UNA ROSA PER TE

28 luglio 2010 ore 10:17 segnala

 

Cercavo sempre la tua mano,

mi sentivo al sicuro da tutto

eri il mio eroe, il mio amore,

eri tutto il mio mondo.

Legati da sempre, io molto

caparbia, ostinata e testarda

tu sempre comprensivo,

comunicativo, disponibile

affettuoso, spontaneo, sincero.

Eri la mia guida nei giorni sereni

ma soprattutto nei giorni di tempesta.

Sei rimasto il mio insostituibile uomo,

presente, rassicurante, andato via troppo presto.

Mi manchi sempre perché … perché…

perché eri il mio papà. :rosa :rosa :rosa

 

Un saluto a chi passa :staff  :bacio

 

Albarosa

 

 

 

 

MISTERI NELLA NOTTE

12 luglio 2010 ore 08:11 segnala

 

Questa è una storia vera che ancora si racconta tra i vicoli storici di Benevento, seminando angoscia e terrore. 
Pare che qualche anno fa, in una oscura e tenebrosa notte autunnale, un tale era fermo sul bordo della strada facendo l'autostop. Era il due novembre e si stava scatenando una terribile tormenta. Dopo molto tempo, ancora non si era fermato nessuno ed il tale si venne così a trovare in mezzo alla tormenta, talmente forte che non riusciva a vedere oltre i tre metri di distanza. Improvvisamente, vide avvicinarsi una sagoma, che alla fine realizzò essere quella di un'auto nera delle pompe funebri: si avvicinava lentamente e si fermò proprio di fronte. Il tale non si fece pregare: salì nell'auto e chiuse la portiera. Dopo essersi accomodato sul sedile anteriore, si girò e notò con terrore che non c'era nessuno al posto di guida. 
L'auto ripartì lentamente. Il tale era sopraffatto dal terrore, che aumentò a dismisura quando notò che l'auto si stava inesorabilmente 
dirigendo verso una curva a gomito. 

Allora iniziò a pregare chiedendo perdono dei peccati e implorando la salvezza della sua anima, in vista 
del tragico destino. Improvvisamente, poco prima dell'approssimarsi alla curva, una mano tenebrosa entrò dal finestrino del posto di guida, afferrò saldamente il volante e sterzò, poi scomparve. 
Paralizzato dal terrore, il tale si aggrappò con tutte le sue forze al suo sedile, rimanendo immobile e impotente. 

Tale macabro evento si 
verificò ad ogni curva, mentre la tormenta andava aumentando di intensità. Il terrore divenne panico quando cominciò a udire distintamente dei sospiri ovattati che provenivano da dietro, si voltò ma vide solamente una bara. 

Allora, sopraffatto dalla paura, con le ultime forze rimastegli aprì di scatto la portiera e si gettò fuori, iniziando a correre a più non posso verso il paesino più vicino che distava non più di un paio di chilometri. Ivi giunto, si diresse al più vicino bar, entrò e ancora affannato e tremante chiese un cognac.

Visto il suo stato, alcuni dei presenti si incuriosirono e gli chiesero cosa fosse successo, e lui raccontò la orribile esperienza che aveva vissuto. Un silenzio di tomba scese nel locale, il terrore si impossessò dei pochi presenti. 
Dopo circa mezz'ora si presentarono nel locale due tizi bagnati fradici, e appena varcato l'uscio notarono il tale in piedi al centro del bancone. 
Avvicinandosi, uno dei due si rivolse all'altro dicendo: 
- Guarda, Giuva', guarda dove sta chillu strunz che è salito sull'auto mentre la stavamo spingendo!!!

 

Mai lasciarsi suggestionare dalle apparenze :-))

Buon inizio di settimana

 

Albarosa :bacio

 

 

 

 

Silenzio

28 giugno 2010 ore 11:53 segnala
Questo mio post inedito è stato pubblicato, sotto sua simpatica richiesta, da un utente che ha poi cancellato tutto di ogni utente che abbia aderito a questa iniziativa.

Ripropongo questo mio pensiero a chi ha la pazienza di leggermi.


