cioè esprimere, attraverso il rapporto fiduciario, un Governo?
Certo, al momento si tratta soltanto un’ipotesi di scuola. Ma se tanto ci dà tanto, laddove si accettasse senza battere ciglio l’omissione eversiva compiuta ieri dal Presidente Napolitano, ciò che oggi potrebbe sembrare un’ipotesi scarsamente realizzabile, domani potrebbe divenire una drammatica realtà.
Rimanere pertanto immobili e limitarsi a guardare, potrebbe farci ritrovare, a breve, in una crisi istituzionale ben più grave e dagli strascichi imprevedibili.
Ma è proprio per questo che la Costituzione italiana, per frenare le eccessive pulsioni presidenzialiste, ha in sé gli anticorpi necessari per impedire il dilagare di comportamenti lesivi del Parlamento.
Il Presidente Napolitano non è la prima volta che utilizza in maniera impropria le prerogative costituzionali per imporre un “suo” Governo.
Lo ha già fatto nel novembre del 2011, con esiti peraltro disastrosi per la tenuta politico-economica del Paese. Così come anche fece durante il Governo Prodi, imponendo continui e sfiancanti passaggi parlamentari sulle questioni di politica estera, in ossequio al principio non costituzionale dell’autosufficienza della maggioranza parlamentare uscita vincitrice dalle elezioni, sino a determinarne, in buona misura, la fine prematura.
Ce n’è quindi abbastanza per decidere di attivare gli anticorpi previsti dall’art. 90 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.”
Si tratterebbe, a fine mandato, di un gesto più che altro simbolico, se riferito allo specifico della persona; ma fortemente significativo per i Presidenti a venire.
http://www.controlacrisi.org/

BEPPE GRILLO: ZITTO E MUTO!

01 aprile 2013 ore 09:27 segnala





Il ragionier Beppe Grillo non risponde ai quesiti inviati a lui direttamente, postati anche sull'home page di questo blog dal 4 marzo 2013. La politica è la realizzazione del bene comune, non avanspettacolo per il proprio tornaconto. Le domande e la critica (costruttiva) sono il sale della democrazia.


INTERROGATIVI SENZA RISPOSTA DAL 4 MARZO 2013

Domande a Beppe Grillo

1) In quale consesso democratico lei è stato eletto Arbitro super partes del Movimento 5 Stelle e Garante d’Italia?



2) Qual è la sua posizione reale sul debito pubblico e sul signoraggio bancario?



3) Per quali ragioni nel 2008 ha incontrato segretamente l’ambasciatore USA, Ronald Spogli (emissario ufficiale di Bush junior) per discutere di programmi politici nello Stivale e non ha mai rivelato nulla all’opinione pubblica?



4) Lei ritiene che le centinaia di bombe nucleari di proprietà USA presenti illegalmente in Italia, in violazione del Trattato Internazionale di non proliferazione debbano essere immediatamente allontanate dal suolo nazionale per restituire sovranità territoriale al nostro Paese ed eliminare un pericolo per milioni di persone?



5) Cosa ci fa sul suo pianoforte, nel sontuoso salone della villa di Sant’Ilario (che vanta un mastodontico abuso edilizio sanato), una fotografia che la ritrae avvinghiata al presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, membro del Bilderberg Group (un Club esclusivo e segreto che ha pianificato la creazione dell’Unione europea e dell’Euro)?



6) Qual è la sua posizione sulle quotidiane operazioni di geo-ingegneria e di guerra ambientale in atto in Italia?



7) Qual è la sua posizione sul Trattato di Lisbona e sul MES?



8) Qual è la sua posizione sull'opzione di uscita dell'Italia dall'euro e azzeramento di un debito pubblico artificiosamente costituito?



9) Qual è la sua posizione sulla presenza delle basi militari NATO in Italia e sulla partecipazione dell'Italia alle guerre USA?



10) Perché ha impedito ai ricercatori Gatti e Montanari di proseguire i loro studi sull'impatto delle nano-particelle, sottraendo loro il microscopio elettronico acquistato con le donazioni a questo scopo raccolte da chi partecipava ai suoi spettacoli a pagamento?



11) Quale è stato l'ammontare dei ricavi pubblicitari del sito beppegrillo.it, dalla fondazione ad oggi?



12) Il “comitato di garanzia” composto da lei e Casaleggio, che al momento decide le azioni disciplinari verso i membri di M5S, sarà mai aperto ai membri stessi? Se sì, voterebbero sulla piattaforma proprietaria sviluppata e curata per lei da Casaleggio e Associati? Chi conta i voti?



13) A quale punto del Non-statuto, o a quale principio di democrazia diretta, risponde la sua intenzione di assegnare parte dei contributi destinati agli eletti a “Comitati di Comunicazione” i cui membri siano nominati da lei?



14) Non crede che la mancanza di chiarezza su alcuni punti chiave (conflitto di interessi della C&A, trasparenza delle operazioni di voto, soldi pubblici da assegnarsi su sua indicazione, repressione del dissenso) tradisca lo spirito del Movimento?

15) Ritiene possibile costituire il Movimento in associazione o altra forma riconosciuta dalla legge? Devolverebbe a quest’ultima, logo e infrastrutture perché a gestirla siano i volontari M5S?


