La preda...?

09 aprile 2009 ore 03:44 segnala

 

"Ho provato così tanto a ripetermi che te ne sei andato 
che anche se tu sei ancora qui con me
sono stata sempre da sola"

 

 

Le tracce ti hanno portata qui. Dici che ci sei arrivata bendata. Per me, seguivi le tracce.

 

 

Praticamente un club priveè.

 

 

Non sai se ne sarai la preda. O la dea della caccia.

 

 

Cerchi con lo sguardo......cerchi LEI.

 

 

Eccola! 

 

 

Apparentemente niente di speciale, una delusione davvero.

 

Il suo regno, piccolo e limitato. Facile...troppo facile.....un soffio e pensi che gli fai crollare tutto.....

 

 

Lei non ti conosce, e pensa che tu sia qui per farti dominare. Per provare sensazioni forti come per tutte le altre...

 

 

Ti invita. L'hai colpita. Sedotta...? Forse.

 

Ti coinvolge in un ballo.

 

"Sarà il tuo ultimo ballo, puttana!" pensi.

 

 

E invece? Che ti succede? Ti gira la testa...

 

Sei una stupida....una dilettante...c'era qualcosa nello champagne....ti hanno drogata, stupida dilettante....e la regina ride.

 

E' così bella..... I tuoi passi si fanno incerti.

 

Diventa tutto più liquido ed etereo. Il ballo. La stretta.

 

Ti bacia.

 

E, stupida, rispondi.

 

Ti stai sciogliendo.

 

Il tuo corpo urla.

 

Il piacere sale.

 

Nello stomaco, farfalle impazzite.

 

E.....cadi.

 

"Che vuoi da me?"

 

(So già la risposta. Obbedienza assoluta. Umiliazione e obbedienza.)

 

"Mi hai drogata. Ti conviene uccidermi, altrimenti....."

 

"Altrimenti cosa, troietta? Sei mia.....e....ti piace. Non lo vedi?"

 

(Non voglio darle ragione.)

 

"Ti sbagli di grosso!"

 

"Mi sbaglio? E allora spiegami tu....come stanno le cose? Vuoi andartene?"

 

"....... .. ....... ....... .....n......nnn.......no........ ...... Non ancora........."

 

Mi prende la mano. O me la lascio prendere. Lasciamo gli sguardi e mi fa salire una scala. Un corridoio. La porta. La spalanca. Mi fa strada. Entro, e con le cosce sento i collant ormai appiccicati che strusciano facendo rumore.

 

 

Sbatte la porta, forte. Fortissima. Ho un sobbalzo, ma non faccio in tempo a capire altro. Ho le sue mani addosso, mi abbraccia da dietro, una mano si infila nella blusa e raggiunge il seno sinistro, l'altra ha tirato su la gonna e ha già scostato il bordo degli slip. Ho le sue dita che mi stanno sapientemente frugando dentro, e il seno è dolorante da quanto me lo stringe. Ma durissimo.

 

 

Piego la testa all'indietro sulla sua spalla e sto per gemere ma non ne ho il tempo e mi ci infila la lingua dentro lasciandomi senza fiato. "Zitta!" mi dice scostandomi. "Non devi fare un solo fiato senza il mio permesso...!".

 

 

Mi toglie quasi strappandole, la maglia e la gonna, mi spinge in basso e si siede su una sedia, allarga le gambe rimanendo con la gonna lunghissima a coprirle, mi afferra per i capelli e mi avvicina col viso tra le sue cosce.

 

"Tirami su la gonna, molto lentamente....!"

 

Faccio per afferrarle la gonna con le mani ma mi strattona violentemente per i capelli.

 

"Tirami su la gonna, ho detto, molto lentamente. Con i denti....!"

 

(La odio. Maledetta. Maledetta puttana.)

 

Quando sono riuscita a trascinarle la gonna fino all'altezza delle cosce, mi spinge col viso sulla fica, e mi ricopre la testa con la gonna.

 

"Hai visto che sorpresa che abbiamo lì? (Non ha gli slip. Maledetta puttana.)

 

Datti da fare, troietta! Non sei qui per questo?"

 

Affondo il viso sulle sue labbra bagnate, la annuso, la cerco con le mie labbra, ci infilo la lingua, la lecco, la lecco, la lecco. Impazzisco dal piacere, e urlo il mio godimento dentro di lei...Dalle mie cosce, serrate, sento del liquido farsi strada e colare giù.

 

Il resto, è cadere sempre più in basso.

 

Precipitare nell'abisso dei sensi.

 

Arrendermi a me stessa, a desideri che non sapevo nemmeno di avere.

 

 

Quando tutto finisce, mi sento svuotata. E cattiva.

 

"Brava!" le dico, cercando brandelli dei miei vestiti.

 

"Mi hai avuta. Ma non sono tua.... Mi hai avuta con un trucco. Ma non sono tua."

 

"Io non drogo le ragazze, bella mia....e non ho drogato te! ....ti ho soltanto mostrato una strada...e tu hai scelto di seguirla...... Lo champagne, era 'pulito'. Io non drogo nessuno."

 

Guardo il mio bicchiere.

 

Annuso.

 

Rifletto.

 

E capisco che è vero.

 

 

Questo può voler dire soltanto una cosa....

...che a volte abbiamo bisogno di inventarci un alibi per andare fino in fondo...nel regno oscuro dei nostri desideri più inconfessabili.

