Cuffing Season

04 ottobre 2021 ore 21:26 segnala
Detesto gli anglicismi: ho spesso la sensazione che molti, se non tutti, li usino perché fa figo, perché vogliono dare l’idea di “chi ne sa una cifra”, mentre spesso nemmeno ne conoscono il significato in italiano: semplicemente li ripetono come dei pappagalli idioti (di per sé il pappagallo non è idiota ma l’umano che si comporta come quel simpatico pennuto, lo è).

Tuttavia a volte sono utili per definire in poche parole qualcosa che in italiano ne richiederebbe molte di più ed essendo pigro, non posso che applaudire ad alcuni idiotismi anglofoni.

Settembre non solo segna la fine dell’inverno e l’inizio dell’autunno (oppure l’inizio del nuovo anno per quello che mi riguarda) ma è anche il periodo giusto per i nuovi e buoni, si spera, propositi: uno è il ritorno in palestra, dove sudando e sollevando ghisa cercheremo di tornare in forma per l’estate prossima, 11 mesi di sofferenza e poi un mese per mandare tutto in vacca, e l’altro è cercare qualcuno con cui fare coppia nella stagione fredda.

Gli inglesi la chiamano cuffing season:
tradotto letteralmente è “la stagione dell’ammanettamento”, mentre in lato sensu indica la voglia di trascorrere il periodo più grigio e freddo dell’anno con qualcuno; un classico è divano, copertina, televisione/streaming e magari un po’ di sesso, che non guasta mai, con fuori un clima rigorosamente da lupi.

Secondo la psicologia, la cuffing season è strettamente correlata alla biologia: l’arrivo del freddo, le giornate più corte e buie, tendono a generare maggiore depressione nelle persone, anche per un reale calo di serotonina, che proprio per questo motivo
sono più che mai propense a cercare conforto fisico e emotivo.

Quindi da settembre a marzo, non si cerca più tanto la sc*pata quanto il calore, l’affetto; la luce è meno presente e questo significa meno desiderio sessuale, perché la luce attiva il testosterone.
Venendo meno la pressione del desiderio, si cerca una relazione tranquilla, con cui condividere divano e serie tv, più che nottate di cavalcate selvagge.
Molti si ritrovano col vecchio fidanzato; si condivide un’esperienza più emotiva.

È fin troppo evidente che sta menata della cuffing season è una cosa molto più nelle corde delle fanciulle; ai maschi, almeno quelli ai quali tutto funziona là sotto senza l’uso di pastiglie blu, luce o buio poco importa: la voglia di sesso c’è sempre e pur di scippare almeno una s*ga oppure un pom*ino se ne stanno lì, sotto quel piumone della min*hia, a guardare una commedia romantica con Julia Roberts, abbracciati a lei.
Perché diciamo le cose come stanno:
l’uomo è una bestia, come diceva il mitico dottor Onorato Spadone, e farebbe volentieri a meno di sorbirsi quelle pallosissime pellicole romantiche.

Immaginate una domenica uggiosa di novembre; tempo da castagne e rosso frizzante.

Programma di lei:
morbido pigiamone, divano con chaise longue, coperta in pile, accoccolata (per meglio dire avvinghiata) a lui e trilogia de “Il diario di Bridget Jones” in TV.

Programma di lui:
pom*ino, anal, gran finale con ing*io e poi fuori dalle balle che inizia la partita.

Capite bene che mettere d’accordo due teste del genere non è semplice; certo, esistono coppie nelle quali lui ama stare abbracciato a lei sul divano a vedere Notthing Hill o dove lei, invece, fanculizza ogni teoria alla base della cuffing season e al posto del film romantico e copertina preferisce passare il pomeriggio a fare sesso come se non ci fosse un domani, ma non è poi così comune.

Di certo c’è che i siti di incontri in questo periodo hanno un bel po’ di traffico, complice anche la paura che possano chiuderci nuovamente in casa per via del virus; è evidente che avere una persona con la quale svernare, in attesa della bella stagione dove si tornerà a sc*pazzare in giro, è una scelta saggia.
Mi raccomando però: cercatela nel vostro stesso comune di residenza, che se chiudono ancora tutto l’aver conosciuto un diretto discendente di Drum l'ultimo mandingo3, almeno sotto l'ombelico, non vi servirà ad un ca**o se abita in un'altra regione ed i fine settimana uggiosi li trascorrerete sole, con unica compagnia di cioccolatini, dildi e sex toys assortiti (che detto tra noi, con le prestazioni sessuali di molti maschi raccontatemi da amiche single, non sarebbe affatto male se la vostra ricerca è il piacere sicuro).

Fonti:
https://www.gqitalia.it/lifestyle/article/sesso-relazioni-cuffing-season-cosa-e-significato#:~:text=%C2%ABCuffing%20season%C2%BB%2C%20cos',fare%20con%20le%20pratiche%20BSDM

https://www.huffingtonpost.it/entry/non-solo-palestra-tra-i-buoni-propositi-la-ricerca-del-partner-cose-la-cuffing-season_it_61534f07e4b075408bcf8198

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Detesto gli anglicismi: ho spesso la sensazione che molti, se non tutti, li usino perché fa figo, perché vogliono dare l’idea di “chi ne sa una cifra”, mentre spesso nemmeno ne conoscono il significato in italiano: semplicemente li ripetono come dei pappagalli idioti (di per sé il pappagallo non è...
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04/10/2021 21:26:03
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Primo appuntamento: domande tattiche da fare.

26 settembre 2021 ore 20:47 segnala
Sottotitolo:
per evitare di sprecare tempo con la persona sbagliata.