RIFERIMENTI GRILLO:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=grillo

NUMERO 13: CURIOSE COINCIDENZE O…

31 marzo 2013 ore 19:46 segnala

PREMESSA: per tutte le persone che credono solamente alla verità ufficiale e non osano nemmeno pensare di metterla in dubbio, questo articolo tratta di puro complottismo e quindi è meglio che ne stiate alla larga perché rischiate di esserne contagiati (è peggio della peste).
Detto questo, faccio un’ulteriore premessa: dopo l’avvento di internet l’informazione si è moltiplicata in maniera esponenziale ed ora tutti possono accedere ad un costo irrisorio a qualsiasi informazione possibile. Ovviamente, data l’enorme varietà di fonti esistenti sulla rete non tutto ciò che su di essa è presente è attendibile e soprattutto molte di queste fonti mettono in dubbio la verità ufficiale ed anzi propongono ai lettori verità alternative della più varia natura.
Ora vi propongo una mia schematizzazione personale: esistono principalmente due tipi di persone sul web, i complottisti e i bigotti ed entrambi commettono un errore. I primi credono e fanno propria ogni teoria o versione opposta alla versione ufficiale, anche le più fantasiose, senza analizzare seriamente la fonte e senza ragionarci con il proprio cervello. I secondi (intesi non in senso religioso, ma in senso di fedeli ai dogmi di regime) al contrario, riconoscono solo la versione proposta dai media di regime, o dal governo o dalla scienza ufficiale o da qualche illustre economista o tecnico che sia, senza nemmeno mettere in dubbio le versioni proposte e screditando come complottista chiunque metta in dubbio wikipedia o la versione ufficiale del governo (ad esempio).
L’atteggiamento che speriamo invece di seguire su questo blog, è una strada alternativa ad entrambi i tipi sopra descritti. Considerando che l’Universo è infinito nello spazio e nel tempo e secondo le ultime ricerche scientifiche probabilmente è infinito anche a livello di dimensioni, tutto può essere possibile e niente deve essere escluso a prescindere, perché come sappiamo nell’infinito è compreso il tutto. Quindi sia per quanto riguarda un’eventuale versione ufficiale, sia per quanto riguarda qualsiasi altra versione alternativa, l’atteggiamento che vogliamo seguire è un’atteggiamento di libera analisi e riflessione e attraverso le informazioni a nostra disposizione cercare di trovare la nostra verità o le nostre ipotesi a riguardo senza escludere nulla. Quindi su questo blog nessun argomento è tabù.
Quello che vogliamo trattare oggi riguarda il numero 13, un numero misterioso sicuramente, ma nello specifico vogliamo parlare di come esso sia presente in moltissime date o altro riguardanti massoneria, poteri forti, eventi epocali o simbolici ed è legato a tutto ciò che è esoterico.
Esso è un numero primo che viene spesso associato alla sommossa di Lucifero e nei tarocchi viene definito l’Arcano senza nome ed indica la morte e la trasformazione.
Ora stileremo un elenco di tutte le curiose coincidenze legate a questo particolare numero.
CHIESA CRISTIANA
- Apparizioni Mariane di Fatima avvengono tutte tranne una, in giorni datati 13.
- Suor Lucia muore il 13 febbraio 2005
- L’attentato a Papa Giovanni Paolo II avviene di giorno 13 maggio 1981
- Gli apostoli più Gesu’ sono 13
- Papa Francesco viene eletto il 13 marzo 2013. Esso rappresenta il primo Papa Gesuita, il primo Papa di nome Francesco, il primo Papa del Sud America e secondo la profezia di Malachia potrebbe essere l’ultimo papa. Incredibilmente nella stessa data vennero eletti nel 483 Papa Felice III e nel 1138 l’antipapa Vittore IV.
Il numero di lettere che compongono Papa Francesco sono 13. La sede vacante che lo ha preceduto è durata 13 giorni.
- L’indipendenza del Vaticano è in data 11 febbraio: 11 + 2= 13
- Celestino V, il Papa del Gran Rifiuto, abdica il 13 dicembre 1294.
GESUITI
- Il mitico fondatore Ignazio di Loyola era l’ultimo di tredici figli e a 13 anni iniziò la sua carriera come paggio.
- Il primo Papa gesuita della storia è circondato dal 13 come scritto sopra. Inoltre sempre Papa Francesco venne ordinato sacerdote il 13 dicembre 1969.
STATI UNITI E DOLLARO
- Le colonie originarie che formarono gli Stati Uniti erano 13.
- Uno dei due motti degli Stati Uniti “E pluribus unum” è formato da 13 lettere.
- La banca privata Federal Reserve nasce nel 1913.
- La banconota da un dollaro è tutta composta dal numero 13, dai gradini della piramide al numero di lettere di Annuit Coeptis.
- 13 ottobre 1792 viene posata la prima pietra della costruzione dell’odierna Casa Bianca.
UNIONE EUROPEA ED EURO
- In inglese “European Union” e in italiano “Unione Europea” sono composti da 13 lettere (importante più che altro per la versione inglese dato che è la versione più internazionale).
- Il trattato di Lisbona è stato firmato il 13 dicembre 2007.
- La prima esposizione della bandiera dell’Unione è stata a Parigi il 13 dicembre 1955.
- Nella banconota da 5 euro la parte interna dell’arco è composta da 13 livelli visibili.
- Nella banconota da 10 euro l’arco interno è composta da 13 livelli.
- Nella banconota da 500 euro si vedono 13 segmenti laterali di seguito e nel retro della stessa banconota i cavi del ponte oltre a rappresentare due piramidi, nella parte centrale sono proiettati 13 segmenti.
- Il 13 dicembre 2002 l’Unione Europea annuncia l’ingresso di dieci nuovi stati membri.
VICENDE POLITICHE ITALIANE
- Nel 13° Congresso del PCI viene eletto il 13 marzo 1972 Enrico Berlinguer.
