D come...

09 agosto 2022 ore 01:10 segnala
…davvero hai intenzione di continuare?
Certo che sì…e con la lettera D.

Le fobie che hanno come iniziale la lettera D sono decisamente plausibili.

Si va dalla daemonofobia, paura dei demoni, personaggi tutt'altro che rassicuranti, alla defecaloesiofobia, paura di una defecazione dolorosa, che coglie soprattutto quando tra sforzi e dolori hai la sensazione di partorire un vitello.

Appartiene alle paure che ci possono stare la dystychifobia, paura degli incidenti, come la dentofobia, la paura dei dentisti; un po' più patologiche sono la deipnofobia, paura di cenare o di conversare a cena, la dextrofobia, paura degli oggetti alla destra del corpo, la dipsofobia, paura di bere e la disabiliofobia, paura di spogliarsi di fronte a qualcuno.

Personalmente, mai avuto problemi a spogliarmi davanti a fanciulle incontrate poche ore o pochi minuti prima (con molte ex AA, ovvero Amiche Amanti ci trovavamo in motel come primo appuntamento) e questo nonostante vedermi nudo sia tutt'altro che piacevole.

Anche se non soffrite di disabiliofobia, potreste trovare imbarazzante spogliarvi davanti a qualcuno: come fare per superare questa paura?
Vi sono vari modi in effetti: potete ubriacarvi prima, così da non provare imbarazzo, voi, e fare in modo di annebbiare i sensi di lui o lei.
O magari allenarvi in un campo nudisti.

Io utilizzo un paio di tecniche, affinate in anni di onorata carriera come amante; del resto, non sono affatto gradevole alla vista da vestito, men che meno nudo e qualcosa dovevo escogitare.

La tecnica numero uno consiste nell'utilizzo delle sfere esplosive ninja, usate come diversivo: una volta entrati in stanza ne lanciate una a terra che esplodendo genererà fumo e, sfruttando il momento, vi spogliate velocemente e vi mettete sotto le lenzuola.
La persona con voi verrà distratta dal trucco e non avrà modo di notare eventuali vostre imperfezioni, che sono poi alla base della fobia.

Tecnica numero due: lacrimogeni.
Una volta entrati nella stanza del motel, ne fate esplodere uno: verrà generata una cortina di fumo molto denso che renderà impossibile per che è con voi vedervi mentre vi spogliate.
Non solo: l'irritazione provocata agli occhi le impedirà di vedere i vostri numerosi difetti (ma prima o poi noterà che non vi viene duro, purtroppo).
Unico piccolissimo problema: avendo grosse difficoltà a respirare, scordatevi possa farvi un soffocotto ma, come sapete, ogni piano, anche il migliore, non è perfetto.

C come...

07 agosto 2022 ore 19:22 segnala
...ancora sta menata delle fobie?
Esatto, siamo appena alla lettera "C"...hai voglia prima di arrivare alla "Z"!

Osservando le fobie che iniziano con la lettera "C" credo si faccia prima a riportare quelle normali piuttosto che le strane, le quali sono decisamente in numero maggiore.

Comunque, si parte con la cacofobia, che non è la paura ad andare di corpo ma è quella della bruttezza, alla calliginefobia, paura delle donne belle.
Esiste la carnofobia, paura della carne, la catisofobia, paura di sedersi, la chaetofobia, ovvero la paura dei capelli, la cherofobia, la paura della felicità e ancora:
chinofobia: paura della neve;
chiraptofobia: paura di essere toccati;
chorofobia: paura di ballare;
ciclofobia: paura delle biciclette.

E le stranezze non finiscono qui:
esiste chi è affetto da clinofobia, la paura di andare a letto, la cnidofobia, definita come la paura degli spaghi, la coitofobia, paura dell'atto sessuale, la cometofobia, la paura delle comete...

Ora, posso capire la cinofobia, la paura dei cani, che magari uno da bambino è stato azzannato ed ora li teme al punto che evita pure di fare benzina all'AGIP e anche la coitofobia, sooprattutto se una ha avuto la sventura di venire a letto con me ma...come cazzo si fa, vi domanderete, ad avere paura delle comete?
Ebbene, credetemi che è possibile perché io soffro di cometofobia.

