la risposta di un medico al mio post su puntochat

25 novembre 2009 ore 21:58 segnala
questo medico ha letto il mio post sull'altro sito e mi ha risposto cortesemente mettendo a tacere un ignorante di 30 anni che mi ha dato della malata in quanto omosessuale.....vi posso assicurare che la soddisfazione e' stata massima gio' prima o poi la giustizia paga e per quell'ignorante e' finalmente giunto il giorno in cui un medico prifessionista per di piu' chirurgo psicologo psicoterapeuta e sessuologo lo ha messo a taccere affermando tutto cio' in cui io credo....


OMOSESSUALITA': CERTAMENTE NON E' UNA MALATTIA E NEPPURE UNA PERVERSIONE.

Desiderare sessualmente una persona dello stesso sesso oggi non vuol dire più degenerazione, vizio, colpa. Solo nel 1991 l'Organizzazione mondiale della sanità ha tolto l'omosessualità dall'elenco delle condizioni considerate patologiche. L'omosessualità non è dunque una malattia, e quindi non va curata. Però bisogna dire che questa caratteristica comportamentale non è scevra da problemi. Innanzi tutto per lo stesso soggetto che, anche nel migliore dei casi, deve gestire un pesante confronto derivato dalla diversità. Poi per la famiglia che ovviamente non è mai sufficientemente attrezzata ad affrontare tale singolarità. In ultimo per la società che essendo fondata sull'eterosessualità ha paura di ogni comportamento che la nega. Dunque c'è diversità e questo non può non voler dire problemi e corrette strategie per risolverli.
Ci sono mille ipotesi ma onestamente dobbiamo ammettere che non conosciamo ancora in modo scientificamente certo le cause dell'omosessualità. Biologicamente si è pensato ai cromosomi, agli ormoni, a particolari aree del cervello, alla gestazione ma dobbiamo concludere che non appaiono segni peculiari che dimostrerebbero la "differenza". D'altra parte si tratta di persone complete e chi ha qualche dubbio rifletta sul fatto che Michelangelo e Leonardo da Vinci erano omosessuali. Psicologicamente, come ho avuto modo di sottolineare in altri articoli, essere uomo ed essere donna è in parte frutto di apprendimento per cui esiste un arco di continuità tra i due generi e delle diverse sottolineature della mascolinità e della femminilità. E' noto che le situazioni e gli ambienti possono palesare una certa bivalenza sessuale in cui sono possibili esperienze omosessuali in soggetti ad orientamento eterosessuale. I veri omosessuali lo sono già nell'infanzia e nell'adolescenza ed il marchio distintivo risiede nelle fantasie erotiche che tendono ad essere a senso unico. Lasciando da parte il freudiano complesso di Edipo, che a mio avviso servirebbe solo a sviare il corretto approccio al tema, diverse teorie psicosociali pongono attenzione alla qualità delle relazioni con i genitori. Contenuti sia di ostilità che di forti legami nei confronti della madre e del padre producono tendenze ad accettare in modo troppo esclusivo o a rifiutare i ruoli rispettivamente maschili o femminili. L'orientamento più intelligente è quello che ci porta ad ammettere l'esistenza di più cause, o meglio di una serie di concause che spesso vanno a costituire una certa difficoltà di interazione con l'altro sesso con la conseguente scelta di ripiegarsi verso se stessi e verso quelli simili. Il mio lavoro di sessuologo mi porta continuamente conferma di tale modo di vedere, soprattutto in presenza di situazioni in cui si palesa un basso grado di sicurezza e di autostima. Spesso sono i genitori a rivolgersi allo