- Il 13 gennaio 1994 Ciampi si dimette.
- Il 13 maggio 1999 Ciampi è eletto Presidente della Repubblica.
- Il 13 maggio 2001 Berlusconi è eletto Presidente del Consiglio.
- Il 13 dicembre 2010 la mozione di sfiducia contro Berlusconi è respinta.
- Il 13 novembre 2011 Monti è incaricato di formare un nuovo governo.
– Governo Monti dura 13 mesi.
- Nel 2013 in Italia avvengono contemporaneamente il Conclave per il nuovo Papa, le elezioni politiche e le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica.
ALTRO
- I segni zodiacali tradizionali sono 12, ma astronomicamente parlando si deve aggiungere il segno di Ofiuco, quindi sono 13.
- I segni dell’astrologia celtica sono 13
- Le tribù di Israele sono 12. La tribù di Dan, è chiamata la tribù maledetta ed anche la tredicesima tribù.
- Papa Francesco è nato nel periodo zodiacale del segno di Ofiuco.
- Incidente navale Costa Concordia è avvenuto il 13 gennaio 2012. La nave aveva 13 ponti e 13 bar. I nomi dei ponti erano i nomi di nazioni europee e la nave simboleggiava la pace e la concordia tra le nazioni europee. Sappiamo invece come stia recentemente aumentando la discordia e il sospetto tra gli stati europei.
- L’anno lunare è composto da 13 mesi. Esso è rappresenta l’elemento femminile e Lilith, quindi la mutevolezza rispetto alla fermezza dell’anno solare e delle divinità maschili.
- Venerdì 13 del 1307 viene sciolto l’ordine dei Templari e i suoi membri arrestati.
- L’Apollo 13 fu una famosa missione lunare fallita.
- Il 13 gennaio 1881 viene assassinato Zar Alessandro II.
- Il 13 gennaio 1953 Tito diventa presidente della Iugoslavia.
- Il 13 febbraio 1668 il Portogallo ottiene l’indipendenza.
- Il 13 febbraio 1798 il generale Berthier proclama la repubblica a Roma.
- Il 13 febbraio 1983 avviene l’incendio del cinema Statuto di Torino, sito in Piazza Statuto chiamata anche la Porta dell’Inferno.
- Il 13 maggio 2004 Sonia Gandhi è eletta premier in India.
- Il 13 luglio 1814 nascono i Carabinieri.
- Il 13 luglio 1936 scoppia la guerra civile spagnola.
- Il 13 agosto 1961 viene eretto il muro di Berlino.
- Il 13 agosto 1894 viene arrestato Dreyfus.
- Il 13 ottobre 1843 nasce il B’Nai B’Rith un’associazione riservata ebraica, una sorta di massoneria ebraica secondo alcuni molto influente.
- Il 13 ottobre 1943 Badoglio dichiara guerra alla Germania.
- Il 13 settembre 1982 viene arrestato Licio Gelli, Gran Maestro della criminosa Loggia Massonica P2.
- Nella stessa data Grace Kelly, moglie del Principe di Monaco è vittima di un incidente stradale.
- Il 13 novembre 1990 viene scritta la prima pagina del World Wide Web.
- Il 13 dicembre 2001 viene misteriosamente assaltato il parlamento indiano.
- Il 13 dicembre 2003 viene catturato Saddam Hussein.
- Il 13 dicembre 1996 Kofi Annan viene eletto Segretario delle Nazioni Unite e incredibilmente Ban Ki Moon il suo successore viene eletto il 13 ottobre 2006.
- In Apocalisse 13 di San Giovanni viene descritto l’Anticristo e viene definito 666 il suo numero.
– Il 13 marzo 2013 il presidente cinese Hu Jintao finisce il suo mandato.
Ecco abbiamo quindi elencato una lista di eventi legati al 13. Sicuramente quello che colpisce oltre alla quantità, è soprattutto l’importanza degli eventi successi in queste date. E molti di essi sono legati a poteri forti e più o meno indirettamente alla Massoneria. Vediamo come nasca in questa data la massoneria ebraica, come l’ordine dei Templari venne sciolto e vogliamo ricordare che secondo molti analisti la Massoneria non è che la continuazione dei Templari e l’obiettivo della vendetta di quest’ultimi era eliminare la Monarchia e la Chiesa Cattolica. Come sappiamo, la Monarchia Francese, responsabile dell’arresto dei Templari, fu la prima a cadere e il ruolo della Massoneria fu molto importante. Mentre per quanto riguarda la Chiesa, è sotto gli occhi di tutti la campagna mediatica tesa a screditarla il più possibile ed ora secondo i più fantasiosi, con l’elezione di Francesco, membro dei Gesuiti (che potrebbero essere in qualche modo una branca della Massoneria o legati ad essa), i Templari avrebbero completato la loro vendetta conquistando il Papato.
Vediamo inoltre un’incredibile ricorrenza negli eventi italiani del numero 13 e sicuramente quella che salto più all’occhio riguarda Monti, che come tutti sanno è stato imposto dai poteri forti e dall’Unione Europea. E questa congettura è stata firmata, dando l’incarico a Monti il giorno 13. Ricordiamo come casualmente l’anno prima si tentò di sfiduciare Berlusconi sempre di 13.
Stupisce inoltre l’elezione degli ultimi due segretari Onu proprio il 13. Inoltre quest’anno il 13 marzo segna l’inizio del pontificato di Francesco ma anche la fine del governo del Presidente Cinese Hu Jintao, quindi nella stessa data cambiano i vertici della prima potenza religiosa e della nazione più popolata del pianeta.
Non si può escludere che tutte queste siano solo coincidenze, però potrebbe anche essere uno spartito che nessuno vede e che chi lo vede non sa leggere. Per quanto ci riguarda, non vogliamo fare ipotesi su cosa vogliano significare e nemmeno spiegare cosa voglia dire veramente questo numero perché è inutile arrogarsi un sapere che non si ha. Quello che invece continueremo a fare è tenervi aggiornati su queste misteriose coincidenze e cercare di seguirne il filo. E forse come il filo di Arianna potrebbe aiutarci ad uscire dal labirinto di una realtà spesso incomprensibile
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TORNARE ALLA LIRA? GIUSTO MA…

