La mia AFRICA

20 maggio 2010 ore 16:25 segnala

Giro per le strade della mia città con la sensazione di mettere un piede a nord e l'altro a sud, uno nel mondo ricco e individualista l'altro nel mondo povero e altruista, uno calpesta marciapiedi di cemento curati a rigore del gusto estetico, l'altro si impasta con la sabbia che copre le pietre di un suolo impossibile. Cammino per le strade stropicciando gli occhi, allineando i passi, mettendo in fila i ricordi. I pensieri gironzolano per conto loro. Percorrono i vicoli di Kanyama fatti di baracche di sabbia e cemento, di bambini che corrono e giocano e ridono come se ognuno fosse il più perfetto dei giorni, di uomini che barcollano ubriachi di birra e disperazione, di donne che lavorano con la schiena china e il volto segnato dalla fatica, di rigoli di acqua putrida che scorre dalle latrine, di occhi e mani che ti cercano per una carezza, di voci squillanti che vincono il brusio della miseria.

Sono tornata già da qualche settimana ma ancora mi ritrovo a passeggiare nelle strade dimesse del compound, a zompettare nella macchina per l'urto delle buche, a rivivere nei ricordi quel luogo, quella gente, quel pezzo di terra così strano nel suo essere speciale.

Sono tornata dallo Zambia, da Lusaka, da Kanyama. Da uno di quei posti in cui lo sguardo del mondo che conta non arriva e allora ci si inventa come sopravvivere.

C'è chi spacca le pietre magari nel doposcuola o anche tutto il giorno se un'istruzione non può permettersela. Così ti volti a guardare quei corpi da bambini con muscoli da adulti chiedendoti fino a quale latitudine abbia davvero senso parlare di diritti.

C'è chi si sveglia presto molto presto, prima che il sole sorga. Frigge frittelle, le prepara, carica sulle spalle il più piccolo dei figli e si incammina nel buio della baraccopoli per raggiungere la città con un ingombrante cesto sulla testa ed in tasca la speranza di tornare a casa con il poco da mettere nel piatto.

C'è chi invece è talmente stanco di sopravvivere che lo fa procurandosi una sensazione di effimera felicità. Lo riconosci dal recipiente che stringe in mano, dall'andatura storta, dallo sguardo assente. Beve per non pensare, beve forse per sentirsi migliore, beve per non accusare la fame. Torna dalla famiglia, butta le responsabilità fuori dalla porta e alza le mani su moglie e figli finché l'eccitazione alcolica non svanisce.

C'è chi combatte con coraggio la sua quotidiana sfida contro la diffidenza. Chi difende la propria diversità dimostrando a quelli che non credono di avere una forza che loro non hanno. Sono i disabili. Vittime dell'ignoranza prima ancora che dei propri mali. I meno fortunati sono non-figli, rinnegati, abbandonati, buttati in un angolo buio dello stanzone, immobili spesso per ore..e se la sfortuna è proprio nera più nera del nero della loro pelle sono non-figli rinchiusi in gabbia, senza metafora alcuna. Sì avete capito bene. Chiusi in recinti dietro la baracca, lontani dall'occhio del vicino che potrebbe deridere lo storpio di casa. I più fortunati vengono invece accettati e magari anche amati. Sono figli di chi ha il coraggio di chiedere aiuto e di chi vede in loro un futuro non meno felice degli altri. I fortunati tra i fortunati vanno addirittura a scuola, fanno fisioterapia, ricevono da mangiare. Nei loro visi, nelle loro gambe, nelle loro braccia, nelle loro mani ho visto una forza speciale, ho visto una voglia di vivere che ha tanto da insegnare e che scioglie ogni dubbio:ce la faranno.

C'è chi difende la propria dignità. Lo fa sfoggiando il vestito della domenica, il migliore, il più pulito, quello di cui sentirsi orgogliosi. Lo fa indossando un paio di scarpe dalla suola bucata..e non importa se entra la terra, entra lo sporco o entra il freddo perché la sensazione è quella di non sentirsi scalzi e anche un po' meno poveri. Lo fa mettendo le tendine alla porta sgangherata della propria baracca per dare un senso di casa anche laddove sembrerebbe una follia.