Quando ero giovane non c'erano né internet né giornali tipo GQ, veri e propri pozzi di idee e consigli su come gestire i rapporti con l'altro sesso.
Vero che era tutto più facile: i generi erano due, maschile e femminile.
Anche come orientamento sessuale non c'erano molte scelte:
etero oppure culattone (o ricchione, a seconda della latitudine di provenienza).
Sì, c'erano anche le lesbiche ma più che altro erano figure mitologiche, tirate in ballo o per giustificare l'ennesimo rifiuto (una che non te la dava era per forza lesbica) oppure come sogno erotico (eravamo talmente ignoranti da non sapere che ad una lesbica non piace il ca**o è che ciò che noi sognavamo erano donne bisex).

Però non avevamo nessuna nozione su come approcciarsi alle donne: chiedevi a quello più esperto, o presunto tale, il quale buttava lì ignobili cazzate e così crescevi con convinzioni completamente errate, tipo che dovevi durare come “The Clock”, pellicola del 2010, per la regia di Christian Marclay (durata 1.440 minuti), ed avercelo tipo salame gentile, altrimenti non godeva.
Poi doveva emettere grida e mugolii mentre la sc*pavi, altrimenti non le piaceva; il suo godimento era direttamente proporzionale ai decibel che raggiungeva.
Si diceva che Franco fece godere così tanto la sua Morosa che le sue urla di piacere incrinarono il parabrezza della 127.

La sc*pata più esaltante della mia vita avvenne in un prato di montagna, con la mia ex.
Lei sotto, io sopra a darci dentro e più sentivo le sue grida e più martellavo di bacino.
Mi sentivo uno stallone, un toro da monta.
Solo alla fine scoprii che urlava non dal piacere ma perché aveva tra le chiappe un cespuglio di Carlina acaulis.

Oggi non è più così, grazie anche a riviste maschili come GQ che ci svelano i segreti del meraviglioso mondo femminile.

Al primo appuntamento è fondamentale dare una buona impressione, ma anche capire come è la persona che abbiamo davanti e oggi, grazie a me ma soprattutto a GQ, scopriremo le domande tattiche da fare:
hai fidanzato/marito/fratelli particolarmente gelosi che praticano MMA?
Hai sorelle/amiche che potrebbero unirsi a noi quando...che mi piacerebbe provare una reverse gangbang...
Quante cene dovrò ancora pagarti prima di riuscire a scoparti il c*lo?

Ehm no, scusate, questi erano appunti che mi ha passato Franco, quello della 127 di prima...

Ecco le domande vere.

Rifai il letto la mattina?
Sembra una domanda molto stupida e pure invadente ma...sì, è decisamente stupida ed invadente.
Amiche, se uno vi fa tale domanda è probabilmente affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, avrà i calzini suddivisi per colore nel cassetto e prima di sc*parvi si assicurerà di aver piegato per bene i pantaloni.

Cosa ti piace fare? Cosa ti rende felice?
Perché una relazione funzioni, è importante che abbiate delle cose in comune...o che la facciate squirtare come un geyser islandese.

Leggi le recensioni prima di guardare un film?
Questa se uscite con una ipovedente è meglio evitarla.

Cosa rimpiangi?
Ponete questa domanda solo se avete un'alta autostima, perché potrebbe rispondere "essere uscita con te questa sera quando potevo godermi del buon sesso con il mio vicino di casa.

Qual è stato il tuo peggior primo appuntamento?
Vedi sopra: potrebbe rispondere "questo" e ci restereste di me*da.

Qual è la caratteristica che ti irrita di più?
Per molte persone è il venire bersagliati da domande idiote.
Tuttavia è una domanda utile perché se, esempio, dovesse rispondere "l'alito pesante", dovreste modificare radicalmente le vostre abitudini alimentari, eliminando la bagna càuda a colazione, per esempio.
Consiglio anche di eliminare dalla vostra dieta gli asparagi; se devo spiegarvi perché, meritate una vita di autoerotismo.

Quanto spesso parli con i tuoi genitori?
Altra domanda da evitare; metti che sei uscito con Gretel, abbandonata nel bosco dai propri genitori con fratellino...o magari è orfana...

Cosa faresti con un milione di dollari?
Sembra una di quelle domande stupide, ma in realtà può rivelare se una persona è responsabile rispetto ai soldi, se fa progetti per il futuro, o anche se è generosa o concentrata solo su se stessa.
Se risponde che li darebbe in beneficenza i casi sono due: o è una multimilionaria oppure inizia a prendervi per il culo fin da subito e continuerà fingendo orgasmi e raccontandovi di uscite con le amiche quando invece...capito no?

Se pensate che sia tutto frutto della mia mente instabile, leggetevi l'articolo.

https://www.gqitalia.it/lifestyle/article/primo-appuntamento-9-domande-tattiche-per-evitare-persona-sbagliata

La maggior parte dei miei primi appuntamenti sono stati tutto sommato semplici:
motel, o casa sua, un breve saluto e poi...
Del resto era normale così: si trattava di donne con le quali avevo scambiato messaggi, email; ci si conosceva già benissimo e si era concordi e consapevoli di vivere un rapporto senza un gran futuro, dato che erano quasi tutte sposate o fidanzate.
Ci si vedeva col solo scopo di donarsi piacere l'un l'altra: il rapporto ideale (per gli edonisti, ça va sans dire)

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Sottotitolo: per evitare di sprecare tempo con la persona sbagliata. Quando ero giovane non c'erano né internet né giornali tipo GQ, veri e propri pozzi di idee e consigli su come gestire i rapporti con l'altro sesso. Vero che era tutto più facile: i generi erano due, maschile e femminile. Anche...
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Blow Job Shot

19 settembre 2021 ore 20:51 segnala
Che le donne abbiano un paio di marce in più è fin troppo evidente.

