Quel piccolo gesto

18 novembre 2020 ore 21:12 segnala





Mi capita a volte di tornare con la memoria ad un episodio di molti anni fa.
All epoca andavo regolarmente in piscina, ottimo antistress per il periodo che stavo vivendo, ma cercavo sempre di andare quando era meno frequentata.
Gli unici che trovavo quasi sempre erano i bambini che dovevano imparare a nuotare, bimbi di varie età, ma le loro voci non m infastidivano, anzi...
A volte ridevano, a volte facevano gara per chi andava più veloce e s incitavano, erano così semplici, ingenui e dolci.
Uscendo da lì spesso li vedevo sfrecciare fuori correndo incontro ai genitori che li attendevano fuori.
Ma l episodio che mi ricorda tutto questo è accaduto in un pomeriggio di primavera. Uscendo dalla piscina si doveva attraversare un giardino, in quel periodo coperto da margherite, per arrivare al parcheggio e lo facevo sempre molto lentamente perchè poi sarei tornata alla vita di tutti i giorni.
Camminando mi resi conto di essere seguita, mi voltai e dietro avevo un bimbo del corso che, con un mazzolino di margherite tutto scomposto, si avvicinava.
Porgendoli con il faccino intimidito mi disse: "ho preso questi fiori" e si mise a correre verso la mamma che l aspettava.
Non sono riuscita a dire nulla, rimanendo lì con il mazzolino di margherite in mano.
Quel gesto così semplice, dolce, incredibile ed innocente è stata la cosa più bella che potesse capitarmi in quel periodo.
Ho conservato quei fiori gelosamente per tanto tanto tempo, poi le cose si perdono, ma il ricordo del gesto di quel bimbo mi accompagnerà per sempre.
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« immagine » Mi capita a volte di tornare con la memoria ad un episodio di molti anni fa. All epoca andavo regolarmente in piscina, ottimo antistress per il periodo che stavo vivendo, ma cercavo sempre di andare quando era meno frequentata. Gli unici che trovavo quasi sempre erano i bambini ch...
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18/11/2020 21:12:47
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18 anni.

03 novembre 2020 ore 20:35 segnala





"Ciao lo sai che fra qualche giorno sono 18 anni che ci conosciamo?"
Il messaggio arriva così, candido, come se il tempo si fosse fermato, come se non fosse successo nulla negli ultimi anni, eppure non è così.
Chiedo: "Che hai?" e di nuovo parole quasi senza senso "Mi manchi".

Sembra un mondo a parte, quel qualcuno che hai messo in un posto lontanissimo dal tuo cuore, continua a farsi sentire per ricordarti gli anniversari, i compleanni, le ricorrenze e tu lì a chiederti il perchè.

"Allora te lo ricordi? 18 anni e siamo ancora qui a parlarci"
"Si me lo ricordo, ma non cambia nulla"

Quando non riesco a capire è come se andassi in tilt, cerco la spiegazione, cerco di trovare una risposta logica a tutti i costi e se non la trovo entro in crisi.
Ecco, nonostante tutto, riesce ancora a mettermi in crisi, non mi fa capire il perchè continua a fare così invece di rispettare le sue decisioni.

Non gli chiederò mai il perchè, in fondo non m importa, riprendo la mia lucidità e mi rendo conto che non mi cambia la vita se ogni tanto fa finta di tenerci ancora.
In fondo sono 18 anni che ci conosciamo.
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« immagine » "Ciao lo sai che fra qualche giorno sono 18 anni che ci conosciamo?" Il messaggio arriva così, candido, come se il tempo si fosse fermato, come se non fosse successo nulla negli ultimi anni, eppure non è così. Chiedo: "Che hai?" e di nuovo parole quasi senza senso "Mi manchi". Se...
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03/11/2020 20:35:23
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Breve post

31 ottobre 2020 ore 22:11 segnala





Sai quando ti accorgi che sei veramente solo/a?
Quando hai un dolore dentro così grande da far male e non avere voglia di dirlo a nessuno.
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« immagine » Sai quando ti accorgi che sei veramente solo/a? Quando hai un dolore dentro così grande da far male e non avere voglia di dirlo a nessuno.
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La rosa blu...