Ci sono i bambini..c'è la loro vivacità, i loro sorrisi, i loro occhioni neri illuminati da una luce speciale. Loro non sanno cosa fa il mondo, non sanno chi comanda e chi subisce, non conoscono i giochi di potere che generano ignoranza, fame, povertà. Loro corrono scalzi sui sassi, coperti di pochi sudici stracci. Le magliette sono logore, i pantaloncini servono a malapena a coprire le nudità...da ogni buchetto entra il vento gelido dell'inverno africano e li senti tremare quando vengono a cercare riparo e calore tra le tue braccia.

Loro gridano il tuo nome, se lo ricordano dal primo giorno e non lo dimenticano fino alla tua partenza. Loro cercano la tua mano, ti chiamano da lontano, vogliono accarezzare la tua pelle incuriositi dal suo pallido colore. Loro ti offrono anche quel che non hanno, vogliono dividere con te il pranzo e non importa se è l'unico pasto della giornata. Camminano con le zappette in mano, ti chiedi cosa stiano facendo e la tua testa, così lontana da quelle realtà, non riesce a darsi risposta. Poi li vedi che ti corrono incontro, saltellanti, contenti e tirano fuori dalla tasca i topolini che hanno cacciato offrendotene uno. Così capisci che era uno dei giochi della sopravvivenza e nonostante l'odore di marcio che ti suggerirebbe di scappare via rifiuti ringraziandoli con un grande abbraccio per aver ricevuto un'altra lezione di vita. Loro non si lamentano, ti sussurrano “I'm hungry” ma poi continuano a giocare e a cantare e a saltare distraendosi dalla fame. Loro sono così...speciali nella voglia di vivere che contagia, sorridenti nella miseria, felici di quel poco, coraggiosi come dovrebbero esserlo solo i grandi. Loro sono la speranza, sono il futuro, sono il mal d'Africa. Sono più di quello che le mie parole riescono a descrivere, molto di più. Le impronte delle manine sporche sulle mie maglie sono qualcosa che ancora cerco e che trovo non più nella stoffa ma dentro di me.

A Kanyama si vive come si può. Ci sono quindi uomini e donne che faticano, che lavorano, che sudano o anche solo che bevono, che rubano, che usano violenza. Ci sono bambini che spaccano pietre, che vanno a scuola, che non ci vanno, che sorridono, che mangiano, che non mangiano. Ci sono ragazzi diversamente abili che ce la faranno e altri che rimarranno nascosti al mondo. Per alcuni si parla di un domani, altri non sanno neanche cosa sia.

Quando penso a Kanyama mi capita di ricordare i momenti in cui i bambini correvano dietro la macchina, appena ci vedevano arrivare prendevano fiato, un sospiro per partire e poi via in una corsa sfrenata per decine di metri senza mai fermarsi..una gamba dietro l'altra, il sorriso sulle labbra, la voglia di raggiungerci. Dietro di loro il tramonto era bellissimo quasi a rendere quel posto migliore, come se fosse stato sospeso tra sogno e realtà, come se fosse stato lontano da tutti i mali. Mi piace ricordarli così e immaginarli correre allo stesso modo verso il loro futuro con la libertà di poter scegliere e di poter sognare, con la stessa corsa affannata e veloce....mi piace pensare che diventi un loro diritto e non più solo una mia speranza.

Bisogna andarci in Africa per conoscere, per non ignorare e per capire il valore della vita,…ci devi andare per renderti conto di quante contraddizioni ci siano là, dove una bottiglietta di ‘soda’ (Coca Cola) costa meno di una bottiglietta d’acqua, dove a pochi chilometri dalla città ricca, lussuosa, con grattacieli e centri commerciali inizia la periferia, le strade asfaltate via via diminuiscono per lasciare posto al fango e alla terra, trovi case fatte di lamiera con persone costrette a vivere in mezzo ai rifiuti, alla sporcizia e nella miseria più assoluta. Bisogna andare in quei luoghi per sentire l’accoglienza della gente povera, il calore che riescono a trasmetterti pur vivendo in una condizione di sofferenza.


 

vi sentirete mai a pieno volume???

18 novembre 2009 ore 16:29 segnala

L'altro giorno stavo ascoltando una canzone e subito mi sono tornati alla mente tanti ricordi. Belli soprattutto, anche se non sono mancati quelli meno belli. Definirli brutti infatti non sarebbe corretto. Ogni esperienza, ogni attimo, ogni occasione, se vissuta con intensità, lascia un segno dentro di noi. Che sia profondo o effimero, resta comunque una cicatrice indelebile sul corpo che ti marchia per l'eternità. Poi sta a ogniuno di noi imparere dagli errori commessi con la speranza di non più ricascarci. Non é semplice, questo lo so!