Già il fatto che l'aggettivo con il quale si definisce una cosa entusiasmante abbia come radice l'organo sessuale femminile (figata) mentre quello che indica cose di poco conto abbia quello maschile (cazzata) è di per sé indicativo.

Da bambini si ha un'altra prova della superiorità femminile; osservate come si comportano al ristorante: i maschietti sbraitano e corrono come dei completi idioti, mentre le femminucce se ne stanno sedute tranquille.

Crescendo il divario è ancora più evidente.
L'uomo con due linee di febbre lo vedi giacere a letto: l'espressione del volto è quella di un malato terminale al quale hanno già impartito l'estrema unzione; ha probabilmente radunato attorno al proprio capezzale tutta la famiglia per essere accudito.
La donna, invece, con una temperatura che metterebbe KO un cavallo, come se nulla fosse: prepara i figli per la scuola, va al lavoro, palestra, pulizie ed accudisce quel coglione del marito a letto con 37,1.

Ho sempre pensato che il considerare le donne un gradino sotto gli uomini, le religioni più diffuse lo insegnano da millenni, fosse un modo per non dare loro le medesime opportunità che hanno gli uomini, per evitare di scontrarsi con la dura realtà, ovvero che a parità di condizioni, sono meglio.

Se c'è da portare in casa la lavatrice, l'uomo si farà venire l'ernia sollevandola; la donna farà fare lo sforzo all'uomo.
Questa, miei cari, è intelligenza.

Ok ma tutto ciò che c'entra col Blow Job Shot?

Nei raduni maschili, quando l'alcol scorre a fiumi, si iniziano a fare cose idiote come una gara a chi emette il rutto più lungo, a chi produce la fiammata più potente incendiano i propri peti e così via.
Dei perfetti deficienti.
In quelli femminili, invece, si pratica il Blow Job Shot.


Dicesi Blow Job Shot un cocktail composto da 20 ml di crema di whisky, 10 ml di amaretto, 10 ml di liquore al caffè e con sopra panna montata.
Per farlo a regola d'arte, deve essere in tre strati:
uno strato liquido ambrato composto dall'amaretto e dal liquore al caffè mescolati, uno strato intermedio cremoso marrone-dorato rappresentato dalla crema di whiskey e lo strato finale di panna montata, il tutto utilizzando un bicchiere da chupito.

Ciò che da il nome a questo cocktail è il modo un cui viene consumato:
mani dietro la schiena, si prende il bicchierino in bocca, come se si stesse facendo una fellatio, e si reclina la testa all'indietro.

Ora, qualcuno potrebbe tacciarmi di paraculismo nei confronti del gentil sesso e magari è così ma seriamente, cosa è più sexy come immagine, una donna intenta ad ingollare un Blow Job Shot, oppure un uomo che solleva la gamba, posiziona il Bic acceso all'altezza del suo scarico posteriore e si incendia un peto?

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Che le donne abbiano un paio di marce in più è fin troppo evidente. Già il fatto che l'aggettivo con il quale si definisce una cosa entusiasmante abbia come radice l'organo sessuale femminile (figata) mentre quello che indica cose di poco conto abbia quello maschile (cazzata) è di per sé...
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Sesso, quanto dovresti farne alla tua età.

18 settembre 2021 ore 11:16 segnala
"Agli adulti piacciono i numeri.
Quando raccontate loro di un nuovo amico, non vi chiedono mai le cose importanti.
Non vi dicono:
«Com'è il suono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?»
Le loro domande sono:
«Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?»
Solo allora pensano di conoscerlo."
Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry

Magari oggi è più di tendenza domandare se hai o meno il green pass ma in effetti è davvero così: si inizia misurandosi il pisello e si finisce contando gli anni che mancano alla pensione ma sempre di numeri si parla.

Anni fa lessi che era possibile capire il proprio stato di salute semplicemente contando quanti piegamenti sulle braccia (flessioni) si riuscivano a fare in base all'età; esempio:
a 30 anni un uomo dovrebbe farne 30, una donna 18
a 40 anni, l'uomo dovrebbe arrivare a 27, la donna a 16;
giunti a 50 anni, l'uomo dovrebbe essere in grado di farne 20, le donne 12;
infine, a 60, l'uomo...basta riesca a tenere le bocce per la partita con gli amici, mentre la donna...a quell'età consiglio di non perdere tempo a contare quante flessioni fate ma, piuttosto, di tenervi in forma con qualche aitante ragazzotto tra i 25 ed i 30 anni.

Ovviamente tutti questi calcoli sono frutto di ricerche condotte in prestigiose università da parte di altrettanto prestigiosi scienziati.

Quando leggo studi del genere penso a quei poveretti che nella vita si sono sacrificati per far studiare i propri figli.
Me lo vedo quel brav'uomo che si è spaccato la schiena in fabbrica, che ha rinunciato a tutto per consentire al figlio di laurearsi e poi farlo partecipare a master e mistress per acquisire ulteriori competenze, ascoltare il figlio che gli dice:
"babbo, col mio team di ricerca formato da menti eccelse, dopo anni di duro lavoro e calcoli complicatissimi, sono riuscito a scoprire quante flessioni sono necessarie per misurare il proprio stato di forma fisica in relazione all'età".
In quel momento l'uomo pensa per un attimo alla spider che non s'è comprato, alla sc*pata persa con quella stragnocca della sua collega che le aveva proposto un weekend di sesso insieme a Parigi e che lui rifiutò per mettere via i soldi necessari a far studiare il figlio.
Si alza in silenzio, va in cucina, estrae dal cassetto delle posate un forchettone da arrosto e brandendolo rincorre giù per le scale quel deficiente che ha generato.

