Gli sbagli fatti

17 gennaio 2021 ore 15:34 segnala





A volte è bello fermarsi, magari con un bicchiere di vino in mano, pensando a noi e a tutto ciò che ci riguarda.
I nostri gusti, i nostri ricordi, i pensieri passati all improvviso nella mente e... ai nostri errori del passato.
Capita forse a tutti.

A Stella quando capita viene spontaneo un sorriso, si perchè di scelte sbagliate ne ha fatte nel suo passato. Sbagli più o meno grandi, ma sempre pagati sulla propria pelle.
Quando ci pensa cerca anche di capire cosa sarebbe successo se si fosse comportata in maniera diversa, ma non riesce a trovare una risposta.
Stella percorre la sua vita del passato e si guarda come si è trasformata in quel presente che non le dispiace.
Si rende conto che tornando indietro non cambierebbe nulla, ogni istante, ogni scelta, ogni errore li vorrebbe sempre così...
Stella si piace, le piacciono le cose che ha imparato nella sofferenza, le piace la capacità di saper scegliere le persone attorno a lei, le piace pensare che non sarebbe così se tutto ciò che ha passato non fosse stato.
Stringendo il bicchiere di vino sorride e il suo solo pensiero è la curiosità di come sarà fra dieci anni, lo pensa con un punta di orgoglio perchè è convinta che sarà ancora più "bella".
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« immagine » A volte è bello fermarsi, magari con un bicchiere di vino in mano, pensando a noi e a tutto ciò che ci riguarda. I nostri gusti, i nostri ricordi, i pensieri passati all improvviso nella mente e... ai nostri errori del passato. Capita forse a tutti. A Stella quando capita viene s...
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Non è facile...

19 dicembre 2020 ore 22:16 segnala






Stella guardava nel vuoto, dietro a quegli occhioni scuri e lucidi i suoi vent anni sembravano almeno cento.
Sentiva parlare accanto a lei, ma non si rendeva conto da dove provenisse la voce, forse dal nulla, forse dal buio, quel buio dove era caduta qualche ora prima.
"Signorina è sicura di essere caduta dalle scale?" le stavano chiedendo.
La sua fievole e apatica rispondeva "si si dalle scale".
Poi altre voci miste a rumori, ai pensieri, ai ricordi, al dolore.
"La portiamo a fare i raggi" un' altro tono, forse un uomo, Stella non si chiedeva più nulla, continuava ad annuire come se non le importasse.
Poi quel tavolo freddo dove stesa si accorse che il dolore alla schiena era lancinante "non respiri" le avevano detto, ma lei non sentiva nemmeno il suo respiro da ore.
"Signorina tranquilla abbiamo finito"
Tranquilla? Stella si chiese perchè doveva stare tranquilla? Era successo tutto così all improvviso che forse ancora non si rendeva conto di dover essere agitata.
Quando finalmente la confusione attorno a lei smise incominciarono i ricordi delle ore precedenti.
Si era preparata per la serata, doccia, trucco, profumo e la voglia di uscire con lui, il fidanzato storico. Pizza e fuori con gli amici, tutto in programma.
Ma qualcosa era andato storto. Stella continuava a chiedersi cosa...
Lei a quel punto si ricordava la litigata, lui furioso e ... il dolore.
Poi la corsa in ospedale e lui che la supplicava di dire che era caduta dalle scale, si dalle scale.
"Signorina, lei ha tre vertebre della spina dorsale danneggiate e una costola incrinata, passerà la notte qui in ospedale."
Poi il nulla.
Stella finalmente riuscì a dormire grazie ai sedativi, aveva bisogno di non pensare, di non ricordare, di non piangere.
La mattina aprendo gli occhi si rese conto che era stata la prima volta, ma sicuramente non l ultima e decise di non voler stare con un uomo così.
E nonostante le promesse di cambiare, le suppliche di accettare le scuse, i giuramenti che non sarebbe più successo non cambiò mai idea.
Stella forse si è salvata la vita non tornando sui suoi passi, chissà, ma a distanza di moltissimi anni le piace pensare che sia così e comunque ne è convinta ogni qualvolta il dolore alla schiena le ricorda che poteva andare peggio.


