L'odio

13 gennaio 2015 ore 10:37 segnala
"È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta ma l'atterraggio."

Sono i giorni del massacro di Parigi. E di tutto quel che ne è conseguito e ne conseguirà.

Facile farsi prendere dall'indignazione, farsi coinvolgere emotivamente quando la brutalità è così visibile, tangibile grazie ai media.
Insomma, hanno ucciso degli europei, no?
Hanno attaccato e sconvolto la vita di una capitale europea, no?
Quindi è giusto indignarsi, manifestare solidarietà, anche dire "Je suis Charlie" quando fino ad un istante prima non si sapeva nemmeno dell'esistenza di quel giornale satirico.

Quello che mi fa pensare, non è tanto il tipo di reazione diciamo "popolare" ma quanto questa reazione sia pilotata.
Non ricordo una così grande convergenza d'anime ai tempi delle stragi spagnole. O di quelle inglesi peraltro con un maggior numero di vittime.

E nessuno, ribadisco nessuno, scende in piazza per quel che sta accadendo in Nigeria, in Yemen, in Iraq, in Siria, in Pakistan.
Forse perché da laggiù arrivano poche notizie? Oppure perché fan parte del terzo mondo e a 'ste cose ci abbiam fatto il callo?
Ma siamo proprio sicuri di averci fatto il callo? Di esserci abituati? Guardate queste immagini:

Siria




Pakistan


Yemen


Nigeria




Credo che invece la coscienza dell'occidente sia talmente anestetizzata, talmente incentrata soltanto sulla realizzazione e la tutela del proprio "Io" che abbiamo appaltato i pensieri a dei fornitori esterni. E li assimiliamo senza filtro, senza alcun tipo di curiosità o dubbio.

Mi viene in mente un film francese, del 1995, "L'Odio" di Mathieu Kassovitz.
Guarda caso ambientato a Parigi.
Guarda caso con protagonisti figli dell'immigrazione.
Guarda caso con una Polizia non propriamente dipinta come "pacifica"
Guarda caso...

"Guardale ste pecore rimbecillite dal sistema, guarda quello con la sua aria da stronzo, tutto bellino col giubbotto di culo di capra, è la razza peggiore! Li riconosci? Sono quelli che non muovono un passo sulle scale mobili, che si lasciano trasportare dal sistema, sono quelli che votano Le Pen ma che non sono razzisti, sono quelli che vanno in sciopero quando gli si ferma l'ascensore, il peggio del peggio..."
da9de6ed-177e-467c-9397-36cd1de519b5
"È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta ma l'atterraggio." Sono i giorni del massacro di Parigi. E di tutto quel che ne è conseguito e ne...
Post
13/01/2015 10:37:40
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    11

Commenti

  1. demonio 13 gennaio 2015 ore 11:29
    Ho litigato molto in rete in questi giorni.Poche le voci fuori dal coro,la maggior parte, come dici tu, anestetizzate,lobotomizzate.Gente che se l'è presa con gli immigrati dimenticando che gli attentatori erano francesi.Altra gente che se l'è presa con l'islam dimenticando che due delle vittime erano esse stesse musulmane.Gente che ha tirato fuori il peggio di se,che ha iniziato a ripetere cazzate senza nemmeno saper di cosa stesse parlando.Tipo che nei paesi islamici non ci sono chiese cristiane ed è una clamorosa bufala questa che però passa per vera. O come i messaggi di Salvini come se un terrorista usasse a rischio e pericolo di affondare i barconi per raggiungere il nostro paese dove comunque finirebbe in un centro.Siamo al delirio ed in tutto questo si ignora che l'occidente è colui che arma e sostiene i terroristi di cui poi ha paura.Follia collettiva in cui a rimetterci è sempre e solo la povera gente.
  2. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 11:33
    @demonio: grazie per il tuo commento. E sono totalmente d'accordo con te. Si accettano per vere le menzogne più immonde, e non si fa il benché minimo sforzo per provare a documentarsi.
  3. demonio 13 gennaio 2015 ore 11:40
    La gente è pigra,vuole che gli si dica anche come pensare e c'è chi lo ha capito e sfrutta tutto ciò a proprio vantaggio.
  4. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 11:47
    @demonio: per fortuna non tutti siamo così pigri. Per fortuna!!!
  5. demonio 13 gennaio 2015 ore 11:53
    Ah si,per fortuna esistono le eccezioni e per fortuna io sono un inguaribile asociale conclamato!
  6. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 11:55
    @demonio: perfetto. Io invece un curioso dubitativo genetico!
  7. AllegroRagazzo.Morto 13 gennaio 2015 ore 11:59
    VirPaucisVerbo: condivido il tuo punto di vista, una vita, la vita è importante in quanto tale, non posso affermare degli altri, posso solo affermare di me. In ogni angolo del globo vi sono conflitti che ormai sembrano essere consolidati, penso a ciò che accade in Africa, in Birmania, non ultimo ciò che tu hai indicato, è semplice seguire un filo visivo senza impiegare parte del proprio discernere. E' più semplice... forse, non interessa... probabile, ma non è ovviamente una scusante soprattutto se consideriamo l'oggettività.