31 marzo 2013 ore 19:38 segnala

Con questo articolo sono consapevole di attirarmi molte critiche, però mi sento in dovere di scriverlo. Premettendo che sicuramente l’avvento dell’Euro nei paesi periferici e mediterranei è stato un fattore negativo per le economie di questi paesi e l’articolo “Capire la Crisi dell’Europa in 9 slides” lo spiega egregiamente, vorrei proporre ai lettori una riflessione riguardante una conseguenza dannosa derivante dall’uscita dall’Euro. Senza entrare nel merito di un discorso puramente economico, la mia è più una riflessione di carattere politico. Possiamo appurare con certezza che l’Euro ha portato una serie di conseguenze negative nei paesi periferici, mentre ha nettamente avvantaggiato la Germania. A questo riguardo bisogna ricordarsi che i fatti stanno mostrando come l’adozione di una moneta forte e le recenti misure d’austerità imposte a mezza Europa solo nel breve-medio periodo hanno portato dei vantaggi allo Stato tedesco però sembra che la morsa della crisi stia iniziando a stringere anche la Germania stessa. E’ ingenuo pensare che affossando tutte le nazioni confinanti si possa proseguire in una crescita economica isolata, infatti questo non sta avvenendo e nei prossimi trimestri ci sarà recessione anche nello stato governato da Angela Merkel. Quindi, in un certo senso cade il discorso che l’Euro e la politica economica di austerità adottate dall’Unione Europea siano tutte a vantaggio della Germania. A proposito rimando all’articolo “La lunga marcia dell’Eurocrazia” dove viene illustrata la via che deve portare alla fine delle sovranità nazionali per poter costituire lo Stato Europeo.
Ma tralasciando questa breve parentesi sulla Germania, vorrei porre una critica all’eventuale abbandono dell’Euro e al ritorno alla Lira che probabilmente ci porterebbe molti vantaggi economici. Immaginiamo di essere un’impresa che sta costruendo un fantasioso palazzo. Abbiamo costruito fino ad ora molto velocemente e siamo arrivati al decimo piano dove è necessario fermarsi perché l’ingegnere capo deve porre un quesito all’imprenditore: se si continua a salire in altezza si rischia il crollo dell’intero edificio, invece sarebbe necessario fermarsi e fare degli interventi per rinsaldare la struttura e il basamento dell’edificio stesso per poter continuare. Questo però comporta l’opposto rischio di subire troppi costi e quindi di dover abbandonare l’opera. Ecco questa è la nostra situazione. Ora, con l’Euro e con l’Unione Europea siamo stati costretti a fermarci ed anzi a causa delle politiche d’austerità e dell’adozione di una moneta troppo forte, il nostro paese è in recessione. Scegliere di tornare alla Lira equivale a continuare a costruire il palazzo rischiando il crollo dell’intero edificio. Al contrario, rinforzare la struttura e il basamento equivale a rimanere in Europa, riformare drasticamente il nostro paese a rischio di distruggerlo per sempre.
Quindi qual’è la mia riflessione? Che a livello economico sarebbe giustissimo tornare alla Lira, svalutare e ridiventare competitivi ma al tempo stesso questo comporterebbe continuare nella totale deresponsabilizzazione della nostra classe dirigente, che come sappiamo è ladra, sprecona e incapace e se ci fosse la Lira risolverebbe i propri problemi di bilancio svalutando, stampando e facendo debito. Probabilmente è vero prendendo questa strada torneremo a crescere però saremo sempre la mediocre Italia con una classe dirigente cialtrona e il fallimento sarebbe semplicemente rimandato di qualche anno.
Certamente rimanere nell’Euro è costoso e rischia di distruggere definitivamente il nostro paese, però finalmente ha messo la nostra classe politica con le spalle al muro e quindi o si cambia o si muore. E al tempo stesso anche il sonnolento popolo italiano ha iniziato ad accorgersi grazie alla crisi, della vergognosa classe dirigente a cui ha demandato il comando.
Il mio punto di vista è che bisogna rimanere nell’Euro, ad ogni costo, ma non perché sia positivo a livello economico, ma proprio perché è negativo, può essere il dolore necessario per poterci liberare da un sistema marcio e corrotto come è quello italiano.
Lo scenario che si prospetta nel caso rimanessimo nell’Euro è sicuramente molto nero anzi nerissimo probabilmente assisteremo alla più grave crisi della storia italiana (ora siamo solo agli inizi) e tutti i paesi europei subiranno una sorte analoga anche la Germania stessa e quando quest’ultima perderà il suo ruolo di guida, perché in minoranza (dopo l’ormai prossimo collasso francese), probabilmente si potrà arrivare a quell’unione politica ed economica necessaria per poter sostenere questa unione valutaria come specificato anche nelle conclusioni delle nove slides dell’articolo citato all’inizio.
Quindi in un certo senso, non so dire se voluto o no, questa unione valutaria apparentemente sbagliata potrebbe essere stata usata come strumento per impoverire e distruggere gli stati nazionali così da poterli facilmente portare ad un unione politica ed economica che in tempi di benessere e di crescita sarebbe stata impossibile da attuare dato che ogni stato nazionale difenderebbe i propri interessi e porrebbe veti. Quindi una sorta di caos controllato che sembra essere l’opera di un dilettante, ma, se voluto consciamente, in realtà non lo è affatto.
Inoltre, voglio anche affermare che pur subendo la crisi personalmente (lavorando nell’edilizia la crisi è forte e nell’ultimo trimestre non ho guadagnato un centesimo), benedico questa stessa crisi perché costringe con le dure il popolo italiano ed anche quello europeo, a svegliarsi dallo stato di torpore in cui ha vissuto fino ad ora. Uno stato di totale irresponsabilità dove la maggioranza dalla popolazione ha votato i propri rappresentanti senza nemmeno sapere cosa proponessero i loro programmi (e questo dovrebbe anche far riflettere sul fallimento della democrazia stessa) e depositando i propri soldi in banca senza nemmeno informarsi un minimo sulla situazione della banca stessa. Idem per investimenti o spese di carattere personale.
Quindi è questa la riflessione che voglio proporre. Oltre al lato negativo di questa crisi e di questa permanenza nell’unione valutaria, può essere un’occasione per rinforzare e riformare drasticamente la struttura del nostro stato, la nostra classe dirigente e le nostre abitudini spesso errate?
Al di là delle considerazioni puramente economiche, a livello politico abbandonare l’Europa e l’Euro per il nostro futuro sarebbe così conveniente?
Aspetto i vostri commenti a riguardo…
P.S.: questo mio articolo rappresenta una mia riflessione personale di carattere politico e soprattutto anche se esprimo un parere favorevole sulla permanenza dell’Italia nell’Unione Europea e nell’Euro, questo non vuol dire che sia un sostenitore della tecnocrazia europea, del sistema truffaldino di creazione del denaro e del sistema bancario in generale.
by Fenrir
Fonte: Hescaton

