Meccanico d'altri tempi

12 luglio 2012 ore 09:47 segnala
Mi piaceva vedere i trattori sbudellati, e lì nella sua officina di trattori in fase di riparazione ce n’era sempre più di uno.
Guardavo questo meccanico al lavoro, smontava i pezzi, li puliva, li sistemava accuratamente dul banco da lavoro in maniera ordinata, fino ad arrivare al pezzo rotto. Se il ricambio era facilmente reperibile lo comprava, altrimenti lo costruiva lui, già munito di tutti gli attrezzi per farlo.
Per una riparazione fatta a puntino gli occorreva minimo una giornata di lavoro, a volte anche settimane.
A quei tempi costava sempre meno riparare che comprare nuovo. Ma a quei tempi, i macchinari potevano durare anche decenni.
Ritorneranno mai quei tempi?
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Mi piaceva vedere i trattori sbudellati, e lì nella sua officina di trattori in fase di riparazione ce n’era sempre più di uno. Guardavo questo meccanico al lavoro, smontava i pezzi, li puliva, li sistemava accuratamente dul banco da lavoro in maniera ordinata, fino ad arrivare al pezzo rotto. Se...
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12/07/2012 09:47:50
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Quelle scuse che.

03 luglio 2012 ore 18:27 segnala
Capita, forse non solo a me, di trovarmi in situazioni in cui sono costretto a fare delle scelte, a prendere decisioni. Capita che queste decisioni siano inficiate da un preconcetto.
Così vorrei tanto fare “la cosa giusta” in modo pragmatico, ma risulta che “la cosa giusta” non mi piace. Ed allora nascono mille scuse, mille giustificazioni per svicolare e trovarsi con la prova schiacciante di averla fatta “la cosa giusta”.
Ed avrò la certezza che mi pentirò di tale scelta, partorita dal cuore. Irreparabilmente. Ma avrò goduto un pezzetto di vita.
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Capita, forse non solo a me, di trovarmi in situazioni in cui sono costretto a fare delle scelte, a prendere decisioni. Capita che queste decisioni siano inficiate da un preconcetto. Così vorrei tanto fare “la cosa giusta” in modo pragmatico, ma risulta che “la cosa giusta” non mi piace. Ed allora...
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Normalità

01 giugno 2012 ore 17:43 segnala
La paura non è di morire, ma di vedere star male le persone a te care. Il terrore di trovarti sommerso in una realtà che non ti appartiene, stravolgendo quelle abitudini che ti sei creato in una vita passata a costruire il tuo habitat.
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La paura non è di morire, ma di vedere star male le persone a te care. Il terrore di trovarti sommerso in una realtà che non ti appartiene, stravolgendo quelle abitudini che ti sei creato in una vita passata a costruire il tuo habitat.
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Terremoto

23 maggio 2012 ore 08:00 segnala
Dispiace, quando alla televisione senti che una comunità di persone è stata devastata da un terremoto, dispiace vedere quelle persone senza più le loro case, in seria difficoltà per proseguire le loro giornate, è davvero deprimente. Poi una notte, alle 04:05 senti l'uscio della tua camera da letto sbattere insistentemente, ti svegli e non capisci cosa sta succedendo, accendi la luce disorientato, ed anche il letto si muove, i muri ondeggiano: un terremoto. Ma ora smette. No, non smette, altre volte avevo avvertito il terremoto, ma durava pochissimo, uno scuotimento di un attimo e poi pensavi: "chissà dove ha colpito" credendo di essere immune, invece stavolta non smetteva più, credevo fosse sotto i miei piedi, ho temuto mi crollasse la casa addosso. Poi s'è fermato. Pensavo che essere immersi nella pianura padana mi esentasse dall'orrore dei terremoti, ma a pochi chilometri dalla mia casa chiese e case sono cadute o rimaste gravemente danneggiate e quando tocchi il terremoto con mano ti rendi davvero conto dello sconforto che invade i cuori di coloro che si trovano senza casa, senza gli oggetti in essa custoditi, senza la possibilità di poter proseguire la loro vita quotidianamente.
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Dispiace, quando alla televisione senti che una comunità di persone è stata devastata da un terremoto, dispiace vedere quelle persone senza più le loro case, in seria difficoltà per proseguire le loro giornate, è davvero deprimente. Poi una notte, alle 04:05 senti l'uscio della tua camera da letto...
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foto ricordo