Accadde molti anni fa, quando frequentavo la scuola elementare: un anno, nella mia classe, si decise di mettere in scena la recita di Natale.
Ricordo ancora l'emozione che pervase il sottoscritto, che all'epoca non era ancora diventato un cazzo di Grinch come sono oggi, ed i miei piccoli compagni di classe.
Tale eccitazione, però, andò via via scemando quando vennero assegnati i ruoli.
I personaggi di San Giuseppe e la Madonna andarono ovviamente ai due bambini più belli della classe; in un momento di esaltazione mistica, mi offrii per fare Gesù Bambino ma venni scartato per via delle misure: dovendo recitare nudo, si vedeva ovviamente il pisellino ed il mio era decisamente piccolo, anche per un neonato.
Nessuna speranza di diventare un Re Magio, troppo pallido, né uno dei pastori, dato che non conoscevo il dialetto sardo, l'abruzzese e nemmeno il laziale.
Per fare il bue ero troppo magro e per l'asino, avevo le orecchie troppo piccole.
Fu decisamente imbarazzante rimanere l'ultimo, senza un ruolo assegnato ma tutto sommato non era nuova come situazione dato che io ero quello che, quando si facevano le squadre per giocare a calcio, non voleva nessuno e rimanevo lì con i due capitani che "generosamente" mi offrivano alla squadra avversaria.

Ero ormai rassegnato a non partecipare alla recita quando il maestro ebbe un'idea:
"farai la stella cometa!" annunciò trionfante.

Beh, a generare questo disturbo, la cometofobia, non fu il fatto di dover restare appeso ad una fune sopra la grotta per un paio d'ore e nemmeno il fatto che per simulare la scia mi venne infilato nel didietro uno scopettone di saggina; no, non fu tutto questo ma l'elettroshock causato da un corto circuito provocato all'accensione delle luci che avrebbero dovuto illuminarmi.
Ecco perché, da allora, le stelle comete mi stanno decisamente sul cazzo (come anche le scope di saggina).

Concludiamo la carrellata delle fobie strane con la coprofobia, paura delle feci, cromatofobia, paura dei colori, cronofobia, paura del tempo, cronometrofobia, paura degli orologi e cyprifobia, paura delle prostitute e delle malattie veneree.

Vacanze

06 agosto 2022 ore 23:27 segnala
Beh, ci siamo: per milioni di italiani sono iniziate le vacanze.
Partendo e muovendosi in modo più o meno intelligente, hanno raggiunto le località di villeggiatura, per la gioia degli operatori del settore e per frantumare i coglioni agli abitanti delle ridenti cittadine i quali, per svariate settimane, troveranno la loro pace distrutta da coloro i quali dovranno sfogare la loro voglia di divertimento tenuta a bada praticamente per un anno.

Il periodo delle vacanze coincide anche con un surplus di lavoro per i pronto soccorso delle località turistiche, presi d'assalto da vacanzieri che vengono morsi da vipere, punti da vespe, api o in acqua trovano meduse e altri animaletti simpatici.

Nei miei blog ho sempre cercato di essere anche utile, nel senso che ok le cazzate, ma ogni tanto ritengo necessario fornire un servizio: ecco quindi qualche consiglio se vi dovesse mai capitare di essere punti o morsi da qualche animale.

Cosa fare se si è punti da una medusa:
1 - bestemmiare;
2 - prendere a calci la propria moglie che è sempre lei che vuole andare al mare;
3 - la prossima volta vacanze in Trentino e fanculo il mare;
4 - ok ma adesso?
5 - togliere eventuali parti della medusa utilizzando una carta di credito o simili e far scorrere acqua di mare sulla parte infiammata.

Cosa fare se si è punti da una tracina:
1 - bestemmiare;
2 - consultare Wikipedia perché...cazzo è la tracina?
3 - vedi punto 2 e tre precedenti;
4 - ormai che siamo qua, dobbiamo però trovare una soluzione;
5 - andare nelle cucine dello stabilimento balneare e mettere la parte colpita dentro la pentola in cui fanno bollire l'acqua per gli spaghetti (il veleno di questo pesce è inattivato dal calore) per un 30/60 minuti;
6 - farsi ricoverare al centro ustionati dell'ospedale più vicino.

