Per ridere un po'

28 giugno 2014 ore 18:22 segnala
La "favola di Cappuccetto Nero" di Stefano Benni, tratta dal suo romanzo "Terra".



Visto che è sabato, e che sono al lavoro, in un momento di pausa (caffè) condivido con voi questo pezzo di rara comicità. Buona lettura!

Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva ad Harlem con una mamma rompipalle. La mamma puliva i pavimenti da Ronnie, il locale chic per pescecani, dove si sniffava coca a tutto andare e gli spacciatori sudavano più dei camerieri. Bene, a fine serata la mamma di Cappuccetto puliva la moquette con l'aspiratutto e ci trovava dentro un bel mucchietto di coca e lo portava a casa.
Dovete sapere che Cappuccetto aveva anche una nonna cieca, ex-sassofonista di jazz, che viveva da sola con un canarino, e tutti e due tiravano coca come mantici, la nonna addirittura se la sparava nel naso con il sassofono, il canarino ci si infarinava dentro e poi cantavano insieme "I get kick of you baby" e svegliavano tutto il palazzo.
Ogni settimana Cappuccio Nero doveva attraversare tutta Harlem per portare la coca alla vecchia, se no quella dava di matto e andava a suonare il sax per strada con il canarino che teneva il piattino in bocca (era un canarino robusto) finché qualcuno le dava una dose se la smetteva, perché la nonna con l' eta' era un po' rimbambita e suonava il sax sbagliato tenendo in bocca la parte più grossa e non era un bel vedere.
Ma non divaghiamo.
Una notte la mamma dice a Cappuccio: vai a portare la roba alla nonna, ma occhio a Lonesome Wolf, Lupo Solitario, che l'ho visto bazzicare da quelle parti. Lonesome è un ragazzo che spaccia di tutto, anche i lamponi se c'è mercato, e ha una fedina penale che sembra un elenco del telefono.
Cappuccio Nero se ne va nella notte e non ha paura, perché è una piccola negretta di tredici anni, ma in tasca ha un serramanico che sembra una tavola da windsurf. Ed ecco che alla 44a strada esce dal buio Lupo Solitario e le si piazza davanti e fa sfavillare le zanne nella notte e dice:
"Di' sorella, cosa porti in quel canestrino? Focaccine?".
"Perché non ti fai i cazzi tuoi, lupo" dice Cappuccio, e gli molla un tal calcio là dove dondola che Lonesome tira fuori dalla gola tre litri di whisky e il pasticcio di maiale della colazione.
"Ehi piccola - fa Lonesome - pesti duro. Ma stai calma: non voglio fregarti la roba. Ho un business da proporti. Senti, facciamo fuori la vecchia, e ogni volta che ma' ti da' la roba, ce la teniamo noi. Io te la piazzo, facciamo a mezzo e quando abbiamo un po' di soldoni da parte andiamo in Florida e apriamo un chiosco di frullati. Cosa ne dici?".
"Cazzo, Lonesome - disse Cappuccio - c'hai una bella nuca. Non ti facevo cosi' tosto. Ci sto".
Ed ecco che si presentano alla baracca della vecchia, che è lì in vestaglia sul letto che sbrodola corn-flakes dappertutto e si sta mangiando la sua pantofola spalmata di burro, più cieca che mai.
"Sono qua nonnina" disse Cappuccio.
"Vaffanculo, Cappuccio - bercia la vecchia - ti sei fermata a fare sbattipanza con qualche sifilitico per strada, che arrivi solo adesso? Un altro po' e mi sniffavo del detersivo, del gran che sono in down. Molla la neve, stronza".
Il lupo, che pure non frequenta delle duchesse, ci resta secco al fraseggio della nonna. Per di più il canarino gli caga in testa. Allora il lupo si avvicina al letto della nonna con una sciarpa in mano per darle una tirata di collo.
"Sei tu, stronza? - dice la vecchia, allungando l'artiglio, - qua la roba. Ma... che puzza di piedi che fai".
"Ho camminato molto" dice il lupo, facendo la vocina da disco-music.
"Sara' - dice la vecchiaccia, tastandolo - ma cosa cazzo sono queste due gran basette a spazzolone?".
"E' l' ultima moda newyorchese, nonna" squittisce il lupo.
"Ah si'? - continua la megera, - e queste due spalle dove le hai messe insieme?". "Faccio un sacco di flessioni, nonna" dice il lupo, e si prepara a darle una bella strizzata.
"Ah si'? - dice la vecchia - e questo cos'è, un regalo?" e agguanta il lupo sempre li' dove dondola, e gli da' una bella tirata, e Lonesome ulula come dieci ambulanze in processione. Poi la nonna tira fuori una berta da sotto il cuscino, e inizia a sparare a mitraglia, il lupo ulula dal male, Cappuccio cerca di svignarsela con la roba ma il canarino le gnocca un occhio con una beccata, si sveglia tutto il condominio, finché arriva un pulismano di ronda grosso che sembrano tre distributori di coca cola uno sull'altro.
Dice: "Che cazzo succede qua! Ci si sollazza?".
"Come no - dice Cappuccio - e tu non vuoi tirare un po', pulone?".
Iniziano a sniffare come due bracchi. Poco dopo arrivano due soggetti rasta in pigiama con una bottiglia di gin, e un casino di portoricani con i bidoni da suonare. La vecchia prende il sax e sta per suonare Blue Moon alla rovescia, ma il rasta le versa dentro tutta la bottiglia di gin e la stende per qualche ora. Cappuccio Nero se li passa tutti uno alla volta e poi c'è una gran scazzottata perché un portorico si è rimesso due volte nella fila e il poliziotto è cosi' fatto che si chiava anche la nonna dicendo sono sempre stato un suo fan signora Liz Taylor e nella confusione un portorico si fa uno spiedino col canarino e Cappuccio si incazza e fanno di nuovo a botte e arrivano altri dieci o dodici sconvolti e anche un bonzo, insomma alla mattina alle otto Cappuccio si presenta a casa proprio alla frutta con una faccia come un vampiro col collasso.
"E' questa l' ora di tornara a casa, troiaccia? - dice la mammina - dove sei stata?". E Cappuccio le racconta una favola.