Si cresce più infretta sbagliando che facendo le cose giuste. Purtroppo (o per fortuna) é così. Almeno per me é cosi. Ma credo che anche per voi lo sia, pur comprendendo che non é per niente facile ammetterlo. Vuoi per orgoglio, vuoi per vergogna, vuoi per quel che vuoi.

Giunge però l'età, o forse sarebbe meglio dire il momento, in cui ti rendi conto che c'é stato il clic. Ché in te qualcosa é scattato. Del tipo che ti scorre davanti agli occhi la vita che hai vissuto e con essa, pure gli sbagli fatti. Un film con degli strafalcioni, un documentario con immagini anacronistiche, ma che proprio per questo rendo particolare la pellicola.

Rendono unica, insomma... come la vita. Ebbene si, quel preciso istante coincide con il raggiungimento della maturità. Vuol dire che non devi più sfortarti per imparare dagli errori, magari lottando contro te stesso e facendoti inutilmente del male. E solo allora che quello di sbagliato hai fatto fino a quel momento ti sprona ad andare avanti con tutta la forza che hai in corpo. Una carica ti prevade, la fiamma della volotà si accende e fa scoppiare la scintilla dell'azione. Agire, agire, agire. Basta piangere sul passato, stop alle risate amare velate di lacrime, quello ché é stato é stato anche se poteva andare diversamente, ma boh.. non lo so... prendi la vita tra le mani, stringila col cuore e baciale sulla fronte e poi guardati allo specchio. Sia lui che te sorriderete. Sorriderete al futuro vivendo appieno il presente.

Quella canzone non aveva titolo né interprete. La dovete scrivere voi se volete. Se non lo farete, tanto peggio. Ma non pensare che qualcuno verrà a cantare per noi. Naaaaaaaaaa,  nemmeno in pleyback. Schiacciate il tasto play della vita, ma non pigiate mai, mai, mai sul rewind.

 

CRESCENDO IMPARI ....