specialista, sotto l'urto angoscioso del sospetto che il figlio possa essere omosessuale. E fanno molto bene, poiché le situazioni essendo complesse e spesso ingarbugliate, richiedono l'occhio competente del vero specialista in materia. Quando l'omosessualità è primaria, ossia c'è sempre stata e non c'è alcun desiderio di liberarsene, il terapeuta aiuta il soggetto a riconoscere e a vivere meglio il proprio stato. Quando non si tratta di vera omosessualità ma piuttosto di un blocco dello sviluppo, di immaturità, di repressione e di interferenza deleteria dell'ambiente affettivo, il soggetto è angosciato dalle proprie tendenze e l'aiuto del terapeuta è quantomai indispensabile.
Un periodo particolarmente delicato per l'assunzione di genere è quello dell'adolescenza in cui c'è scarsa capacità di distinguere il desiderio omosessuale dalle fantasie omosessuali. La paura di essere omosessuale è molto frequente dopo la pubertà e la possibilità di travisare e di amplificare indizi di scarso significato è elevata. Nella rincorsa frettolosa verso un'identità sessuale che il contesto sociale esige, l'adolescente si potrebbe trovare nella confusione ed adottare forme mentali di autodefinizione che non corrispondono alla realtà. La consultazione psicologica con l'adolescente maschio costituisce sempre una reale necessità che solo raramente viene attuata. L'incontro con desideri ed angosce omosessuali da parte dell'adolescente non può essere sbrogliato in modo semplicistico dalla buona volontà dei genitori o dall'improvvisatore di turno. Si tenga presente che il rischio derivato da situazioni irrisolte o malintese è davvero terribile.
Per l'adolescente femmina c'è sicuramente minore ansietà e fantasie in relazione all'omosessualità. I legami sentimentali con coetanee sono più agevoli e non hanno necessariamente implicazioni sessuali. E anche se queste ci sono è sempre prevalente il desiderio di intimità rispetto all'appetizione erotica. Dunque l'omosessualità femminile è più discreta e meno riconoscibile di quella maschile. Infatti tra le donne è più facile una sorta di omosessualità inconsapevole fatta di amicizia, di affetto e di intimità. E' per questo che le lesbiche hanno meno bisogno di proclami e di lotte sociali. Due amiche che condividono la stanza passano praticamente inosservate rispetto a due uomini nella stessa situazione. Poi le donne esclusivamente lesbiche sono molto meno numerose degli uomini esclusivamente omosessuali. Non è raro che la lesbica si sposi con un uomo e gestisca contemporaneamente la sua "amicizia particolare" con molta disinvoltura. E' per questo che le donne omosessuali avvertono meno la "diversità" rispetto agli analoghi maschi. Le modalità del contatto erotico finalizzato alla soddisfazione sessuale accomuna maschi e femmine omosessuali ed eterosessuali, nel senso che si tratta di preliminari tendenti alla sollecitazione e alla masturbazione reciproca fino all'orgasmo. In tal senso è poco frequente la penetrazione in vagina mediante oggetti. Il raggiungimento dell'orgasmo tra le lesbiche è solitamente più agevole che tra le donne eterosessuali per il fatto che si conosce meglio l'anatomia e la fisiologia del proprio sesso. Rispetto alla sessualità maschile quella femminile, sia omo che eterosessuale, è più centrata sulle manifestazioni affettive per cui il contatto sessuale non ha la stessa impellenza che ha per l'uomo.