15 ottobre 2020 ore 20:53 segnala







La rosa non è mai stata la mia prima scelta nei fiori, anzi, l'ho sempre trovata un po' troppo sopravalutata.
Il blu, in compenso, è il mio colore, quello che guardo quando voglio staccare la mente, che rilassa la mia anima.
La rosa era il fiore prediletto di mia madre, rose recise di ogni colore, piccoli roseti nei vasi non mancavano mai nel balcone ed ogni anno si aggiungeva un colore nuovo.
Non so il perchè, ma sul fatto di fiori lei ha sempre cercato di farmi piacere la rosa a tutti i costi, tanto che, all'apparire della rosa blu, sapendo del mio amore per quel colore, iniziò a regalarmela ad ogni compleanno.
Ma mia madre non si fermava a questo, anzi, me la faceva recapitare ovunque io fossi sempre alla stessa ora alle 10.15, ora della mia nascita.
Quante volte avrei voluto dirle che la rosa proprio non mi piaceva, ma ho sempre desistito, lei era così felice di fare quel gesto che non ho mai avuto il coraggio di dire nulla.
Anche quando ormai malata sempre e comunque lo faceva, lei si preoccupava di non farmi mancare quel gesto, un gesto che non riuscivo ad apprezzare appieno per la mia tristezza nel vederla così.
Nel 2011 alle 10.15 non arrivò nessun fiorista e da quel momento mi resi conto che qualcosa mancava, qualcosa non andava, che quel fiore non sarebbe più arrivato e nessuno l'avrebbe sostituito.
Ogni anno da quel giorno mi pento solo di non aver mai detto a mia madre che era il regalo più dolce e pieno d'amore che potessi ricevere.

Quella rosa mi manca, Tu mi manchi.
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« immagine » La rosa non è mai stata la mia prima scelta nei fiori, anzi, l'ho sempre trovata un po' troppo sopravalutata. Il blu, in compenso, è il mio colore, quello che guardo quando voglio staccare la mente, che rilassa la mia anima. La rosa era il fiore prediletto di mia madre, rose rec...
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Empatia... No grazie.

31 luglio 2020 ore 18:45 segnala







Tutti ne parlano, la cercano, la bramano, se ne vantano, di cosa sto parlando? Di quella "cosa" che si chiama Empatia.
Non ho idea di cosa sia, non credo di averla e non credo di averla mai trovata in qualcuno, ma non è poi così male, credo.
Si legge che chi ce l'ha riesce ad entrare in contatto mentalmente con chi ha davanti, se hai empatia hai quel qualcosa di più che ti rende speciale.
L'empatia è quella parte emotiva che ti aiuta a comprendere lo stato d'animo di un'altra persona, ma è davvero una cosa bella sentire cosa prova l'altro?
Non saprei e sinceramente non lo voglio sapere, non credo di essere così speciale per essere empatica.


Post quasi al limite della polemica... Sarà il caldo...
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« immagine » Tutti ne parlano, la cercano, la bramano, se ne vantano, di cosa sto parlando? Di quella "cosa" che si chiama Empatia. Non ho idea di cosa sia, non credo di averla e non credo di averla mai trovata in qualcuno, ma non è poi così male, credo. Si legge che chi ce l'ha riesce ad en...
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I suoni che avvolgono

27 luglio 2020 ore 17:12 segnala








Ogni suono è percepito diversamente da ognuno di noi.
Quello che per qualcuno è melodia per altri è stridente, quello che per alcuni è compagnia per altri è fastidio.
Le persone ascoltano canzoni che ad altri non piacciono e viceversa.
Poi ci sono le voci...


Stella rispose al telefono con un po' di curiosità, chi poteva essere che non aspettava?
Un suono, una voce, all'improvviso il sorriso di Stella sembrava quello di una bimba che guardava il suo dolce preferito.
La conversazione semplice ed educata, lei cercava di nascondere il suo imbarazzo: "sembro sciocca ed impacciata" pensò, ma non le dispiaceva.
Stella si era persa tra le parole ed i sorrisi, tra il buongiorno e le battute, tra quello che credeva e quello che realmente era.
Non era per disattenzione, era solo un essere avvolta da quel suono che sembrava melodia e quelle parole dette e non dette, non erano importanti in quel momento.
Stella durante il giorno pensò che forse non sentirà più quel suono, ma non smetterà di sentire quel tremore e, quando succederà, un sorriso dolce farà capolino sul suo viso.
Ora semplicemente si chiede:
"Chissà se le persone conoscono la bellezza della loro voce."
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« immagine » Ogni suono è percepito diversamente da ognuno di noi. Quello che per qualcuno è melodia per altri è stridente, quello che per alcuni è compagnia per altri è fastidio. Le persone ascoltano canzoni che ad altri non piacciono e viceversa. Poi ci sono le voci... Stella rispose al...
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Non cammini solo...

