Empatia... No grazie.

31 luglio 2020 ore 18:45 segnala







Tutti ne parlano, la cercano, la bramano, se ne vantano, di cosa sto parlando? Di quella "cosa" che si chiama Empatia.
Non ho idea di cosa sia, non credo di averla e non credo di averla mai trovata in qualcuno, ma non è poi così male, credo.
Si legge che chi ce l'ha riesce ad entrare in contatto mentalmente con chi ha davanti, se hai empatia hai quel qualcosa di più che ti rende speciale.
L'empatia è quella parte emotiva che ti aiuta a comprendere lo stato d'animo di un'altra persona, ma è davvero una cosa bella sentire cosa prova l'altro?
Non saprei e sinceramente non lo voglio sapere, non credo di essere così speciale per essere empatica.


Post quasi al limite della polemica... Sarà il caldo...
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« immagine » Tutti ne parlano, la cercano, la bramano, se ne vantano, di cosa sto parlando? Di quella "cosa" che si chiama Empatia. Non ho idea di cosa sia, non credo di averla e non credo di averla mai trovata in qualcuno, ma non è poi così male, credo. Si legge che chi ce l'ha riesce ad en...
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I suoni che avvolgono

27 luglio 2020 ore 17:12 segnala








Ogni suono è percepito diversamente da ognuno di noi.
Quello che per qualcuno è melodia per altri è stridente, quello che per alcuni è compagnia per altri è fastidio.
Le persone ascoltano canzoni che ad altri non piacciono e viceversa.
Poi ci sono le voci...


Stella rispose al telefono con un po' di curiosità, chi poteva essere che non aspettava?
Un suono, una voce, all'improvviso il sorriso di Stella sembrava quello di una bimba che guardava il suo dolce preferito.
La conversazione semplice ed educata, lei cercava di nascondere il suo imbarazzo: "sembro sciocca ed impacciata" pensò, ma non le dispiaceva.
Stella si era persa tra le parole ed i sorrisi, tra il buongiorno e le battute, tra quello che credeva e quello che realmente era.
Non era per disattenzione, era solo un essere avvolta da quel suono che sembrava melodia e quelle parole dette e non dette, non erano importanti in quel momento.
Stella durante il giorno pensò che forse non sentirà più quel suono, ma non smetterà di sentire quel tremore e, quando succederà, un sorriso dolce farà capolino sul suo viso.
Ora semplicemente si chiede:
"Chissà se le persone conoscono la bellezza della loro voce."
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« immagine » Ogni suono è percepito diversamente da ognuno di noi. Quello che per qualcuno è melodia per altri è stridente, quello che per alcuni è compagnia per altri è fastidio. Le persone ascoltano canzoni che ad altri non piacciono e viceversa. Poi ci sono le voci... Stella rispose al...
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Non cammini solo...

25 luglio 2020 ore 14:02 segnala







L' uomo era sempre sorridente, giusto e pronto ad aiutare tutti, non per vanità o per mettersi in mostra, ma semplicemente perchè la sua indole lo spingeva a farlo. Stava bene aiutando gli altri.
Forse nella sua vita erano passate molte tempeste e cercava in qualche modo di non far sentire gli altri come si era sentito lui.
L'esserino, piccolo ed insignificante, lo seguiva in ogni modo, senza mai farsi notare, senza far rumore così che l'uomo non si accorgesse di lui.
Non aveva paura dell'uomo , ma da quando si era incuriosito del suo comportamento si rendeva conto che stava bene nei suoi dintorni.
Un giorno notò un cambiamento nei modi e nelle parole dell'uomo. Era sempre gentile, cortese e pronto ad aiutare, ma qualcosa aleggiava su di lui, sembrava "stanchezza".
L'esserino decise di farsi più ardito ed ogni qualvolta l'uomo si fermava lui si avvicinava di più, sempre di più, tanto da scorgere, tra le pieghe del vestito, una luce provenire dal suo petto.
Guardando più attentamente si accorse di una ferita senza sangue, ma solo di luce immensa, era come se non fosse il corpo ad essere leso, ma la sua anima.
L'esserino piccolo ed insignificante a quel punto prese coraggio e parlò all'uomo:
"Uomo stai soffrendo e non vuoi farlo notare a nessuno, troppi hanno il tuo sostegno, tanti si sentono confortati e rassicurati da te, ma nessuno nota la tua anima stanca e ferita. Fermati un attimo, ascolta la voce di un esserino piccolo e forse il sorriso che ne scaturirà sarà un sollievo per il tuo dolore. Tu porti questo fardello con orgoglio perchè non sei abituato a chiedere, ma c'è chi sta soffrendo vedendoti così, io. Ricordati uomo non cammini solo."
L'uomo non si accorse di nulla, aveva sentito solo un alito di vento accarezzargli il volto, era stato piacevole e socchiudendo gli occhi sorrise e continuò a camminare.
L'esserino decise di non lasciarlo, prima o poi l'avrebbe ascoltato e si rimise a camminare nella sua stessa direzione, senza farsi notare.
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« immagine » L' uomo era sempre sorridente, giusto e pronto ad aiutare tutti, non per vanità o per mettersi in mostra, ma semplicemente perchè la sua indole lo spingeva a farlo. Stava bene aiutando gli altri. Forse nella sua vita erano passate molte tempeste e cercava in qualche modo di non ...
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Un pensiero per un luogo

