Le campane

02 settembre 2020 ore 21:19 segnala
Quella sensazione delle campane che scandiscono il tempo e si fissano su luoghi che a loro volta racchiudono avvenimenti e memorie della nostra vita.
Spesso parlando al telefono mi è capitato di essere immersa dal suono di qualche campanile di cui avevo involontariamente centrato l'ora e mi ha sempre incantata che quel bronzo potesse attraversare le distanze e coinvolgere il mio interlocutore.
Così come viottoli, vecchie case, monumenti, capitelli conservano intatto il ricordo di cose minute che riaccendono improvviso il ricordo.
Qualcuno che mi raccontava di aver mangiato un ragù andato a male, e io ero esattamente in quel crocevia, o qualcun altro che improvvisamente nel mezzo di una telefonata esauriva la batteria e svaniva nel nulla.
Le campane e il paesaggio sono voci che rimangono, dentro di noi, per sempre.
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Quella sensazione delle campane che scandiscono il tempo e si fissano su luoghi che a loro volta racchiudono avvenimenti e memorie della nostra vita. Spesso parlando al telefono mi è capitato di essere immersa dal suono di qualche campanile di cui avevo involontariamente centrato l'ora e mi ha...
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02/09/2020 21:19:48
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Dong...dong

01 settembre 2020 ore 21:18 segnala
Mi chiedo come potesse il bronzo delle campane lenire il cuore, voce di metallo, mani lievi sulla fronte di febbre e suonavano lente e profonde ad ancorare l’ anima. Il tempo fluttuava nell’inconscia ed assente minaccia di vie senza ritorno... dong.... dong, come passaggio di nuvole sui primi germogli di fine inverno. Imbruniva la stanza di vecchie tende e letti antichi, nel tepore dei muri che respiravano i suoni e gli odori della cucina di casa. Dong...dong e i bambini giocavano con voci d’argento e giocattoli di legno, poi vennero i mesi, gli anni e le stagioni nel vortice violento che tutto implode. Eppure ritornano...dong...dong, ancora campane e altre ancora, quelle che porto sempre con me.
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Mi chiedo come potesse il bronzo delle campane lenire il cuore, voce di metallo, mani lievi sulla fronte di febbre e suonavano lente e profonde ad ancorare l’ anima. Il tempo fluttuava nell’inconscia ed assente minaccia di vie senza ritorno... dong.... dong, come passaggio di nuvole sui primi...
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Una favola

28 agosto 2020 ore 17:19 segnala
Tutte le nostre vite sono una favola,con infiniti finali,tanti come le innumerevoli esistenze che si incrociano nel tempo che tutto contiene. Attorno a noi,dentro di noi, nello scorrere dei giorni e delle notti, al mutare delle stagioni e nel moto incessante degli universi. Siamo tutti parte di una favola immensa che origina dal riproporsi di memorie che avvolgono il silenzio con voce e colore. Perchè nulla sia perduto di quel sorriso infinito che è la vita.