CHI SONO I SAGGI DEI GRUPPI RISTRETTI DI NAPOLITANO

31 marzo 2013 ore 19:30 segnala
Chi sono i saggi dei gruppi ristretti di Napolitano
30/03/2013 - Una breve biografia dei dieci scelti dal Quirinale
Chi sono i saggi dei gruppi ristretti di Napolitano


Il costituzionalista Valerio Onida, il senatore Mario Mauro di Scelta Civica, il senatore PdL Gaetano Quagliariello e il professor Luciano Violante. Sono questi i saggi individuati dal presidente Napolitano per il gruppo di lavoro istituzionale. Lo si legge in una nota del Quirinale. Del gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea Hanno accettato di far parte il professor Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, il professor Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato; il dottor Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d’Italia, l’onorevole Giancarlo Giorgetti e il senatore Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi.

CHI E’ VALERIO ONIDA – Valerio Onida è un giurista che è stato anche giudice della Corte Costituzionale e professore all’Università di Milano. Nel 2010 si è candidato alle primarie del centrosinistra per le elezioni del sindaco di Milano, arrivando terzo con il 13,41% dei voti dietro Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Questa foto è presa dalla pagina Facebook che promuoveva la sua candidatura:

chi è valerio onida

La presentazione della sua pagina Facebook recita:

Nello studio, nell’insegnamento, nell’impegno civile il professor Valerio Onida è un punto di riferimento per le nuove generazioni.
I suoi successi professionali sono innumerevoli: giudice della Corte Costituzionale e poi suo Presidente, ordinario di Diritto Costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano e autore di testi di grandissima notorietà.
All’apice del successo, il professor Onida da qualche anno ha deciso di impegnarsi senza risparmio come volontario nell’istituto di pena di bollate, mettendo a disposizione dei detenuti la sua esperienza e competenza in tema di diritti. Una vita esemplare dedicata allo studio e alla difesa dei valori della costituzione e della democrazia.

Onida ha sostenuto che Silvio Berlusconi è eleggibile, di recente, nella trasmissione Zeta di Gad Lerner:



CHI E’ MARIO MAURO – “Capisco la semplificazione giornalistica ma, da qui a definirmi saggio, sarei prudente”, ha detto invece Mario Mauro, senatore di Scelta Civica, ospite della rubrica di Tgcom24 “Il Sabato di Checkpoint”. Poi, ha aggiunto: “Siamo stati contatti dall’Ufficio di Presidenza del presidente della Repubblica e lo scopo e’ aiutare le forze politiche a superare steccati e barriere ideologiche, individuando elementi su cui si puo’ convergere. Sono grato a Napolitano per la scelta in se’, non solo per la scelta dei nomi, che se non e’ una vera e propria innovazione istituzionale, ci va molto vicino. Ora servono comprensione, buona volonta’ e pragmatismo, che non vuol dire mancanza di ideali. Martedì – conclude – dovremmo iniziare i nostri lavori, poi il senso di questa iniziativa sara’ lavorare a oltranza per proporre elementi utili a chi deve valutare di far nascere un governo”. Nato a San Giovanni Rotondo nel 1961, Mauro è stato vicepresidente del Parlamento europeo, eletto con il Popolo delle Libertà. E’ entrato poi in Senato con Scelta Civica di Mario Monti. E’ laureato in filosofia.

Mario MAURO



CHI E’ GAETANO QUAGLIARIELLO – Napoletano e nato nel 1960, Gaetano Quagliariello ha cominciato la sua carriera politica con i Radicali Italiani. Venne arrestato insieme a Francesco Rutelli per essere entrato in una zona militare vietata alla Maddalena. E’ entrato in Forza Italia nel 1994, ed è rimasto famoso per quell’”Eluana non è morta, è stata ammazzata” urlato in parlamento durante il dibattito parlamentare sulla Englaro. Inutile dire che dopo i Radicali è diventato un difensore strenuo delle ragioni della Chiesa e si è battuto per l’oscurantista disegno di legge Calabrò sul fine vita.

E’ stato firmatario di una lettera durante il caso Ruby per chiedere ai cattolici di sospendere il giudizio su Berlusconi. E’ presidente della Fondazione Magna Charta.

gaetano quagliariello

CHI E’ LUCIANO VIOLANTE – Luciano Violante è stato presidente della Commissione parlamentare antimafia e della Camera dei deputati. La sua biografia sul sito del Pd lo descrive così:

Docente ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino. È nato il 25 settembre 1941 a Dire Daua in Etiopia dove il padre, giornalista e comunista, dovette emigrare. La famiglia fu poi internata dagli inglesi in un campo di concentramento, dove Luciano Violante nacque e rimase sino a tutto il 1943. Laureato in giurisprudenza a Bari nel 1963, entra in magistratura nel 1966. Nel 1970 diviene libero docente di diritto penale presso l’università di Torino dove dal 1974 al 1981 è professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico. È giudice istruttore a Torino sino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavora presso l’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente della lotta contro il terrorismo. Nel 1983 vince la cattedra di istituzioni di diritto e procedura penale e si dimette dalla magistratura. È stato deputato dal 1979 al 2008, prima nelle liste del PCI, partito al quale si iscrive nello stesso anno, poi in quelle del PDS , dei Ds-l’Ulivo e dell’Ulivo. Dal 1980 al 1987 è responsabile per le politiche della giustizia del PcI, di cui diviene poi vicepresidente del gruppo parlamentare. Ha fatto parte della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, della Commissione Antimafia, del Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza, della Commissione per la riforma del codice di procedura penale, della Commissione Giustizia e della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati. È Presidente della Commissione Antimafia dal settembre 1992 al marzo 1994. Dal 1994 al 1996 è Vice Presidente della Camera dei Deputati. Il 10 maggio 1996 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati per la XIII Legislatura (il discorso di insediamento). Nella XIII Legislatura la Presidenza della Camera dei Deputati è impegnata nella trasparenza, nella modernizzazione, nell’apertura alla società e nella proiezione internazionale di Montecitorio. Nel 2006 è eletto nella circoscrizione XXV (Sicilia 2) nella lista de l’Ulivo ed è eletto presidente della Commissione Affari costituzionali.