25 luglio 2020 ore 14:02 segnala







L' uomo era sempre sorridente, giusto e pronto ad aiutare tutti, non per vanità o per mettersi in mostra, ma semplicemente perchè la sua indole lo spingeva a farlo. Stava bene aiutando gli altri.
Forse nella sua vita erano passate molte tempeste e cercava in qualche modo di non far sentire gli altri come si era sentito lui.
L'esserino, piccolo ed insignificante, lo seguiva in ogni modo, senza mai farsi notare, senza far rumore così che l'uomo non si accorgesse di lui.
Non aveva paura dell'uomo , ma da quando si era incuriosito del suo comportamento si rendeva conto che stava bene nei suoi dintorni.
Un giorno notò un cambiamento nei modi e nelle parole dell'uomo. Era sempre gentile, cortese e pronto ad aiutare, ma qualcosa aleggiava su di lui, sembrava "stanchezza".
L'esserino decise di farsi più ardito ed ogni qualvolta l'uomo si fermava lui si avvicinava di più, sempre di più, tanto da scorgere, tra le pieghe del vestito, una luce provenire dal suo petto.
Guardando più attentamente si accorse di una ferita senza sangue, ma solo di luce immensa, era come se non fosse il corpo ad essere leso, ma la sua anima.
L'esserino piccolo ed insignificante a quel punto prese coraggio e parlò all'uomo:
"Uomo stai soffrendo e non vuoi farlo notare a nessuno, troppi hanno il tuo sostegno, tanti si sentono confortati e rassicurati da te, ma nessuno nota la tua anima stanca e ferita. Fermati un attimo, ascolta la voce di un esserino piccolo e forse il sorriso che ne scaturirà sarà un sollievo per il tuo dolore. Tu porti questo fardello con orgoglio perchè non sei abituato a chiedere, ma c'è chi sta soffrendo vedendoti così, io. Ricordati uomo non cammini solo."
L'uomo non si accorse di nulla, aveva sentito solo un alito di vento accarezzargli il volto, era stato piacevole e socchiudendo gli occhi sorrise e continuò a camminare.
L'esserino decise di non lasciarlo, prima o poi l'avrebbe ascoltato e si rimise a camminare nella sua stessa direzione, senza farsi notare.
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« immagine » L' uomo era sempre sorridente, giusto e pronto ad aiutare tutti, non per vanità o per mettersi in mostra, ma semplicemente perchè la sua indole lo spingeva a farlo. Stava bene aiutando gli altri. Forse nella sua vita erano passate molte tempeste e cercava in qualche modo di non ...
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Un pensiero per un luogo

23 luglio 2020 ore 10:59 segnala







C'è un luogo che non avrei mai pensato di vedere.
C'è un luogo dove non avrei mai pensato di rimanere.
C'è un luogo dove mai avrei creduto di lasciarci un pezzo di cuore.
Eppure c'è.

In questo luogo ho pensato e ritrovato un po' di serenità, ho conosciuto persone più o meno belle, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa.
Dopo un anno ancora lo ricordo, qualche volta con nostalgia per alcuni aspetti e qualche volta con il sorriso perchè l ho lasciato velocemente con quel pensiero di "torno a casa".
Quando penso a questo luogo il pensiero corre a quella "non" presenza che mi ha tenuto compagnia fino a quando non ne ho più avuto bisogno, a quel mare, al fiume dove mi soffermavo ogni giorno, al ponte ed alla sensazione di essere aliena in un mondo diverso dal mio.

Ma sono certa che la mia anima volteggerà per molto tempo fra quelle strade strette e magari starà lì ad aspettare un mio ritorno... Chissà...
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« immagine » C'è un luogo che non avrei mai pensato di vedere. C'è un luogo dove non avrei mai pensato di rimanere. C'è un luogo dove mai avrei creduto di lasciarci un pezzo di cuore. Eppure c'è. In questo luogo ho pensato e ritrovato un po' di serenità, ho conosciuto persone più o meno bel...
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Un viaggio su Marte