Questa fiaba ha i fotogrammi lontani di un treno che fugge da boschi e da mari traditi, piccole mani bagnate di pianto,eppure consapevoli della certezza di un incontro a venire, mani carezze dell'anima.Lui era un ragazzino più grande, sguardo profondo e occhi tristi, lei piccola bimba come nuvola bionda confusa di stracci, tempo in cui si viveva di cielo. Lei lo aspettavo al calar della sera, occhi azzurri e ginocchia sbucciate,seduti su un sasso a dividere un pezzo di pane insieme e dietro le lanterne di vecchie baracche chiudevano alla notte l'indistinto respiro della povera gente. Lui aveva tutti i nomi che il gelo e la paura marchiano dentro, era la sua sicurezza, la difesa,la speranza e nel sogno dolcissimo di bimba un giorno forse sarebbe stato anche l'amore.Poi venne gente che parlava altre lingue ,le misero un vestitino bianco di festa,nelle mani un piccolo fagotto di cenci e andarono verso la stazione, dove il ricordo diventa addio,diventa angoscia,dolore per sempre soltanto dolore. Lui l'aspettava da lontano,per l'ultima volta, lei gli corse incontro lasciando nelle sue mani un piccolo orsetto di mollica che aveva composto nelle lunghe notti in cui il suo pane alleviava la fame.Erano briciole per un monumento all'amore, era tutto quanto restava di loro. Mi chiedete dove sia la fiaba ? è questa, nel ricordo di un addio,nella certezza impossibile che sotto un lembo di cielo,per il mondo infinito, lei possa vederlo ancora, sguardo profondo,occhi tristi.
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Tutte le nostre vite sono una favola,con infiniti finali,tanti come le innumerevoli esistenze che si incrociano nel tempo che tutto contiene. Attorno a noi,dentro di noi, nello scorrere dei giorni e delle notti, al mutare delle stagioni e nel moto incessante degli universi. Siamo tutti parte di una...
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Onda e rena

28 agosto 2020 ore 17:13 segnala
Lungo i luoghi del non essere,
là dove l’onda sfuma nella rena
e dove la terra stanca si abbandona nel liquido amplesso,
si dipana il canto degli amori impossibili e l’intimo abbraccio dei corpi l’uno all’altro ignoti.
Inconsapevoli amanti dell’inesistente.
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Lungo i luoghi del non essere, là dove l’onda sfuma nella rena e dove la terra stanca si abbandona nel liquido amplesso, si dipana il canto degli amori impossibili e l’intimo abbraccio dei corpi l’uno all’altro ignoti. Inconsapevoli amanti dell’inesistente.
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Poi venne il sole...

28 agosto 2020 ore 17:11 segnala
Quel giorno

Di neve

Di ghiAccio

Acciaio

Poi venne il sole

Dei lupi .
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Quel giorno Di neve Di ghiAccio Acciaio Poi venne il sole Dei lupi .
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La Grande Madre Russia

25 agosto 2020 ore 01:08 segnala
Fascino immenso nel canto dei battellieri che solcavano il Volga. Foreste,steppe,pianure e le radici immense di un grande popolo e della sua invincibile spiritualità. Un filo conduttore con la mia vasta idea di un barbaro.

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Fascino immenso nel canto dei battellieri che solcavano il Volga. Foreste,steppe,pianure e le radici immense di un grande popolo e della sua invincibile spiritualità. Un filo conduttore con la mia vasta idea di un barbaro.
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Costantino Barbaro (non chiedete che cosa significhi orcozi)

24 agosto 2020 ore 20:47 segnala
Stiamo assistendo ad una delle solite ridicole guerre tra bande che vede figuranti ed accoliti battere il sito come proprietà privata, fra gli insulti e gli attacchi di prassi.
Come sempre, quando sarà passato il tempo e il gioco dei vigilantes, archiviato l'infantilismo sempre di moda delle baruffe di tutti contro tutti, chiarito se uno sia o meno fake e quale identità nasconda, dopo il disarmo degli ultimi sopravvissuti, forse si scriverà di altri argomenti ben più gravi dove la ribellione dovrebbe esserne il naturale completamento.

Marinaio : Hai una bella foto e scrivi in modo sintetico e preciso. Lo hanno notato e ti danno credito ai ragionevoli dubbi di fake o identità nascosta. . Sulle bande di cui parli, non sei lenta nell'epurare quelli che qui dentro vorrebbero gozzovigliare. La cosa non è esattamente politically correct , ma va bene. Infantilismo e argomentazioni da elevare appartengono invece al - dimmi con chi vai e ti dirò chi sei-. Insomma del tuo bel programma mi limito ad osservare che potrebbe essere paragonato a certi inetrventi che il dentone delle sardine ogni tanto proclama. Ma tu certamente sei meglio e di più. Disarmo e ribellione non li ho capiti nel contesto.
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Stiamo assistendo ad una delle solite ridicole guerre tra bande che vede figuranti ed accoliti battere il sito come proprietà privata, fra gli insulti e gli attacchi di prassi. Come sempre, quando sarà passato il tempo e il gioco dei vigilantes, archiviato l'infantilismo sempre di moda delle...
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Costantino Barbaro