Una delle polemiche che lo ha coinvolto riguarda le dichiarazioni a proposito di Mediaset e Berlusconi fatte alla Camera nel 2003:

Wikipedia lo sintetizza così:

Ha suscitato scalpore sul web un suo discorso alla Camera dei Deputati risalente al 2003 in cui critica l’avvilimento del parlamento dovuto all’assenza di discontinuità tra governo e gruppi parlamentari. In tale discorso Violante difende il suo partito dall’accusa di totalitarismo ricordando che i Democratici di Sinistra non impedirono l’eleggibilità di Silvio Berlusconi (nonostante il conflitto d’interesse) né attuarono leggi contro Mediaset

PdL - Convegno su legge elettorale

CHI E’ ENRICO GIOVANNINI – “Sono onorato, l’Istat è a disposizione del Paese”, dice Enrico Giovannini dopo aver saputo dell’incarico da Napolitano. La sua biografia sul sito dell’Istat recita:

Dal gennaio 2001 al luglio 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi, dove ha disegnato e realizzato una profonda riforma del sistema statistico dell’Organizzazione, istituito il Forum Mondiale sulla “Statistica, Conoscenza e Politica” e lanciato il Progetto Globale sulla “Misurazione del progresso delle società”, da cui sono scaturite numerose iniziative in tutto il mondo sul tema “Oltre il PIL”. Dal 2002 è professore di Statistica economica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Da giugno 2011 è Presidente della Conferenza degli Statistici Europei, organismo della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite. È membro del Consiglio dell’Istituto Statistico Internazionale (ISI), dell’Advisory Board per il rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, del Partnership Group del Comitato Statistico Europeo ed è Presidente del Board del Progetto internazionale della Banca Mondiale per la misura delle parità dei poteri d’acquisto. Per il suo lavoro sul tema della misurazione del benessere delle società, nel 2010 ha ricevuto dal Centro Internazionale Pio Manzù la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica ed è divenuto membro del “Club of Rome”.

ENRICO GIOVANNINI

La sua Commissione Giovannini, nata per analizzare e suggerire tagli per le retribuzioni dei parlamentari, gettò la spugna quasi un anno fa:

. Nel giorno della pubblicazione del suo rapporto, spiega che “i vincoli della legge, l’eterogeneità delle situazioni e le difficoltà nella raccolta dati non hanno consentito di produrre i risultati attesi”. “Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi, i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri Paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi”, si legge nel comunicato stampa che accompagna la pubblicazione del rapporto finale della commissione Giovannini, riferito al 2011.

CHI E’ GIOVANNI PITRUZZELLA – Giovanni Pitruzzella, avvocato e docente, è attualmente presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La sua biografia su Wikipedia recita:

Svolge la professione di avvocato cassazionista. Esperto nel diritto dei pubblici appalti, in giustizia costituzionale, nel diritto pubblico regionale e nel diritto pubblico dell’economia, ha ricoperto numerosi incarichi fra cui quello di consulente giuridico sia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (governi Ciampi e Dini) che presso la Presidenza della Regione Siciliana (governi Capodicasa, Cuffaro e Lombardo) e l’Assemblea regionale siciliana Dal 1998 al 2002 è stato presidente della “Commissione paritetica per la determinazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale siciliano”.

Una sua foto:

giovanni pitruzzella

CHI E’ SALVATORE ROSSI – Una vita in Banca D’Italia, Salvatore Rossi è attualmente componente del direttorio. La sua biografia sul sito di via Nazionale recita:

Nasce a Bari il 6 gennaio 1949. Membro del Direttorio e Vice Direttore Generale della Banca d’Italia dal 17 gennaio 2012. Membro del Direttorio integrato dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) dal 1° gennaio 2013. Nel 2011 è stato Segretario Generale della Banca d’Italia e Consigliere del Direttorio per i problemi della politica economica. Dal 2007 al 2011 è stato Direttore Centrale per la Ricerca economica e le Relazioni internazionali. Tra il 1997 e il 2007 è stato prima Vice Capo e poi (dal 2000) Capo del Servizio Studi della Banca d’Italia. In quella veste ha rappresentato la Banca in numerosi comitati e gruppi di lavoro presso istituzioni pubbliche e private e i principali organismi internazionali. Ha tenuto corsi e seminari in varie sedi universitarie, in particolare presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e l’Università di Bari “Aldo Moro”.

salvatore rossi

CHI E’ GIANCARLO GIORGETTI - Giancarlo Giorgetti è l’attuale capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati. E commercialista e laureato in economia e commercio. L’elenco dei suoi incarichi passati:

dal 13/06/2004 al 06/06/2009 Consigliere Consiglio Comunale Cazzago Brabbia (Lista elettorale: LEGA NORD-ALTRE) dal 28/04/2006 al 28/04/2008 Deputato(Gruppo: Lega) dal 30/05/2001 al 27/04/2006 Deputato dal 14/06/1999 al 14/06/2004 Sindaco Giunta Comunale Cazzago Brabbia (Partito: Lega) dal 09/05/1996 al 29/05/2001 Deputato dal 24/04/1995 al 14/06/1999 Sindaco Giunta Comunale Cazzago Brabbia (Partito: Lega) dal 19/05/1990 al 24/04/1995 Consigliere Consiglio Comunale Cazzago Brabbia (Lista elettorale: Lega) dal 19/05/1990 al 30/12/1992 Assessore Giunta Comunale Cazzago Brabbia (Partito: Lega)

Camera - federalismo fiscale municipale

CHI E’ FILIPPO BUBBICO - Senatore Pd eletto in Basilicata, Filippo Bubbico è stato presidente della Regione dal 2000 al 2005, a capo di una coalizione di centrosinistra. Eletto per la prima volta a Palazzo Madama nel 2006, è stato sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico nel governo Prodi II.

filippo bubbico

CHI E’ ENZO MOAVERO MILANESI - Enzo Moavero Milanesi è l’unico ministro dell’attuale governo ad essersi candidato con Mario Monti in Scelta Civica, ma non è stato eletto. E’ stato definito dal Sole 24 Ore il Gianni Letta di Monti:

Avvocato, 57 anni, sposato e padre di tre figli, per Moavero il richiamo dell’estero è scattato all’inizio della sua carriera: come Monti, che andò a Yale, dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977, e un tirocinio in uno studio legale di diritto internazionale, Moavero nel 1982 decise di specializzarsi al College de France di Bruges, dove ottenne il diploma di diritto comunitario. Un anno dopo, ecco un altro titolo di specializzazione in diritto internazionale presso la University of Texas, a Dallas.