Come per gli eterosessuali, anche nell'omosessualità c'è l'aspirazione a costituire e a far durare la coppia. Ovviamente, se è sano di mente, l'omosessuale non pretende di coinvolgere un eterosessuale ma si rivolge a un altro omosessuale. Ciò rende, per ragioni statistiche, più difficile l'individuazione d'un partner disponibile. Riconoscersi l'un l'altro e manifestarsi reciprocamente i propri desideri non è cammino agevole scevro di complicazioni. L'omosessuale, specialmente maschio, è esposto a sofferenze e tensioni che fatalmente si ritorcono contro la stabilità delle coppie. L'omosessualità comporta sempre un certo grado di insicurezza e di fragile identificazione della propria sessualità per cui spesso nell'oggetto del desiderio si cerca anche la figura rassicurante. Generalmente nelle coppie omosessuali c'è una meno rigida divisione dei ruoli, sia nell'esercizio sessuale che nella quotidianità, a differenza dell'abituale comportamento degli eterosessuali. Circa la fedeltà c'è una grande differenza tra femmine e maschi omosessuali; per le ragioni già dette le femmine sono molto più monogame. La promiscuità nei gay è una tentazione sempre presente che allontana l'appagamento e complica la gestione delle coppie.
Abbiamo già detto che l'omosessuale non può essere considerato in alcun modo un malato. Il vero omosessuale accetta pienamente la propria tendenza, non prova sentimenti di colpa e si ritiene "normale" nel senso che non vede se stesso come un perverso. Ciò non significa che anche l'omosessuale non possa avere problemi sessuali, come l'eiaculazione precoce e la difficoltà dell'erezione, o come perversioni quali il sadismo, il masochismo, il feticismo o la pedofilia. Bisogna dire che l'omosessuale può avere (più facilmente dell'eterosessuale) problemi psicologici quali l'ansia e la depressione. La disapprovazione sociale, anche se oggi è molto smussata rispetto al passato, potrebbe fiaccare alla lunga sia l'autostima che la soddisfazione relazionale. E' un fatto, comunque, che il rischio del suicidio è più forte negli omosessuali. Altro fatto significativo è che gli omosessuali (pur avendone bisogno) si tengono generalmente alla larga da psicologi, psichiatri e sessuologi. Questo perché in passato si tentava di sottoporli a psicoterapia nel tentativo di "convertirli" all'eterosessualità. Circa i ruoli nelle dinamiche sessuali ci può essere, soprattutto per il coito anale, l'"attivo" e il "passivo", ma è assai frequente la variabilità e l'alternanza. La capacità (e il bisogno) di amare nell'omosessuale è del tutto identica a quella eterosessuale. E' inutile inventarsi differenze inesistenti: la mente degli uomini e delle donne omosessuali è del tutto normale. Gli squilibri mentali, quando ci sono, non derivano dall'omosessualità, allo stesso modo in cui non potrebbero derivare dall'eterosessualità. La delicata situazione psicologica di tanti omosessuali potrebbe derivare soprattutto dalla solitudine, dall'isolamento o addirittura dall'accerchiamento in cui esprimersi è davvero difficile. Ancora una volta a soffrire di più è chi ha materialmente di meno. Chi ha soldi e potere realizza molto più facilmente il proprio modello affettivo e relazionale. Quando alle spalle si ha una famiglia povera in tutti i sensi l'omosessualità potrebbe risultare una sciagura e una condanna. Soffo, la poetessa greca, invoca appassionatamente Afrodite perché le lenisca il tormento derivato dall'indifferenza di qualcuna. Ma Saffo è fortunata perché vive in un tiaso di fanciulle e ne è la guida e il centro.