01 ottobre 2009 ore 11:50 segnala

Crescendo impari la differenza, la sottile differenza, tra dare una mano ed incatenare un’anima; impari che l’amore non significa appoggiarsi e che compagno non sempre significa sicurezza. Inizi ad imparare che i baci non sono contratti ed i regali non sono promesse.
Cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e lo sguardo proteso in avanti, con la grazia di una donna e non con la tristezza di una bambina…
Impari che non interessa quanto tu te ne interessi, alcune persone semplicemente se ne fregano. Accetti che non importa quanto una persona sia buona, ogni tanto questa ti ferirà e dovrai perdonarla per questo.
Impari che parlare può alleviare i dolori emotivi, scopri che si impiegano anni per acquistare la fiducia di qualcuno e solo un secondo per perderla..
Impari che nel tempo di un istante puoi fare cose delle quali ti pentirai per tutto il resto della vita; impari che le vere amicizie continuano a crescere nonostante le immense distanze che, nonostante tutto, l’importante non è ciò che possiedi, ma chi hai accanto..
E impari che i buoni amici sono la famiglia che ci siamo potuti scegliere quanto eravamo ancora dei piccoli angeli senza ali; capisci che non dobbiamo mai cambiare gli amici se non sono proprio loro a cambiare.
Scopri che le persone alle quali sei più affezionato vengo trattate da te con “leggerezza”, per questo dobbiamo sempre lasciare le persone che amiamo con parole affettuose.. potrebbe essere l’ultima volta che le incontriamo..
E così impari che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma non siamo i responsabili, gli unici responsabili  di noi stessi.
Cominci ad imparare che non devi paragonarti agli altri, ma al meglio che puoi essere.
Impari che impieghi fin troppo tempo per divenire ciò che desideri essere e che il tempo è poco, è breve, non basta mai.. Impari che non importa dove sei già arrivato, ma dove stai andando.. nel frattempo, se non sai dove andare, qualsiasi posto sarà utile.
.. RIFLETTI ..
Impari che o controlli le tue azioni, o loro controlleranno te, facendoti perdere la strada, facendoti perdere te stesso.
Impari che essere fragili non significa essere debole o non avere carattere, poiché non importa quanto delicata sia una situazione, esistono sempre due aspetti: la tua versione e quella degli altri.
Impari che gli eroi sono quelli che hanno fatto quello che era necessario fare, affrontando le conseguente.  Incominci anche ad imparare che la pazienza necessita di molto esercizio.
Scopri poi che, alle volte, la persona che credevi ti avrebbe calpestato qualora tu fossi caduto, è una delle poche che, invece ti avrebbe aiutato a rialzarti.
Impari che l’essere maturi dipende più dalle esperienze vissute e dalle lezioni da esse apprese, che dal numero di compleanni festeggiati; impari che in te hai dei tuoi genitori più di quanto tu supponessi.
Impari che MAI si deve dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze, poiché sono poche le cose così umilianti.. e sarebbe una tragedia se lui ci credesse..
Ed impari che quando sei arrabbiato hai tutto il diritto di esserlo, ma ciò non ti offre il diritto di essere crudele. Scopri che, solo perché qualcuno non ti ama nel modo in cui vorresti che ti amasse, non significa che questa persona non ti ama con tutta sé stessa.. con tutta l’anima… A volte vi sono persone che amano, ma che, semplicemente non hanno la capacità di dimostrarlo, o forse non sanno come viverlo.
Impari poi che non sempre è sufficiente essere perdonato dagli altri, alcune volte dobbiamo imparare a perdonare noi stessi. E capisci che, con la stessa serenità con la quale giudichi, un giorno verrai condannato.
Capisci inoltre che non ha importanza in quanti pezzi sia stato ridotto il tuo cuore, il mondo non si ferma per permetterti di ripararlo; il tempo non è qualcosa che può tornare indietro, pertanto coltiva il tuo giardino ed abbellisci la tua anima invece di aspettare che qualcuno si presenti alla tua porta con dei fiori.
Impari che realmente puoi sopportare, che realmente sei forte, che realmente puoi andare molto più distante nonostante avessi già pensato di non farcela più.
Afferri che la tua vita ha valore e che puoi amarla intensamente, se solo lo desiderassi con tutta l’anima.
I nostri dubbi sono contraddittori e ci fanno perdere tutto quanto di buono potevamo conquistare per la paura di provare.
Solo quando diventerai una persona matura impari e capisci tutto questo!
 
Ringrazio STEF per avermi invogliato a scrivere di  nuovo, era tanto che non aggiornavo il mio blog.
 
 

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Crescendo impari la differenza, la sottile differenza, tra dare una mano ed incatenare un’anima; impari che l’amore non significa appoggiarsi e che compagno non sempre significa sicurezza. Inizi ad imparare che i baci non sono contratti ed i regali non sono promesse. Cominci ad accettare le tue...
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01/10/2009 11:50:59
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AUGURI

17 dicembre 2008 ore 10:03 segnala
Aspettando una conferma, sudando tutte le giornate da gennaio a dicembre, cambiando lavoro, ambizioni, amicizie, compagnie e sogni... arranco verso un veglione dove c'è di tutto: generazione fortunata la nostra... lo dicono tutti!!!

Credo sia davvero passato un anno: era da tanto che non cambiava tutto così velocemente in dodici mesi. Credo che quest'anno sia stato uno di quelli dove ho imparato di più di quanto abbia insegnato.

Ho sofferto, ma ho fatto anche soffrire. Ho amato, mi viene facile, ma sono anche stata amata. Ho discusso, ma mi sono dovuta mettere in discussione. Ho cambiato le carte in tavola, e ho scoperto che il mazzo non era truccato. Ho sorriso, e ho sentito la voglia di far sorridere.

Adoro quelle trasmissioni di questi giorni in cui fanno un riassuntone di tutto quello che è successo nel mondo, e cosa succedeva un secolo fa. Vorrei, in poche parole, fare il riassunto di tutto quello che è successo. Ma la lista è davvero lunga. Vorrei fare la lista di cosa mi aspetto possa succedere: ma qualche mese fa ho imparato a credere nei sogni così come vengono. Niente mi è impossibile, o almeno credo.

