Il Ricordo di un Eroe!

04 settembre 2007 ore 17:35 segnala
-IL RICORDO DI UN EROE-

Una donna, una bella donna dai lunghi capelli azzurri, procedeva a passo lento, lungo una stradina attorniata da cespugli di lavanda.Nella mano destra, stringeva la piccola manina di un bambino dai capelli violacei.

Era seria ed i suoi occhi parevano persi nel vuoto. Anche quella notte, ancora una volta, non aveva dormito e nella sua testa continuavano a scorrere, lente, quelle immagini che non avrebbe mai più dimenticato.

Com’è stato possibile? Com’è potuto succedere? Ancora non riusciva a darsi pace.

“Mammina siamo arrivati vero? E’ quella laggiù vicino al fiume?” chiese il piccolo tirandola per i pantaloni.

Lei si ridestò, cercando di mettere a fuoco il paesaggio. Annuì.

“Si tesoro mio, siamo arrivati. Ecco prendi- disse porgendogli il mazzo di fiori stretto nel braccio sinistro- vai tu a posarli là!”

Il bimbo trotterellò avanti e si fermò di fronte ad una grande lapide di marmo bianco.

Lei si sedette su di una roccia e qui, cominciò a pensare.

Inizio flashback.

“Purtroppo, la medicina non è servita a niente. Si forse l’ha fatto stare meglio, ma ha prolungato l’agonia. Bulma, lui ci ha lasciati!”

Erano state queste le parole di Vegeta.

L’aveva guardata dritta negli occhi e poi, quando lei si era lasciata cadere a terra, scoppiando in un pianto disperato, il Sayan l’aveva abbracciata forte.

Si, Goku, il grande guerriero Son Goku, non c’era più.

A nulla era valso lo sforzo di Mirai Trunks di salvargli la vita, portandogli la medicina speciale. Si era consumato lentamente, a letto, sotto lo sguardo impotente di Kiki e di tutti coloro che gli volevano bene.

Anche lo stesso Vegeta si era lasciato sfuggire una lacrima quel giorno.

“Sei uno stupido…Goku…” aveva bisbigliato battendo forte un pugno contro il muro della sua stanza.

Quella volta, il Cell Game incombeva ed il morale dei guerrieri era sotto terra. Gohan sperava di poter rivedere in azione il suo adorato papà, ma non c’era stato nulla da fare.

E così, con il dolore nel cuore, uno dopo l’altro, Mirai Trunks, Junior, Vegeta, C-16 e tutti gli altri si erano dati da fare per sconfiggere Cell.

Fu una battaglia durissima, tremenda, che pretese la vita del giovane Namecchano e anche quella del Ciborg, riportati poi in vita grazie le Sfere del Drago.

Ma una volta sceso in campo Gohan, il sangue del sangue, del grande Goku, le cose cambiarono.

“Mi raccomando figliolo…tu e la mamma state sempre insieme…” gli aveva sussurrato il padre qualche ora prima di abbandonarlo.

In un primo momento, Gohan non comprese il vero significato di quelle parole e si limitò a rispondere “Ma certo papà, io, te e la mamma staremo sempre insieme.”

Il piccolo Sayan non avrebbe mai immaginato che Goku l’avrebbe lasciato.

Solo in seguito venne a sapere che tutti, Kiki compresa, erano a conoscenza delle gravi condizioni dell’uomo.

Però avevano sempre cercato di fare buon viso a cattivo gioco, tentando di lasciar trascorrere serenamente a Goku, gli ultimi istanti di vita.

Gli amici lo rincuoravano con frasi tipo “Ehy amico, guardati stai già meglio!” oppure “Non preoccuparti, è una cosa passeggera e presto potrai tornare sul ring!”.

Dal canto suo, anche Goku era consapevole che gli rimaneva poco tempo e anche lui cercava di recitare al meglio il suo ruolo.

“Gohan, quando guarirò, andremo a pescare, intesi?” ripeteva al figlio, tentando di mettere in fila una frase sensata. Ormai il dolore lo stava distruggendo, sentiva quei muscoli, un tempo forti ed indistruttibili, abbandonarlo ogni giorno di più.

Gohan scosse il capo, gettando a terra parte del suo mantello.

“Lo faccio per te papà, perché sei un eroe, il nostro eroe!” gridò al vento, poco prima di scagliarsi contro cell.

Fine flashback.

Bulma sorrise amareggiata.

Il suo migliore amico era morto e neppure le sfere del drago erano state in grado di riportarlo in vita, in quanto morto per cause naturali, una condizione che nessuno avrebbe potuto prevedere o immaginare.

Le sfere esaudivano ogni desiderio, buono o cattivo, ma lo esaudivano ugualmente.

Erano riuscite a far resuscitare Crili, morto sventrato per mano di Freezer e allora perché diavolo non potevano anche fare la stessa cosa con Goku? Una lacrima le rigò il viso ormai stanco. Erano mesi che non faceva altro che piangere.

Piangeva per Kiki, rimasta sola con due figli da crescere, uno dei quali non avrebbe mai incontrato suo padre. Povera donna. Piangeva davanti ad una foto, ricordando il passato.

Lei e Goku, il suo Goku, erano cresciuti insieme, erano stati l’uno la spalla dell’altro e sempre insieme, ne avevano passate tante, a cominciare dalla lunga ricerca delle sfere del Drago.

Pericoli, momenti di gioia, di sconforto, paura. Avevano trascorso parte della loro vita proteggendosi a vicenda, scherzando e ridendo assieme.

Ed ora, tutto ciò che rimaneva a Bulma, era solo un ricordo, un ricordo al quale aggrapparsi disperatamente.

Vegeta non avrebbe mai voluto vederla in quello stato, non a causa di Goku.

“Tsk, sei morto e fai soffrire le persone che ti hanno voluto bene! Come al solito non ne fai mai una giusta!” avrebbe certamente sbraitato il Principe.

Ma anche lui, in fondo al suo duro cuore orgoglioso, celava la tristezza; tristezza per non essere riuscito a misurarsi in un incontro, tristezza per non aver avuto il suo coraggio, ma soprattutto, tristezza per aver perso un amico.

Scattò in piedi avvicinandosi al figlioletto.

Trunks era fermo, immobile davanti alla lapide e con le dita, percorreva il nome di Goku inciso nel marmo.

“Mammina, tu volevi tanto bene a questa persona?” chiese il piccoletto.

“Si, Trunks, la tua mamma era molto affezionata a Goku!”

“Ed era un uomo forte?”

Sorrise.

“Si figliolo. Goku era la persona più forte dell’intero Universo. Era un eroe e anche se tu non hai mai avuto la fortuna di conoscerlo, sarà così che dovrai ricordarlo. Un eroe!”

 *-FINE-*

 L'ho scritta qualche tempo fa, è una fanfiction dedicata a dragon ball...

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-IL RICORDO DI UN EROE- Una donna, una bella donna dai lunghi capelli azzurri, procedeva a passo lento, lungo una stradina attorniata da cespugli di lavanda.Nella mano destra, stringeva la piccola manina di un bambino dai capelli violacei. Era seria ed i suoi occhi parevano persi nel vuoto. Anche...
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04/09/2007 17:35:59
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Commenti

  1. Linkin.Step91 16 settembre 2007 ore 12:56
    stuepnda...sarebbe bella una puntata così!solo ke sarebbe un pò troppo triste e senza ritorno....xò è bellissima....complimenti!sei bravissima!

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