Domenico Iannetti

definizione enciclopedica e riflessioni personali

24 novembre 2009 ore 10:30 segnala

Per omosessualità si intende il comportamento o l'attrazione sentimentale o sessuale tra individui dello stesso sesso, a livello situazionale o in un'indole duratura. Nella definizione di orientamento sessuale, l'omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana[1], e si riferisce all'identità di un individuo sulla base di tali attrazioni e dell'appartenenza a una comunità di altri individui che condividono le stesse.[2][3]

L'omosessualità si riscontra in molte specie animali.[4][5] La larga diffusione dell'omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente; gli studi suggeriscono che tra il 2 e il 20% della popolazione esibisce alcuni gradi di tendenza omosessuale, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse. Nel corso della storia, alcuni aspetti individuali dell'omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società.

Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società[6]; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia, ed alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti dalla legge.

Dalla metà del XX secolo, l'omosessualità è stata gradualmente disconosciuta come malattia e decriminalizzata in quasi tutte le nazioni sviluppate.[7] Comunque, lo status legale delle relazioni omosessuali varia enormemente da uno stato all'altro e rimangono ancora giurisdizioni in cui alcuni comportamenti omosessuali sono considerati crimini e vengono puniti con pene severe, tra cui la morte.

Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “uscir fuori”). I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, iniziarono negli anni '60 del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni '50 si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Tuttavia, l'omofobia persiste, e soprattutto si presenta nei confronti dei giovani, comportando un grande rischio di difficoltà alla socializzazione, con gravi conseguenze tra cui il suicidio.[8]

Ad oggi, gli aggettivi più comuni utilizzati sono lesbica per le donne omosessuali e gay per gli uomini omosessuali, benché alcuni preferiscano altri termini o anche nessun termine di definizione.

 

Se ben avete letto l'omosessualita'  non e' considerabile come malattia ne mentale ne fisica, questa e' la definizione enciclopedica dell'omosessualita' che, forse, dovrebbe far pensare molti, parla anche dell'omofobia e delle conseguenze, ma riuscite a rendervi conto che con atteggiamenti di omofobia e di ignoranza elevata nei confronti di chi, come me, e' considerato un diverso,spesso vengono effettuati crimini contro la stessa natura come l'omicidio o lo spingere un singolo individuo verso il suicidio? mi parlate di malattia...allora chi come me ama ed e' amato e' un malato mentale xe' questo significa in realta', noi come voi e come tutti gli esseri umani amamiamo e se questo e' malattia..allora si voglio essre malata....malata di un amore che mi fa battere il cuore e che non cede spazio alla cattiveria umana, malata di un sentimento che per gli eterosessuali e' considerato normale e per noi una deviazione, ma se ci mettiamo davanti ad uno specchio chi e' il malato io che amo o tu che odi i diversi?

Su uno dei siti su cui gestisco un blog l'omosessualita' viene definita una malattia una perversione motivo di scherno e derisione, vengono giustificasti i vari esseri umani( che per me non lo sono) che picchiano accoltellano e distruggono la vita di persone considerate diverse e condannate per il loro modo di essere e di amare, come molti sanno su questo sito io sono lesbica e non mi reputo una malata o deviata, studio filosofia antica e moderna, ho una leggera infarinatura di giurisprudenza, e sono altresi' una persona molto coerente e riflessiva, mi informo prima di parlare....ed uno psicologo con cui sono in contatto da anni mi ha precisato che, oltre a mille fattori imputabili ad un'infanzia infelice o disastrata con un genitore cio' che spinge un individuo all'omosessualita' e' in realta' un fattore genetico ed ormonale, allora perche' continuare a condannarci quando anche noi siamo umani con un cuore ed una sensibilita', spesso, maggiore di quella degli eterosessuali?

silenzi

18 novembre 2009 ore 19:22 segnala
Avrei voluto dirti avrei voluto che
Ma poi le cose cambiano quando sei davanti a me
Le pagine dei libri non mi hanno detto mai
Cos’è quello che sento anche quando non ci sei
Quello che sento non è dentro le poesie
Ma solo storie mie
Quello che sento per te anche quando non ci sei
E’ nei silenzi miei
Le strade son bagnate e non ricordo se
La direzione dei miei passi è ancora verso te
In volo coi pensieri ti ho raggiunta già
Ma quando ti ho davanti poi non so come si fa
Quello che sento non è dentro le poesie
Ma solo storie mie
Quello che sento per te anche quando non ci sei
E’ nei silenzi miei
Le luci della notte accese per noi
Il tempo che non ci ha tradite mai
Siamo rimaste qui occhi negli occhi così
Perse dentro l’attimo del se
Come quando un fuoco brucia forte dentro te
E non lo spegni mai non spegni mai quella fiamma accesa
Sembrava che la pioggia cadesse per noi
Lavando il mondo da quel che non vuoi
E il sole era già qui a riscaldarci così
Non vedo l’ora di abbracciarti sai
Non passano i minuti quando sono senza te
Ti sto aspettando sai cercando sai
Sei tutta la mia vita
E piangerei per ore
E finirei le lacrime
E griderei per ore
Per me per noi per te per noi
E conterei le ore che
Che ancora ci separano
Io piangerei per ore
Se tu fossi qui non sapresti chi sei
Se fossi forse ti crederei

