La Bisaccia

01 ottobre 2013 ore 23:16 segnala


VII - La Bisaccia

Barba Giove disse un giorno:
- Vengan quanti al mondo sono
animali malcontenti
e ciascun di lor mi parli
senza fare complimenti,
ch'io vedrò dal mio gran trono
se si possa contentarli -.

Il babbione per suo conto
si dichiara arcicontento
senza tema di confronto.
Una bestia, figurarsi!
che cammina a quattro mani,
così bella e di talento,
non sarebbe un'ingiustizia
se volesse lamentarsi?

Ma una grande compassione
egli sente in cor per l'orso,
che gli sembra un così stupido
materiale bestïone,
così rozzo e disadatto,
che i pittori si rifiutano
fin di pingerne il ritratto.

L'orso subito protesta
contro questa insinuazione.
Quel che a lui sembra mal fatto,
corto in coda e grosso in testa,
una macchina pesante
senza garbo e proporzione,
è piuttosto l'elefante.

A sua volta anche costui,
ch'è un buonissimo pedante,
dice mal della balena
tutta schiena, tutta schiena.
Ogni mal è del vicino,
e per essere discreti
fa l'istesso panegirico
la formica al moscherino.

Barba Giove soddisfatto
li rimanda in santa pace.
Per venire adesso al fatto
non vi sembra che a un dipresso
anche noi facciam lo stesso?
Linci a scorgere del prossimo
i difetti, siamo poi
talpe cieche sol per noi.

Quando viene in questa valle
porta ognuno sulle spalle
una duplice bisaccia.
Dentro a quella che sta innanzi
volentieri ognun di noi
i difetti altrui vi caccia,
e nell'altra mette i suoi.



42911902-791c-4412-834d-d178159d6e2a
« immagine » VII - La Bisaccia Barba Giove disse un giorno: - Vengan quanti al mondo sono animali malcontenti e ciascun di lor mi parli senza fare complimenti, ch'io vedrò dal mio gran trono se si possa contentarli -. Il babbione per suo conto si dichiara arcicontento senza tema di confronto....
Post
01/10/2013 23:16:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    4

Si narra che una volta...

01 ottobre 2013 ore 00:51 segnala


VI - La Mucca, la Capra e la Pecora in società col Leone



Si narra che una volta stringesser comunella
la Pecora, la Mucca, la Capra lor sorella,
col gran signor del luogo che detto era Leone,
a questa condizione:
che ognun insieme i danni e gli utili mettesse.
Ben stabiliti i patti avvenne che cadesse
un cervo nella fossa un dì della capretta,
che onesta manda a chiedere i suoi compagni in fretta.

Giunto il Leone, esclama: - Faremo quattro parti -.
E subito coll'unghie straccia la bestia in quarti.
La prima se la piglia e ciò per la ragione
ch'egli è Messer Leone.
- Un'altra parte - aggiunge, - ancor spettami in sorte
perché sono il più forte.
La terza me la piglio perché sono il Leone,
e se la quarta qualcuno osasse contrastarmi
lo mangio in un boccone -


Jean de La Fontaine
24dc4d9c-8fca-49d1-97ad-a56f75c5361d
« immagine » VI - La Mucca, la Capra e la Pecora in società col Leone « immagine » Si narra che una volta stringesser comunella la Pecora, la Mucca, la Capra lor sorella, col gran signor del luogo che detto era Leone, a questa condizione: che ognun insieme i danni e gli utili mettesse. Ben st...
Post
01/10/2013 00:51:11
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment

Continua...

29 settembre 2013 ore 20:07 segnala


IV - I due Muli



Un Mulo che portava sulla schiena
dei sacchi d'or per conto dello Stato,
tutto superbo camminava a lato
d'un altro Mulo carico d'avena.
Agitando la criniera
colla bella sonagliera
del nemico ei fu cagione
che attirasse sull'oro l'attenzione.

