MOLLARE LA PRESA

01 settembre 2014 ore 17:51 segnala
Mollare la presa significa smettere di aggrapparsi a una paura,
una credenza, un ragionamento, una persona o un risultato come
se da quello dovesse dipendere la nostra esistenza.
Quante guerre sono scoppiate per difendere idee o credenze
che sono state definite ideologie?
In nome delle ideologie non abbiamo esitato di mandare a morte
chiunque non fosse d'accordo con esse...
Oggi nulla è cambiato e la preistoria sarà sempre presente fino
a quando ci rifiuteremo di mollare la presa sulle nostre idee e
sulle nostre credenze...finchè saremo inconsapevoli del fatto
che dietro queste idee, credenze..altro non c'è che l'ego.
L'ego teme di perdere la vita se gli si toglie qualcosa a cui è attaccato.
Molliamo la presa con la certezza che l'unica perdita che subiremo
sarà quella dell'illusione di cui l'ego si nutre.
Mollare la presa significa avere fiducia in noi stessi senza
doverci sfinire ad aver ragione ad ogni costo.
Anche con le persone che amiamo...bisogna smettere di cercare di
venir creduti o compresi...smettiamo di pretendere da noi e dagli
altri un risultato.
Ciò vuol dire essere senza aspettative, insomma, accettare il cambiamento
ed aver fiducia nel fatto che quando lasciamo andare una persona,
un atteggiamento o una qualche altra forma di attaccamento, nulla di
essenziale ci verrà tolto.
Temiamo di perdere, di non aver ragione, di non riuscire, di non
essere compresi né stimati per il nostro giusto valore..vivendo così
continuamente nella paura di un ipotetico futuro che è immaginario,
non è dotato di nessuna consistenza reale.
Molliamo la presa ed...accettiamo il cambiamento!
(estrapolato da messaggi ricevuti da A. Givaudan)

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Mollare la presa significa smettere di aggrapparsi a una paura, una credenza, un ragionamento, una persona o un risultato come se da quello dovesse dipendere la nostra esistenza. Quante guerre sono scoppiate per difendere idee o credenze che sono state definite ideologie? In nome delle ideologie...
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L'ACCETTAZIONE

21 agosto 2014 ore 16:15 segnala
Da non confondere con la rassegnazione...
La rassegnazione è piegare il capo ad un destino impostoci da altri,
dall'esterno...
Crediamo di non poter fare altro che sottometterci al volere altrui..
ad una intera società..sentendoci prigionieri, invischiati in una
palude dalla quale non riusciamo ad uscire.
Non abbiamo potere di scelta, di azione su persone o cose e ci rassegniamo
a subire costrizioni che possono portarci ad ammalarci o addirittura
...alla morte.
Qualche volta ci ribelliamo lasciandoci trasportare dalla rabbia ma, alla
fine, sfiniti, dobbiamo arrenderci...sprofondando in una depressione
ed una rabbia interiore che ci distruggono pian piano.
Spesso ci rendiamo conto troppo tardi, quando ormai non possiamo cambiare
più nulla, che il fatto di restare intrappolati nella gabbia dipendeva..
soltanto da noi.
L'accettazione che conduce al cambiamento trova ostacolo nelle nostre paure.
Paura di non essere all'altezza, paura di perdere, paura di non essere amati,
accettati..paura della malattia, della morte, della solitudine, del vuoto....
Le nostre paure sono tante e ci succhiano l'energia, debilitandoci...
ed impedendoci di ricevere quella grande energia che è l'amore.
L'accettazione è l'inizio del cambiamento, accettando diventiamo creatori
della nostra esistenza.
(SW)
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Da non confondere con la rassegnazione... La rassegnazione è piegare il capo ad un destino impostoci da altri, dall'esterno... Crediamo di non poter fare altro che sottometterci al volere altrui.. ad una intera società..sentendoci prigionieri, invischiati in una palude dalla quale non riusciamo...
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IL SOGNO

07 agosto 2014 ore 11:54 segnala
Dolce tornare alla propria patria.
Di notte, quando il corpo fisico "dorme", necessita assolutamente di riposo
per ricaricarsi.
È possibile lasciarlo per ritornare alla "patria".
Ritorno nebuloso, ritorno non accettato perché imprigionato in quella parola:
sogno.
In quella realtà, agite, incontrate persone sconosciute e non, tutto per breve tempo perché il corpo ha le sue esigenze ed è giusto così.
Quando vi risvegliate, spesso non ricordate la vostra passeggiata....
ed è meglio così.
(Gabry, messaggio del 20/6/2013)

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Dolce tornare alla propria patria. Di notte, quando il corpo fisico "dorme", necessita assolutamente di riposo per ricaricarsi. È possibile lasciarlo per ritornare alla "patria". Ritorno nebuloso, ritorno non accettato perché imprigionato in quella parola: sogno. In quella realtà, agite,...
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IL BENE ED IL MALE

