Favole

21 ottobre 2011 ore 16:49 segnala
Non ho mai creduto alla morale che le favole dovrebbero insegnare.Forse perchè non ho mai creduto alle favole,o perchè nessuno me le ha mai raccontate.Prendiamo l'esempio di quella della volpe e l'uva:ditemi chi non reca dentro di sè il rimpianto di desideri inespressi,qualcosa che avrebbe desiderato avere e non ha avuto,magari un amore.Ora mi raccontano che con un semplice"non era la donna per me"vengono scacciati desideri e speranze riposte in quel rapporto.Mi sembra talmente assurdo come pensiero da restarne schifatamente sorpreso.A livello personale l'unica favola sensata è quella della cicala e della formica.La mia povertà infantile mi ha portato ad avere un assurdo desiderio di possesso anche materiale,soddisfatto nel momento in cui,il fiorire di una economia inaspettata mi ha portato a poter concedermi ogni sorta di voglia e la possibilità di esaudire materialmente ogni desiderio.Io ,cicala sperperona,convinto che oramai nulla avrebbe potuto privarmi di quello che avevo "conquistato".Convinto che la pensione sarebbe stato il tempo del girovagare per il mondo,del "nulla mi sarà proibito",eccomi invece a far di conto giornalmente.Nulla è stato messo nella dispensa per l'inverno,ma nulla di quello che ho fatto mi crea rimpianti.La vita che ho vissuto,è quella che ho voluto vivere,ed ora l'ultima cosa a cui penso è la dispensa piena per l'inverno.Tra formica e cicala,io scelgo e sceglierò sempre la cicala,non per il desiderio di un lusso sfrenato che mi è venuto a noia e che non mi interessa possedere,ma per il fatto che la cicala,quando avrà,donerà.agli amici,alle persone care,a tutti.La formica invece avrà come dote principale l'avarizia,accumulerà fino a non poterne più,sarà gelosa di ogni sua cosa e non donerà nulla.La morale?Evviva le cicale!
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Non ho mai creduto alla morale che le favole dovrebbero insegnare.Forse perchè non ho mai creduto alle favole,o perchè nessuno me le ha mai raccontate.Prendiamo l'esempio di quella della volpe e...
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21/10/2011 16:49:04
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Commenti

  1. libe.ramente 21 ottobre 2011 ore 18:30
    ;-) :-) Non sono una cicala..ma tantomeno formica..mi piace accontentarmi..ma mi piace anche farmi qualche piccolo regalo..In genere ho notato che le persone avare..lo sono anche nei sentimenti..non si danno per nulla..e' sempre un"do un des"..non posso proprio sopportarla..soprattutto in un uomo..ciao ;-) :-)
  2. tristano.MI 21 ottobre 2011 ore 19:05
    Hai inteso bene,il desiderio di ricchezza porta solo a rinunce e preoccupazioni,certo sperperare non è giusto,e lo riconosco,ma avere come desiderio quello di essere ricchi,è la fine del gusto di conquistare,ciao
  3. Klara53 21 ottobre 2011 ore 19:22
    La cicala ..e la ...formica, agli antipodi, la cicala canta beata e con ironia guarda e osserva la formica.
    La formica lavora, suda, mette via, senza goder di nulla.
    Cosa accade poi nella favola : d'inverno la cicala muore perchè non ha nulla da mangiare, dopo aver trascorso l'estate a cantare. La formica vive nel suo guscio, e supera l'inverno.
    Tante volte mel'ha raccontata mio nonno e il messaggio era "pensa al domani, non fare la cicala, sii formica "
    Dovevo essere formica, ma questo condiziona il tutto e toglie il respiro, fino a gridare basta...viva la vita, i colori.
    Allora essere cicala ?? lasciarsi sfiorare dai sentimenti, dalle emozioni, e vivere di goduria ?
    Con il tempo ho imparato, ma poi sai tutto ancora cambia... l'ideale sarebbe esser l'una e l'altra, cogliere in parte la formica e in parte la cicala.
    Caro tristano,al di là del tuo vissuto passato, sei una mente aperta e ti dono un sereno canto di cicala, divenuta amica della formica, sono lì , a mangiare assieme :bacio
  4. nelsy59 21 ottobre 2011 ore 19:28
    Non condivido.. forse perchè la vita non mi ha permesso ne di essere cicala ne formica.
    Considero fortunati chi può immedesimarsi in uno dei 2 ruoli.
    Tu Tristano lo sei.
    ciao
  5. tristano.MI 21 ottobre 2011 ore 19:50
    Condivido il pensiero di entrambe,io senza gloria e senza onore inneggio alla cicala,questo non significa che sono nel giusto,ma che riesco a fare scelte personali,grazie per gli interventi,imparo molto da voi
  6. lillye1956 21 ottobre 2011 ore 19:52
    Penso basti imparare ad essere non schiavi ma Signori delle cose (ricchezze varie comprese) e del tempo..tutto il resto è vanità..
  7. klardiluna 21 ottobre 2011 ore 21:19
    Era una calda serata d’estate, una di quelle sere in cui il cielo si riempie di stelle lucenti e di una luna che lo colora di blu notturno mentre, una leggera brezza soffia su tutta la campagna riempiendo l’aria di odori e profumi di quei fiori che ancora non si chiudono al calar del sole; come volessero gustarsi la stupenda notte stellata. E mentre il silenzio regna sovrano sull’intera campagna, una farfalla notturna esegue la sua danza. Il suo volo è leggero e giocoso ricco di piroette e di vortici fantastici, tutto in gran silenzio come se nel sbattere le grandi ali esse si sfiorassero accarezzando quasi l’aria che la sostiene.