Cosa fare se si è morsi da una vipera:
1 - bestemmiare;
2 - rimanere tranquilli;
3 - rimanere tranquilli un cazzo...mi ha morso una cazzo di vipera e allora PANICO
4 - lasciate perdere le cazzate come succhiare la parte colpita (a meno che non vogliate donare al vostro lui l'ultima fellatio della sua vita, a prescindere da quale sia la parte colpita)...chiamate il 118 e sperate arrivino in fretta.

Terminiamo con cosa fare se si è punti da insetti:
1 - bestemmiare;
2 - spiaccicare l'insetto;
3 - attendere dai 5 ai 30 minuti....se in questo lasso di tempo non morirete vuol dire che non siete allergici alle punture degli insetti.
4 - festeggiate il fatto di non essere allergici alle punture degli insetti bevendo un paio di birre ghiacciate.

Buona vacanze

B come...fobia

05 agosto 2022 ore 22:53 segnala
Sotto la lettera B non ce ne sono molte ma alcune decisamente interessanti, ad esempio la ballistofobia, ovvero la paura dei proiettili.
Mi sento di condividere tale fobia, soprattutto se i proiettili viaggiano nella mia direzione.

La batonofobia è la paura delle piante; alcuni esorcizzano tale fobia fumandole.

Batracofobia: paura delle rane e degli anfibi, da non confondere con la bufonofobia, che è la paura dei rospi.
Convengo con voi nel ritenere rane, anfibi e rospi animali tutt'altro che affascinanti ma...chi vi dice che quel rospo non possa trasformarsi in un bellissimo principe grazie ad un vostro bacio?
Tuttavia non mi sento di biasimarvi se, nel dubbio, al limonare un anfibio preferite praticare un soffocotto ad un maschio affascinante e ben dotato che...non si sa mai.

Con bibliofobia si definisce la paura dei libri, mentre con biofobia la paura della convivenza con esseri umani o animali.
I libri non li vedo come scatenanti paure: certo, ripensando al Necromicon ed alla scena de "l'Armata delle Tenebre", dove il protagonista, Ash Williams, viene morso dalla copertina del testo, un minimo d'ansia potrebbe venire ma se non cercate di farvelo succhiare dal libro demoniaco, non dovreste correre rischi.
E nemmeno la convivenza con altre persone e/o animali mi dà l'idea di terrore; ecco, magari se amate i rettili è meglio che il black mamba lo teniate nel terrario e non lo facciate dormire accanto a voi la notte, ma l'idea di condividere casa con un paio di avvententi fanciulle bisessuali affette da ninfomania è tutt'altro che paurosa.  

La bromidrofobia è la paura degli odori corporei.
Confesso di essere preda di tale paura: nonostante mi lavi regolarmente, usi antiodoranti, curi la mia igiene orale e faccia largo uso di eau de perfum, tendo ad annusarmi quando so di dover stare con altre persone, specialmente alla vigilia e durante convegni amorosi.
E la fobia non è solo legata ai miei odori ma anche e soprattutto quelli degli altri, non tanto perché sentirne l'olezzo mi dia il voltastomaco ma perché temo sempre che qualcuno possa pensare che tale effluvio possa provenire da me.
Si tratta di un chiaro esempio di sudditanza psicologica.
Immaginate di entrare in un ascensore e di venire investiti da un terrificante puzzo di malga alpina; all'interno ci siamo io ed una ragazza bellissima ed elegantissima:
chi riterreste il colpevole di tale odore, un grassoccio omuncolo di mezza età oppure una splendida donna?
Ergo, le belle donne possono scoreggiare quando voglio che tanto nessuno darà la colpa a loro del cattivo odore.   

0123452f-8e02-4caa-a418-ca991389bea5
Sotto la lettera B non ce ne sono molte ma alcune decisamente interessanti, ad esempio la ballistofobia, ovvero la paura dei proiettili. Mi sento di condividere tale fobia, soprattutto se i proiettili viaggiano nella mia direzione. La batonofobia è la paura delle piante; alcuni esorcizzano tale...
Post
05/08/2022 22:53:26
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

A come...fobia

04 agosto 2022 ore 21:29 segnala
Qualcuno potrebbe considerare questo post ed i seguenti completamente inutili ed in parte è vero; tuttavia, non sottovalutateli perché possono essere ottimi spunti di conversazione da utilizzare, per esempio, se rimanete bloccati in ascensore con qualcuno oppure mentre, con altre persone, siete cadute vittime di John Kramer, il buon Jigsaw protagonista della saga Saw, e state aspettando di scoprire come uscire da una delle sue trappole mortali.