Ora vorrei dire una cosa a chi, senza esserci passato, crede che sia facile reagire a tutto ciò: "Non è facile, non è assolutamente facile, non giudicate a cuor leggero"
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« immagine » Stella guardava nel vuoto, dietro a quegli occhioni scuri e lucidi i suoi vent anni sembravano almeno cento. Sentiva parlare accanto a lei, ma non si rendeva conto da dove provenisse la voce, forse dal nulla, forse dal buio, quel buio dove era caduta qualche ora prima. "Signorina...
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Il profumo del ricordo

16 dicembre 2020 ore 19:14 segnala






Passeggiando nelle vie del paese, Stella, non aveva fatto caso nè all orario nè al fatto che durante la notte la pioggia avesse bagnato la terra e gli alberi.
Era ancora abbastanza buio, ma a lei piace passeggiare quando ancora il sole si vede appena accennato all orizzonte.
Le piace perchè nel silenzio riesce a pensare senza distrazioni, ed i rumori di quell ora sono legati alla natura ed è piacevole ascoltarli senza temerli.
Era assorta e sottovoce canticchiava, quando un odore la fece sobbalzare, un profumo a lei così famigliare, così buono, così "affettuoso".
Seguendo il profumo nella sua mente fecero capolino i ricordi e crogiolandosi finalmente vide da dove proveniva quell odore di "serenità".
Un pino, bagnato dalla pioggia emanava quel profumo di legno, di aghi e di terra umida.
Stella chiudendo gli occhi si rese conto di essere catapultata indietro nel tempo, lei da bambina, i genitori, gli amici, il fratellone, e la pineta davanti al capanno dove passava la maggior parte delle estati sin da piccola.
Quella pineta che, quando pioveva, profumava l aria così intensamente che iniziavi a sentirlo appena sveglia, si correva giù dal letto e via con i piedi nudi sugli aghi umidi, unico momento che si poteva fare senza essere punti.
Poi il sole si alzava e la magia di quella pineta finiva e si ritornava alle giornate di spiaggia e mare.
Strano come un pino isolato in un paese possa far tornare così prepotentemente i ricordi felici e di quanto potere possa avere sull umore riempiendo il cuore di gioia.

Stella sicuramente tornerà in quella stradina, perchè lì può incontrare ancora i suoi momenti felici e mamma e papà sotto il portico nel capanno
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« immagine » Passeggiando nelle vie del paese, Stella, non aveva fatto caso nè all orario nè al fatto che durante la notte la pioggia avesse bagnato la terra e gli alberi. Era ancora abbastanza buio, ma a lei piace passeggiare quando ancora il sole si vede appena accennato all orizzonte. Le p...
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Non ci vogliono mille parole...

08 dicembre 2020 ore 17:33 segnala






Sin da piccola, Stella, non aveva mai visto il padre fare dei regali alla madre o complimenti. Si li vedeva scherzare, prendersi in giro, ridere, ma quando si trattava di compleanni o feste lui non faceva mai regali.
Il padre era così, taciturno, con molti no e pochi si, ma viveva per la sua famiglia.
Stella crescendo capì il motivo di questo suo comportamento, cresciuto dall età di 5 anni in un orfanotrofio non aveva sviluppato la capacità di dimostrare affetto e non aveva nemmeno conosciuto l idea di "famiglia".
Da grande Stella, conoscendo la sua realtà, stimava ed amava di più suo padre ed a volte ci sorrideva anche quando la madre faceva notare che il compleanno era passato e lui rispondeva: "ah si?".
Stella ormai era grande, ma un giorno suo padre riuscì a stupirla...
Era il compleanno della madre e come ogni anno Stella aveva preso una bella pianta con tanto di biglietto ed era andata a far visita ai genitori.
Suo padre non c era, strano, non usciva mai a quell ora, al suono del campanello andò ad aprire e si vide davanti un mazzo enorme di rose rosse (le preferite della mamma).
Dietro alle rose c era suo padre che senza dire nulla si avvicinò alla madre dicendo: "Tieni!" ed uscì di nuovo.
La madre prese le rose sorridendo e leggendo il biglietto i suoi occhi si riempierono di lacrime.
Stella preoccupata prese dalle mani della mamma il biglietto, all interno una sola parola "Grazie".
Conoscendo la difficoltà per quell uomo di dimostrare i suoi sentimenti quella parola era un gesto di un importanza unica e forte.
Quando tornò a casa non ci furono commenti o altro, Stella salutò e andò via, i fiori erano nel centro tavola in un bel vaso, la mamma era ai fornelli, il biglietto nel suo portafoglio dove lei teneva le cose speciali.




