Ricordo che...

04 novembre 2020 ore 18:28 segnala
Nel 1966 la costruzione della strada provinciale aveva separato il casolare dove viveva la mia famiglia di affittuari (fitadar), dalla terra che dovevano coltivare. Allora nessuno se ne fece un cruccio, il proprietario del terreno, che viveva a Modena, men che meno, generale dell’esercito in pensione, prendeva una pensione di tutti rispetto e di quei terreni pensava di liberarsene.
Una strada provinciale dove passava qualche macchina e raramente qualche piccolo camion non impediva a me ed i miei fratelli di attraversare in continuazione senza nulla rischiare, anche i miei con scassati trattori agricoli potevano continuare a lavorare la terra senza preoccupazioni. All’epoca si prendeva il trattore per andare al vicino paese, circa un chilometro e mezzo, per portare il latte al caseificio approfittando per eventuali acquisti in ferramenta o nei negozi, che vendevano di tutto, dal caffè ai quaderni e matite. Si faceva parsimonia ad usare l’automobile, che costava in benzina ed in manutenzione, la si usava solo per recarsi lontano e per ragioni importanti (funerali, matrimoni, visite a parenti). Poi, al finire degli anni settanta iniziò ad aumentare il traffico, le auto erano sempre più numerose, i camion sempre più grossi ed arrivò la TV a colori a raccontarci che stavamo progredendo, con prodotti mai visti (dixan per lavare i panni, fino ad allora usavamo la “lisciva”) in quanto inutili, ma la televisione ce li fece diventare indispensabili. Così le strade si riempirono di auto, i paesi di gente e la frenesia si impossessò di tutto e di tutti.
Questa premessa per dire che, tra Marzo e Giugno, vivendo ancora vicino a quella stessa strada provinciale, nonostante le fabbriche abbiano preso il posto dei vigneti e del grano, mi è tornata alla mente la semplicità della vita povera di quegli anni, dove per mangiare avevi orto e galline oltre al latte delle mucche e l’aperitivo lo facevi nella stalla, con pane, salame e vino bianco delle tue vigne, come la natura riusciva a farlo.
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Nel 1966 la costruzione della strada provinciale aveva separato il casolare dove viveva la mia famiglia di affittuari (fitadar), dalla terra che dovevano coltivare. Allora nessuno se ne fece un cruccio, il proprietario del terreno, che viveva a Modena, men che meno, generale dell’esercito in...
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04/11/2020 18:28:51
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