27 marzo 2012 ore 07:43 segnala
La camera da letto dei nonni è ancora com’era cinquanta anni fa, il letto alto a cassoni, con la coperta in lana fatta a mano, il comò (cifùn nel nostro dialetto) con i centrini fatti ad uncinetto, dei due vasi in ceramica sono rimasti solo i coperchi fiorati, che quand’ero infante, la mia curiosità mi spinse a gattonare fin sopra al mobile cui il mio letto era adiacente e far cadere i soprammobili. E poi i comodini (cifunsìn), l’armadio con il grande specchio e una foto degli avi appesa alla parete. Mio bisnonno si chiamava Leonzio, era con la moglie in quella foto in bianco e nero, il bianco era ormai ingiallito ed il nero incanutito. E questa foto appunto, avvolta in una cornice in radica, il vetro opacizzato dagli anni, mi ha fatto pensare alle moderne fotografie, poche stampate, la maggior parte affidate a supporti elettronici, come saranno fra cento e passa anni?
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La camera da letto dei nonni è ancora com’era cinquanta anni fa, il letto alto a cassoni, con la coperta in lana fatta a mano, il comò (cifùn nel nostro dialetto) con i centrini fatti ad uncinetto, dei due vasi in ceramica sono rimasti solo i coperchi fiorati, che quand’ero infante, la mia...
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Borioso

20 marzo 2012 ore 18:46 segnala
Per andare a scuola prendevo il bus, era il primo anno di superiori, percorrevo il chilometro e mezzo che separava casa mia dalla fermata in bicicletta o a volte a piedi anche se avevo il motorino, ma quello il più delle volte era smontato che mi dilettavo in una specie di “piccolo meccanico”. Poi una mezz’ora di corriera per arrivare all’istituto tecnico.
Nel frattempo si approfittava per ripassare e addirittura copiare i compiti non fatti (errori compresi). Sovente capitava che qualcuno mi chiedesse come si pronunciavano certe parole in inglese, era il primo anno che affrontavamo questa strana lingua e qualcuno credeva che io l’affrontassi meglio di altri. Una mattina una ragazza mi chiede di leggerle un intero brano, ed io leggo.
Un mio compagno di classe alla fine della mia lettura esordisce: “ma non crederai mica di essere capace di parlare inglese!?”. Io non dico nulla, ma lui continua: “io sì che so leggere bene!”. Io continuo nel mio silenzio, non sono mai stato un chiacchierone, sempre molto timido non ho reagito in alcun modo, ma al tipo forse la cosa lo irritava.
In classe arriva l’ora di inglese, dopo che la prof fa un po’ di lezione il tipo alza la mano e chiede: “posso fare una domanda?” l’insegnante lo autorizza e lui prosegue: “ma visto che è un po’ che ci fa leggere tutti a turno, secondo lei chi è che meglio pronuncia l’inglese?”.
La professoressa riflette un attimo, forse per valutare l’opportunità di rispondere e dice: “è un po’ presto per sentire un inglese fluente, però se volete ascoltare qualcuno per sapere come parlano gli inglesi ascoltate pure Cristiano, lo faccio leggere poco perché non ha bisogno di esercitarsi, gli viene naturale”.
Non immaginavo avrebbe fatto il mio nome, ero convinto che meglio di me fossero molti altri, sicuramente Eliana, ed invece, i cartoni di “Braccio di Ferro” che guardavo da bambino dovevano avermi formato la pronuncia. Ma la soddisfazione maggiore è stata lo smacco al borioso.
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Per andare a scuola prendevo il bus, era il primo anno di superiori, percorrevo il chilometro e mezzo che separava casa mia dalla fermata in bicicletta o a volte a piedi anche se avevo il motorino, ma quello il più delle volte era smontato che mi dilettavo in una specie di “piccolo meccanico”. Poi...
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20/03/2012 18:46:54
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Neve

