Dong...dong

01 settembre 2020 ore 21:18 segnala
Mi chiedo come potesse il bronzo delle campane lenire il cuore, voce di metallo, mani lievi sulla fronte di febbre e suonavano lente e profonde ad ancorare l’ anima. Il tempo fluttuava nell’inconscia ed assente minaccia di vie senza ritorno... dong.... dong, come passaggio di nuvole sui primi germogli di fine inverno. Imbruniva la stanza di vecchie tende e letti antichi, nel tepore dei muri che respiravano i suoni e gli odori della cucina di casa. Dong...dong e i bambini giocavano con voci d’argento e giocattoli di legno, poi vennero i mesi, gli anni e le stagioni nel vortice violento che tutto implode. Eppure ritornano...dong...dong, ancora campane e altre ancora, quelle che porto sempre con me.
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Mi chiedo come potesse il bronzo delle campane lenire il cuore, voce di metallo, mani lievi sulla fronte di febbre e suonavano lente e profonde ad ancorare l’ anima. Il tempo fluttuava nell’inconscia ed assente minaccia di vie senza ritorno... dong.... dong, come passaggio di nuvole sui primi...
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01/09/2020 21:18:22
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