19 luglio 2020 ore 14:49 segnala







Stella era in fila, si guardava intorno un po' impaurita, un po' incuriosita, un po' persa nei suoi pensieri che la portavano a non notare le persone accanto a lei.
Un tocco lieve alla mano e si accorge di Mau.
Stella e Mau erano amici da poco tempo, ma erano andati subito d'accordo, lui più canzonatorio, lei più posata, ma divertente (come diceva sempre Mau). Forse si compensavano o forse semplicemente si rispettavano ed essere amici piaceva ad entrambi.
Stella sorrise pensando al motivo della loro presenza lì ad aspettare il turno per entrare nella navicella con unico sbarco: Marte.
Era iniziato tutto per scherzo, una chiacchierata davanti ad un caffè, la domanda di Mau:
"Qual'è l'uomo giusto per te?".
Stella rise.
"Sicuramente non esiste su questa terra, forse sarà su Marte"
Mau pensieroso propose di andarci, insieme, la sua idea era trovare l'uomo giusto per lei e magari la donna giusta per lui. Chissà...
Ecco perchè della loro presenza in quella navicella, uno accanto all'altro, a scherzare come buoni amici, sapendo che il viaggio sarebbe stato lungo.
Dialogare senza mai rimanere senza argomenti era la loro qualità, passavano da discorsi seri a quelli frivoli, sfiorando quasi il gossip, ma quella vicinanza forzata dei sedili e tutte quelle ore insieme li avevano spinti a scoprirsi più intimamente.
Le sofferenze passate, le delusioni, le persone perse o trovate durante la loro vita, i sogni nel cassetto e tanto altro.
Stella e Mau si stavano aprendo come non era mai successo e, ad entrambi, la cosa piaceva.
Durante il viaggio le loro spalle erano state il sostegno del sonno reciproco e, nonostante la scomodità, Stella si trovava a sorridere quando apriva gli occhi e scopriva le smorfie strane del suo compagno d'avventura.
Le ore erano state tante, ma finalmente Marte era pronto ad accoglierli, forse erano pronte anche le persone giuste per loro.
Mentre scendevano dalla scaletta Mau prese per mano Stella e lei ne fu così contenta da stringerla forte, molto più di quello che può fare un'amica.
Stella e Mau si guardarono negli occhi, non era uno sguardo come quelli di sempre, era uno sguardo complice, dolce, di chi ha capito di essere arrivati nel posto giusto.
No, su Marte non avevano trovato la persona ideale per loro, ma era stato il viaggio a farli incontrare.
A volte le persone giuste le abbiamo accanto e nemmeno ce ne rendiamo conto.



Stella spense la sveglia, era ora di alzarsi, aprendo gli occhi e guardandosi intorno ci mise qualche minuto per capire che era stato tutto un sogno.
Prese il telefono e fece quel numero che ormai conosceva a memoria:

"Ehi buongiorno Mau, ti andrebbe di prendere un caffè? Voglio raccontarti un sogno"
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« immagine » Stella era in fila, si guardava intorno un po' impaurita, un po' incuriosita, un po' persa nei suoi pensieri che la portavano a non notare le persone accanto a lei. Un tocco lieve alla mano e si accorge di Mau. Stella e Mau erano amici da poco tempo, ma erano andati subito d'acc...
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Lettera ad un amico.

29 giugno 2020 ore 00:17 segnala






Ciao Amico mio,
stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare.
Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti.
Ricordi?
Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia risposta ironica e il passaggio a commentare tutti i post saltellando in qua e in là.
Giorni a scriverci ed il tuo saluto con il numero di telefono.
E' stato bello sentirsi, scoprire le voci, il suono di quella risata vista solo scritta e così è nata la nostra amicizia.
Tutti i giorni, più volte al giorno a sentirci per confidarci, ridere, prenderci in giro e darci consigli.
Tutti i giorni fino a quel momento che mi hai confidato quel problema, grave e senza soluzione che mi avrebbe portata a perderti. All'inizio un dolore poi non ne avevamo più parlato.
I mesi passavano e tu eri sempre presente, c eri ogni volta avevo bisogno di te e c ero ogni volta tu ne avevi di me.
Uno, due, cinque, otto mesi tanti da farmi dimenticare quel discorso, ma un giorno non mi hai chiamata, nemmeno il giorno dopo...
Era arrivato il momento di dirti addio, ma non sono mai riuscita a farlo e di questo ne sento ancora il bisogno, anche se tu lo sentirai lo stesso.
Dopo tutto voglio ringraziarti per quello che mi hai lasciato, per quello che mi hai insegnato e per quelle bellissime risate infantili che duravano tutta la giornata.
Mi ripetevi spesso che ero la tua isola senza pensieri, che tutto quello che ti stava accadendo per incanto spariva ed io non sono mai riuscita a dirti che per me eri il mio punto di forza.
Mi manchi amico mio avrei dovuto dirlo quando avevo la possibilità, ma si fa sempre lo stesso errore, si pensa di avere tutto il tempo di farlo, ma non sempre il tempo è dalla nostra parte.
Ho voluto scriverti questa lettera, ma avrei dovuto scrivere pagine per poterti ricordare completamente, per quello ho ogni capitolo impresso nella mia memoria e mai nessuno li porterà via.

Oggi sarebbe stato un anno ecco perchè sento il bisogno di pensare a te.
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« immagine » Ciao Amico mio, stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare. Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti. Ricordi? Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia ...
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