... Divagazione notturna (1)...

12 marzo 2021 ore 01:58 segnala
Ci sono notti che mi piacerebbe proprio condividere con qualcuno: stanotte é una di queste. C'é uno strano rumore di sottofondo: non so cosa sia; se il mare non fosse stato troppo lontano avrei pensato che fossero le onde che si frastagliavano sugli scogli. Sembra vento, ma non si muove una foglia. Forse un'auto in folle, ma non mi sembra che ci siano veicoli in moto. Potrei continuare ancora per qualche oretta immaginando tutto ciò che questo suono potrebbe essere ma che non è.  Mi perdo tanto. A volte ho la sensazione che la mia mente sia un vasto oceano e che io, su una piccola barca a remi, cerchi di solcarla meglio che posso, rischiando di imbattermi in un inevitabile naufragio. Devo confessare che i miei infiniti giri di parole spesso non sono altro che un espediente per evitare di pensare a ciò che, in ogni caso, penso, ma a cui vorrei non pensare. Tuttavia, pensare di non voler pensare a qualcosa significa comunque pensarla, per cui mi ritrovo immersa in quest'altro circolo vizioso senza sperare di poter trovare alcuna via di fuga. Ho bisogno di una persona che funga da faro per me. Ho bisogno di qualcuno che mi ritrovi quando io mi perdo o che, alla peggio, si perda insieme a me. Io da sola non arresto certamente la mia navigazione, però svio troppo dal percorso principale e mi trovo a percorrere vie impervie. Ho il desiderio di qualcuno. Desiderio. È una delle mie parole preferite, lo sapevate? Desiderio deriva dal latino e, letteralmente, significa "mancanza di stelle". È una sensazione di mancanza. D'altronde se si desidera qualcosa evidentemente è perché questo qualcosa non lo si ha. Io stanotte desidero una persona. La desidero perché mi manca e perché la vorrei qui, proprio al mio fianco. Sono sdraiata su un letto abbastanza piccolo perché non sono a casa mia; tuttavia, potrei farmi più in là e tu ci entreresti facilmente. Ecco. Mi sono ripromessa di non utilizzare la seconda persona singolare come destinatario delle mie parole e, ancora una volta, non sono riuscita a tener fede al mio proposito. Ogni volta che scrivo è difficile capire a chi io mi rivolga. Beh, sicuramente mi rivolgo a tutti i lettori che sono qui di passaggio e che vengono a leggere le divagazioni notturne di una ragazza che non conoscono, sperando di capirci qualcosa, ma finendo col non capirci più niente. E poi mi rivolgo a chi ho in testa. Soprattutto a chi ho in testa.
Se sono qui a scrivere piuttosto che a dormire o, perlomeno, a provarci, è perché, trovandomi in un periodo in cui non ho nessuno con cui parlare, ho bisogno di esprimere tutti questi pensieri arzigogolati e sconnessi che si scontrano tra loro formando un groviglio inestricabile dentro di me. Io non ho mai preteso di essere compresa, semmai ho sempre desiderato di essere ascoltata. Le parole. Le parole sono così sottovalutate al giorno d'oggi. Io non sarei nulla se non esistessero le parole. Io amo parlare, anche se presumo si sia capito abbastanza facilmente. Amo anche scrivere, certo, è una mia grande passione, però parlare a voce è indispensabile per me. Sembrerà strano, ma io non parlo tanto. Quotidianamente apro la bocca molte volte, quello sì. Ma non parlo. Mi limito semplicemente a emettere dei suoni. Parlare, per me, significa mettersi a nudo e io non riesco a farlo né con tutti né facilmente. È così. A volte passano anni senza che io parli. E quando conosco qualcuno che mi ispira particolarmente fiducia ho sempre paura di spaventarlo perché gli riverso addosso tutte le parole che mi sono tenuta dentro nel corso di quegli anni. A volte le parole si ribellano al mio corpo e lo assediano a tal punto da sfinirlo quanto basta per fuoriscire. Ed è allora che scrivo. Credo sia autoconservazione. Mi viene in mente un libro che sto leggendo, di Grossman: "Che tu sia per me il coltello". È un romanzo epistolare che fatico a continuare perché è troppo profondo e mi ci rispecchio talmente tanto che mi fa male leggere ciò che, sostanzialmente, mi trovo a vivere. Mi dispiace non poterlo consigliare ad una persona in particolare né poter condividere con lui le mie considerazioni a riguardo. Riesco ad apprezzare a pieno qualcosa solo se la condivido con qualcuno. Che sia una canzone, un libro, una frase, un film, una barzelletta, un aforisma, una foto, una sensazione, un pensiero, un'emozione, una giornata fortunata, il raggiungimento di un traguardo, una paura, una speranza, una piccola vincita, il voto di un esame andato bene, un'impressione, un tramonto, una coccinella che atterra su un mio dito, un fiore, la figura particolare della corteccia di un albero, il mare... ho sempre bisogno di condividere tutto questo con qualcuno per poter stare bene ed essere felice. Non perché io non sia in grado, da sola, di apprezzare le piccole e grandi cose della vita: credo che quando si è in due sia sempre tutto più semplice e più bello. Una canzone. Mi viene in mente il testo di una canzone che fa più o meno così: "non vedo l'ora che arrivi la sera, quando lei mi toglie i guantoni e mi cuce le ferite". Una volta una persona mi disse che aveva avuto una giornata molto impegnativa, ma che, fortunatamente, la sera sarei arrivata io a leccargli le ferite. È una delle frasi più belle che mi siano mai state dette. Riuscire a togliere le ferite a qualcuno è un traguardo incredibile. Magari possiamo riparlarne in un'altra divagazione notturna. Sento che i miei occhi diventano di secondo in secondo sempre più pesanti.
Buonanotte.




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Ci sono notti che mi piacerebbe proprio condividere con qualcuno: stanotte é una di queste. C'é uno strano rumore di sottofondo: non so cosa sia; se il mare non fosse stato troppo lontano avrei pensato che fossero le onde che si frastagliavano sugli scogli. Sembra vento, ma non si muove una foglia....
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12/03/2021 01:58:39
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Commenti

  1. ninfeadelnilo 12 marzo 2021 ore 22:31
    Siamo nati per comunicare con gli altri non per parlare da soli come i matti. Molte volte pur avendo da dire non si riesce ad aprire bocca, penso dipenda dallo stato d'animo e ci si chiude ad ostrica ed e meglio scrivere con la mente che parlare con la voce. Hai fatto bene a metterti a nudo e guarda caso qualcuno che ti legge c'è sempre, forse perchè sulla stessa onda di pensiero. Personalmente io, di solito socievole, ora schivo la gente e preferisco il mio blog dove navigo su argomenti vari e poco su di me. Mi piace leggervi e commentarvi perchè ora è l'unico dialogo che riesco ad avere condividendo come te ogni cosa. Buona notte. :ok
    Raffy :fiore
  2. Salvastrella 30 aprile 2021 ore 23:35
    Grazie per la risonanza che ho provato leggendoti :rosa

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