Ricordate sempre che non sono le frasi ad effetto che dimostrano tutto, basta una parola per far capire che nella vita tu sei il tutto.
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« immagine » Sin da piccola, Stella, non aveva mai visto il padre fare dei regali alla madre o complimenti. Si li vedeva scherzare, prendersi in giro, ridere, ma quando si trattava di compleanni o feste lui non faceva mai regali. Il padre era così, taciturno, con molti no e pochi si, ma vivev...
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07 dicembre 2020 ore 16:10 segnala








Lei guardava, sorridendo, le sue spalle mentre lavorava al pc, assorto e poco attento alla sua presenza.
Lei sorrideva perchè le piaceva guardare quelle spalle che ad ogni sospiro si alzavano, ancor di più quando qualche conto non tornava e Lui si spazientiva.
Lo guardava mentre beveva il suo caffè, fra una mail e l altra, affascinata come una bimba guarda il suo tesoro più prezioso.
Quando nemmeno i finti colpi di tosse avevano il potere di farlo girare lì si scatenava la bambina rinchiusa in Lei.
Si avvicinava piano piano, spostava il braccio di Lui e si metteva seduta su di una gamba chiedendo candidamente:
"Lavori?"
Lui rispondeva sorridendo:
"No sono qui perchè non so cosa fare"
A quel punto Lei sentiva che le spalle di Lui allentavano la tensione e sentendosi più tranquilla incominciava a scrivere ogni cosa sui post it attaccandoli sul monitor del pc.
"Mi manchi" nel post it giallo, "Sai che hai il sorriso più dolce" in quello rosa, "Sei il mio mondo" in quello verde, Lui pazientamente li prendeva e li metteva da parte, senza una parola, perchè in fondo si divertiva.
Ma Lei non demordeva, fino a quando nel centro del monitor compariva il post it blu con scritto "Ti amo".
A quel punto Lui non poteva più essere indifferente e attirandola e stringendola a sè la baciava con tutto l amore che poteva, quasi per fondersi con Lei.
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« immagine » Lei guardava, sorridendo, le sue spalle mentre lavorava al pc, assorto e poco attento alla sua presenza. Lei sorrideva perchè le piaceva guardare quelle spalle che ad ogni sospiro si alzavano, ancor di più quando qualche conto non tornava e Lui si spazientiva. Lo guardava mentr...
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"Ehi"

03 dicembre 2020 ore 14:44 segnala






Non sempre si può abbracciare chi si vuole, ora più che mai.
Ma si può acquistare quella capacità di abbracciare con le parole, con la voce, con il pensiero, dobbiamo saper fare tutto questo ora che le distanze sono "obbligate".
Bisogna affinare quel senso di empatia che ci aiuta a capire, anche da un solo scritto, come sta la persona dall altra parte.
Se ci si riesce provi le stesse emozioni, quelle di rabbia o di agitazione, quelle del "basta non voglio più stare qui" e le assorbi come se fosse un modo per far diminuire la pressione su chi si sente così.
Questo è un modo per abbracciare e far sentire le persone al sicuro, come se non ci fosse solo un destino, a volte basta capirsi in un qualunque luogo o in un qualsiasi modo per allievare quei momenti di tristezza.
A qualcuno basta un "Ehi"... per sapere che ci sei.

