Le mie brume

24 aprile 2014 ore 16:55 segnala


Sorge dal suolo, la nebbia. Lungo le rive dei fossi, dai campi folti d'erba bagnata, sulle pendici dei monti s'alza in spire diafane, contorte.
Ondeggia sotto le carezze della brezza.
Cela l'orizzonte, divora i colori, attenua i suoni.
Con la nebbia il mondo improvvisamente rimpicciolisce. Rallentano i movimenti, aumenta l'attenzione. Non esiste la lontananza, solo la prossimità.
Scompare il senso del tempo: non più passato o futuro su cui elucubrare ma solo il "qui ed ora".
Devi misurare i passi, dentro la nebbia. Capire quel che stai facendo, concentrarti sull'attimo.
Non la puoi escludere, non la puoi ignorare.
La nebbia graffierà ai vetri della tua finestra, filtrerà da sotto la porta.
Satura gli spazi vuoti d'una presenza lieve, monocromatica, umida, fredda.

Non sai cosa si cela dentro la bruma. Quale creatura attende, se sono artigli o mani morbide quelle che t'accoglieranno.
Sorrido sempre, quando la nebbia incrocia il mio cammino, perché mi protegge, mi nasconde agli sguardi ed ai pensieri cattivi. E' solo mio il mondo nella nebbia, ogni refolo un castello, un ponte sospeso, un drago in procinto di spiccare il volo...
La nebbia
è il velo da sposa di Madre Terra
è tutte le lacrime piante dalle foreste abbattute
è il grido degli innocenti
è il sospiro degli ingannati e dei traditi
è la Parola di Dio che si può vedere, assaporare, respirare

Poi, s'alza il vento, il sole sorge... i vapori si dileguano ed il mondo riappare.
Ma non mi preoccupo.
Lei tornerà, come amante fedele, a riempire i vuoti del mio cuore.

"È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l’altro,
Ognuno è solo.
Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.
In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l’altro,
Ognuno è solo.
"
("Nella nebbia - Herman Hesse)

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« immagine » Sorge dal suolo, la nebbia. Lungo le rive dei fossi, dai campi folti d'erba bagnata, sulle pendici dei monti s'alza in spire diafane, contorte. Ondeggia sotto le carezze della brezza. Cela l'orizzonte, divora i colori, attenua i suoni. Con la nebbia il mondo improvvisamente rimpicci...
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24/04/2014 16:55:39
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Commenti

  1. a.Qa 25 aprile 2014 ore 10:18
    la nebbia è come una donna con la veletta....
  2. Antelao 26 aprile 2014 ore 08:12
    solitamente detestata, dopo il tuo post assume una veste magica che me la mostra sotto un nuovo aspetto. Certo che da lombardo della "bassa" sei un esperto!
  3. c.ioccolatino111 08 maggio 2014 ore 17:36
    Che bello!!
    Mi hai intenerita carissimo e tanta dolcezza è entrata in me nel leggere sia il tuo scritto, sia la poesia di H.Hesse...dolorosamente vera!
    Rammento un'altra lirica scritta dall'impareggiabile Giosuè Carducci e studiata a scuola...
    "La nebbia a gl’irti colli/ Piovigginando sale,/ E sotto il maestrale/ Urla e biancheggia il mar.....!" :-)

    Ti abbraccio :staff
  4. VirPaucisVerbo 08 maggio 2014 ore 17:44
    @Antelao: già. Detestata. Ma perché la vediamo come un ostacolo fra il luogo di partenza e quello di destinazione. Il viaggio, quello è importante, sia in pianura che in montagna. E dal viaggio si ottengono tante, tante emozioni.

    @c.ioccolatino111: Grazie cara :-) Effettivamente è magica la poesia che può trasmettere la nebbia, ai più considerata una "seccatura".
    Contraccambio l'abbraccio
  5. Antelao 08 maggio 2014 ore 18:21
    come dicono i Marillion: happiness ain't at the end of the road, happiness IS the road. Ascoltala, è bella!

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