Quante volte mi sono nascosta nelle pieghe del silenzio per ritrovare me stessa in quel mio immenso luogo di pace dove sento la sua voce urlare.
Mi ascolto come fossi una conchiglia portata sulla spiaggia dalle maree, una conchiglia che se l’accosti all’orecchio ti canta il suo silenzio raccolto nel profondo degli abissi di cui da millenni ne è sovrano.
Ecco, quando entro nella mia anima a farmi cullare da lui tutto ha un’altra dimensione, tutto ha un significato, tutto è possibile.
Il silenzio mi consuma meno di mille parole, mi dà pace, mi dà vita….perché spesso ha il significato delle parole non dette.
Silenzio…Tu solo mi sai indicare la rotta, calmi il mio mare in tempesta, riempi i miei occhi, riduci il mio torpore, riaccendi la mia fantasia, la mia vitalità, i miei sentimenti e con essi l’amore per tutto ciò che mi circonda.


                                             
L’Albarosa di un tramonto assolato

 

BUON INIZIO DI SETTIMANA A TUTTI VOI CHE PASSATE DAL MIO BLOG E DEDICATE QUALCHE MINUTO DEL VOSTRO TEMPO AI MIEI PENSIERI .

 

Albarosa :bacio

TU DOVE SEI

13 giugno 2010 ore 11:57 segnala

 

Tu sei sparita all'improvviso
senza un dove né un perché
in quel mattino maledetto,
dimmi dove sei.
Mi han consolato, ti hanno vista
o forse, no non eri tu
nessun telefono ha suonato,
non esisti più.
Ma perché, perché, tu perché.
Vuoi dirmi perché.
Sono impazzito per trovarti,
ho perquisito terra e cielo
in quale storia sei finita, dimmi dove sei.
Io scherzo e rido con la gente
e dopo piango di nascosto
van salvate le apparenze e non è facile.
Ma perché, perché, tu perché.
Vuoi dirmi perché.
Tu dove sei, a chi impedisci di fumare,
e chi fai sognare.
A chi sbatti porte in faccia adesso,
li con chi sei.
Di chi è il pigiama che hai addosso,
se ce l'hai.
Chi ha il permesso di spogliarti adesso.
Li dove sei, ti viziano o ti fan del male,
e come stai.
Sei in gabbia o in paradiso, amore
chiama se puoi.
Non ce l'ho con te, lo so si sbaglia
sempre in due.
Ma perché di te non so più niente?
Se per conoscere qualcuno devi
perderlo così,
che cosa posso fare adesso per
riprenderti,
credevo di essere il più forte,
invece mi son fatto male.
Ho il cuore e le valige pronte,
dimmi dove sei,
ma perché, perché, tu perché,
non sei più qui, perché.
Tu dove sei, chi ti fa le facce buffe,
chi ti toglie dai guai.
Stai lavando un pavimento o sei regina
di un re.
Son domande sceme di chi muore
senza te.
Nasce un giorno nuovo e non ti trovo.
Ma dove sei, chi è che chiama,
chi interrompe i miei pensieri, chi è?
È un interferenza, è uno sbaglio parla,
chi sei?
C'è un respiro appeso al filo
del telefono.
Se sei tu davvero io ti aspetto.
Ma dimmi, tu dove sei.

 

Bellissimo testo e penetrante melodia che insieme rievocano diversi

sentimenti, quelli che ci struggono dentro. Anche per Voi è cosi?

Auguro a chi passa tanta serenità nel cuore e nell’anima.

 

Albarosa  :bacio

 

DIALOGARE AIUTA A VIVERE MEGLIO

03 giugno 2010 ore 12:15 segnala

 

Credo che la comunicazione sia importante in ogni frangente della nostra vita, che sia verbale, gestuale, scritta.

Ho scoperto che ci sono persone che posso farne a meno, che esternano il necessario perché per il resto, pensano o dicono, tutto sia superfluo.

Sono d’accordo che a volte non ci sono parole o non ne necessitano ma normalmente  il fluire di una conversazione fa parte della vita.

Io non potrei vivere nel silenzio anche se a volte lo cerco per rigenerarmi.

A volte succede che ci si trova a fare un dialogo di circostanza e si cerca di tenere in piedi qualche argomento per pura convenzionalità e trovarsi di fronte a delle persone che non sanno cogliere lo spunto per interloquire è drammatico.

La settimana scorsa, nel mio ufficio,  mi sono trovata ad aprire un argomento con una cliente che aspettava il completamento del suo ordinativo e per mitizzare l’imbarazzo di un attesa cercai di intrattenere una conversazione.

La persona che avevo di fronte ad ogni argomento che ponevo rispondeva con una chiusura.

Io -  “Comincia a fare caldo, tante persone preferiscono l’estate…”

Lei -  “Si.”

Io -  A me piace il fresco dell’inverno o della primavera, lei preferisce il caldo?