 

 

"Spero che hai capito. Sei una ragazza forte. Vedrai, quello di stasera sarà solo un incidente di percorso."

 

 

Già.

 

 

Un incidente di percorso.

 

 

E allora perchè mi sento tanto sporca....?

 

 

 

Di certo non perchè ho provato piacere con un'altra donna....

 

 

...ma forse, perchè mi ero permessa di giudicare.

 

 

Guardo troppo spesso le cose dall'alto in basso.

 

 

Io e LEI, siamo molto diverse.....

 

 

ma i miei demoni.....sono molto più terribili dei suoi......

Dream...

05 aprile 2009 ore 04:43 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco che rientri nel mio sogno: non so come ci sei dentro, ma appari. Non so nemmeno mai ricordare che cazzo ci stessi facendo io prima del tuo arrivo, ma so che inspiegabilmente, come per un sesto senso, ti aspetto.

 

 

 

O meglio, so che aspetto una figura, che sarai tu, e nella mia immaginazione precedente dovresti arrivare regale, maestosa, vestita di nero, truccata, vistosa, con delle collane, e scarpe coi tacchi, e camminare ondeggiando.

 

 

Chiariamo: lo scenario è quasi sempre una scala in legno di una qualche casa a due piani, ed io sono sopra nella zona notte. E’ sempre di mattina. E’ come se uno scampanellìo mi avesse fatto precipitare a vedere chi avesse suonato, e tu invece, da sotto sei già entrata, e stai salendo le scale. Ecco: sei sempre a metà di una scala. Ed io pur domandandomi un attimo prima chi saresti stata, già sapevo che saresti stata tu. Non me lo spiego.

 

 

Ma il bello è che arrivi come una donna provocante disinibita, matura e perfino apparentemente sfacciata, e con l’aria un po’ scanzonata, sbarazzina e anticonformista, come meravigliata: “Stronzo, non lo sapevi che arrivavo?”

 

 

Per come sono fatto io, col segno del comando inciso addosso, non è il massimo trovarsi davanti di buon mattino una soldatessa incazzata: la cosa più probabile è che ti prenda a sberle dopo cinque minuti.

 

 

C’è invece ogni volta un ““buco nero”.

 

 

E non riesco a ricollegare la bambina accondiscendente, tenera, appassionata e cedevole che dopo una frazione di secondo sta guidando con la mano il mio fallo a cosce spalancate tra i petali del suo fiore con le gambe serrate sulla mia schiena desiderosa si di ricevere, ma più di donarsi, desiderosa si di godere, ma più di far godere

 

 

Ed anche quando, dopo un attimo, brevissimo e interminabile, ti offri oscenamente al mio turgore accogliendomi soavemente tra delle agognate natiche, carponi col cuscino sul viso, iniziando un lentissimo su e giù.

 

“Dan….dan….dan…..dan…..dan…..dan…..dan…..”

 

Son giorni che mi sveglio così, con “la campana” della sveglia nelle orecchie. Apro gli occhi, e spaventato, tento di pensare.a cosa la mia mente abbia  assorbito, e cosa l’inconscio voglia comunicarmi durante il sonno.

 

 

Chi sei, realmente, donna dei sogni?

 

 

Sei davvero la dolce bambina, che tanto si concederà, tutta baci e languide carezze, e sospiri incalzanti che culminano in quell’urlo esaltato e liberatorio che sento verso la fine della campana?

 

 

 

Tu, la realtà.

01 aprile 2009 ore 11:15 segnala
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo avevo sempre pensato, che la realtà non esisteva…che era una stratificazione di convenzioni….

 

 

Poi, il vedertela, lì, quasi mezza imbronciata…una bambina, una donna, una visione...

 

 

Quando si libera il caos che ribolle nell’inconscio, il più delle volte l’esito è distruttivo: il tuo pallido tormento, era il mio. Lo era diventato…? No, lo era sempre stato.

 

 

Biasimo me stesso, a volte, e la mia pretesa di questa felicità: una felicità vera, innocente, come quella a cui possono aspirare i bambini, o gli animali….qualcosa al di fuori dell’umano.

 

 

Forse con te, la ricerca di uno stato di grazia, un’armonia…qualcosa che viene prima di noi, un posto dove stavamo senza angoscia e senza affanno e del quale gli uomini perdono ben presto la memoria…

 

 

Ma sappi che invece, per chi ne ha memoria, il rimpianto è insopportabile. E se andasse male?

 

 

Un campo di forza, una dimensione dove, emergono dagli abissi della psiche, sublimi e spaventose energie ancestrali. Un equilibrio mentale instabile. Questo sei per me, e il sol vederla questo provoca in me.

 

 

….la rivelazione colorata che nasconde le cose essenziali: i desideri e i bisogni inconfessabili, quelli più veri e profondi, bisogni repressi e mortificati…..l’amore. Una forza a cui è impossibile sottrarsi.

 

 

Ti nascondo a volte, la voglia che ho di te, rimandando la sublime visione, che mi genera incanto ed eccitazione, forse a momenti più tranquilli, forse ad attimi che restino eterni: paura di perderti.

 

 

Già, perché potresti un giorno volgere lo sguardo in un’altra direzione, e vedere lì, mezza imbronciata, la stessa immagine che io ho di te, senza che appartenesse a me. Un'altra realtà. E come potrei biasimarti io, in tal caso….?

 

 

Con amore

 

 

Tuo

 

 

D.