AMICO...

06 gennaio 2010 ore 16:05 segnala

Pensieri liberi per un amico

Non voglio scriverti una lettera, ma liberi pensieri, un po’ come se fossi accanto a me.
Mi manchi tanto, ti parlo sola moltissimo.
A volte sono io che consolo te, a volte sei tu che consoli me.
Il gioco dei ruoli è purtroppo una realtà in questo mio viverti.
Ma cerca di prendere la cosa nel modo più leggero possibile, perché ti sarebbe tutto solo più gravoso.
Subiamo sempre colpi...
C’ è sempre chi ama dare colpi, è una storia del tempo, del distante in cui ognuno vive, sempre convinto che correre, per andare avanti, sia il vero obiettivo, senza accorgersi che forse fermarsi e vivere, accettando il meno, potrebbe rasserenare i giorni.
Viviamo come ammassati in una locomotiva… ammassati ma senza conoscerci, pronti ad usare prima della parola per – accordare- quella per ferire.
E’ difficile vivere, perché questo continuo correre, in realtà, fa restare indietro e sconosciuti tra gli stessi presenti che vicino ci vivono.
Credo sia questo il nostro grande e profondo male, il non volere e sapere più ascoltare l’altro, troppo presi dalla necessità egoistica di far ascoltare solo e sempre noi.
E così le altre voci passano distratte, non ci accorgiamo del dolore altrui, non lo paragoniamo al nostro, non ne vediamo le assonanze, mentre la tv scorre con fiumi di parole e di immagini che penetrano toccandoci dentro, ma solo per un attimo, perché la difesa egoistica che abbiamo creato in noi, alza subito la saracinesca …e dimentichiamo gli altri, convinti così di vivere.
Discuterne lo facciamo, anzi pareri e critiche volano come fogli in una giornata ventosa, ma fogli in aria, restano.

E con tutto ciò, ci ripetiamo che nessuno ci dà spazio, nessuno ci ascolta, insomma ribaltiamo tortuosamente lo specchio che noi dovremmo guardare, per darci singolarmente, una seria regolata, sugli altri.
E così facendo, ci isoliamo sempre di più...
E’ come una punizione che ti arriva in - automatico.

Cosa succede negli altri nel frattempo?

Se sono episodi passeggeri nella nostra vita, ti voltano le spalle con la stessa crudeltà con cui lo fai tu, ma se ti vogliono bene, sono tagli, sofferenze e lacrime silenziose.Attese infinite per parole che non arrivano, o se arrivano sempre prese da mille altri problemi, reali per carità, ma dai quali si è in fondo esclusi, perché “diversi”, dal mondo in cui tu, -altro- sei stata posata o posato. E il tuo è purtroppo sempre, in questi casi, solo, il mondo del superfluo. Si, spesso capita così a chi dà tanto, forse tutto. E questo altro, vede in silenzio ed in silenzio, triste, aspetta. E si resta muti ad osservare, pronti a tenere in piedi, se viene richiesta, ma anche senza alcuna richiesta, una parola, perché troppo a terra - l’altro lato. E si aspetta sempre in una attenzione che manca tanto e pesa molto.
Cosa si aspetti, ad un certo punto, non si sa più, ed il perché non ci se lo chiede più, in una forma strana di vegetare che sempre aspetta - il vivere. E ti attacchi a piccoli momenti di sole, ad attimi di allegria, ad una ingenuità del credere che a volte non cambia mai neppure con l’età.
Forse occorrerebbe di più guardare un po’ più in là, in una prospettiva più larga per potere vivere respirando, avendo il coraggio di lasciare alle spalle, l’ieri mortificante, portandosi dietro solo alcuni mattoni di una costruzione che non si realizzerà mai.
Ma quando si ama, diventa molto difficile e vorresti solo che l’altra persona aprisse finalmente gli occhi ed aprisse un portone, da troppo tempo chiuso, perché troppo ci si è bagnati sotto l’acqua di temporali e burrasche sempre uguali, solo diversi di vestiti.

Ecco, sono pensieri liberi, questi che ho voluto scriverti in questo momento difficile che stai attraversando, sempre solo e chiuso.
Lungi da me accuse o cattiveria, solo riflessioni di chi ama.
Cerca di tirare tu, un po’, le tue, di somme.
Sei solo se vuoi essere solo nella vita.
Dipende solo da te tendere e/o dare la mano.
C’è sempre una mano che potrebbe aiutare, ma spesso una visione che non comprende l’umiltà in un piccolo delirio di onnipotenza, non ce la fa prendere e preferiamo restare così, ricci chiusi a tenerci tutto dentro, senza condividere con altri il bene ed il male che ogni giorno porta ad ognuno.

Condividere è la chiave magica da provare nella Vita. Capire è l’olio per una serratura da troppo tempo non usata nel gioco duro della Vita.

Il mondo cambia, ma le leggi fondamentali, quelle al di fuori delle singole Costituzioni dei popoli, quelle che superano i secoli, restano sempre uguali. Diminuendo la tolleranza e l’accoglienza aumentano proporzionalmente la crudeltà e la solitudine fino ad incancrenirsi ed a provocare malattie varie e nevrosi e stragi.

Nel grande Sociale del mondo, così, purtroppo, arrivano, per adesso, a saltare sotto lame in mani, teste di umani innocenti, e gente inerme, salta in aria con kamikaze, persi ormai di cervello, sfruttati da maestri infami del fanatismo contro povertà ed ignoranza e dagli interessi oscuri e ciechi di potenti che alti tessono tele dipinte solo di sangue umano

E che facciamo noi?
Ci chiudiamo e nel silenzio, ci sentiamo immensamente soli ed impotenti.
Ma noi ne abbiamo di nostre colpe?

Ciao amico mio... che strano sto ascoltando alla radio "Voglio dare un senso" di Vasco Rossi... che buffo!
Ma io penso davvero che "ognuno è l´altro, che gioco la Vita, è il Tempo il giocatore."
Stammi bene

amico


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Pensieri liberi per un amicoNon voglio scriverti una lettera, ma liberi pensieri, un po’ come se fossi accanto a me.Mi manchi tanto, ti parlo sola moltissimo.A volte sono io che consolo te, a volte sei tu che consoli me.Il gioco dei ruoli è purtroppo una realtà in questo mio viverti.Ma cerca di pr...
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06/01/2010 16:05:59
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Commenti

  1. 1nation1station 07 gennaio 2010 ore 01:57

    quanto hai scritto per il tuo amico ;-)

    Gli devi volere molto bene :staff

    Buonanotte da Marco :bye

  2. ORSOINGRIFATO 07 gennaio 2010 ore 07:38

    ........................................................:rosa

    che hai?

  3. necar 10 gennaio 2010 ore 18:45
    Ciò che hai scritto è molto sensato, te lo dice un estimatore, ma trovo che il tutto è un po' prolisso. E' tutto un girare attorno all'argomento con molte ripetizioni concettuali negli esempi senza poi che ci sia una conclusione. Non fare come la pubblicità che ripete i concetti all'infinito, fai esercizio ed impara ad esprimere i concetti in modo conciso, altrimenti chi ti legge ti scorre e non afferra le sfumature ed alla fine perde il filo del discorso.
    Lo so è difficile, ma se ci riuscirai impedirai a chi ti legge di interpretarti. Ciao
  4. taleequale 10 gennaio 2010 ore 21:13
    ci proverò

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