Roma e quelle persone che urlano con gli occhi

09 settembre 2014 ore 09:07 segnala



di Davide Desario

C’è un coro in questa città sempre più numeroso. E’ nei vagoni della metro, nel traffico sulla Salaria come sulla Casilina, in ufficio nella scrivania accanto, in fila alla posta, in banca o al pronto soccorso. E’ nel nostro stesso palazzo, è sulla panchina nel parco o alla fermata dell’autobus.
E’ un coro di persone silenziose, apparentemente normali, alle quali all’improvviso la vita fa paura. Un po’ forse se ne vergognano. Così non ne parlano ma urlano il loro disagio senza voce, sperando che qualcuno ascolti i loro occhi.

C’è chi ha perso il lavoro e non lo ritrova. C’è chi non ha più il suo amore e chi non ce lo ha mai avuto. Chi si sente incompreso o diverso. Chi si sente solo anche e soprattutto quando è in mezzo agli altri.

Arriva un brutto giorno che il peso è insostenibile. E in un secondo decidono di non urlare più nememno con gli occhi e li chiudono per sempre.
Solo ieri a Roma due persone si sono tolte la vita: un anziano al Gianicolo; un giovane americano a Monteverde. Ma qualche giorno prima, invece, una vecchietta è stata salvata dalla vicina di casa, la showgirl Hoara Borselli, che ha avuto la forza di abbassare il volume della sua vita e di ascoltare quella degli altri: ha chiamato la polizia e salvato la vecchietta prima che si gettasse nel Tevere da Ponte Milvio.

E allora si può fare. Basta ogni tanto staccare gli occhi dal display del cellulare e guardare chi ci sta a fianco, urlare di meno e ascoltare di più. Anche chi parla solo con gli occhi. Perché sono tanti.
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« immagine » di Davide Desario C’è un coro in questa città sempre più numeroso. E’ nei vagoni della metro, nel traffico sulla Salaria come sulla Casilina, in ufficio nella scrivania accanto, in fila alla posta, in banca o al pronto soccorso. E’ nel nostro stesso palazzo, è sulla panchina nel pa...
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09/09/2014 09:07:36
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Commenti

  1. MorganaMagoo 09 settembre 2014 ore 13:16
    io lo dico sempre.
    vivendo in campagna ci sono più animali che altro,
    ma in città dev'essere proprio diverso.
    a volte comunque non è neanche tanto salvare la vita
    a qualcuno, ... ma farlo continuare a voler vivere
    dopo il tentativo di porre fine alla sua esistenza.

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