Sapevate che sempre degli scienziati hanno determinato quanto sesso si dovrebbe fare in base all'età?
Quest'altro studio inutile è stato condotto dal Kinsey Institute for Sexual Research.
Sarebbe emerso che i giovani di età compresa tra 18 e 29 anni di solito fanno più sesso: hanno rapporti intimi in media circa 112 volte l'anno.
Questo numero si riduce negli anni successivi:
mentre dai 30 ai 39 anni lo fanno ancora circa 86 volte in 12 mesi, per gli uomini dai 40-49 anni il numero è di solo circa 69 volte all'anno.

Vediamo, 112 volte all'anno significa poco più di due volte la settimana; per me che sono oltre i 50, 1,3 volte sarebbe più o meno il numero giusto.

In realtà questo dato si scontra con quanto scoperto sempre attraverso una ricerca, dalla quale è emerso che eiaculando tra le quattro e le sei volte la settimana, si riduce del 30% il rischio di tumore alla prostata.
Quindi un 50enne dovrebbe fare sesso tra le 208 e le 312 volte l'anno per mantenere una prostata in perfetta forma; vero, a quel ritmo probabilmente gli verrebbe un infarto mentre ci sta dando dentro di brutto, ma morirebbe con una prostata spettacolare!

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"Agli adulti piacciono i numeri. Quando raccontate loro di un nuovo amico, non vi chiedono mai le cose importanti. Non vi dicono: «Com'è il suono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Le loro domande sono: «Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa?...
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Sesso e fake news: il sesso online piace molto

14 settembre 2021 ore 20:55 segnala
Sono nato quando le radio suonavano “Hey Jude” dei Beatles e “Jumpin’ Jack Flash” dei Rolling Stones; la mia prima volta è stata ai tempi di “Gimme five” di Jovanotti e “Gimme hope Jo'anna” di Eddy Grant (a furia di “gimme”, qualcuna alla fine me la diede); mi sono innamorato per la prima volta quando andavano Only Girl (In The World) di Rihanna e Changed the Way You Kiss Me degli Example.
In effetti con una partenza del genere (Beatles e gli Stones), uno sperava di tenersi a buoni livelli, musicalmente parlando, e invece…

Nonostante sia nato nel secolo scorso, devo ammettere che, tutto sommato, ho accettato di buon grado le innovazioni tecnologiche che negli anni si sono palesate nelle nostre vite e le hanno rese decisamente migliori.

Internet, ad esempio, ha letteralmente cambiato la mia vita.

Gli adolescenti di oggi ce l'hanno facile:
se vogliono vedere un paio di tette gli basta accedere ad uno dei tanti siti porno e possono scegliere tra “big boobs” e “small tits”; ai miei tempi, invece, esistevano solamente le riviste.
Certo, c’erano anche i film hard ma solo nei cinema a luci rosse: a parte che dovevi essere maggiorenne, farsi vedere varcare quella porta verso la perdizione dell’anima voleva dire rischiare di venire sputtanati per il resto della propria vita.
Per riuscire a vedere un porno al cinema (titolo “Una moglie molto infedele” del 1988, con Lilli Carati ed un giovanissimo ma molto promettente Rocco Siffredi) mi allenai duramente presso il quartier generale della Setta delle Ombre di Ra's al Ghul, dove completai il mio addestramento con i metodi ninja in 5 lunghi, menosissimi anni.
Vestito di nero, mi lanciai con la tuta dell’uomo volante dalla cima del monte Bianco e planando mi diressi verso una ridente cittadina sull’Appennino Emiliano.
Mentre sorvolavo una zona della bergamasca, fui preso a fucilate da un gruppo di cacciatori; con un paio di manovre evasive degne di Hikaru Sulu, timoniere della USS Entreprise comandata dal capitano Kirk, riuscii ad evitare i colpi e mentre stavo gongolando per come avevo evitato il pericolo, mi schiantai contro un albero.
Decisi di proseguire a piedi, attraversando foreste, fiumi, valli e finalmente arrivai nei pressi del cinema.
Con un balzo raggiunsi il tetto e da lì mi calai da un lucernaio.
La sala era buia e semideserta; scelsi un posto piuttosto defilato e mi misi comodo, pronto a godermi le grazie della Lilli.
Purtroppo, però, non avevo la programmazione del cinema aggiornata ed invece del pornazzo, causa cambio all’ultimo momento, proiettarono “Marcellino pane e vino”.

Se pensate che acquistare riviste hard fosse meno complicato, siete clamorosamente fuori strada.
All’epoca abitavo in una città non molto grande, le edicole non erano tantissime ed il rischio di venir visti da qualche conoscente era altissimo.
Oggi mi vergogno molto di più ad acquistare le riviste di gossip per mia madre e le mie parenti quando si trasferiscono alle mie latitudini per trascorrere l’estate, ma all’epoca per acquistare un “Lesbo Mese” (la sola rivista hard che abbia mai acquistato) occorreva una dose di coraggio pari a quella che motivò Leonida ed i suoi Spatani a combattere contro Serse.
Decisi che il mio primo acquisto l’avrei fatto fuori provincia, così una mattina presi il treno e mi diressi a Torino, da lì proseguii per Cuneo e, infine, raggiunsi Pietraporzio in pullman.
Durante il viaggio mi ero camuffato con barba e baffi finti, parrucca stile rasta, berretto di lana calato sugli occhi e, una volta inforcato occhiali scuri, mi diressi senza indugio verso l’edicola.
Chiesi l’ultimo numero di “Lesbo Mese” con un accento marcatamente tedesco quando dietro di me sentii:
“Nicola, ma che ci fai qua!”
Era il prete della parrocchia alla quale appartenevo, in gita con un gruppo di fedeli.
La domenica dopo, durante l’omelia, venni chiamato sull’altare ed esposto al pubblico ludìbrio; per purificarmi dal peccato dovetti gettarmi nudo in un cespuglio di ortiche.