Dopo mesi e mesi siete riusciti a strappare un appuntamento alla tizia conosciuta su Chatta e mica vorrete mandare tutto a puttane perché non avete argomenti di conversazione interessanti no?
Grazie al sottoscritto, ed ai suoi inutili post, riuscirete ad affascinarla, seducendola con la vostra cultura in fatto di fobie e poi, razza di capre ignoranti, imparerete qualcosa pure voi.

Ovviamente non elencherò tutte le fobie esistenti ma solo quelle più curiose o, magari, quelle i cui portatori sono da evitare.

Apparentemente chi è affetto da ablutofobia, paura di lavarsi o fare il bagno, sarebbe da evitare ma, soprattutto in estate, una persona del genere potrebbe essere utile: con il suo olezzo potrebbe attirare a se mosche, mosconi, tafani e zanzare, evitandovi noiose punture e rischio di contrarre malattie varie.
Dirò di più, ora che viviamo nell'era dei social, potrebbe andarvi di culissimo e filmarlo mentre viene stuprato da un verro, attratto dal suo profumo di porcilaia: immaginate quanti like riceverebbe il vostro video.

Oppure, pensate la fortuna di avere un amico affetto da agiofobia, paura dei santi, delle cose sacre...
Immaginatelo al vostro matrimonio, in veste di testimone, vicino all'altare, roteare la testa, vomitare verde, parlare lingue sconosciute e dire con voce roca all'officiante la cerimonia "succhiamelo!"
Da gattofilo trovo, invece, una iattura soffrire di ailurofobia, la paura dei gatti; oltre a perdersi il piacere che dà l'ammirare questo magnifico quadrupede si fa parte di una combriccola di rompicoglioni mica male:
Giulio Cesare, Gengis Khan, Hitler, Mussolini e Napoleone, infatti, erano tutti terrorizzati dai nostri amici felini.

Tra le fobie strane troviamo anche l'albuminurofobia, ovvero paura di ammalarsi ai reni e poco importa se si è stati appena smembrati da Leatherface con la sua motosega ed i vostri arti sono sparsi per la stanza:
l'importante è che i reni siano a posto.

Esistono poi la allodoxafobia, paura delle opinioni diverse dalle proprie, ambulofobia, paura di camminare, anglofobia, paura dell'Inghilterra, degli inglesi, antrofobia, paura dei fiori, l'anuptafobia, la paura di non sposarsi...

Curiosa la arachibutyrofobia, la paura del burro di arachidi attaccato al palato e anche la asimmetrofobia, la paura delle cose non simmetriche: vi posso garantire che è molto più comune du quanto non pensiate.
Chi soffre di atefobia ha paura delle rovine, l'esatto opposto di chi pratica la gerontofilia, mentre l'aulofobia è la paura dei flauti: se ne soffrite, potete mangiare i Tegolini (lo so, questa fa cagare...).

Un altro paio?
Aurofobia, la paura dell'oro, aurorafobia, la paura dell'aurora e automatonofobia, la paura di tutto ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri).

L'aviofobia, invece, non è tanto strana: è la paura di volare, comune a molti peraltro. Ogni volta che dico di non voler viaggiare in aereo, le persone pensano soffra di aviofobia mentre non è proprio così:
non ho paura di volare, ma di precipitare.

defc58f5-6737-421c-9abb-0f44ffe3b206
Qualcuno potrebbe considerare questo post ed i seguenti completamente inutili ed in parte è vero; tuttavia, non sottovalutateli perché possono essere ottimi spunti di conversazione da utilizzare, per esempio, se rimanete bloccati in ascensore con qualcuno oppure mentre, con altre persone, siete...
Post
04/08/2022 21:29:47
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Fobie

03 agosto 2022 ore 14:17 segnala
Ammetto di essere incuriosito dalle fobie; ce ne sono talmente tante che è praticamente impossibile non averne.
Magari un giorno scriverò di quelle curiose ma, nonostante un numero quasi illimitato, ho scoperto che ne manca una; oggi è un momento storico perché qui, esattamente nel mio inutile blog, colmerò questa lacuna e creerò la fobia mancante:
la paura dei capezzoli femminili.
Esiste la paura delle donne (ginofobia) quella dei genitali femminili (eurotofobia) ma non quella dei capezzoli.
Non ne sono sicuro, dato che la mia cultura è decisamente limitata, ma potrebbe chiamarsi thilesginofobia dove:
thilés = capezzoli
gino= donna
fobia=paura.