Ho fatto affidamento su tanti piccoli paletti, che il tempo ha sepolto senza pazienza, prima che riuscissi ad appoggiarmi. Ho guardato il libretto di istruzioni, ma ho la certezza che sia di qualcun altro. Peccato, faccio da sola!. Senza troppo rispetto, ammiro chiunque accetti la sfida. Adoro vedere il sorriso di un uomo che si è appena sorpassato: il sorriso di quello che ha scalato un vulcano a mani nude. E forse la cosa più bella che ho visto quest'anno è stata la discesa in bicicletta di quell'italiano su una montagna in Perù. Salito con la bici in spalla, tre ore di fatica e scendendo urlava: "che idea da stronzo". Ma quanto deve aver goduto?

Mi viene la pelle d'oca a ricevere quegli auguri di Pace e Serenità, parole troppo grosse se non volute da tutti.

Vorrei che il messaggio fosse per tutti lo stesso: fallo, dio mio, fallo e basta: corri, non ti fermare a pensare: mille cose ti fermeranno, alcune terribili. Ma la differenza la fa una cosa che solo tu hai: la percezione esatta del sogno che stai inseguendo. Ne ho giusto giusto in mente un paio... che mi fanno tremare le gambe... che figata!!

Vi auguro di farvi trovare quando il treno passa: dicono che passi una volta sola, l'ho sentito dire da gente che però non ha mai avuto il coraggio di inseguirlo...

Beh... AUGURI, sono un po' diversi dai soliti ma fatti col cuore!!!

I ricordi

18 novembre 2008 ore 11:05 segnala
 Alcune persone saranno sempre più forti del tempo e della distanza...
più profonde del linguaggio e delle abitudini.
Come l'amore ...
che rimarrà sempre un'emozione,
senza nulla di ragionevole
Una straordinaria follia vissuta insieme dal corpo e dall'anima,
che li compromette irrevocabilmente
nello struggente ripercorrere di profumi ed emozioni.

Alcuni ricordi saranno sempre più forti del tempo e della distanza...
il segno che lasciano è impercettibilmente indelebile
univoco e profondo
lasciando ci solo una speranza...
seguire i propri sogni e imparare a essere se stessi,

condividendo con gli altri la magia di quella scoperta

AMORI

21 ottobre 2008 ore 14:31 segnala
Accesi, spenti, stupidi e speciali,
due consonanti perse in tre vocali;
sono loro che ci aiutano a non sentirci soli
percio' sono importanti e li chiamano amori.

Gli amori sotto un grande cielo
o chiusi in una stanza
gli amori in cui hai perso la speranza,
gli amori con le spalle al muro,
o quando dici: "Dio ci pensa".
Gli amori dove non sei sicuro,
a cui non dai importanza...

Ma quanti amori, quali amori
con il coraggio e la paura di volersi bene,
amori fragili che vanno via,
quelli in cui soffri solamente tu
e gli altri a dire: "Cosa vuoi che sia".

Quanti amori, troppi amori
amori ormai scoppiati che non sanno stare insieme,
amori al limite della follia,
quelli che trovi e che non lasci piu',
gli amori a pezzi da gettare via.

Immagina due mondi solitari
sospesi tra le stelle, in mezzo ai mari,
a volte si avvicinano per non sentirsi soli,
per questo sono grandi e li chiamano amori.

Ma quanti amori, quali amori
con il coraggio e la paura di volersi bene,
amori fragili che vanno via,
quelli in cui soffri solamente tu
e gli altri a dire: "Cosa vuoi che sia".

Quanti amori, troppi amori
amori appena nati, con la voglia di restare insieme,
amori al limite della follia,
quelli che trovi e che non lasci piu',
gli amori a pezzi da gettare via.

Quanti amori, ma quali amori...

Amori a limite delle pazzia,
quelli che c'e che non lasci piu,
gli amori a pezzi da gettare via.

Gli amori sono quasi tutti uguali.
La differenza adesso... falla tu

LA VITA

27 agosto 2008 ore 17:47 segnala
La vita ti assale. Non la conosci, non l'aspetti. Lei ti assale e basta.
Sceglie lei dove tu nascerai. In che famiglia, che fede ti verrà imposta, di che colore avrai la pelle. Sceglierà lei se sarai in salute. Sceglierà lei se sarai ricco. La vita.
Ma sceglie tutto lei ? No scegli tu come essere dentro, se e come ti alzi la mattina, se esci e vedi una persona decidi tu se sorriderle, parlarle. Questo non è più la vita a deciderlo, ma la tua anima. E' lei che racchiuderà le tue esperienze, i tuoi amori, i tuoi desideri e dolori. La tua anima racchiuderà anche i ricordi. I ricordi passati di vecchi amori o di affetti che ora non ci sono più recisi dalla morte.