Camera - informativa del Governo sul Consiglio Europeo

CONGELARE IL CAMBIAMENTO: L’ULTIMO DIKTAT DI NAPOLITANO

31 marzo 2013 ore 19:21 segnala

«Se Grillo avesse chiesto a Bersani le chiavi di casa e della macchina, quello gliele avrebbe consegnate senza fiatare e con tante scuse per il ritardo». Marco Travaglio rimprovera ai grillini di voler «perdere un treno che potrebbe non ripassare più», avendo rinunciato a proporre «una rosa di personalità che potessero incarnare, per la loro storia e le loro idee, alcuni dei punti chiave del movimento. Sarebbe stato lo scacco matto al re». Immediata la contromossa del “sovrano”, Giorgio Napolitano: la strana nomina di due commissioni, costituite da “personalità diverse”, per uscire dello stallo dei veti incrociati. «Una decisione che lascia sbigottiti per l’improntitudine costituzionale e politica che la informa», protesta Paolo Flores d’Arcais: «E’ difficile dire se i nomi proposti da Napolitano per le due “commissioni” costituiscano una indecenza o una esplicita provocazione contro milioni di cittadini che chiedono che si volti pagina».

Si tratta infatti di “commissioni” «per l’inciucio più spudorato, non per la soluzione dei problemi del paese», scrive Flores d’Aircais su “Micromega”. NapolitanoLa commissione “istituzionale” vede il senatore Mario Mauro (cioè Monti), il senatore Gaetano Quagliariello (cioè Berlusconi) e il professor Luciano Violante, che «rappresenta solo l’ala più becera del Pd». Secondo Napolitano il M5S non fa parte del Parlamento? «Una epurazione del genere è al limite del golpismo». Quanto all’unico “intellettuale” o “tecnico”, l’ultima esternazione del professor Onida, su “Radio Popolare”, sostiene l’eleggibilità di Berlusconi. Quanto alla commissione “economico-sociale” «stendiamo un velo pietosissimo, visto che rappresenta un insulto bruciante ai milioni di nuovi poveri, di disoccupati, di precari, di pensionati». Avesse davvero avuto come bussola il bene comune, Napolitano «non avrebbe potuto esimersi di nominare un grande sociologo come Gallino, e qui invece siamo al punto establishment nel senso più “di classe” del termine».

Sia chiaro, Grillo e Casaleggio «hanno fatto malissimo a non proporre loro un nome per la presidenza del Consiglio», ma è ormai lapalissiano che Napolitano «vuole semplicemente salvare Berlusconi». Il direttore di “Micromega” si augura che «una grande ventata di democratica indignazione sia già cominciata a soffiare tra i cittadini italiani che hanno ancora a cuore la Costituzione e i suoi valori di giustizia e libertà», mentre Travaglio, sul “Fatto Quotidiano”, rimprovera i grillini: «Ora l’unica alternativa alle urne, che tutti invocano ma tutti temono, sarà un inciucissimo con B., più o meno mascherato. Che magari era nella testa di Travaglio e Flores d'ArcaisNapolitano e dei partiti fin dal primo giorno. Ma che ora ricadrà sulla testa dei 5 Stelle. E naturalmente degli italiani. Bel risultato, complimenti a tutti».

Dopo aver “costretto alla resa” il Pd e demolito tabù storici come i rimborsi elettorali e il “dogma” del Tav Torino-Lione, il “Movimento 5 Stelle” era divenuto il “dominus” della politica italiana: «Sarebbe bastato che i capigruppo fossero saliti al Quirinale con una proposta chiara e netta: un paio di nomi autorevoli per un governo politico guidato e composto da personalità estranee ai partiti (parrà strano, ma ne esistono parecchie, anche fuori dalla Bocconi, dalle gran logge, dai caveau delle banche e dalle sagrestie vaticane)». E dato che Bersani, «anche in versione findus», era rimasto fermo all’asse con M5S, secondo la volontà dei due terzi degli elettori, i “grilli” avrebbero dovuto sfidarlo ad appoggiare quel tipo governo. «E’ vero, come sospettavano i complottisti (che spesso ci azzeccano) che Napolitano e parte del Pd sono già d’accordo col Pdl per l’inciucio: ma, a maggior ragione, la proposta di un governo Settis o Zagrebelsky li avrebbe messi tutti con le spalle al muro». Sarebbe stata una mossa «a rischio zero e a vantaggio mille (per loro e per il Paese)».

Per Travaglio, «ha prevalso l’inesperienza, o la supponenza, o la paura di essere incastrati in giochi più grandi e inafferrabili». Paura infondata, secondo il giornalista del “Fatto”, visto che i partiti «sono alla canna del gas e non sono più in grado di incastrare nessuno, se non se stessi». Se Grillo punta dunque a nuove elezioni ravvicinate, sperando che i tanti grillini favorevoli a un “governo d’eccellenza” superino la delusione per la bocciatura del tentativo di Bersani, al centro del ring torna ancora una volta Napolitano, l’uomo che a fine 2011 disarcionò Berlusconi e congelò l’Italia con l’operazione-Monti, infliggendo al paese la drammatica “punizione” dell’austerity. Anche negli ultimi giorni del suo mandato, l’uomo che CossigaKissinger definì «il mio ex comunista preferito» manovra, ai limiti del regolamento, per condizionare il futuro della democrazia italiana.