24 agosto 2020 ore 20:24 segnala
E' sconfortante ripensare a Montesquieu e De Tocqueville quando, secoli fa, analizzavano quasi con metodo matematico lo spirito delle leggi alla base del patto sociale con cui giovani nazioni si davano istituzioni, con la straordinaria energia che un popolo può riversare su di uno stato fin dalla sua nascita. Ora viviamo in una democrazia scaduta, come un latticino marcio dimenticato in frigo, siamo considerati vittime sacrificali e loro complici nel privarci di ogni futuro, in un tracollo di miseria morale e materiale. Sono tutti uguali accomunati al peggio, non esiste destra, sinistra, centro, nord, sud, est...

Marinaio : La democrazia, trasformata purtroppo a mantra ossessivo, poteva rappresentare la situazione meno peggiore nella dialettica individuo stato. La direzione in cui stiamo andando contiene tutti i segni rivelatori di una saturazione dei sistemi democratici trasformati da parlamenti a parlatoi. Montesquieu e De Tocqueville non conoscevano al tempo delle loro analisi i circuiti mediatici, le lobby le multinazionali, gli apparati burocratici e politici che si sono raccolti nei cosiddetti poteri forti. A breve succederanno fatti precisi.
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E' sconfortante ripensare a Montesquieu e De Tocqueville quando, secoli fa, analizzavano quasi con metodo matematico lo spirito delle leggi alla base del patto sociale con cui giovani nazioni si davano istituzioni, con la straordinaria energia che un popolo può riversare su di uno stato fin dalla...
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Maria Elena Boschi

24 agosto 2020 ore 20:08 segnala
Non ho mai considerato Maria Elena Boschi politicamente interessante, ha modi da maestrina solerte. Recentemente la stampa ha dedicato qualche riga sull’assoluzione di suo padre dal crack Etruria. La macchina del fango e il sospetto l’avevano massacrata, anche se lei non ha mai avuto alcun ruolo in quella vicenda. Suo padre contava nulla, se non per portare il nome di sua figlia, in una torbida vicenda bancaria che si trascinava da anni. E’ assolutamente normale che la Boschi abbia sentito suo padre e qualcun altro per capire direttamente cosa succedeva su un fatto di dominio pubblico. Ha fatto bene come figlia e come politica o vogliamo invece pensare che questo fosse riservato solo a bloggisti, bakekari, tifosi di calcio, gaglioffi ?

Marinaio : Credo che lo stesso interesse di stampa e bakeke sarebbe stato speso meglio nel tentativo di tutelare,almeno a livello di opinione, le migliaia di truffati. La Boschi avrà fatto nulla, in realtà sa fare molto poco, ma doveva essere più corretta e trasparente nel dire le cose che dici tu. Avere coraggio e difendere il suo operato senza nascondersi nelle pieghe del politically correct. Lei e quel ciarlatano di Renzi madre e padre della costituzione bastarda.

Costantino Barbaro : Decisamente il "gaglioffi" qualifica in modo inequivocabile i destinatari della tua reprimenda. Ma però la Boschi, presempio, ha sempre sguazzato nel mare fangoso del dare e avere. Nessuno gli ha ordinato di fare questo mestiere. Qualche calcio in culo sarà anche stato ingiiusto ma però forse...giova. A chi lo ha dato.
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Non ho mai considerato Maria Elena Boschi politicamente interessante, ha modi da maestrina solerte. Recentemente la stampa ha dedicato qualche riga sull’assoluzione di suo padre dal crack Etruria. La macchina del fango e il sospetto l’avevano massacrata, anche se lei non ha mai avuto alcun ruolo in...
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