Come sempre ho divagato…

Comunque sì, è vero: pare che, complice il lockdown, moltissime persone si siano dedicate al sesso online e con soddisfazione; secondo gli esperti ciò decreterebbe la caduta del mito che la sessualità, per essere soddisfacente, richieda sempre il contatto fisico.

Come scrivevo, mi ritengo uno al passo coi tempi ma il sesso online...non ce la faccio:
per me il contatto fisico è la condizione sine qua non per una sessualità soddisfacente; magari sarò strano eh, ma vedere la mia amante nuda attraverso un monitor è decisamente meno soddisfacente che averla addosso.

E poi, vero che ce l’ho piccolo ma nella porta USB non ci entra comunque, quindi come faccio a fare il sesso online?

Ecco, il sexting, invece, può essere un modo piacevole per aumentare lo stato d’eccitazione ma solo come una specie di pre-preliminare; un sontuoso pranzo parte sempre dell’antipasto, certo, ma non può ridursi solo a quello: deve essere completato da tutte le altre portate, con la possibilità di fare il bis ed il tris, prima di dover finire dentro un polmone d’acciaio.

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Sono nato quando le radio suonavano “Hey Jude” dei Beatles e “Jumpin’ Jack Flash” dei Rolling Stones; la mia prima volta è stata ai tempi di “Gimme five” di Jovanotti e “Gimme hope Jo'anna” di Eddy Grant (a furia di “gimme”, qualcuna alla fine me la diede); mi sono innamorato per la prima volta...
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Sesso e fake news: i preliminari sono tornati di moda

09 settembre 2021 ore 21:17 segnala
In pratica sono come i pantaloni a zampa: prima o poi tornano di moda.

I preliminari sono quel genere di cosa che tutti vorrebbero evitare ma che, spesso, possono essere il solo modo per ottenere ciò che si vuole: poter disputare la Champions League (che pensavate?).

Intanto doverosa precisazione ad uso e consumo degli uomini: lavare l'auto prima di andare dalla vostra bella non rientra tra preliminari.

Comunque, non è una vera e propria fake news, nel senso che i preliminari sono apprezzati dalle donne ma, a volte, soprattutto nella prima fase della storia, preferiscono essere "prese" senza tanti preamboli.

Anche qua sono un po' atipico come uomo perché, lo ammetto, amo i preliminari ed i post...si dirà "postliminari"?
Vabbè, avete capito: è il prima ed il dopo che mi piace del sesso, più della mera penetrazione.

Peraltro il sesso è la sola pratica che consente di godersi un pre ed un post; mangiare la pizza, altra attività che amo, non lo consente: così come sarebbe ridicolo leccare la crosta o dare i bacini alla mozzarella, altrettanto sarebbe fare le coccole al pizzaiolo dopo averla mangiata.

Come ho scritto amo i preliminari ma vi fu una volta che...

Era un periodo di forte stress per me: ansie, pensieri, il lavoro, l'inquinamento, le guerre in più parti del mondo, lo yogurt che scadeva di lì a due giorni...la vita in quel periodo era una vera me*da.
Decisi allora che mi sarei concesso qualche ora di piacere con una donna, per ritrovare la gioia di vivere, ma avevo un paio di piccoli problemi da risolvere:
non avevo donne sottomano e quello stato d'animo rendeva il mio attrezzo turgido come lo scroto di un novantenne.
Una mia amica, mossa a pietà cristiana, mi procurò un'uscita con una sua amica: problema donna, risolto.
Per risollevare il morale del tappo di bottiglia sotto l'ombelico, invece, mi affidai a lui: il Viagra.

Esteticamente la tipa non era certo un granché ma al settimo Daiquiri mi sembrava Afrodite.
Lei, quando mi vide, si fece portare direttamente due bottiglie di Jägermeister e dovette scolarsele entrambe per rendermi un minimo sc*pabile, il ché la dice lunga sulla mia avvenenza.
Arrivati al bicchiere della staffa, senza che mi vedesse mandai giù una pillolina blu.
Avevo studiato tutto nei minimi dettagli: 30 minuti perché facesse effetto e altri 30 per raggiungere il momento di massimo splendore.

Sotto spirito come due amarene Fabbri barcollammo fino alla stanza di un hotel lì vicino.
Ci spogliammo mentre le nostre bocche erano incollate in un bacio appassionato.
Lei si staccò, mi guardò e senza dire una parola emise un rutto bitonale; il gas che esalò mi mandò al tappeto.

Per rianimarmi utilizzò un taser che portava con sé come arma di difesa: un paio di scariche da 50.000 volt ai testicoli ed ero sveglio come un'allodola in pieno trip.

Subito, preso dal panico, guardai l'orologio: erano passati solamente 10 minuti quindi l'effetto del Viagra non si era ancora presentato.

Lei, che nel frattempo si era già spogliata, si stese, spalancò le cosce e disse:
"leccami!"
Non me lo feci ripetere due volte.
Iniziai ad assaporarla con passione e sentirla mugolare di piacere mi spingeva ad impegnarmi ancora di più, sempre di più finché venne.
Pochi istanti dopo l'orgasmo, di colpo si addormentò.

"Dannazione", pensai, "proprio ora che si stava rianimando la zona ludica".