02 agosto 2014 ore 16:07 segnala
Il bene ed il male sono così intimamente aggrovigliati in ogni uomo,
che le forze oscure riescono spesso ad approfittare della sua
buona volontà.
(SW)

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Il bene ed il male sono così intimamente aggrovigliati in ogni uomo, che le forze oscure riescono spesso ad approfittare della sua buona volontà. (SW) « immagine »
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SPESSO VIVIAMO COME ASINI

24 luglio 2014 ore 11:01 segnala
Spesso voi vivete come asini.
Vi sentite brutti come l’asino a discapito del cavallo,
ma figli cari, se valutate bene i pregi dell’asino,
capirete che sono superiori a quelli del cavallo.
Come dire: non sentitevi inferiori ma fate sfoggio dei talenti.
Ognuno di voi, ha talenti da valutare, esplorare, distribuire.
Fate presto o sprecherete il vivere che dovete percorrere.
(messaggio giunto a Raffaella il 15/06/2013)



Sprechiamo la nostra vita a guardare gli altri, a lamentarci di
quello che non possediamo, soprattutto materialmente...ed ignoriamo
le nostre qualità..i nostri "talenti" che ci sono stati donati
per vivere appieno la nostra vita, mettendoli a disposizione
degli altri.
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Spesso voi vivete come asini. Vi sentite brutti come l’asino a discapito del cavallo, ma figli cari, se valutate bene i pregi dell’asino, capirete che sono superiori a quelli del cavallo. Come dire: non sentitevi inferiori ma fate sfoggio dei talenti. Ognuno di voi, ha talenti da valutare,...
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LUNGO IL CAMMINO

19 luglio 2014 ore 10:20 segnala
Lungo il cammino chi arriverà più lontano?
Quello che a piedi nudi incontrando pietre,
ferendosi ma non fermandosi
o chi con belle scarpe di pelle, comode,
intraprende il suo viaggio soffermandosi spesso
per dormire e mangiare, cercando tutte le comodità possibili
affinché il suo viaggio sia privo di asperità?
Chi avrà imparato a sconfiggere la paura a rinforzare
la sua speranza a ritemprare la sua fiducia in un arrivo tormentato?
Ognuno ha sua visione del cammino e ognuno otterrà all'arrivo,
quella consapevolezza che lo aiuterà a capire
che ben vengano le difficoltà, perché tramite esse,
la sua realtà prenderà coscienza del tratto fatto,
dei dolori vissuti, delle gioie che gli hanno portato
al momento dell’ arrivo.
(Gabry, messaggio del 16/11/2013)

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Lungo il cammino chi arriverà più lontano? Quello che a piedi nudi incontrando pietre, ferendosi ma non fermandosi o chi con belle scarpe di pelle, comode, intraprende il suo viaggio soffermandosi spesso per dormire e mangiare, cercando tutte le comodità possibili affinché il suo viaggio sia...
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IL PIU' GRANDE DONO

14 luglio 2014 ore 12:41 segnala


Oh, Altissimo Signore,
poiché tutto, per una sublime legge di armonia,
è attratto e si avvia verso l'ambiente adatto a lui,
fa' che la nostra paura o la nostra ribellione
non si oppongano al compimento di questo divino principio.
Fa' che mai ci sentiamo soli ove dovremo andare,
ma che ognuno Ti senta vicino a sé poiché Tu sei ovunque;
fa' che la tua volontà sia la nostra, che ogni nostro simile
non sia un estraneo per noi, ma un fratello.
Aiutaci ad amarlo come Tu l'ami.
Se alcuno di noi sarà provato, fa', oh Altissimo,
che egli abbracci il dolore comprendendone l'intimo significato,
acciocché il suo cuore non si inaridisca.
Fa' che nessuna cosa di questo mondo di illusioni ci leghi a sé;
che quella sicurezza, spesso cercata nelle creature e nelle cose,
sia trovata nell'intimo nostro, poiché solo quella è reale e duratura;
e quando amareggiati dalla delusione chiniamo la testa, fa',
oh Signore,che la vita ci apparisca quello che realmente è:
il Tuo più grande dono!
(Dal libro "Dai mondi invisibili")

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« immagine » Oh, Altissimo Signore, poiché tutto, per una sublime legge di armonia, è attratto e si avvia verso l'ambiente adatto a lui, fa' che la nostra paura o la nostra ribellione non si oppongano al compimento di questo divino principio. Fa' che mai ci sentiamo soli ove dovremo andare, ma ...
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ABBANDONATI DA DIO

10 luglio 2014 ore 11:37 segnala
Un prete sta annegando in un fiume.
Per caso, passa una barca che gli lancia una corda «Si aggrappi, padre» gli grida il marinaio.
Il prete risponde: «La ringrazio figliuolo, ma confido che Dio mi salverà».
Il prete sta ancora cercando di reggersi a galla quando passa una macchina ed il conducente, si ferma e gli lancia un salvagente: «Si aggrappi, padre» gli grida.
Il prete risponde: «La ringrazio figliuolo, ma confido che Dio mi salverà».
Il prete comincia a bere e ad immergersi sempre più nell’acqua fin quando non arriva un elicottero che gli lancia una corda: «Presto, si aggrappi padre!»
Il prete risponde, sempre lottando per restare a galla «La ringrazio (glu…glu…) figliuolo, ma confido (glu…glu…) che Dio mi salverà».