    E’ una notte fantastica!

    Come in un programma di un gran Varietà, dopo la danza della farfalla notturna segue il canto di una cicala solista! E’ uno strano canto dallo stesso ritmo ma tutta la campagna la sta a sentire come un grande pubblico che non applaudisce mai ma ascolta in gran silenzio …Tutti tranne una formica, essa non ha tempo da perdere per simili sciocchezze! E’ la formica laboriosa che con passo veloce va avanti e indietro trasportando enormi pezzi di cibo. Avanti e indietro, avanti e indietro … ma ad un tratto quella formica per un momento si fermò e guardò fisso la cicala che per un attimo suo fermò il suo canto …

    Tutta la campagna ascoltò la loro breve conversazione:

    – “Almeno per un giorno potessi essere come te Cicala e poter cantare mille canzoni sotto questo cielo stellato! E invece devo lavorare tutta l’estate … !

    – “Mia cara Formica” – rispose la Cicala, – “nella vita c’è chi lavora come te e chi invece non fa nulla o almeno ciò che più piace, e a me piace cantar sotto le stelle!”.

    – “Canta pure mia cara Cicala tutta l’estate se vuoi, ma che farai d’inverno quando avrai fame e non troverai nulla per sfamarti? Io invece avrò la mia riserva di cibo e di certo non morirò di fame! Sai come va la cosa … “.

    Quasi tutta la campagna dette ragione alla formica che, instancabilmente continuò i suoi viaggi mentre per qualche attimo ancora la cicala rifletteva sulla breve conversazione avuta con la formica. Ambedue non facevano altro che seguire il corso dettato loro dalla Natura ma entrambe ignoravano ciò. Quella formica era veramente saggia! Se nonché ad un tratto, un enorme piede calpestò quella piccola formica che con la sua laboriosità aveva dato una lezione di vita alla cicala.

    Ora la formica è lì immobile senza vita, tutta la campagna la contempla … povera Formica …

    – “Eh già! Questa è la vita!” – replicò la Cicala, che iniziò il suo monotono canto notturno sotto il cielo stellato di quella calda notte d’estate!
    morale...
    Meglio vivere il presente...perchè gli imprevisti possono esserci... :-) :bye
  8. tristano.MI 21 ottobre 2011 ore 21:22
    Così disse lo stolto,e a volte la ragione è sua e non del saggio,buona serata

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