Tratta dal buon bottin ecco una banda
piomba sul regio Mulo, e una tempesta
di colpi piove a lui sopra la testa
che invan sospira e ragli al cielo manda.
- Poveretto, - esclama, - a morte
mi conduce l'alta sorte!
Te felice che d'avena,
non di tesor hai carica la schiena!

- Buon amico, è questo il guaio,
degl'impieghi illustri ed alti, -
gli rispose il camerata:
- meglio il mulo d'un mugnaio
che il dover far certi salti -.






V - Il Lupo e il Cane

Un Lupo già ridotto al lumicino
grazie ai cani che stavan sempre all'erta,
andando un dì per una via deserta
incontrava un magnifico mastino,
tanto grasso, tondo e bello,
che pensò di dargli morte
provocandolo in duello.
Ma vedendolo un po' forte,
pensò invece con ragione
di pigliarlo colle buone.
Comincia in prima a rallegrarsi tanto
di vedere il buon pro' che gli fa il pane.

- E chi vi toglie, - rispondeva il Cane, -
di fare, se vi accomoda, altrettanto?
Quella vita che voi fate
dentro ai boschi è vita infame
sempre in guerra e sempre in scrupolo
di dover morir di fame:
vita stracciata e senza conclusione
che non può mai contar sopra il boccone.
Venite dietro a me, mio buon compare,
che imparerete l'arte di star bene.
Vi prometto pochissimo da fare;
star di guardia, guardar chi va, chi viene,
abbaiare ai pitocchi ed alla luna
e sbasoffiare poi certi bocconi
di carne e d'ossa, d'anitre e capponi,
senza contar la broda
in pagamento del menar la coda -.

Udendo questo, della sua fortuna
il Lupo si rallegra fino al pianto.
Ma camminando dell'amico accanto
gli venne visto spelacchiato e frollo
del buon mastino il collo.

- Che roba è questa? - È nulla. - È nulla un corno!
- Suvvia non darti pena,
forse il segno sarà della catena
alla quale mi legano di giorno.

- Ti legano? - esclamò cangiando tono. -
Né correre tu puoi dove ti piace?
- Che importa? - Importa a me, colla tua pace;
fossero d'oro, i piatti tuoi ti dono,
non è una vita, no, che m'innamora -.
E presa la rincorsa, corre ancora.





Les Fables - JEAN DE LA FONTAINE
137260af-963a-4894-9007-c7ec334eb3e1
« immagine » IV - I due Muli « immagine » Un Mulo che portava sulla schiena dei sacchi d'or per conto dello Stato, tutto superbo camminava a lato d'un altro Mulo carico d'avena. Agitando la criniera colla bella sonagliera del nemico ei fu cagione che attirasse sull'oro l'attenzione. Tratta...
Post
29/09/2013 20:07:12
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    1

Le favole di La Fontaine

27 settembre 2013 ore 22:06 segnala


Inizio col pubblicare l'incipit e le prime favole tratte da "Les Fables", il famoso libro di Jean De La Fontaine, scrittore francese vissuto nel secolo XVII (1621 - 1695).

Sono favolette morali, in rima nell'originale, sulla scia di quelle classiche di Esopo e di Fedro.
Nei prossimi giorni vedrò se sarà il caso di continuare con altre favole, considerato che sono molto conosciute seguendo anche eventuali e graditi suggerimenti.


&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&

FAVOLE

di Jean de La Fontaine
trad. di Emilio De Marchi


Al delfino di Francia

Canto gli Eroi progenie alma d'Esopo
di cui l'istoria, anco se falsa, in fondo
di verità nasconde alti concetti.
Tutto parla nel mio novo poema,
il can, la volpe e fin parlano i pesci;
ma ciò che l'uno all'altro gli animali
dicon fra lor, di te, lettor, si dice.