    Ogni cosa ha la sua gravità, ogni atto contro la vita è prima di tutto un affronto contro la vita stessa. Le piaghe che affliggono il genere umano non si sono mai attenuate, sono innate nella nostra stessa natura.

    Oggi si può decidere di seguire ogni cosa in modo passivo, far da pecora, con tutto il rispetto per la pecora stessa che è meglio di molti, infinitamente meglio di molti così detti umani. Oppure, si può avere anche un minimo di cognizione, e non è così difficile almeno oggi acquisirne una.

    Certo, mi accorgo anche di come tutto divenga relativo anche confrontandosi sulla vita stessa e sul valore che la stessa abbia a seconda dell'epoca alla quale ci si riferisca. Esce una sola costante... la vita e la vita vale molto poco, a volte non vale quasi nulla perché se la storia insegna e paradossalmente la stessa non ha insegnato proprio nulla, non vi è molta differenza dal periodo dalla colonizzazione delle Americhe al giorno d'oggi, al giorno della così definita o percepita società civile e moderna.

    Cambia il modo percettivo e cambia ovviamente il contesto ma ciò non giustifica o scusa o edulcora ogni scenario. Una vita spezzata è ineluttabilmente sempre una vita persa.
  8. demonio 13 gennaio 2015 ore 12:03
    :ok tutt'apposto!
  9. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 12:03
    @AllegroRagazzo.Morto: hai centrato perfettamente il concetto. Il peso (quasi sempre scarso) della vita (umana, animale o vegetale) che non sia la propria o quella dei più intimi. L'assuefazione all'orrore. La superficialità del manifestare. E soprattutto, la comodità del non pensare. Come ho detto poco sopra, per fortuna non tutti siamo omologati. Ed in questo ci vedo un briciolo di speranza.
    Grazie.
  10. J.eanne 13 gennaio 2015 ore 12:34
    Sì c' hai ragione. Stiamo qui, giustamente per carità, a difendere la libertà di parola e opinione, a manifestare contro lo stato di terrore, ma per tutte le mattanze all'ordine del giorno in Africa o Medio Oriente, si ascoltano cifre di morti da capogiro , con un tiepido sdegno. E sì, si pilota come si vuole il sentimento della folla, perchè finchè la disperazione non ti bussa alla porta di casa è più facile così. Io per prima, che da ragazzina mi infervoravo tanto e partecipavo attivamente a ciò in cui credevo, ora sono in piena fase di omologazione, tanto per citarti.
  11. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 12:39
    @J.eanne: intanto, non mi pari molto omologata, finché la pensi così. E poi ci può stare di stancarsi di combattere i mulini a vento, sai? Anche perché ora li han fatti più alti e più forti e il nostro Ronzinante non ce la fa più a galoppare alla carica.
    Ma dubitare, quello si, possiamo ancora farlo. Dubitare di quel che ci dicono, delle immagini che ci mostrano, delle dichiarazioni che ci fanno ascoltare.
    E anche non tacere è ancora possibile. Persone con la mente non fossilizzata ancora se ne incontrano.

    Grazie per le tue parole.
  12. J.eanne 13 gennaio 2015 ore 12:42
    Grazie a te , a volte , si trovano dei bei blog da leggere.
  13. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 13:08
    @J.eanne: vero... il tuo, per esempio, mi piace molto!
  14. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 14:26
    Son contenta di leggere il post e i vostri commenti, alfine c'è speranza che empatia e intelligenza possano contrastare il sonno della ragione che sta generando mostri da entrambi i fronti.
    E grazie a chi scrive questi post che almeno seminano il dubbio in questa marea di ipocrisia e manipolazione montante.
  15. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 14:29
    E nessuno ricorda o è sceso in piazza per i 1400 bambini palestinesi uccisi dai bombardamenti israeliani al fosforo durante l'operazione detta "piombo fuso" dl 2009
    Netanyau era là abbracciato agli altri potenti, solo al vederlo m'è salita la nausea.
  16. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 14:32
    @semplicemente.1965:
    Inizialmente nel post avrei voluto mettere anche il genocidio del Rwanda, oltre alla Palestina, ma sarei andato troppo indietro nel tempo: i massacri e l'odio sono - a quanto pare - una costante del genere umano.

    Grazie.
  17. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 14:42
    Purtroppo la storia si ripete e non insegna. O meglio non ha allievi, come disse Gramsci.
    Ho imparato che la nostra è la specie più stupida
  18. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 14:54
    Ah ancora una cosa, ho visto il film di cui parli
  19. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 15:06
    @semplicemente.1965: manca la volontà di imparare dalla storia. E' vero che può essere un'affermazione scontata, ma sembra che l'umanità provi un gusto perverso a cader sempre negli stessi errori!