23 luglio 2020 ore 10:59 segnala







C'è un luogo che non avrei mai pensato di vedere.
C'è un luogo dove non avrei mai pensato di rimanere.
C'è un luogo dove mai avrei creduto di lasciarci un pezzo di cuore.
Eppure c'è.

In questo luogo ho pensato e ritrovato un po' di serenità, ho conosciuto persone più o meno belle, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa.
Dopo un anno ancora lo ricordo, qualche volta con nostalgia per alcuni aspetti e qualche volta con il sorriso perchè l ho lasciato velocemente con quel pensiero di "torno a casa".
Quando penso a questo luogo il pensiero corre a quella "non" presenza che mi ha tenuto compagnia fino a quando non ne ho più avuto bisogno, a quel mare, al fiume dove mi soffermavo ogni giorno, al ponte ed alla sensazione di essere aliena in un mondo diverso dal mio.

Ma sono certa che la mia anima volteggerà per molto tempo fra quelle strade strette e magari starà lì ad aspettare un mio ritorno... Chissà...
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« immagine » C'è un luogo che non avrei mai pensato di vedere. C'è un luogo dove non avrei mai pensato di rimanere. C'è un luogo dove mai avrei creduto di lasciarci un pezzo di cuore. Eppure c'è. In questo luogo ho pensato e ritrovato un po' di serenità, ho conosciuto persone più o meno bel...
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Un viaggio su Marte

19 luglio 2020 ore 14:49 segnala







Stella era in fila, si guardava intorno un po' impaurita, un po' incuriosita, un po' persa nei suoi pensieri che la portavano a non notare le persone accanto a lei.
Un tocco lieve alla mano e si accorge di Mau.
Stella e Mau erano amici da poco tempo, ma erano andati subito d'accordo, lui più canzonatorio, lei più posata, ma divertente (come diceva sempre Mau). Forse si compensavano o forse semplicemente si rispettavano ed essere amici piaceva ad entrambi.
Stella sorrise pensando al motivo della loro presenza lì ad aspettare il turno per entrare nella navicella con unico sbarco: Marte.
Era iniziato tutto per scherzo, una chiacchierata davanti ad un caffè, la domanda di Mau:
"Qual'è l'uomo giusto per te?".
Stella rise.
"Sicuramente non esiste su questa terra, forse sarà su Marte"
Mau pensieroso propose di andarci, insieme, la sua idea era trovare l'uomo giusto per lei e magari la donna giusta per lui. Chissà...
Ecco perchè della loro presenza in quella navicella, uno accanto all'altro, a scherzare come buoni amici, sapendo che il viaggio sarebbe stato lungo.
Dialogare senza mai rimanere senza argomenti era la loro qualità, passavano da discorsi seri a quelli frivoli, sfiorando quasi il gossip, ma quella vicinanza forzata dei sedili e tutte quelle ore insieme li avevano spinti a scoprirsi più intimamente.
Le sofferenze passate, le delusioni, le persone perse o trovate durante la loro vita, i sogni nel cassetto e tanto altro.
Stella e Mau si stavano aprendo come non era mai successo e, ad entrambi, la cosa piaceva.
Durante il viaggio le loro spalle erano state il sostegno del sonno reciproco e, nonostante la scomodità, Stella si trovava a sorridere quando apriva gli occhi e scopriva le smorfie strane del suo compagno d'avventura.
Le ore erano state tante, ma finalmente Marte era pronto ad accoglierli, forse erano pronte anche le persone giuste per loro.
Mentre scendevano dalla scaletta Mau prese per mano Stella e lei ne fu così contenta da stringerla forte, molto più di quello che può fare un'amica.
Stella e Mau si guardarono negli occhi, non era uno sguardo come quelli di sempre, era uno sguardo complice, dolce, di chi ha capito di essere arrivati nel posto giusto.
No, su Marte non avevano trovato la persona ideale per loro, ma era stato il viaggio a farli incontrare.
A volte le persone giuste le abbiamo accanto e nemmeno ce ne rendiamo conto.