In effetti là sotto c'era del movimento e piano piano, da paedocypris indonesiano si trasformò in un capitone.
Trionfante e con un' erezione da leggenda cercai di svegliare la tipa ma nulla, non c'era verso.
Provai suonando un gong tibetano vicino alle sue orecchie, mettendole sotto il naso i miei calzini a mó di sali ma nulla. E intanto il tempo passava, e l'effetto del Viagra pure; sentivo che il "coso" la sotto si stava ammorbidendo.
Quando finalmente, grazie all'esplosione di una bomba carta si svegliò, dell'erezione non v'era più traccia.
Lei guardo quel triste spettacolo là sotto, guardò me e disse:
"leccami".
Non me la sentii di dirle che l'avevo già fatto; mi sentivo in colpa per la mia inesistente virilità.
Mi rimisi all'opera, non prima di aver ingoiato un'altra pastiglia.
Questa volta mi esibii in un cunnilingus da ovazione, anche perché dovevo tenerla impegnata per una mezz'ora, il tempo di tornare duro.
I crampi alla lingua e la mandibola semi slogata non mi fermarono e dopo la leccata più lunga della storia venne...e di nuovo si addormentò.

"E no ca**o" pensai "sta storia inizia a rompere i co*lioni!"
Di nuovo lei che dormiva pesantemente ed io con un blocco di marmo tra le gambe.
Dopo aver accostato tutti i santi del calendario a svariati animali, domestici e non, chiamai la mia amica, quella che aveva combinato l'appuntamento.

Dopo 7 squilli risponde.
"Glubbbb succkkk slapppp..."
"Pronto" dico io
Dall'altra parte altri suoni incomprensibili.
"Sputttt glubbbb sukkkk..."
Dopo pochi istanti finalmente una risposta comprensibile.
"Si? Chi è che rompe il ca**o!" ed in sottofondo una voce maschile "nooo perché ti sei fermata che stavo per venire" seguita da una bestemmia talmente articolata che avrebbe meritato di vincere il Nobel per la letteratura.
"Ciao, sono Nico...ma che stavi facendo?“
" No, nulla, ero dal Commercialista...ca**o vuoi?“
"Seeenti, ma te che la conosci: è normale che la tipa si addormenti ogni volta che viene?"
"Ah, sì, scusa per non averti avvisato. Soffre di narcolessia da orgasmo: non appena viene, cade in una specie di catalessi e non c'è verso di svegliarla. Dura poco però, un'oretta al massimo. Ora ti lascio che il Commercialista vuole riprendere...glubbb...sukkkk...ciao...sputtt..."

Non potevo fare altro che aspettare. Mentre, per ingannare l'attesa, costruii una riproduzione in scala della Sagrada Familia con le caccole, decisi che avrei dato il tutto per tutto: presi la scatola di Viagra ed ingoiai le due pastiglie rimaste.
L'idea era quella di raddoppiare l'effetto e la durata, trasformarmi in un Priapo ninfomane, via.

Da lì a una mezz'ora di svegliò; io là sotto avevo il Parisgeschütz, famoso pezzo di artiglieria con il quale i tedeschi bombardarono Parigi durante la prima guerra mondiale, noto anche come Cannone del Kaiser Guglielmo.
A tale vista le si illuminarono gli occhi, passò lussuriosamente la lingua sulle labbra e sussurrò:
"voglio giocare con lui, ma prima...muoio dalla fame: avresti qualcosa da sgranocchiare?“
Io, mentre andavo all'appuntamento, mi ero fermato all'autogrill ed avevo preso una barretta di cioccolato al pistacchio, come spezzafame: la presi dallo zaino e gliela porsi.
Lei, senza staccare gli occhi dal mio enorme schwanzstück, addentò la barretta e...cadde addormentata. Ancora una volta.

Restai senza parole.
Ma, come era potuto succedere...non l'avevo nemmeno toccata. Aveva semplicemente mangiato una barretta... Cazzo, la barretta!
Prendo l'involucro colorato che la conteneva e leggo:
“PISTOCIOCK: buona al punto da farti avere un orgasmo!“

Passai le due ore successive a mangiare mandorle, rompendone il guscio col mio batacchio.

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In pratica sono come i pantaloni a zampa: prima o poi tornano di moda. I preliminari sono quel genere di cosa che tutti vorrebbero evitare ma che, spesso, possono essere il solo modo per ottenere ciò che si vuole: poter disputare la Champions League (che pensavate?). Intanto doverosa...
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09/09/2021 21:17:53
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Sesso e fake news: le donne non amano la pornografia

07 settembre 2021 ore 20:58 segnala
E invece pare proprio che non sia così: secondo un sondaggio del 2019 promosso da Pornhub, il 32% dei visitatori sono di sesso femminile e la fascia di età più "sporcacciona" è quella tra i 18 ed i 24 anni.

È stata fatta anche una classifica delle categorie più cliccate dalle donne:
al decimo posto il genere rough, poi hardcore, bisexual, double penetration, romantic, gangbang, popular with women e, sul podio, lesbian, solo male (male parola inglese non male nel senso di dolore) e svetta imprendibile pussy licking.
A livello mondiale la categoria più vista dalle donne, Italia compresa, è lesbian.

Ovviamente non poteva mancare il profilo della fruitrice ideale dei video porno:
dai 18 ai 40 e anni con livello di istruzione medio-alta.

In fondo i link delle fonti: mai vorrei che pensaste mi invento cose.

Certo, il grosso del pubblico è ancora maschile, ma quasi un terzo è formato da donne il ché, fino a qualche anno fa, era impensabile.
Magari le donne ne parlano meno, sono più restie a confessarlo perché, nonostante si sia nel 2021, temono di essere giudicate male da una società ancora convinta che una donna non possa fare sesso per il piacere di farlo ma solo per sfornare pargoli.

Io sono uno che tutt'ora guarda video porno; che problema c'è?
Mi piace la Formula 1 e guardo le gare, come anche i rally, le partite di baseball e curling.
Così come uno che ama cucinare guarda i vari chef all'opera, così uno che ama il sesso guarda film hard, il ché lo trovo naturale.

Come gusti sono decisamente femminile: guardo esclusivamente lesbo e mi piace il porno amatoriale, come pare la maggioranza delle donne.