Lei -  No.

E cosi via per un bel po’.

Il bello della situazione creatasi era che se non dicevo nulla la tizia stava imbarazzata, se parlavo si rilassava ma detto il suo “si” o “no”  era di nuovo nel panico.

Alla fine le ho detto: “scusi devo urgentemente trasmettere un fax”, altrimenti nel panico andavo io.  :-p

 

Mi chiedo e rivolgo anche a Voi la stessa domanda :Si può rispondere con un "si" o un "no" e aspettarsi che la persona che si ha di fronte abbia sempre argomenti inesauribili?

 

 Un caro saluti a tutti :staff 

Albarosa  :bacio

 

CAUSA DI DIVORZIO

15 maggio 2010 ore 20:05 segnala

 

Me l’ha inviata un amico, l’ho appena letta… :-) 

A una donna, in tribunale per una causa di divorzio, il giudice chiede:

"La signora e' sicura di quello che vuole?

Lei vuole il divorzio per compatibilità di carattere?

Non sarà il contrario?".

"No, eccellenza, e' proprio per compatibilità..., a me piace

andare al cinema e a mio marito anche, a me piace andare

in montagna e a lui pure, adoro il teatro e lui altrettanto lo

adora, a me piacciono gli uomini e a mio marito anche...". :-)))

 

Sia uomini o donne. con tale compatibilità,

avreste chiesto il divorzio?

Un :staff e un :bacio

Albarosa

 

Ma che stà succedendo?

10 maggio 2010 ore 09:33 segnala

 

Si sa che con poco tempo a disposizione non si dovrebbe avere un blog.

A volte si azzarda lo stesso e se poi ci si mette anche il sito ad avere problemi di visualizzazione il sottile filo che ci lega virtualmente diventa ancora più esile.

In genere ho cercato di pubblicare quattro post al mese e nell’arco della settimana, durante il mio tempo disponibile, ho fatto il giro a leggervi

In questi giorni tre miei tentativi di postare sono andati a vuoto.

Tutto ciò ha generato in me una sorta di apatia dallo scrivere che con questo post sto cercando di contrastare.

Certo c’è chi prende il blog come un lavoro, ma quello è un altro discorso e non come relax ma in ogni caso c’ è sempre qualcosa che interrompe questa voglia di esprimersi virtualmente.

Io ribadisco, come ho già scritto inizialmente, che è bello leggere i commenti dei lettori sulle pagine di ognuno di noi  ma è molto più bello leggere i post degli altri.

Leggere le altrui espressioni personali a mio modestissimo parere, è un arricchirsi mentalmente.

 

Ringrazio quelle persone che si sono preoccupate della mia assenza.

Buon inizio di settimana a tutti.

Albarosa

 

VOLEVO SOLO DORMIRE....

18 aprile 2010 ore 16:19 segnala

 

Stamattina mi sono svegliata come al solito, la giornata era uggiosa e mi sentivo ancora stanca.

Guardo l’ora, le 6,10 e decido di restarmene a letto ancora un po’, mi piace dormire la domenica, non si và al lavoro.

Sto per riaddormentarmi che squilla il telefono:

“ Ciao sono Mariaconcetta da Milano…come state?”

Con la voce roca dal sonno rispondo:

“Ciao Mariaconcetta, noi stiamo bene grazie, tu, tuo marito e i ragazzi?”

“Si stiamo tutti bene, qui oggi fa molto freddo, sembra tornato l’inverno.”

Io mi sento la gola secca, il telefono in una mano e poggiata su di un gomito riguardo la sveglia…le h 6,40.

Ma dico io a Milano si svegliano col pallino di rompere  a quest’ora?

Che m’importa che tempo fa a Milano alle 6,40 di mattina? Cerco di restare calma mentre il nervosismo mi s’insinua dentro, tra l’altro sono parenti di mio marito, non sia mai si debba dire che glieli tratto male.

Con tutta la gentilezza e il garbo che riesco a mettere insieme chiedo di sua madre:

“E la zia? come sta?”

“Ecco” risponde lei “chiamo proprio per farvi sapere che la zia ha avuto un grande dispiacere, è morto suo fratello, lo zio Francesco”

“Oh…mi dispiace tanto” dico io sinceramente turbata e mentre si allenta il nervoso perché capisco la gravità del fatto le passo mio marito.