Ora, cosa possano avere un paio di capezzoli di così terrificante è difficile da capire, eppure il mondo social, Facebook, Instagram ecc., sono terrorizzati dalla vista di un capezzolo femminile, al punto da oscurare un eventuale post che lo mostri e, magari, bannare il profilo che ne ha pubblicato l'immagine.
Potete pubblicare tutte le immagini di capezzoli maschili che volete, magari anche l'immagine di un fondoschiena o, magari, una montagnola di cacca appena depositata che nessuno vi dirà nulla, ma se vi azzardate a postare l'immagine di un capezzolo femminile verrete censurati e severamente puniti.
E dire che molti di noi sono stati nutriti proprio attraverso un capezzolo...

I livelli di nevrosi e frustrazione che generano queste graziose protuberanze femminili hanno un ché di patologico.

Anni fa avevo un profilo Facebook; lo avevo creato più per curiosità che per uno scopo.
Un giorno, in preda ad una sorta di delirio narcisistico, decisi di postare una mia foto, un selfie.
Mi trovavo tra i monti della Baviera, su di una cima appena raggiunta: mi metto in posa, con alle spalle il versante di una montagna facente parte di quella catena e scattai.
Il risultato non era un granché: nulla da dire sulla location eh, ma la mia faccia da tortellone era patetica.
Decisi comunque di postarla e dopo pochi istanti eccola sul mio profilo.
Trascorsi un paio di minuti ricevo una notifica:
"l'immagine è stata rimossa perché viola i termini di regolamento relativi a nudi e pornografia".

Ora, vero che molte donne, in passato, mi hanno trovato decisamente porno ma nella foto ero vestitissimo...e poi avevo ritratto il volto mica il pacco.

Decido di contattare i "censori" chiedendo spiegazioni.

"Gentili controllori di Facebook, mi è giunta notifica di rimozione di un'immagine perché violava le vostre regole in fatto di nudo e pornografia: ritengo sia un errore, dato che la foto non mostra nudo né scene di sesso esplicite. Ammetto che ingrandendola 25 volte si intravede una mosca che ne sta ingroppando un'altra su una cacca di mucca ma...beh nei documentari naturalistici si vede di peggio!"

Risposta:
"nella foto si nota un capezzolo femminile"

Mi metto ad analizzare la foto:
ci sono io in primo piano, che somiglio affatto ad un capezzolo femminile, poi il cielo, ma nessun aereo né una avvenente bavarese che, con le tette al vento, sta sorvolando la zona con un parapendio, e, in lontananza, una cornacchia che sta planando.
Vuoi vedere che è la cornacchia che ha le tette al vento?

Mando la foto ad una mia amica, tal Stefania "golaprofonda", in possesso di una laurea honoris causa in ornitologia, massima esperta in fatto di uccelli, la quale mi conferma che il volatile sullo sfondo è di sesso maschile e nemmeno ben dotato.

Riscrivo a quelli di Facebook
"Gentilissimi, ho analizzato attentamente la foto ma non ho trovato capezzoli femminili: chiedo venga ripristinata sul mio profilo".

La loro risposta non tarda ad arrivare.
"ancora qua a rompere i coglioni? Ma non potevi fotografare un piatto di pasta come fanno tutti?
L'immagine in oggetto è stata analizzata utilizzando un microscopio elettronico a trasmissione ultraveloce: quello che, ad occhio nudo, appare come un puntino bianco in mezzo alla foresta alle tue spalle è, in realtà, un rifugio montano; dalla finestra si intravede una donna china su di un tavolo, intenta a stendere la sfoglia per gli spätzle e dalla scollatura si nota un capezzolo."

Alla fine la foto non è stata pubblicata ed io sono stato bannato con l'accusa di diffusione di immagini pornografiche.

Ora capite il motivo per il quale ritengo necessario includere tra le fobie quella per i capezzoli femminili ed anche perché andrebbe considerata come malattia mentale debilitante.