O figlio illustre di Gran Re, sul quale
guarda benigno il ciel, guarda la terra,
d'un Re che cento baldanzose teste
abbassando, fra poco i giorni suoi
col nome segnerà delle vittorie,
altri canti con voce epica e grande
degli avi i fasti e le virtù dei prenci;
di piccole vicende il picciol quadro
io per te pingerò dentro i miei versi.
Che se all'impresa fia negato il dono
di piacer al tuo cor, dolce Signore,
almen conforti il povero poeta
quel d'averla tentata umile premio.

LIBRO PRIMO


I - La Cicala e la Formica.

La Cicala che imprudente
tutto estate al sol cantò,
provveduta di niente
nell'inverno si trovò,
senza più un granello e senza
una mosca in la credenza.

Affamata e piagnolosa
va a cercar della Formica
e le chiede qualche cosa,
qualche cosa in cortesia,
per poter fino alla prossima
primavera tirar via:
promettendo per l'agosto,
in coscienza d'animale,
interessi e capitale.

La Formica che ha il difetto
di prestar malvolentieri,
le dimanda chiaro e netto:
- Che hai tu fatto fino a ieri?
- Cara amica, a dire il giusto
non ho fatto che cantare
tutto il tempo. - Brava ho gusto;
balla adesso, se ti pare.

II - Il Corvo e la Volpe



Sen stava messer Corvo sopra un albero
con un bel pezzo di formaggio in becco,
quando la Volpe tratta al dolce lecco
di quel boccon a dirgli cominciò:

- Salve, messer del Corvo, io non conosco
uccel di voi più vago in tutto il bosco.
Se è ver quel che si dice
che il vostro canto è bel come son belle
queste penne, voi siete una Fenice -.

A questo dir non sta più nella pelle
il Corvo vanitoso:
e volendo alla Volpe dare un saggio
del suo canto famoso,
spalanca il becco e uscir lascia il formaggio.

La Volpe il piglia e dice: - Ecco, mio caro,
chi dell'adulator paga le spese.
Fanne tuo pro' che forse
la mia lezione vale il tuo formaggio -.
Il Corvo sciocco intese
e (un po' tardi) giurò d'esser più saggio.


III - La Rana e il Bove

Grande non più d'un ovo di gallina
vedendo il Bove e bello e grasso e grosso,
una Rana si gonfia a più non posso
per non esser del Bove più piccina.

- Guardami adesso, - esclama in aria tronfia, -
son ben grossa? - Non basta, o vecchia amica -.
E la rana si gonfia e gonfia e gonfia
infin che scoppia come una vescica.

Borghesi, ch'è più il fumo che l'arrosto,
signori ambiziosi e senza testa,
o gente a cui ripugna stare a posto,
quante sono le rane come questa!

d9ec038d-00fa-42be-9c35-18e07362cc42
« immagine » Inizio col pubblicare l'incipit e le prime favole tratte da "Les Fables", il famoso libro di Jean De La Fontaine, scrittore francese vissuto nel secolo XVII (1621 - 1695). Sono favolette morali, in rima nell'originale, sulla scia di quelle classiche di Esopo e di Fedro. Nei prossim...
Post
27/09/2013 22:06:23
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment

Si comincia

27 settembre 2013 ore 16:15 segnala


Come ho scritto sull'altro mio blog (http://blog.chatta.it/tablor/default.aspx) inauguro questo nuovo spazio dove pubblicherò racconti, libri (interi o parti di essi), di autori famosi e non, che magari qualcuno avrebbe voluto leggere, ma mai ha potuto farlo.

Un saluto ed un ringraziamento anticipati a coloro che si fermeranno in questo luogo.

Lorenzo


NOTA: Considerato il modello del blog occorrerà leggere partendo dal fondo, salendo man mano.
411cf95f-b48b-4290-b44d-bc8cb591d2b7
« immagine » Come ho scritto sull'altro mio blog (http://blog.chatta.it/tablor/default.aspx) inauguro questo nuovo spazio dove pubblicherò racconti, libri (interi o parti di essi), di autori famosi e non, che magari qualcuno avrebbe voluto leggere, ma mai ha potuto farlo. Un saluto ed un ringra...
Post
27/09/2013 16:15:42
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    7