06 febbraio 2012 ore 18:47 segnala
Sulle colline dell'appenino subito dopo Predappio, verso Forlì, è nevicato copiosamente in questi giorni. Un amico, che vive proprio sul cucuzzolo di una collina alta circa 600 metri si è trovato isolato, gli rimangono il cellulare e l'elettricità che riesce a produrre con un generatore, fin quando avrà scorta di carburante. Ha quasi finito i viveri e gli serve un additivo da aggiungere al carburante perché non geli, ha anche rotto una delle racchette da neve. Tutto questo lo racconta ad un amico giornalista, il quale conoscendo per doti per il volo in montagna del mio aereo mi fa una proposta starna: che ne dici se racimolo un po' di viveri, un paio di ciaspole coi bastoni telescopici e l'additivo per la nafta e, appena troviamo un giorno con meteo clemente in volo gliele lanciamo?
Io, nel contempo sbalordito ed entusiasmato da una tale idea non riesco a dire di no. Così stamattina, le previsioni promettevano un attenuazione delle precipitazioni in quelle zone e, dopo aver avuto conferma anche dall'abitante del posto che verso le 11:00 12:00 ci sarebbero state le condizioni per volare senza eccessivi rischi decidiamo di partire. Purtroppo il freddo ha debilitato la batteria così per l'accensione coi cavi perdiamo tempo, ma a mezzogiorno riusciamo a decollare, prua Predappio! Il volo di andata è tranquillo, un po' di vento in coda ci anticipa l'arrivo, ma la visibilità si fa subito scadente, intravedo le cime delle montagne così velocemente salgo di quota (l'ultima cosa che vorrei è stamparmi su qualche cucuzzolo, seguo il GPS che mi porta proprio sopra la casa dell'amico, accidenti! Ma è proprio fuori dal mondo!! La visibilità è pessima, son colline tutt'attrono, sembra tutto uguale, devo fare qualche passaggio di prova prima di capire come affrontare il lancio, intanto la temperatura è polare, il riscaldamento che prende aria dal motore e la butta in cabina non è sufficiente a scaldare l'abitacolo e l'amico giornalista lamenta un freddo insopportabile, intanto raffiche di vento che portavano avanti un'altra nevicata, mi impegnavano parecchio nel pilotaggio, ma, dopo qualche difficoltà nell'aprire lo sportello ed un altro passaggio riusciamo a scaricare i quattro pacchi in quattro passaggi, quasi tutti arrivati abbastanza vicino alla casa, uno solo è finito nel bosco, spostato da una raffica di vento. La benzina cominciava a scendere vicino alla soglia per il rientro in sicurezza, così chiudiamo lo sportello, salutiamo l'amico che per qualche giorno riuscirà ancora ad evitare di mangiare le scatolette per cani e gatti e ci dirigiamo verso casa, sempre con un occhio di riguardo al carburante residuo, visto che 50 chilometri orari di vento contrario rallentavano parecchio il mio incedere. Atterro con i serbatoi quasi a secco, però è andato tutto bene e mi sono divertito!
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Sulle colline dell'appenino subito dopo Predappio, verso Forlì, è nevicato copiosamente in questi giorni. Un amico, che vive proprio sul cucuzzolo di una collina alta circa 600 metri si è trovato isolato, gli rimangono il cellulare e l'elettricità che riesce a produrre con un generatore, fin quando...
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Linguismi

03 agosto 2011 ore 15:47 segnala
Ci sono persone che asseriscono di vergognarsi d'essere italiani, e non hanno nemmeno assimilato l'idioma. Mi vergogno di più io ad annoverarli tra i nostri concittadini.
Non solo "spaghetti" e "pizza", ma anche "ciao" sono parole internazionali, in qualunque angolo del mondo vengano pronunciate sono certamente capite, nomi di italiani illustri sono conosciuti in tutte le università, ma noi preferiamo perdere la nostra identità inglobando, anche malamente, le culture altrui. Per integrazione? No, per mancanza di amor proprio. E se, fin dagli albori della nostra lingua, invece di coniare vocaboli attingendo dall'ignoranza, avessimo riempito libri e giornali di quelli messi a disposizione dai letterati nel corso dei secoli? Forse la lingua più parlata al mondo non sarebbe l'inglese...
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Ci sono persone che asseriscono di vergognarsi d'essere italiani, e non hanno nemmeno assimilato l'idioma. Mi vergogno di più io ad annoverarli tra i nostri concittadini. Non solo "spaghetti" e...
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Rivoluzione industriale

25 maggio 2011 ore 17:55 segnala
Escono dalla fabbrica che sembrano indiavolati. Vorrebbero sorpassare a sinistra, poi a destra, tentano pure di passare sopra, ma rimangono incolonnati, potrebbero guadagnare qualche secondo, magari fregiando la macchina. Secondo da spendere come? Da spendere dove? Nel dolce far nulla o ad affollare un bar, ancora in coda. Che tristezza.
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Escono dalla fabbrica che sembrano indiavolati. Vorrebbero sorpassare a sinistra, poi a destra, tentano pure di passare sopra, ma rimangono incolonnati, potrebbero guadagnare qualche secondo, magari...
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Impegni

20 maggio 2011 ore 14:07 segnala
Per Domenica stiamo preparando questo:
http://www.aeroclubmantova.it/upload/news/X82allegato1X_soaf2011.pdf
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Per Domenica stiamo preparando questo: http://www.aeroclubmantova.it/upload/news/X82allegato1X_soaf2011.pdf
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20/05/2011 14:07:05
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