“Caro cugino scusami per l’ora ma ho sentito mio dovere darti la notizia”

Mentre loro parlano, con una nota triste nel cuore, io metto a fuoco la famiglia di zio Francesco, i figli, la moglie….non era ancora vecchio….sui sessanta credo.

Dopo 10 minuti capisco dalle domande e risposte di mio marito che qualcosa non quadra, nel frattempo io sono tornata in camera col caffè, si salutano con tante scuse, dandosi del lei e chiudono.

Mio marito sorride e dice:”Non era  mia cugina Mariaconcetta da Milano, ma era la cugina Mariaconcetta da Milano di qualcun altro”

Nel frattempo si erano fatte le sette …. GRRRRR...mi sono alzata, UFFA!!!

 

Ma dico…si può cominciare una domenica mattina in questo modo?...io volevo solo dormire un altro po’…..xò zio Francesco almeno è vivo e vegeto!

Buona vita a tutti.

 

Alba:rosa

 

 

LA FINE DELLA …SVISTA

06 aprile 2010 ore 11:11 segnala

 

Tornò in albergo con quella bellissima sensazione dentro e mentre le pareva che camminasse tra le nuvole ebbe la notizia da suo marito che sarebbe rimasto in città.

Delusa non andò neanche a pranzare, diede disposizione per un caffè in camera per le h 15,30, prese solo una mela fresca e addentandola si ritirò, fece una veloce doccia, si sdraiò sul letto riprese il suo libro ma on riusciva a seguirne l’evolversi, lo mise da parte ed accese la tv, ebbe fastidio di quelle parole di cui non seguiva il significato…si addormentò.

 

Opzione A:

Fu svegliata dal suono del telefono, era sua figlia che con molta allegria la metteva al corrente dell’esame andato bene, delle ultime cose comprate per finire di riempire la valigia in attesa di partire per il viaggio studio che aspettava da tempo e si mostrò stupita del sapere che suo padre non era li con lei. Finita la conversazione Eleonora restò a riflettere, valutò di riprendere la sua vita in mano e decise in un lampo.

Al diavolo il cuore le attrazioni e le emozioni, rimaneva una donna di polso, una dura,  rimise la sua poca roba nella valigia, saldò il conto e salita in macchina ripensò a quell’occasione mancata ma era decisa ad andare ancora una volta a riacchiappare quel debole del suo uomo che dicendo di amarla intensamente non esitava a viversi le sue scappatelle, diceva che la carne è debole ma mai l’avrebbe lasciata perché, sicuramente era vero, l’amava con il cuore.

Luigi la cercò in camera e seppe che era partita, si spiacque per non aver vissuto l’ennesima parentesi al suo scialbo matrimonio, questa volta sarebbe stata una parentesi molto più emozionante visto l’attrazione che provava….peccato…chissà se l’avrebbe rivista ancora…chissà!

 

Opzione B:

Fu svegliata dal bussare alla porta, pensò fosse il cameriere col caffè che aveva ordinato ma guardando l’ora realizzò che era in anticipo di un’ora. Aprì la porta e Luigi era li davanti a lei, una marea di emozioni la invase in ogni cellula del suo corpo e si fece da parte per farlo entrare.

Lui non disse una parola e l’abbracciò sussurrandole tra i capelli che era ciò che desiderava da quel lontano giorno in cui l’aveva incontrata al bar, lei cercò di staccarsi anche se non lo voleva, allontanandosi verso la finestra.

Lui la riprese per le spalle e la strinse in un abbraccio aderendole con tutto il suo corpo, tuffò il viso nel collo di lei inebriandosi del suo profumo, non sentì nessuna resistenza.

Con una mano le cinse la vita mentre con l’altra le carezzò una coscia, lei tese la testa all’indietro e chiuse gli occhi, sentiva il corpo di lui caldissimo e un brivido le traversò la schiena.

Decise di viversi, di smettere di rifiutare che l’essenza della vita entrasse dentro di lei e finalmente si abbandonò agli eventi di quella sensualità che li avvolgeva entrambi.

Chiuse gli occhi, le labbra di lui la sfioravano sapientemente, le sue mani cominciarono a frugarle il corpo, in quel valzer di respiri realizzò che Luigi riusciva a non farla pensare, il turbinio di sensazioni che solo il contatto fisico può dare fece scivolare Eleonora nella perversione di quell’incontro….magari poteva essere l’incontro di una sola volta…chissà!

 

 

Avendo dei dubbi per come terminare la storia ho scritto due opzioni, volevo aggiungere la terza ma la cosa si complicava e la svista rischiava di non finire.