A me fa morire dal ridere!!!
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La "favola di Cappuccetto Nero" di Stefano Benni, tratta dal suo romanzo "Terra". « immagine » Visto che è sabato, e che sono al lavoro, in un momento di pausa (caffè) condivido con voi questo pezzo di rara comicità. Buona lettura! Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva...
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28/06/2014 18:22:29
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Commenti

  1. a.Qa 28 giugno 2014 ore 18:27
    beh un po' mi ha fatto ridere ma il pezzo finale della mamma che chiama troiaccia la figlia.. non mi è piaciuto... no no !!!

    ogni scrittore mette nei suoi scritti parte di sé ... povero Benny


    hai provato a leggere Fabio Volo o Luciano De Crescenzo.. :ehy

    ciao a te
  2. VirPaucisVerbo 28 giugno 2014 ore 18:29
    @a.Qa: Benni è abbastanza surreale in parecchi dei suoi scritti. E "Terra" è decisamente sopra le righe... A me fa ridere quasi alle lacrime ;-)

    De Crescenzo l'ho letto... Fabio Volo no, non so perché ma non m'ispira.

    Ciaooo :-)
  3. a.Qa 28 giugno 2014 ore 18:32
    sara' che io so ''terra terra'' e sopra le righe non ci so stare.. sai la vecchiaia .. ma non mi è piaciuta... sorry
    :bacio per te
  4. Vereor 28 giugno 2014 ore 19:29
    Stefano Benni a me piace :)
  5. VirPaucisVerbo 28 giugno 2014 ore 22:13
    @a.Qa: nema problema... I gusti, grazie a Dio, sono personalissimi, ergo sei assolutamente libera di apprezzare o meno, ci mancherebbe :-) Contraccambio :bacio
  6. VirPaucisVerbo 28 giugno 2014 ore 22:14
    @Vereor: benvenuta nel Club. Io di Benni ho l'intera produzione... letti riletti e straletti :-)
  7. a.Qa 29 giugno 2014 ore 09:36
    ma certo.. contraccambio anche io :staff
  8. dealma 29 giugno 2014 ore 19:42
    Due cose:
    1. un mio amico con figlia piccola una sera se ne sta bevendo una birra con la bimba in braccio. Squilla il telefono e lui risponde parlando a lungo di un lavoro da consegnare. Ad un tratto la bimba esclama "Ecco!" posando il bicchiere (in cui era rimasto un dito di birra) ormai vuoto sul tavolo.
    Dopo poco la bimba dimostra di avere sonno e lui l'accompagna a letto. Lei esige la solita fiaba serale e lui racconta Cappuccetto Rosso, un classico che lei conosce a memoria, perciò mentre il babbo racconta la bimba gli fa l'eco. Giunto al punto in cui il lupo compare nel bosco tagliando la strada a Cappuccetto Rosso, la bimba comincia ad apostrofarlo con un "Cacio voi, upo? Cacio voi?"
    Ecco, a me questo apostrofare al sapor di formaggio ha sempre fatto molto ridere.
    2. Di Benni ricordo praticamente a memoria interi pezzi di Bar Sport, e ricordo che quando lo leggevo in treno scoppiavo a ridere da sola, attirando gli sguardi stupiti dei compagni di scompartimento. Ma questo pezzo (che mi hai fatto ricordare) non è tra i miei preferiti.
    E chissene, dirai tu! :-)))
  9. Aria59 30 giugno 2014 ore 12:28
    Ho letto quasi tutto il libro "Terra" di Benni, e devo dire che leggendolo anche io ogni tanto scoppio a ridere da sola ;-)
    Questa favola di Cappuccetto Rosso è certamente molto dissacratrice, ma la trovo tutto sommato aderente con il vero mondo, per certi versi. Boh ... 8-) ;-)
  10. VirPaucisVerbo 30 giugno 2014 ore 12:31
    @dealma: le opinioni altrui non sono mai meritevoli di un "chissene", tutt'altro. Concordo sul fatto che il messaggio di fondo possa essere condiviso o meno, per carità, si contesta il contenuto della Bibbia, figuriamoci se si deve aver parere omogeneo su autori come Benni. Ripeto, a me piace, non tanto per la volgarità a tratti "fragorosa" ma per l'uso strepitoso che fa della parola, con neologismi ed un ritmo quasi cinematografico... Per questo lo ritengo autore fra i migliori attualmente in circolazione :-)
    Grazie!!!
  11. VirPaucisVerbo 30 giugno 2014 ore 12:32
    @Aria59: infatti questo proprio da "Terra" arriva... Ma ci sono due o tre opere sue che ritengo strepitose: "Elianto", "Spiriti", "Comici spaventati guerrieri" e "La compagnia dei Celestini" :-) :rosa
  12. RoxyAlica 09 febbraio 2016 ore 17:40
    eheh mi spanciano certe rivisitazioni...
  13. VirPaucisVerbo 09 febbraio 2016 ore 20:51
    @RoxyAlica: ogni tanto bisogna rispolverare i classici ;-)

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