    P.S.: piaciuto il film?
  20. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 15:07
    Moltissimo, è un film quasi profetico.
  21. VirPaucisVerbo 13 gennaio 2015 ore 15:09
    @semplicemente.1965: mi fa piacere... Appena vedrò "Torneranno i prati" ti farò sapere. :)
  22. semplicemente.1965 13 gennaio 2015 ore 15:31
    Ed io quando vedrò quello di Olmi.
  23. salyma 20 gennaio 2015 ore 10:05
    Ho letto già tanto su questo argomento e preferisco sorvolare non certo per vigliaccheria ma per l'orrore che mi suscita tutto quanto sta accadendo in questo mondo che fa paura e non solo per gli accadimenti ma anche per alcuni pensieri letti.....scusami!
  24. VirPaucisVerbo 20 gennaio 2015 ore 10:13
    @salyma: finché ci sarà gente capace di provare orrore per questi fatti... e per le persone che su questi fatti si esprimono in maniera bieca allora per il mondo c'è ancora un pizzico di speranza.
    Grazie per la visita.
  25. c.ioccolatino111 22 gennaio 2015 ore 14:42
    Hai scritto bene: dopo quello che è accaduto a Parigi, "io sono Charlie", ha raggiunto in pochissimo tempo le tendenze su twitter, su f.b., etc., diventando un simbolo della condanna (giustamente), alla violenza, di solidarietà verso le vittime e di sostegno alla libertà e la cosa più sacra e importante di tutte è quella di espressione. La verità, però, è che io ho letto e ho visto molta ipocrisia: noi non siamo Charlie...milioni di persone si sono sostituite alle vittime, si sono interessate ad un giornale che, fino a quel dannato giorno, era sconosciuto per la maggior parte di quelle persone e veniva criticato da altre. Le vignette le ho trovate di dubbio gusto perchè disapprovo la provocazione e l'irrispettosa satira verso Dio, sebbene Egli venga chiamato con un altro nome:Maometto...il quale possiede altri nomi che sono o potebbero essere Gesù Cristo, il Figlio, Allah, Grande Spirito, etc. ma non è sempre Lui, il Dio di tutti gli uomini ?? Ognuno è libero di dire e di scrivere ciò che vuole, per carità, ma senza togliere rispetto e dignità a nessuno. Non giustifico e ripudio gli omicidi..Dio non è un assassino e chi, in nome di Dio, tortura e uccide i suoi simili, è già condannato dallo stesso Dio che egli invoca invano e da chi crede e ama il prossimo suo. Molti si sono fiondati sui social nework per essere parte di un qualcosa che non conoscono o che, addirittura, criticavano in passato...perchè non fermarsi a riflettere, allora, invece di fingere di essere esperti di un fatto di cui non si sa nulla?? Perchè scrivere: vivi e lascia vivere, un modo di dire e scrivere collettivo ma io lo interpreto come un disinteresse verso il prossimo, della società in cui si vive...e nello stesso voler essere come Charlie ? Mah !
    Un abbraccione :-)
  26. VirPaucisVerbo 22 gennaio 2015 ore 16:58
    @c.ioccolatino111: Grazie... E' esattamente quel che penso (e dico) io. Tanto conformismo e poca, pochissima voglia di guardare più in là del proprio naso... Un abbraccione a te! :-) :-) :-)
  27. NoctuaAthenes 17 marzo 2015 ore 21:05
    ciao, innanzitutto grazie e poi il mio piccolo pensiero, odio la violenza, da quale parte arrivi non mi importa, la detesto. :rosa
  28. VirPaucisVerbo 17 marzo 2015 ore 21:23
    @NoctuaAthenes: grazie. E hai ragione... Sai, c'è un motto, di Isaac Asimov, presente in uno dei suoi romanzi che dice: "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci". E l'ho fatto mio.

    Buona serata.
  29. Kalomera 18 dicembre 2015 ore 01:02
    leggerti è un po' riconoscersi. grazie per i tuoi post.
  30. Kappa72 03 marzo 2016 ore 22:51
    Che bello, ogni tanto, trovare un Don Chisciotte. Ti leggo dopo l'altro triste evento di Parigi, purtroppo...e le tue parole calzano ancora...purtroppo.
  31. VirPaucisVerbo 04 marzo 2016 ore 10:27
    @Kappa72: ebbene si, han vita dura i mulini a vento con me!
    "Purtroppo". Dici bene. E' triste quando parole scritte da tempo risultano ancora aderenti alla realtà. Vuol dire che nulla abbiamo imparato da quel che è accaduto.
    Grazie!

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.