silenzi

18 novembre 2009 ore 19:22 segnala
Avrei voluto dirti avrei voluto che
Ma poi le cose cambiano quando sei davanti a me
Le pagine dei libri non mi hanno detto mai
Cos’è quello che sento anche quando non ci sei
Quello che sento non è dentro le poesie
Ma solo storie mie
Quello che sento per te anche quando non ci sei
E’ nei silenzi miei
Le strade son bagnate e non ricordo se
La direzione dei miei passi è ancora verso te
In volo coi pensieri ti ho raggiunta già
Ma quando ti ho davanti poi non so come si fa
Quello che sento non è dentro le poesie
Ma solo storie mie
Quello che sento per te anche quando non ci sei
E’ nei silenzi miei
Le luci della notte accese per noi
Il tempo che non ci ha tradite mai
Siamo rimaste qui occhi negli occhi così
Perse dentro l’attimo del se
Come quando un fuoco brucia forte dentro te
E non lo spegni mai non spegni mai quella fiamma accesa
Sembrava che la pioggia cadesse per noi
Lavando il mondo da quel che non vuoi
E il sole era già qui a riscaldarci così
Non vedo l’ora di abbracciarti sai
Non passano i minuti quando sono senza te
Ti sto aspettando sai cercando sai
Sei tutta la mia vita
E piangerei per ore
E finirei le lacrime
E griderei per ore
Per me per noi per te per noi
E conterei le ore che
Che ancora ci separano
Io piangerei per ore
Se tu fossi qui non sapresti chi sei
Se fossi forse ti crederei

una piccola sorpresa

18 novembre 2009 ore 17:00 segnala
CIAO RAGAZZI, PER PRIMA COSA MANDO UN BACIO A TUTTI...
VORREI RACCONTARVI UNA COSA SAPETE E' QUALCHE TEMPO CHE MI SENTO CON UNA PERSONA FANTASTICA UNA AMICO CON LA "A" MAIUSCOLA UNO DI QUELLI CHE NON TI GIUDICA SE SEI DIVERSO MA CHE TI VUOLE BENE ESATTAMENTE PER COME SEI UNO DI QUELLI CHE TI STRAPPA UN SORRISO ANCHE NELLE GIORNATE PIU' NERE....SIAMO PARECCHIO DISTANTI MA QUESTO NON CI IMPEDISCE DI ESSERE UNITI. ULTIMAMENTE MI HA FATTO RAGIONARE PARECCHIO SULLA MIA SITUAZIONE E SONO ARRIVATA ALLA CONCLUSIONE CHE QUELLO CHE PENSA LA MIA FAMIGLIA E' RELATIVO IO AMO E SONO AMATA DA UNA PERSONA STUPENDA, HO L'AFFETTO E L'AMORE INCONDIZIONATO DI MIO FIGLIO,  DI MIO PADRE, DEI MIEI AMICI CHE C'è DI MEGLIO NELLA VITA....GIO  TU SAI CHE PARLO DI TE NON C'E' BISOGNO CHE TE LO DICO...PENSANDO ALLE NOSTRE CHIACCHERATE MI VIENE IN MENTE UNA SOLA FRASE CHE TI SCRIVO QUI....

NON PENTIRTI NON GIUDICARTI SEI QUELLO CHE SEI E NON C'E' NIENTE DI MEGLIO AL MONDO....TI VOGLIO BENE

x le ragazze lesbo di asti aiutatemi...

09 luglio 2009 ore 12:42 segnala
ok piccola premessa ho 26 anni mi chiamo arianna e da un anno e mezzo ho fatto outing subito dopo aver dichiarato la mia omosessualita' i miei amici e i famigliari intorno a me si sono dimezzati....di amici in realta' me ne sono rimasti 2 quelli ke mi ritengono una persona coerente in fondo indossare una maschera non e' da me....ho bisogno del vostro aiuto ragazze e vi spiego anche in che modo esattamente..... ho bisogno di poter conoscere persone come me con i miei stessi interessi con i miei stessi problemi ma sopratutto persone che non mi giudichino xe' sono lesbica...ho bisogno di amiche e di persone sincere anccanto a me spero che dall'altra parte di questo monitor qualcuna di voi abbia voglia di conoscere persone sincere e con una gran voglia di vivere proprio come lo sono io...vi ringrazio per l'attenzione un bacio anticipato a tutte...

eccomi

20 novembre 2008 ore 12:46 segnala
eccomiiiiiiiiiiiiiiiii questa sono io dopo mille e mille lotte finalmente con il mio angelo che ne dite non è bellissimo....

manca poco...