A te Topolino dagli occhi castani.
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« immagine » Non sempre si può abbracciare chi si vuole, ora più che mai. Ma si può acquistare quella capacità di abbracciare con le parole, con la voce, con il pensiero, dobbiamo saper fare tutto questo ora che le distanze sono "obbligate". Bisogna affinare quel senso di empatia che ci aiuta...
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Come Stella scoprì chi era Babbo Natale

02 dicembre 2020 ore 14:51 segnala







Stella era una bimba di 6 anni, ma già molto curiosa e particolarmente puntigliosa se non capiva qualcosa.
Andrea il fratello maggiore di 2 anni era più calmo e non vedeva oltre a quello che le sembrava di vedere.
Era un Natale e come sempre a Stella la storia di Babbo Natale non le sembrava molto vera, possibile che questo vecchietto andasse anche a casa loro quando non c era il camino? E non credeva nemmeno alla spiegazione di mamma che le diceva che Babbo Natale poteva entrare ovunque.
Andrea invece un po' per quiete e un po' perchè non gli andava d indagare accettava la storia così com era.
A Stella poi non tornava il fatto che vicino a Natale mamma e papà facevano la guardia alla loro camera da letto.
Ogni volta che lei o suo fratello si avvicinavano alla porta loro sempre pronti a dire "via da lì, non c è nulla che vi possa interessare", ma allora perchè per tutto l anno li lasciano saltare sul letto senza sgridarli?
Quell anno Stella decise di entrare nella camera proprio pochi giorni prima di Natale.
Mamma era in cucina, papà al lavoro, ecco il momento era quello giusto.
Piano piano allungando la manina aprì la porta, ma con stupore non vide nulla di diverso dal solito. Delusa stava per uscire dalla stanza quando le venne in mente che lei nascondeva nell armadio in fondo fondo, dove nessuno (secondo lei) poteva arrivare, i suoi giochi.
Così guardando lo sportello dell armadio, rigorosamente dalla parte della mamma, decise di aprirlo.
Ed ecco con occhi spalancati cosa vide: una scatola con dentro la gru che tanto voleva Andrea, una scatola con la culla per il suo Tommasino che lei chiedeva da sempre ed altri pacchetti già chiusi con i loro fiocchi colorati.
Ma allora Babbo Natale era la mamma e sicuramente papà lo sapeva.
Corse fuori gridando: "Andrea Andrea lo sapevo io che Babbo Natale è la mamma!"
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« immagine » Stella era una bimba di 6 anni, ma già molto curiosa e particolarmente puntigliosa se non capiva qualcosa. Andrea il fratello maggiore di 2 anni era più calmo e non vedeva oltre a quello che le sembrava di vedere. Era un Natale e come sempre a Stella la storia di Babbo Natale no...
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se tornassero le lettere...

27 novembre 2020 ore 20:38 segnala




Vorrei tornassero le lettere, magiche, lunghe, sorprendenti.
Quei fogli stropicciati e gettati se scritti male, quei fogli dove i grovigli di parole della mente per incanto si trasformavano in inchiostro.
Quando potevi scrivere il tuo cuore per riempire gli occhi di chi leggeva, quando prima di spedirla la rileggevi e ti sembrava di non aver scritto abbastanza, di non aver raccontato le emozioni della tua anima.
Vorrei tornassero le lettere per averle tra le mani e ritrovarsi emozionati per le parole di un cuore ad un altro cuore, per sorridere durante la lettura, per non accorgersi degli errori perchè ciò che era scritto faceva così rumore da coprire qualsiasi altra cosa.
Vorrei tornassero per poter scrivere la magia che accadeva quando, in cuor tuo, sapevi che chi leggeva si emozionava con occhi lucidi perchè quello che provava per te era lo stesso.
Scrivere di proprio pugno come per rendere tutto più reale, tutto più forte, tutto più sincero, perchè se lo scrivevi doveva essere così...
Rileggere mille volte perchè speravi, ma ancora non ci credevi, anche dopo averla stretta al petto per fare entrare quelle parole direttamente nel tuo cuore.
Vorrei tornassero le lettere per scrivere il turbinio di emozioni e parole che stanno volteggiando nell'anima...
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« immagine » Vorrei tornassero le lettere, magiche, lunghe, sorprendenti. Quei fogli stropicciati e gettati se scritti male, quei fogli dove i grovigli di parole della mente per incanto si trasformavano in inchiostro. Quando potevi scrivere il tuo cuore per riempire gli occhi di chi leggeva, qu...
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Un mondo nuovo per occhi castani...

