l'Antinoo Farnese

07 maggio 2012 ore 20:49 segnala


Continua il mio viaggio nel «fascino della bellezza».
Ancora una volta Eros si connette con Thanatos.
Siamo in Egitto nel
130. Nel Nilo muore annegato un giovane bitinio dalla sublime bellezza, Antinoo, il ragazzo amato da Adriano, durante un viaggio in Egitto al seguito dell'imperatore. Una morte misteriosa: tuttora non si sa se la sua morte sia stata frutto di un incidente, di un suicidio, di un assassinio o di una sorta di sacrificio all'imperatore, secondo quanto racconta Dione Cassio.
Adriano aveva conosciuto Antinoo durante un suo viaggio in Asia minore: durante un incontro letterario, una sera, l’imperatore intravide accanto a una fontana il ragazzo in disparte, dall'aria pensosa e distratta al tempo stesso: ne rimase subito colpito, lo avvicinò...
Da allora Antinoo diventò il prediletto dell'imperatore e lo seguì ovunque. Adriano, che portò via il giovinetto dai suoi luoghi, fu costretto a subire in realtà il rapimento più profondo, quello sentimentale: il dominatore
del mondo fu soggiogato dalla bellezza acerba di Antinoo, dalla sua allegria che si mescolava con l'«indolenza di un cucciolo», dalla sua innocenza, dalla sua «amarezza ardente», nelle splendide parole della Yourcenar che indugia sull’immagine del potere universale che si inchina, fino alla totale prostrazione, di fronte alla bellezza.
Il bellissimo Antinoo farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ce lo mostra di una bellezza incomparabile: mento arrotondato, bocca carnosa, naso largo e dritto, sopracciglia inarcate verso l'esterno, chioma folta e ricciuta.
Le numerose testimonianze iconografiche del giovane bitinio sono sostanzialmente raggruppabili intorno a tre modelli fondamentali, ma tutte si individuano per alcune caratteristiche costanti, che ad ogni modo derivano da una concezione formale riferibile al tipo dell’efebo greco, addolcito e reso quasi femmineo da un’aura orientale.
La morbidezza delle forme del corpo, la sobrietà dei lineamenti del viso, la ricca acconciatura riccioluta e la malizia dello sguardo, la cui melanconia pare evidente riferimento alla tragica e prematura scomparsa del giovane, nella migliore tradizione del concetto ellenico per cui “muor giovane colui che al cielo è caro”.
Ed Adriano volle che quella bellezza imperitura fosse fissata in eterno
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« immagine » Continua il mio viaggio nel «fascino della bellezza». Ancora una volta Eros si connette con Thanatos. Siamo in Egitto nel 130. Nel Nilo muore annegato un giovane bitinio dalla sublime bellezza, Antinoo, il ragazzo amato da Adriano, durante un viaggio in Egitto al seguito dell'imperat...
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07/05/2012 20:49:48
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Commenti

  1. 44roberto 18 maggio 2012 ore 20:13
    sei una fonte inesauribile di cultura.........
  2. Trans.It 18 maggio 2012 ore 22:53
    troppo buon
  3. Mammolo5 19 maggio 2012 ore 16:07
    Complimenti....sei veramente brava.....
  4. Trans.It 02 giugno 2012 ore 20:26
    grazie
  5. kris.bsx 19 giugno 2012 ore 09:47
    si si bravissima

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