11 novembre 2008 ore 21:09 segnala
 COME TUTTI GLI ANNI DA CINQUE A QUESTA PARTE RICORRE UNO DEI GIORNI CHE HA SEGNATO LA MIA VITA IN UN POST PRECEDENTE DIEDI L'ADDIO AD UN CARO AMICO AD UNO DI QUEGLI AMICI CHE X ANTONOMASIA HO SEMPRE CHIAMATO AMORE MIO UNO DI QUELLI CON CUI MI SCAMBIAVO MESSAGGI E LETTERE Xè LA LONTANAZA ERA TROPPA. QUESTA SERA IL TELEGIORNARE HA RICORDATO A TUTTI QUEL MALEDETTO TRAGICO GIORNO...NASSIRIA UN NOME CHE PORTO DENTRO...IN QUEL LUOGO HO PERSO UN AMICO, UN FRATELLO....E PER QUANTI DI VOI PENSINO CHE INFONDO ERANO PAGATI PER STARE LI...VORREI CHE RIFLETTESSE SU UNA SOLA COSA QUEI RAGAZZI PER QUALCUNO ERANO TUTTO....ADDIO MIO DOLCE ANGELO

l'amore cambia le persone

19 agosto 2008 ore 11:46 segnala

CIAO RAGAZZI E' TANTO CHE NON SCRIVO BHE SAPPIATE CHE E' VERO L'AMORE TI CAMBIA DENTRO

SONO 4 MESI ORMAI CHE SO DI AMARE UNA PERSONA STUPENDA....E 3 CHE CI VIVO ASSIEME....

SONO CONSAPEVOLE DI AVER FERITO MOLTE PERSONE CON LA MIA DECISIONE MA CHE DOVEVO

FARE SECONDO VOI CONTINUARE A NASCONDERMI FARE FINTA DI NIENTE MANTENERE UNA

FACCIATA UNA MASCHERA....?

BHE ERO STANCA DI QUESTO E DI MOLTE ALTRE COSE CHE FINALMENTE NON CI SONO PIU'

X TUTTI SONO CAMBIATA DENTRO E FUORI...DENTRO NO SEMPLICEMENTE HO INIZIATO AD ESSERE

ME STESSA.....FUORI BHE FUORI SI

HO PERSO 18 KG E MI SENTO BENE CON ME STESSA..FORSE PRIMA NON ERO ABBASTANZA

SPRONATA X CAMBIARE IL MIO ASPETTO ORA LEI MI FA SENTIRE VIVA E VOGLIO SESSERE SEMPRE

AL MEGLIO X LA PERSONA CHE DEFINISCO E CREDO SIA LA MIA VITA.....CIAO A TUTTI RAGAZZI

ancora dolore

21 gennaio 2008 ore 08:15 segnala

forse un giorno capirò....in passato ho fatto delle scelte che ora mi condizzionano la vita e mi ritrovo a pensare che per essere felice dovrei mollare tutto e andare lontano cercare di dimenticare e far si che gli altri si dimentichino di me......al momento,ed è solo colpa mia, hoi l cuore a pezzi la mia skifo di vita mi ha fatto perdere la persona che amo............ed ora nemmeno la musica la mia amata musica mi aiuta ogni parola delle canzoni che amo mi fanno pensare a lui al mio angelo...........a quanto è importante per me a quanto ho pianto e piango se penso alla prima vota che siamo usciti a quel bacio che non arrivava alla voglia di stringerlo e fargli capire che ero li a quando stava male ed io stavo in pensiero alla voglia ddi averlo accanto............buongiorno amore mio sarai sempre nel mio cuore