L’ultima mossa di Napolitano, l’anomala costituzione di “commissioni” formate da “personalità diverse per la loro connotazione” lascia corposi margini di ambiguità, rilevava “Micromega” ancor prima di prendere nota delle “personalità” indicate dal Quirinale, denunciando il rischio di «un escamotage di establishment perché nella sostanza nulla muti», alla faccia della «impetuosa volontà di rinnovamento espressa dalle urne». Poteva venire una soluzione diversa, dall’uomo che impose il commissariamento dei poteri forti con l’alibi dello spread pilotato dall’élite finanziaria che ha per obiettivo il declassamento dell’Italia e la cancellazione di decenni di conquiste sociali? «Avevo sostenuto che Napolitano stava disputando a Cossiga il titolo di peggior presidente della Repubblica – conclude Flores d’Arcais – ma è ormai palese che lo ha definitivamente superato».
http://www.libreidee.org/2013/03/congelare-il-cambiamento-lultimo-diktat-di-napolitano/

AUTOSCACCO A 5 STELLE

31 marzo 2013 ore 10:01 segnala

Fino a ieri mattina, checché se ne dicesse, il movimento 5 Stelle non aveva sbagliato una mossa. A parte le trascurabili defezioni sulla presidenza del Senato, aveva mantenuto compatti i suoi variopinti ed eterogenei gruppi parlamentari, sfuggendo a tutte le trappole che i partiti e i giornalisti al seguito avevano seminato sul suo cammino. Aveva messo all’angolo il Pdl con l’annuncio del sì all’ineleggibilità e a un’eventuale richiesta d’arresto di B. (spingendo il Pd ad allinearsi). Aveva costretto il Pd a rottamare i candidati di partito per le due Camere e a inventarsi in fretta e furia i nuovi arrivati Boldrini e Grasso, a loro volta obbligati a esordire col taglio degli emolumenti che, per quanto modesto, avrebbe innescato l’effetto valanga. Infine aveva cucinato a fuoco lento Bersani, fino alla figuraccia in diretta streaming e alla resa sul Colle camuffata da congelamento.
Intanto i dogmi pidini dei rimborsi elettorali e del Tav Torino-Lione venivano rimessi in discussione. Insomma, pur avendo vinto solo moralmente le elezioni, 5Stelle era diventato in pochi giorni il dominus della politica italiana. Se Grillo avesse chiesto a Bersani le chiavi di casa e della macchina, quello gliele avrebbe consegnate senza fiatare e con tante scuse per il ritardo. Insomma, da oggi un movimento nato appena tre anni fa avrebbe avuto l’ultima parola sul nuovo governo e sul nuovo presidente della Repubblica. Con notevoli benefici per gli italiani, visto che alcuni punti del programma pentastelluto, al netto delle follie e delle utopie, sono buoni e giusti e realizzabili in poco tempo. E visto che B. sarebbe rimasto irrimediabilmente all’angolo.
Sarebbe bastato che ieri i capigruppo fossero saliti al Quirinale con una proposta chiara e netta: un paio di nomi autorevoli per un governo politico guidato e composto da personalità estranee ai partiti (parrà strano, ma ne esistono parecchie, anche fuori dalla Bocconi, dalle gran logge, dai caveau delle banche e dalle sagrestie vaticane). Siccome Bersani, anche in versione findus, era rimasto fermo all’asse con M5S, secondo la volontà dei due terzi degli elettori, i grilli avrebbero dovuto sfidarlo ad appoggiare quel tipo governo. Che naturalmente non può essere né a guida Bersani, né tantomeno a guida M5S. Di qui la necessità di una rosa di personalità che potessero incarnare, per la loro storia e le loro idee, alcuni dei punti chiave del movimento. Sarebbe stato lo scacco matto al re. Invece lo scacco i grilli se lo son dato da soli. Col rischio di perdere un treno che potrebbe non ripassare più; di accreditare le peggiori leggende nere sul loro conto; e di gettare le basi per drammatiche spaccature.
Ieri infatti al Colle non hanno fatto nomi, ma solo allusioni, anche perché Napolitano non vuole sentir parlare di nomi extra-parti. Poi hanno chiesto ciò che non potevano avere: l’incarico. Ha prevalso l’inesperienza, o la supponenza, o la paura di essere incastrati in giochi più grandi e inafferrabili. Paura infondata, visto che i partiti sono alla canna del gas e non sono più in grado di incastrare nessuno, se non se stessi. E in ogni caso la mossa era a rischio zero e a vantaggio mille (per loro e per il Paese). É vero, come sospettavano i complottisti (che spesso ci azzeccano) che Napolitano e parte del Pd sono già d’accordo col Pdl per l’inciucio: ma, a maggior ragione, la proposta di un governo Settis o Zagrebelsky li avrebbe messi tutti con le spalle al muro. E li avrebbe costretti alla ritirata, non foss’altro che per non assumersi la responsabilità di aver bocciato il miglior governo degli ultimi 15 anni (almeno sulla carta). Ora invece l’unica alternativa alle urne, che tutti invocano ma tutti temono, sarà un inciucissimo con B., più o meno mascherato. Che magari era nella testa di Napolitano e dei partiti fin dal primo giorno. Ma che ora ricadrà sulla testa dei 5 Stelle. E naturalmente degli italiani. Bel risultato, complimenti a tutti.
http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2013/3/30/32299-autoscacco-a-5-stelle/
ba835850-ebcd-4e04-a9a8-dbd1e5d960d1
« immagine » Fino a ieri mattina, checché se ne dicesse, il movimento 5 Stelle non aveva sbagliato una mossa. A parte le trascurabili defezioni sulla presidenza del Senato, aveva mantenuto compatti i suoi variopinti ed eterogenei gruppi parlamentari, sfuggendo a tutte le trappole che i partiti e i...
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31/03/2013 10:01:05
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