PIKKOLA STORIA, GRANDE VERITA'...letto da tdiibiza

06 gennaio 2008 ore 22:50 segnala
Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia
classe che stava tornando a casa da scuola.Il suo nome era Arturo e
sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me: perché
mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere
un ragazzo strano.Io avevo il mio week end pianificato (feste e una
partita di pallone con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi
sono incamminato. Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini
che correvano incontro ad Arturo .. Gli arrivarono addosso facendo
cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. I
suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell’ erba un paio di
metri più in là. Lui guardò in su e v idi una terribile tristezza nei
suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre
stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli:quei ragazzi sono
proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere. Arturo mi guardò
e disse: grazie! C’era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di
quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.Lo aiutai a raccogliere i
libri e gli chiesi dove viveva. Scoprii che viveva vicino a me così gli
chiesi come mai non lo avessi mai visto prima, lui mi spiegò che prima
andava in una scuola privata. Parlammo per tutta la strada e io lo
aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed
educato così gli chiesi se gli andava di giocare a calcio con i miei
amici e lui disse di si.Stemmo in giro tutto il week end e più lo
conoscevo più Arturo mi piaceva così come piaceva ai miei amici.
Arrivò il lunedì mattina ed ecco Arturo con tutta la pila dei libri
ancora. Lo fermai e gli dissi: ragazzo finirà che ti costruirai dei
muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!Egli rise
e mi diede metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Arturo
diventammo amici per la pelle.Una volta adolescenti cominciammo a
pensare all’università, Arturo decise per Roma ed io per un altra
città. Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non
sarebbe stata un problema per noi. Arturo sarebbe diventato un dottore
mentre io mi sarei occupato di cause e litigi.Arturo era il primo
della nostra classe e io l’ho sempre preso in giro per essere un
secchione. Arturo doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui
molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare. Il giorno
dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto. Lui era uno di quei
ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole
superiori. Si era un pò riempito nell’aspetto e stava molto bene con
gli occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano.
Ragazzi qualche volta ero un pò geloso! Oggi era uno di quei giorni,
potevo vedere che era un pò nervoso per il discorso che doveva fare,
così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:giovane te la
caverai alla grande! Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni
di gratitudine) sorrise e mi disse: ’grazie’. Iniziò il suo
discorso schiarendosi la voce:> ’nel giorno del diploma si usa
ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri.
I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti i tuoi amici. Sono quì per
dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che
voi potete fare. Voglio raccontarvi una storia:Guardai il mio amico
Arturo incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli
raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la
madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stesse portando a casa
tutte le sue cose. Arturo mi guardò intensamente e fece un piccolo
sorriso. Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal
fare quel terribile gesto
Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. ll ragazzo più
popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi
sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso
sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di
quel sorriso fino a quel momento.Non sottovalutate mai il potere
delle vostre azioni.Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di
una persona, in meglio o in peggio.Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli
altri.
Ora tu hai due scelte, tu puoi:
1) passare questo messaggio ai tuoi
amici o
2) cancellarlo e agire come se non ti avesse toccato il cuore.
Come puoi vedere io ho scelto la numero
1.gli amici sono angeli che ci
sollevano i piedi quando le nostre ali hanno problemi nel ricordare come
si vola. Non c
è né inizio né fine. Ieri è storia. Domani è mistero.
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Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola.Il suo nome era Arturo e sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me: perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo...
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06/01/2008 22:50:59
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