Considerazioni sulla fine del mondo

17 maggio 2019 ore 10:25 segnala


Cosa rimase di quelle ossa su cui tanto piangemmo, che ora non son nemmeno polvere e del ricordo non abbiam significato?
Cosa rimase dell'acqua e del sole di cui non godemmo appieno e che ora non sappiamo rimpiangere?
Che cosa fu dei nostri orgasmi e del piacere di condividere, quand'ecco che la pelle è arida come argilla dilaniata da fiamme?
Vedo mari deserti e boschi annientati, cadaveri accumulati come pietre, montagne brulle e l'aria colma di urla di rabbia e paura e terrore.
Ciechi come idioti danzanti al suono di folli flauti precipitiamo oltre l'orizzonte degli eventi, nel nero buco che abbiam scavato e da cui ora, pur ripudiandolo, non riusciamo a fuggire.

"Oscura e profonda era e nebulosa
tanto che, per ficcar lo viso a fondo,
io non vi discernea alcuna cosa.
"


Prendendo spunto dal racconto di H.P. Lovecraft "Nyarlathotep" (di cui riporto in calce l'explicit - giusto per farvi godere della potenza delle parole del Bardo di Providence) mi è uscito questo guazzabuglio di pensieri che si rifanno alla maleodorante situazione mondiale che stiamo vivendo, a considerazioni personali e ad un certo qual "pessimismo cosmico" che non guasta mai.
Buona lettura, accompagnati da "The sleeping sun" dei Nightwish

"...Se caddi con un urlo inconsapevole oppure in un muto delirio, soltanto gli dei che furono potrebbero dire. Io non sono più che l'ombra, ormai, di un'ombra che si contorce in mani che non sono mani, che rotea cieca oltre le spettrali notti di una creazione putrescente, tra cadaveri dì mondi morti, con piaghe che furono città, venti sepolcrali che spazzano pallide stelle e ne attenuano il chiarore e, oltre i mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose: templi nefandi dalle gigantesche colonne che poggiano su rocce senza nome al di sotto dello spazio e che raggiungono vuoti vertiginosi al di sopra delle sfere di luce e di buio e, onnipresente, incessante, in questo ripugnante cimitero dell'universo, il sordo rullio dei tamburi e il monotono lamento dei flauti blasfemi che qualcuno suona ancora in inconcepibili stanze senza luce, al di là del tempo, e al cui ritmo danzano goffi, tenebrosi e giganteschi, gli ultimi dei: i ciechi muti stolidi mostri la cui anima è Nyarlathotep."

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« immagine » Cosa rimase di quelle ossa su cui tanto piangemmo, che ora non son nemmeno polvere e del ricordo non abbiam significato? Cosa rimase dell'acqua e del sole di cui non godemmo appieno e che ora non sappiamo rimpiangere? Che cosa fu dei nostri orgasmi e del piacere di condividere, quand...
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17/05/2019 10:25:47
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Commenti

  1. crenabog 17 maggio 2019 ore 12:01
    il dio nero uscito dalle sabbie dell'Egitto, che ben cammina unito a certi dementi suonatori di flauto che accompagnano la siderale solitudine del dio pazzo, mentre nascosto tra i boschi il nero capro dai mille cuccioli attende ghignando l'uscita del piccolo popolo dalla piramide di fiamma... e noi ce ne stiamo qui, davanti al televisore, a vedere patetici notiziari mentre dietro di noi ci sono I RATTI, I RATTI NEL MURO!
    eheheh
    saluti da R'lyeh , qui è un pò umido
  2. VirPaucisVerbo 17 maggio 2019 ore 12:04
    @crenabog: e niente, trovare un appassionato di Lovecraft nel mare magnum di cuoricini e gattini di per sé rende questo venerdì 17 degno di essere celebrato come la notte di Valpurga! Tekeli-li, Tekeli-li
  3. crenabog 17 maggio 2019 ore 12:10
    assolutamente appropriato visto che pochi giorni fa ho finito di leggere la riduzione a manga de LE MONTAGNE DELLA FOLLIA , molto ben realizzato... io ho praticamente tutto sul buon HPL, addirittura negli anni ottanta facevo la rivista amatoriale THE MISKATONIC MAGAZINE sulla quale vennero a lasciare racconti le meglio penne del fandom mainstream dell'epoca. poi, vogliamo aggiungere anche che mi auguro tu abbia la prima edizione italiana del Necronomicon, quella con la copertina di Escher in bianco e nero, così magari potrai andare a dare un occhiata al portfolio di illustratori finale e vedere la mia interpretazione del monolite con i tentacoli di Cthulhu che ne fuoriescono. che tempi, amico mio, ah...
  4. VirPaucisVerbo 17 maggio 2019 ore 12:16
    @crenabog: no ti prego... TMM la facevi tu? Ma ci ho pubblicato 2 racconti, sul finire degli anni '80!!! E credo di avere ancora gli originali! Pensa te, sono commosso.
  5. crenabog 17 maggio 2019 ore 12:21
    ma dai, favoloso! erano i tempi delle grandi convention a Fanano, a Montepulciano, a Montegrotto terme, feci persino una mostra insieme a Karel Thole, che sballo! Sì certo, ho ancora le copie e gli originali delle pagine che battevo a macchina ed illustravo! Anna Rinonapoli, Donato Altomare, Alex Voglino solo per dirne qualcuno, mado' che anni favolosi! che meraviglia rincontrarci qui così, scrivimi in pvt così ti fai riconoscere, dai

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