Stella spense la sveglia, era ora di alzarsi, aprendo gli occhi e guardandosi intorno ci mise qualche minuto per capire che era stato tutto un sogno.
Prese il telefono e fece quel numero che ormai conosceva a memoria:

"Ehi buongiorno Mau, ti andrebbe di prendere un caffè? Voglio raccontarti un sogno"
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« immagine » Stella era in fila, si guardava intorno un po' impaurita, un po' incuriosita, un po' persa nei suoi pensieri che la portavano a non notare le persone accanto a lei. Un tocco lieve alla mano e si accorge di Mau. Stella e Mau erano amici da poco tempo, ma erano andati subito d'acc...
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Lettera ad un amico.

29 giugno 2020 ore 00:17 segnala






Ciao Amico mio,
stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare.
Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti.
Ricordi?
Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia risposta ironica e il passaggio a commentare tutti i post saltellando in qua e in là.
Giorni a scriverci ed il tuo saluto con il numero di telefono.
E' stato bello sentirsi, scoprire le voci, il suono di quella risata vista solo scritta e così è nata la nostra amicizia.
Tutti i giorni, più volte al giorno a sentirci per confidarci, ridere, prenderci in giro e darci consigli.
Tutti i giorni fino a quel momento che mi hai confidato quel problema, grave e senza soluzione che mi avrebbe portata a perderti. All'inizio un dolore poi non ne avevamo più parlato.
I mesi passavano e tu eri sempre presente, c eri ogni volta avevo bisogno di te e c ero ogni volta tu ne avevi di me.
Uno, due, cinque, otto mesi tanti da farmi dimenticare quel discorso, ma un giorno non mi hai chiamata, nemmeno il giorno dopo...
Era arrivato il momento di dirti addio, ma non sono mai riuscita a farlo e di questo ne sento ancora il bisogno, anche se tu lo sentirai lo stesso.
Dopo tutto voglio ringraziarti per quello che mi hai lasciato, per quello che mi hai insegnato e per quelle bellissime risate infantili che duravano tutta la giornata.
Mi ripetevi spesso che ero la tua isola senza pensieri, che tutto quello che ti stava accadendo per incanto spariva ed io non sono mai riuscita a dirti che per me eri il mio punto di forza.
Mi manchi amico mio avrei dovuto dirlo quando avevo la possibilità, ma si fa sempre lo stesso errore, si pensa di avere tutto il tempo di farlo, ma non sempre il tempo è dalla nostra parte.
Ho voluto scriverti questa lettera, ma avrei dovuto scrivere pagine per poterti ricordare completamente, per quello ho ogni capitolo impresso nella mia memoria e mai nessuno li porterà via.

Oggi sarebbe stato un anno ecco perchè sento il bisogno di pensare a te.
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« immagine » Ciao Amico mio, stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare. Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti. Ricordi? Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia ...
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Non crederci più...

27 giugno 2020 ore 17:06 segnala






Non crederci più non è un dramma.
Non crederci più non è terribile.
Non crederci più può accadere.

Non crederci più, dopo aver riflettuto tanto, in ogni momento che la mente non ha altro da pensare, è forse il risultato di tutto il tuo passato con qualcosa del presente.
Spesso si pensa sia una sconfitta il non crederci più, ma non è così, lo è finchè una piccola speranza brilla dentro, finchè ogni volta che ti senti forte credi che tutto può cambiare. Ecco, mollare in quel momento può essere una sconfitta.
Ma arrivi al punto di rottura, al punto di non ritorno, sei stanca, ti vuoi riposare e molli decidendo di non crederci più.
Quando te ne rendi conto capisci che non è così brutto, puoi anche vivere senza aver la sensazione che per forza devi crederci e ti senti libera
Sei soddisfatta di te stessa, ti piaci, ti ami e non c è altro che importa ora, sai cosa vuoi e cosa no e per questo non c è tanto oro in questo mondo per ripagarlo.
Prendi decisioni senza voltarti indietro e non lasci nulla in sospeso, non ci credi più ed è una scelta ponderata non triste, non obbligata, non tragica, quindi giusta.
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« immagine » Non crederci più non è un dramma. Non crederci più non è terribile. Non crederci più può accadere. Non crederci più, dopo aver riflettuto tanto, in ogni momento che la mente non ha altro da pensare, è forse il risultato di tutto il tuo passato con qualcosa del presente. Spesso s...
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Non trattenere è rispetto...