26 novembre 2020 ore 14:05 segnala






Il topolino dagli occhi castani aveva deciso!
Sarebbe uscito dalla sua scatola e avrebbe guardato cosa c'era oltre a quelle 4 pareti e quelle presenze che ogni giorno sembrano sempre meno comprenderlo.
Quel giorno, dopo aver fatto una fessura, mise fuori il musetto. I suoi occhi castani finalmente vedevano un mondo nuovo, stupito e titubante fece l'ingresso in quel luogo pieno di esseri, di colori, di suoni diversi dal suo habitat.
Era così preso da tutto e dal suo voler farsi vedere che non si accorse di due occhi scuri fissi su di lui, non si accorse fino a quando non si sentì travolto da una presenza vicina e curiosa.
La topolina dagli occhi scuri si era già resa conto che quegli occhi castani erano diversi da tutti quelli che abitavano attorno e decise di guardare oltre, di capire, di assicurarsi che quella sensazione che provava fosse reale.
Il topolino divenne suo amico e lei gli fece conoscere tutti i colori, i posti ed i suoni di quel nuovo luogo.
Lui ogni giorno era sempre più affascinato, sempre più curioso, sempre più felice di aver lasciato la sua scatola e sempre meno solo.
Dopo vari giorni però un velo di tristezza calò negli occhi scuri, la topolina aveva paura, paura di perdere quegli occhi castani che erano importanti perchè simili a lei.
Pensò per giorni al da farsi, ma alla fine decise di godersi la meraviglia e lo stupore di quel topolino che sempre meno impazzito e più sereno girovagava in quel luogo e nella sua vita.
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« immagine » Il topolino dagli occhi castani aveva deciso! Sarebbe uscito dalla sua scatola e avrebbe guardato cosa c'era oltre a quelle 4 pareti e quelle presenze che ogni giorno sembrano sempre meno comprenderlo. Quel giorno, dopo aver fatto una fessura, mise fuori il musetto. I suoi occhi...
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Quel piccolo gesto

18 novembre 2020 ore 21:12 segnala





Mi capita a volte di tornare con la memoria ad un episodio di molti anni fa.
All epoca andavo regolarmente in piscina, ottimo antistress per il periodo che stavo vivendo, ma cercavo sempre di andare quando era meno frequentata.
Gli unici che trovavo quasi sempre erano i bambini che dovevano imparare a nuotare, bimbi di varie età, ma le loro voci non m infastidivano, anzi...
A volte ridevano, a volte facevano gara per chi andava più veloce e s incitavano, erano così semplici, ingenui e dolci.
Uscendo da lì spesso li vedevo sfrecciare fuori correndo incontro ai genitori che li attendevano fuori.
Ma l episodio che mi ricorda tutto questo è accaduto in un pomeriggio di primavera. Uscendo dalla piscina si doveva attraversare un giardino, in quel periodo coperto da margherite, per arrivare al parcheggio e lo facevo sempre molto lentamente perchè poi sarei tornata alla vita di tutti i giorni.
Camminando mi resi conto di essere seguita, mi voltai e dietro avevo un bimbo del corso che, con un mazzolino di margherite tutto scomposto, si avvicinava.
Porgendoli con il faccino intimidito mi disse: "ho preso questi fiori" e si mise a correre verso la mamma che l aspettava.
Non sono riuscita a dire nulla, rimanendo lì con il mazzolino di margherite in mano.
Quel gesto così semplice, dolce, incredibile ed innocente è stata la cosa più bella che potesse capitarmi in quel periodo.
Ho conservato quei fiori gelosamente per tanto tanto tempo, poi le cose si perdono, ma il ricordo del gesto di quel bimbo mi accompagnerà per sempre.
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« immagine » Mi capita a volte di tornare con la memoria ad un episodio di molti anni fa. All epoca andavo regolarmente in piscina, ottimo antistress per il periodo che stavo vivendo, ma cercavo sempre di andare quando era meno frequentata. Gli unici che trovavo quasi sempre erano i bambini ch...
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