Ma...perché si guarda la pornografia?
E che ca**o vuoi che ne sappia io, ti sembro Freud?

Ciò che pare certo è che nelle donne un uso frequente della pornografia porta diversi effetti tutt'altro che disprezzabili:
minore difficoltà nell'eccitarsi, meno problemi a raggiungere l'orgasmo e maggior piacere orgasmico.

Per quella che è la mia esperienza, il sesso migliore, le amanti più passionali e capaci, erano tutte donne che guardavano contenuti pornografici e la cosa non mi stupisce: da un lato c'entrano i neuroni specchio, dall'altro immagino che il fatto di "trasgredire" dalle regole che ancora, in modo subdolo, esistono, ovvero l'idea che ad una donna possa piacere il sesso per godere e non per procreare, le renda più libere di testa e prive di freni inibitori.

Ah, i neuroni specchio sono quelli che ci fanno piangere se vediamo uno che piange, che ci inducono a sorridere se vediamo uno che sorride e così via; evidentemente se vediamo due che sc*pano, viene voglia pure a noi ed ecco perché si guarda il porno...forse...

Sta cosa dei neuroni specchio si può applicare ad altri ambiti, tipo che soffrite di stitichezza, guardate uno che c*ca, viene voglia anche a voi e così vi liberate, anche se dubito si possa utilizzare per motivare le persone a, per esempio, mangiare più verdura: quando vedo la Morosa alle prese con una insalatona piena di vitamine, la guardo con malcelato disgusto e vado di torta fritta e salumi misti...neuroni specchio un ca**o.

https://www.vanityfair.it/benessere/sesso/2021/05/29/anche-le-donne-guardano-film-porno-ecco-perche

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/10/le-donne-guardano-sempre-piu-porno-ecco-le-categorie-piu-cliccate-in-italia-non-ce-molta-differenza-con-gli-uomini/5027025/

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E invece pare proprio che non sia così: secondo un sondaggio del 2019 promosso da Pornhub, il 32% dei visitatori sono di sesso femminile e la fascia di età più "sporcacciona" è quella tra i 18 ed i 24 anni. È stata fatta anche una classifica delle categorie più cliccate dalle donne: al decimo...
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07/09/2021 20:58:48
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Sesso e fake news: la fedeltà è innaturale.

05 settembre 2021 ore 20:34 segnala
Curioso come molte parole che esprimono noia o concetti negativi inizino con "mono":
monotono, monocorde, monocrazia, monocromatico, monofagia e, ovviamente, monogamia.

Di norma sono un infedele, tranne quando non ho la possibilità di esserlo; intendiamoci, non me la sono mai andata a cercare eh, ma è capitato varie volte (decine di volte) di conosce virtualmente, o nella vita reale, ragazze o donne con le quali poi sono finito a letto.
La stragrande maggioranza di loro è/era o sposata o fidanzata.

A questo punto potrei cercare di giustificare questa mia tendenza tirando in ballo la genetica, come numerosi studi suggeriscono, ma non lo farò perché a, prescindere dal DNA, la verità è che mi piace.

Potrei anche cercare di spiegare perché è così eccitante la storia "clandestina" e perché il sesso tra amanti non ha eguali, ma sarebbe tempo sprecato; immancabilmente arriverebbe il paladino della monogamia che, posseduto dallo spirito di Gerolamo Savonarola, inizierebbe a fare la morale, a condannare questi comportamenti peccaminosi, a tirare in ballo rispetto, morale...
In altre parole inizierebbe a cag*re il ca**o quindi meglio lasciar stare.

Ok ma allora la fedeltà è o non è naturale?

Se osserviamo il mondo animale la stragrande maggioranza delle specie non è monogama; lo scopo del maschio è quello di accoppiarsi e poi togliersi dai cogli*ni, vagando alla ricerca di un'altra femmina.
Tra gli uomini, invece, le cose sono fortunatamente diverse: esiste il concetto di famiglia e di norma un uomo non va in giro ad ingravidare donne a nastro, anche perché rischierebbe di finire smembrato dai parenti di una delle sue "vittime" ed i pezzi messi alla rinfusa dentro ad una valigia.

Tra gli esseri umani si tradisce non per la prosecuzione della specie ma perché non si è soddisfatti del rapporto ufficiale: non ci si sente apprezzati, amati, desiderati, si sc*pa in modo meccanico, senza passione.
Sapere di essere desiderati, piacevolissimo effetto collaterale della relazione tra amanti, è eccitante, fa sentire vivi.

Quindi più che stare a menarsela se tradire è o meno naturale, forse sarebbe più utile fare in modo di non far venire voglia di tradirci; basta far sentire desiderato il partner, amarlo con passione, sedurlo ogni giorno, non darlo per scontato e...sc*pargli anche l'anima.

Un ultimo consiglio non richiesto:
scoprire di essere stati traditi fa soffrire, quindi non fatevi beccare.
Non è infatti il tradimento a far soffrire ma il farsi scoprire.

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Curioso come molte parole che esprimono noia o concetti negativi inizino con "mono": monotono, monocorde, monocrazia, monocromatico, monofagia e, ovviamente, monogamia. Di norma sono un infedele, tranne quando non ho la possibilità di esserlo; intendiamoci, non me la sono mai andata a cercare eh,...
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Sesso e fake news: lei odia le pillole blu

03 settembre 2021 ore 21:15 segnala
Mi sono sempre domandato perché le pillole di Viagra le abbiano fatte di colore blu; dovessi assegnare un colore al sesso, penserei, in modo del tutto prevedibile, al rosso e probabilmente le avrei fatte di quel colore.