La vita e l'anima. Due cerchi che si toccano e si fondono nello spazio della nostra esistenza.

 

Felicità

29 luglio 2008 ore 08:56 segnala
Ciao, il mio nome è Felicità.
Faccio parte della vita, di quelli che credono nella forza dell'amore, che credono che ad una bella storia non possa esserci mai fine.
Sono sposata, lo sapevi? Sono sposata con il Tempo. Lui è il responsabile della risoluzione di tutti i problemi.
Lui costruisce cuori, lui medica quelli feriti, lui vince la tristezza ...
Io e il Tempo, assieme, abbiamo avuto 3 figli:
Amicizia, Saggezza, Amore ...
Amicizia è la figlia più grande, una ragazza bellissima, sincera e allegra. Lei unisce le persone, non ha l'intento di ferire, ma di consolare.
Poi c'è Saggezza, colta, con principi morali ... lei è quella più attaccata a suo padre, Tempo. E' come se Saggezza e Tempo camminassero insieme!
Il più piccolo è Amore! Ah, quanto mi fa lavorare lui! E' ostinato, a volte vuole abitare solo in un certo posto... E a volte dice che è stato concepito per abitare in due cuori e non in uno soltanto. Eh si, mio figlio Amore è molto complesso. Quando comincia a far danni, devo chiamare subito suo padre, Tempo, affinché chiuda le ferite procurate dal figlio !
Una persona un giorno mi ha detto: …"alla fine tutto si sistema sempre...in un modo o nell'altro... se le cose ancora non si sono sistemate è perché non siamo ancora giunti alla fine"...
Per questo ti dico di avere fiducia nella mia famiglia. Credi in mio marito Tempo, nei miei figli Amicizia, Saggezza e soprattutto credi in mio figlio Amore.
Se avrai fiducia in loro, stai certo che allora io, Felicità, un giorno batterò alla tua porta !

LA PAURA

18 luglio 2008 ore 14:10 segnala
Anni fa a scuola scrissi un tema. Si intitolava: la paura. Iniziai con questa frase: cos'è la paura ? Io non lo so. Il tema così ben iniziato purtroppo non proseguì sullo stesso livello.

Oggi ad anni di distanza questo blog lo inizio così:
la paura, la conosco. La conosco e la riconosco. Per paura facciamo tante cose che dentro di noi non ci aspetteremmo neppure. Ci sono diversi tipi di paure e a diversi livelli.
Chi ha paura della morte, chi ha paura dell'uomo o della donna, chi ha paura di vivere. Mi fermo ad alcuni esempi. L'intensità varia a dipendenza della nostra introspezione e da quanto siamo coinvolti nell'attimo in cui proviamo paura.
Molti di noi sono dei paurosi ma......c'è un ma. Chi si crede senza paura probabilmente non proverà un altro sentimento che ci spinge avanti, un sentimento che può permetterci di fare grandi cose.
Il coraggio. Senza di esso sarebbe difficile andare avanti e vivere appieno la nostra vita.
Come si fa a riconoscere una persona coraggiosa ? Di solito è quella che ha più paura. Durante la nostra vita la paura ci accompagna sempre, ma anche il coraggio è li, dentro di noi e viene fuori quasi senza che ce ne accorgiamo. In nome del coraggio sono stati fatti tanti sacrifici, anche i più estremi per permettere ad un altro essere umano di vivere.
Nel quotidiano ci vuole anche il coraggio di alzarsi la mattina e nonostante tutto affrontare una nuova giornata, con tutte le sue insidie, ma anche con tutte le sue possibilità e la sua bellezza.
Se si è ammalati non lasciarsi sopraffare dalla paura, cerca dentro e vedrai che il coraggio uscirà fuori
Concludendo sia che si abbia paura o coraggio, l'importante è dimostrare i propri sentimenti e non averne ne vergogna ne paura........

Speranza

28 maggio 2008 ore 15:52 segnala

Tutti noi, nella vita,culliamo almeno una illusione, l'illusione è speranza....

La speranza è quella chi ci "Aiuta a Vivere"


E' difficile definire ciò che è impossibile, i sogni di ieri sono la speranza di oggi e la realtà di domani..