A Voi la scelta del finale cari lettori, spero abbiate trascorso una serena festività per ricominciare con più grinta l’iter quotidiano della vita.

 

Un :staff  e un  :bacio

 

Alba:rosa

 

 

 

 

LA SVISTA ...NON ERA PIU' UNA SVISTA

20 marzo 2010 ore 15:19 segnala

 

Erano le quattro del mattino quando lei si svegliò nel grande letto, l’abatjour era rimasta accesa, il libro scivolato nel cuscino vuoto accanto al suo, la menta ghiacciata che si era fatta portare era ormai calda sul comodino.

Una zanzara ronzava senza pace nell’alone di luce e l’aria condizionata era diventata gelida.

Realizzo che non era in casa sua, non era nel suo letto ma si trovava da sola in una camera d’albergo, spense la luce e cercò di dormire ma si girò e rigirò per una buona mezz’ora.

Non c’era verso di riprender sonno e accese la tv.

Alle cinque decise di alzarsi, indossò un lungo maglione e scese in spiaggia a passeggiare sulla battigia.

L’acqua calda del mare e il canto della risacca la portava a periodi felici della sua vita e si chiese come mai non ci si accorge  dei cambiamenti subitaneamente, ci si accorge solo quando il cambiamento è già avvenuto e mai quando sta per succedere.

Le mancava l’amore della sua vita, seppur presente le mancava quella persona a cui aveva votato la sua vita, nella buona e nella cattiva sorte…..che cosa ci ha allontanati?

Voleva colorare in modo diverso quel di vuoto in fondo all’anima ma come?

 

Lui si sveglio con le strilla di suo figlio e spazientito urlò a sua moglie: < ma anche in vacanza riesce a piangere?>

Coccolò un po’ il bambino e dopo qualche battuta pungente con sua moglie, molto nervosamente indossò costume e maglietta e si recò in sala per la colazione.

Quella rischiava di non essere più una breve vacanza e mentre camminava cercava di capire perché spesso reagiva in quel modo, sicuramente era l’aver constatato che l’uomo ha bisogno di un amore, l’inaridimento del cuore porta a vedere la vita in un modo sbagliato e sicuramente, questa era la sua esperienza, generava dentro di lui un senso di vuoto.

Si sedette davanti ad una granita e alzando gli occhi se la vide di fronte che beveva un caffè caldo, la salutò e lei rispose con un sorriso, le parve un sorriso triste e cercò con qualche battuta di attaccare bottone notando che a lei faceva piacere.

Forte di ciò la invitò ad una passeggiata, Eleonora era senza impegni ed accettò.

 

Dal verde che circondava il villaggio turistico si ritrovarono in spiaggia che a alle otto e trenta del mattino era ancora semideserta, parlavano del più e del meno come si conoscessero da tanto tempo, dopo tanto camminare si sedettero vicinissimi alla battigia con il viso rivolto all’orizzonte accarezzati dalla leggera brezza mattutina e alla fine non ebbero più parole, sentivano la forte attrazione che palesemente scorreva tra loro.

Luigi cercò d’incontrare i suoi occhi mentre le cercava la mano   <voglio rivederti ancora>

Eleonora non era tipo da stare con un piede in due scarpe ma quello che stava succedendo era inspiegabile a lei stessa, aveva una tempesta dentro la sua mente, a malincuore rispose: <oggi arriva mio marito>

Lo salutò e si avviò in albergo con la netta convinzione che l’anima sia una meravigliosa ombra astratta condizionata dalla  vita stessa, dal modo di pensare, di vivere e di vedere le cose come sono custodite dentro ognuno di noi.

Pensò che l’anima non invecchia mai cosi come i desideri, i sogni, le passioni …. si lacera a volte, si riduce a brandelli, sembra cessare di esistere ma poi riemerge più forte di prima e trovando nuovo entusiasmo fa pulsare il cuore anche se dopo ci fa rimpiangere gli orizzonti perduti nel tempo.

Pensò che il tempo scorre inesorabile e lascia tracce profonde su tutto, solchi marcati ovunque, nella terra, nelle vegetazioni, nel corpo di noi persone non intacca l’anima…l’anima è senza tempo e soprattutto è la ricchezza di ognuno di noi.

 

Mi dispiace essere stata un po’ assente, mi siete mancati.

Come già sapete, la realtà vive frenetica fuori da queste pagine.

Auspico per tutti Voi un dolce, sereno e rilassante fine settimana.

Alba:rosa   :bacio