Infine, il prete annega…
....
Arrivato in paradiso, il prete incontra Dio, e gli dice: «Spiegami Dio, perché mi hai abbandonato?»
«Come sarebbe» gli risponde Dio: «Ti ho mandato una barca, una macchina ed un elicottero!».



Ho riportato questa storiella, che sembra una barzelletta, anche se
probabilmente molti di voi l'avranno già letta od ascoltata, per
far riflettere sulle nostre richieste di aiuto al Signore,
che crediamo non ascoltate...
e ci sentiamo abbandonati da Lui nel momento di maggior bisogno.
Dio ci ascolta sempre...e sempre invia il suo aiuto quando lo imploriamo con
Fede..
Purtroppo, sovente, non riconosciamo il suo aiuto e talvolta lo rifiutiamo
perché ci aspettiamo da Lui un prodigio che ci liberi dagli affanni, la malattia,
dal dolore...
Mentre Dio ci manda l'aiuto necessario, in quel momento, per poter affrontare
la dura prova che dobbiamo sostenere per la nostra crescita spirituale.
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Un prete sta annegando in un fiume. Per caso, passa una barca che gli lancia una corda «Si aggrappi, padre» gli grida il marinaio. Il prete risponde: «La ringrazio figliuolo, ma confido che Dio mi salverà». Il prete sta ancora cercando di reggersi a galla quando passa una macchina ed il...
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IMMORTALITA'

07 luglio 2014 ore 18:07 segnala
Il desiderio di immortalità che abita gli esseri umani
non è una chimera, ha un fondamento reale..
ma poiché gli umani ignorano che cosa in loro è immortale,
la maggior parte di essi si aggrappa più che può alla vita fisica.
Ma l'immortalità non è data al corpo fisico,
ed essi si sentiranno immortali solo il giorno
in cui avranno imparato a impregnare con la vita dello spirito
i propri pensieri, i propri sentimenti e le proprie azioni....

Coloro che vivono la vita dello spirito,
coloro che hanno veramente compreso cos'è la vita dello spirito,
non hanno paura della morte.
Sono coscienti che le ricchezze che hanno accumulato nel proprio cuore
e nella propria anima non li abbandoneranno mai, anzi,
sanno che le troveranno amplificate nell'aldilà, perché è nell'aldilà
che tutti abbiamo la nostra origine
(estrapolato da un pensiero di O.M.Aïvanhov)



La morte è un cambiamento di stato che ci permette di conoscere regioni
alle quali non possiamo avere accesso finché siamo imprigionati
nel nostro corpo fisico.
Vivere sulla terra e vivere nell'altro mondo sono entrambe
esperienze necessarie alla nostra evoluzione:
per questo veniamo, poi ripartiamo... e poi di nuovo torniamo...
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Il desiderio di immortalità che abita gli esseri umani non è una chimera, ha un fondamento reale.. ma poiché gli umani ignorano che cosa in loro è immortale, la maggior parte di essi si aggrappa più che può alla vita fisica. Ma l'immortalità non è data al corpo fisico, ed essi si sentiranno...
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CERCHIO COMPLETO

02 luglio 2014 ore 11:26 segnala
Il cerchio completo è sinonimo di un ciclo chiuso,
chiuso quando le 'VITE-ESPERIENZE' si sono concluse.
Nel tempo umano si quantificano in centinaia di anni in sofferenze,
gioie, delusioni.
È un esame completo a cui si arriva e la laurea meritata viene elargita.
Non pensate però che tutto abbia termine.
Il movimento deve essere produttivo ed allora si apriranno
nuovi orizzonti e un nuovo ciclo avrà inizio.
Per ognuno diverso, inerente alla consapevolezza raggiunta.
Dove? Si saprà al momento .. e dove vi porterà? A nuove vite,
ad un nuovo cammino con esperienze da espletare diverse da quelle fatte.
È armonia di perenne movimento in una escalation sempre più complessa
ma adatta a chi la percorre.
(messaggio giunto a Gabry il 23/11/2013)

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Il cerchio completo è sinonimo di un ciclo chiuso, chiuso quando le 'VITE-ESPERIENZE' si sono concluse. Nel tempo umano si quantificano in centinaia di anni in sofferenze, gioie, delusioni. È un esame completo a cui si arriva e la laurea meritata viene elargita. Non pensate però che tutto abbia...
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