23 giugno 2020 ore 18:10 segnala







Quando un'idea ti gira in mente da tempo, da giorni o anche solo ore, alla fine devi ascoltarla per placare quel disagio che ti ha preso e non riesci a capirne il motivo.
Ora ho deciso di non essere più così tanto comprensiva, non cambierò il mio modo di fare, il mio essere, ma non mi va più di essere quella che aspetta.
Lascio libero chi non vuol rimanere, chi ha dubbi o crisi, lascio libero chi non riesce a capire o non vuol capire cosa vuole, lascio libero chi tentenna perchè chi lo fa vuol essere lasciato libero.
In un post un giorno ho scritto "Il rispetto è non trattenere chi non vuol rimanere" e ci credo fortemente.
Odierei chi mi trattenesse, quindi trovo giusto non farlo.
L'esperienza mi ha insegnato che non serve fare il mondo per far cambiare le cose e questo mi è utile ora e lo sarà nel futuro.
Porto rispetto a chi non riesce a rimanere, porto rispetto a me stessa lasciando andare chi non sa cosa fare...

E ci sono tante altre parole da dire, ma devono ancora trovare un ordine nella mia mente o semplicemente stanno bene dove sono al sicuro.
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« immagine » Quando un'idea ti gira in mente da tempo, da giorni o anche solo ore, alla fine devi ascoltarla per placare quel disagio che ti ha preso e non riesci a capirne il motivo. Ora ho deciso di non essere più così tanto comprensiva, non cambierò il mio modo di fare, il mio essere, ma ...
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Un post... così

19 giugno 2020 ore 17:30 segnala






Chi non conosce il personaggio di Linus, quel bambino nella serie di fumetti di Charlie Brown?
Credo tutti almeno una volta l' abbiamo letto.
Linus è quel bimbo con i capelli scuri, spesso insicuro, spesso spaesato, spesso con la curiosità di gattino impaurito. Ma... a volte più saggio e con le risposte giuste per il suo amico Charlie (eterno indeciso).
Ma di Linus volevo parlare della sua copertina, si, la copertina che trascina ovunque tenendola per un lembo e che porta sempre con lui.
Ora, credo, che ognuno di noi a modo suo, abbia la "copertina di Linus" per trovare calma, pace e, perchè no, sicurezza.
Da bambini è più facile avere qualcosa a cui aggrapparsi, nessuno ci fa caso, ma da adulti non puoi far notare cosa ti fa stare bene quando ti senti il bisogno di ricaricarti.
Io non mi vergogno di dire che la mia "copertina" è un semplice cappuccino.
Eh si, niente di così vergognoso (come non lo è nulla di quello che ci può far star meglio), ma sicuramente qualcosa che ritengo tanto sacro da non volerci rinunciare.
E' la mia coccola, il mio rifugio, il mio luogo di riflessione.
Non ho orari, giorni o situazioni per prenderlo, quando ne sento il bisogno il mio pensiero è quello di poterlo bere al più presto.
Linus se perdeva la sua copertina impiegava le sue energie per ritrovarla, io non mi placo finchè non riesco a rilassarmi con una tazza di cappuccino fra le mani.
A volte anche queste piccolezze fanno parte del nostro io più infantile.

Ora rileggendo questo post mi rendo conto di aver scritto di getto, un post così, leggero e senza tante confessioni, pensieri profondi ed emozioni intense, ma oggi va così, chiedo venia.
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« immagine » Chi non conosce il personaggio di Linus, quel bambino nella serie di fumetti di Charlie Brown? Credo tutti almeno una volta l' abbiamo letto. Linus è quel bimbo con i capelli scuri, spesso insicuro, spesso spaesato, spesso con la curiosità di gattino impaurito. Ma... a volte più ...
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Giuro

17 giugno 2020 ore 15:12 segnala




Ti giuro, sarò sempre me stessa, con le mie fragilità, i miei sorrisi, la mia antipatia ed il mio essere orgogliosa come una stupida.
Ti giuro, questa volta non farò nulla di diverso, o essere come non voglio.
Ti giuro, chiarirò ogni volta ci saranno incomprensioni, litigi e fastidi provenienti dall'esterno.
Ti giuro, placherò il mio essere impulsivo anche se vorrei "spaccare il mondo".
Ti giuro, sarò dolce quando ne hai bisogno e forte quando la tua fragilità si fa viva.
Ti giuro, non invaderò il tuo spazio se non sarai tu a lasciami entrare.
Ti giuro, tutte queste parole non saranno solo dettate dal momento e sono incise nel mio essere come vorrei inciderle nel tuo.
Ti giuro, non prenderò troppo sul serio o troppo alla leggerezza tutto ciò che ci circonda.
Ti giuro, non voglio spaventarmi o spaventarti.
Ti giuro, non ti terrò stretto se non vorrai rimanere.

Ecco cosa vorrei dire... Dirti... Un giorno se ci sarà bisogno.
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« immagine » Ti giuro, sarò sempre me stessa, con le mie fragilità, i miei sorrisi, la mia antipatia ed il mio essere orgogliosa come una stupida. Ti giuro, questa volta non farò nulla di diverso, o essere come non voglio. Ti giuro, chiarirò ogni volta ci saranno incomprensioni, litigi e fastid...
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17/06/2020 15:12:32
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