Simbologicamente parlando il blu evoca l'infinito, non a caso cielo e mare sono di questo colore, ma anche la lontananza che suscita nostalgia (il "blues" si chiama così proprio per questo).
In Occidente il blu, nell'ambito del significato dei colori, rappresenta la fede e la fedeltà.
Già, il blu come colore del Viagra c'entra un ca**o.

Posso vantarmi di non aver mai assunto tale farmaco, nonostante la mia veneranda età, a differenza di molti 30enni che devono mandarlo giù a manciate per ridestare il "pesce morto".
Del resto non vedo a che pro dovrei assumerlo, dato che la mia vita sessuale è triste come la vita della Piccola Fiammiferaia...
E per la minzione, molto meglio sia esanime.

Ma tornando al titolo, pare sia vero: le donne detestano le pillole blu.

Esattamente come molti uomini non sono entusiasti del dover condividere gli orifizi della propria partner con ninnoli in plastica (sex toys), così molte donne si sentono sminuite nella loro sensualità quando il loro partner deve ricorrere ad un farmaco per farselo venire duro.
Per loro è un po' come se dicesse "sei talmente cessa che per farmelo tirare devo prendere il Viagra".

Credetemi, il vostro sex appel c'entra nulla:
se è vero che le donne usano i sex toys perché, per ottenere orgasmi, sono meglio della stragrande maggioranza degli uomini, è altrettanto vero che non è colpa vostra se non gli viene duro.
Magari gli piacete, vi desidera, vorrebbe aprirvi in due come una mela renetta, ma sotto l'ombelico si ritrova un calzino bagnato.

Quindi basta farsi seghe mentali ed optate per un approccio pragmatico: quella pastiglietta è vostra alleata e grazie a lei potrete ritrovarvi tra le mani un pezzo di marmo col quale passare ore liete; se non saranno ore ma pochi minuti e nemmeno poi così lieti...mandatelo affanc*lo e trovatevi uno a cui tiri, che va bene la comprensione e la pillola blu ma a tutto c'è un limite.

Certo che però anche voi...proprio ad un impotente ed eiaculatore precoce dovevate darla?

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Mi sono sempre domandato perché le pillole di Viagra le abbiano fatte di colore blu; dovessi assegnare un colore al sesso, penserei, in modo del tutto prevedibile, al rosso e probabilmente le avrei fatte di quel colore. Simbologicamente parlando il blu evoca l'infinito, non a caso cielo e mare...
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Sesso e fake news: l’amore dei primi mesi è più bello

02 settembre 2021 ore 22:34 segnala
Laddove per amore non si intende l’innamoramento (quello dura da 1 a 3 anni a seconda di quando gli darete il c*lo) ma il fare l’amore (o “sc*pare con amore” per dirlo alla Marquez...lo scrittore non il motociclista, capre!).

Pensiero comune che i primi mesi siano i più belli, mentre in realtà gli esperti...mmmhhh...sapete che forse è vero?

I primi mesi c’è il bello della novità; innamorati o infatuati poco importa: si è persi dietro quella persona, non si pensa altro che a lei, il desiderio è a livelli inimmaginabili e sappiamo tutti, noi che siamo stati innamorati almeno una volta, che il sesso con chi ci fa sentire le farfalle nello stomaco ha una marcia in più.

Idealizziamo l’oggetto del nostro amore ed il sesso con lei (o lui, o loro, o essi) è puro piacere, qualcosa di mai provato prima.

Come quei paraculi dei musicisti che, ad ogni concerto, esordiscono con “questo è il pubblico migliore che abbiamo mai avuto”, allo stesso modo un uomo dirà che fare l’amore con voi è qualcosa di mai provato prima, frase ripetuta a quelle che ci sono state prima di voi e che ripeterà a quelle dopo di voi.


Ma alla fine qualche balla (inteso come bugia e non come testicolo) fa bene all’autostima; a me hanno sempre detto, quando mi vedevano nudo, “non è vero che ce l’hai piccolo...anzi è davvero…” ma non so come andava a finire la frase perché scoppiavano a ridere…

Tuttavia, potrebbe essere anche questa una fake news; vero che col tempo l’innamoramento cala fino a svanire, ma l’intesa sessuale migliora.
Non solo: gli esperti dicono che una coppia ci metto circa un anno per limare la sessualità a due e mettere a punto la propria playlist delle cose che piacciono”.

Mi auguro di cuore che il vostro lui ci metta meno di 12 mesi a trovare il punto G oppure a capire che il clitoride va massaggiato delicatamente e non strofinato come quando si cerca di levare il catrame dal parafango della propria auto.

Per quella che è la mia esperienza (ho sc*pato meno di Rocco ma più del Papa...almeno spero) entrambe le versioni sono corrette; anzi è capitato di vivere delle “one night” nelle quali il sesso è stato fantastico con donne incontrate per la prima volta poche ore prima.

Immagino funzioni un po’ come giocare a calcio con un fuoriclasse, il quale riesce a far fare bella figura anche a calciatori mediocri (inutile sottolineare che erano le fanciulle che mi accoglievano nel proprio letto le vere fuoriclasse).

Ma allora, l’amore è meglio nei primi mesi, dopo un anno o…

Mettiamola così:
trovando la persona giusta, l’amante capace con il quale l’intesa è perfetta, questo discorso non ha senso; con uno che, invece, pensa che la vulva sia una marca automobilistica svedese, un po’ di pazienza ci vorrà, ricordando sempre, però, le parole di Samantha Jones “mi sc*pi male una volta, scemo tu...mi sc*pi male due volte, scema io”.

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Laddove per amore non si intende l’innamoramento (quello dura da 1 a 3 anni a seconda di quando gli darete il c*lo) ma il fare l’amore (o “sc*pare con amore” per dirlo alla Marquez...lo scrittore non il motociclista, capre!). Pensiero comune che i primi mesi siano i più belli, mentre in realtà gli...
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