Un racconto di inizio autunno

28 settembre 2016 ore 15:45 segnala


Note introduttive al post.

1) Questo frammento che riporto pari pari l'ho trovato scritto su un rotolo di carta igienica nel bagno dell'Osteria dell'Ultima Sosta dove con gli amici ci si ritrova a far bicchierate. Era scritto con una stilografica, inchiostro rosso e i capolettera erano curiosamente istoriati come trame di gioielli celtici. Non lo utilizzai, quel rotolo ma me lo portai a casa ed ora lo custodisco gelosamente nella mia libreria

2) Le fotografie a corredo sono scattate da me stesso medesimo (e quindi non azzardatevi ad asportarle, claro?).

3) La poesia di F. Cartbearer che potete leggere in calce a questo post è - ovviamente - di F. Cartbearer. Nessuno di noi sa quale sia il suo vero nome. E' quello che chiamo un "poeta nomade". Ogni tanto appare, senza preavviso. E si smazza due o tre pinte a scrocco. Però quando arriva è come la prima neve, come un giorno di pioggia dopo la siccità. C'è odor di polvere e legna e foglie nei suoi abiti e le parole che ci lascia a pagamento della bevuta valgono per noi più di qualsiasi denaro.

4) Le due colonne sonore che ho scelto per corredare lo scritto sono: "Bran Boru's March" nella versione "Celtic punk" dei Mahones. Brian Boru fu un re Irlandese vissuto attorno all'anno 1000. Il suo sogno era quello di riunificare l'Irlanda sotto un'unica guida. Morì nella battaglia di Clontarf, non potendo quindi veder compiuto il suo sogno. La seconda è "Cyrano" di Guccini, canzone che mi è sempre piaciuta e che trovo adeguata al protagonista di questa storia. Recuperata su un rotolo di carta igienica nel cesso dell'Osteria dell'Ultima Sosta, in una sera di inizio autunno.

Buona lettura. Vir.





"Sono sempre più numerose le mattine in cui ti svegli con la bocca amara, come se durante la notte rigurgitassi le delusioni e l'inutilità che hanno decorato la giornata precedente. Spegni la sveglia, ti alzi, vai in bagno e lo specchio riflette un cinquantenne con più difetti che pregi, capelli brizzolati, un po' di pancia e un naso buono solo per una meridiana o per fumare sotto la doccia.
Solo gli occhi ti piacciono.
Belli.
Tristi ma belli.
Doccia, metti l'inutile pendaglio al riparo di un paio di slip, annusi la camicia per capire se è ancora decente, pantaloni giacca e scarpe. Butti giù un goccio fai due tiri da un mozzicone di sigaretta della sera prima e via. La solita routine di campi bagnati di nebbia, odor di ferrovia, visi spenti, occhi chiusi.
E rumore.
Cazzo, quanto rumore hai in testa! Ma mica vien da fuori... no nemmeno dal celtic punk con il quale ti stordisci tutte le mattine. E' dentro di te che c'è sto fracasso come di carri pieni di ferro scagliati giù da un dirupo.
Non si fermano i pensieri. Stroboscopio di speranze, rancori, paure e bestemmie
Quegli strafatti di LSD che ogni tanto becchi a vomitare sul retro dei trani dove bruci le tue serate son certo più lucidi di te.
E passano i giorni, uno dietro l'altro.
Pesanti, densi... ogni ora in più brucia un ricordo.
Com'era la tua infanzia? Che hai fatto, che hai detto 10 20 30 40 anni fa?
Niente, un cazzo di un cazzo di niente. Nessun ricordo, solo una melassa di figure e parole confuse.
Che rabbia, santodio...
Roba che se potessi tornare indietro l'università la legione straniera un viaggio in Patagonia e meno lacrime o lacrime diverse meno amore o amore diverso più vita meno vita passi corse e montagne e mari e magari una casa lassù e tuo papà ancora vivo e tua mamma ancora lucida e magari un figlio. O due. Perché che cazzo te ne fai di tutta questa cultura, questo forsennato leggerestudiareimpararecuriosareapprendere se c'è nessuno cui trasmettere le tue passioni?
Della tua vita non restano molti centimetri ancora... forse 30, ma quanti da vivere pienamente? Con orgoglio?
Questa sera, al rientro a casa, apri quella bottiglia di whisky che ancora tieni sigillata, si, quel Dalmore che ogni tanto togli dalla scatola e ammiri.
Versatene un bel goccio.
Sorseggialo poco alla volta.
Ripulisci la mente.
Spegni il rumore.
E da domani, da domani, da domani...
Da domani vivi!
"



Sono importanti le lacrime
di gioia
di dolore
di rabbia
anche quelle che il vento e la sabbia
rubano al tuo cuore
Sono importanti le mani
calde
attente
dolci
anche quelle che il tempo e la lotta
hanno scheggiato più volte
Ma nulla è importante
quanto chi ti è vicino
e bacia le tue lacrime
e conforta le tue mani

F. Cartbearer - Poeta nomade



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« immagine » Note introduttive al post. 1) Questo frammento che riporto pari pari l'ho trovato scritto su un rotolo di carta igienica nel bagno dell'Osteria dell'Ultima Sosta dove con gli amici ci si ritrova a far bicchierate. Era scritto con una stilografica, inchiostro rosso e i capolettera er...
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28/09/2016 15:45:45
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Commenti

  1. Njlo 28 settembre 2016 ore 16:44
    Due scritti magnifici. Il primo, trovato su un rotolo di carta igienica, riflette, credo, la condizione di molti: il tran tran quotidiano, la stessa strada, le stesse facce, le stesse situazioni e dentro una tristezza che sale al pensiero della propria solitudine. Sembra una vita sprecata, invece c'è il tempo per riprendersela anche per la coda e trasformarla in qualcosa che possa davvero chiamarsi...vita. La poesia, semplice eppur intensa, chiude con quei quattro versi "veri". Mia madre, scusa se la nomino, racconta che quando frequentava il Maffeo Vegio, nelle mattine di neve bigiava scuola per andare con alcuni suoi compagni nelle osterie della Lodi bassa dove si incantavano tutti ad osservare e ascoltare i vecchi già lì dall'alba. Una scuola di vita.
  2. VirPaucisVerbo 28 settembre 2016 ore 17:05
    @Njlo: la mia stessa scuola di vita. Quelle osterie, quando "bigiavo" dall'ITIS erano la mia meta. Anche i professori sapevano dove trovarmi. Bigliardi, sigarette, storie così vere che sembrava di essere a teatro.
    Grazie, felice ti siano piaciuti questi "scritti ritrovati" :rosa
  3. lupasogna 28 settembre 2016 ore 23:34
    una serie infinita di oggi per ripetere "E da domani, da domani, da domani... Da domani vivi!" ... riempiamo di parole, rimpianti e buoni propositi chilometri di carta igienica e ci fracassiamo timpani e gonadi mentre il countdown ci strizza l'occhio... bello, triste ma bello. e la coscienza ancora sobria ci ricorda chi è inchiodato ad una carrozzina, chi ad un respiratore, chi ha perso figli e casa, chi non ricorda più quando ha mangiato per l'ultima volta... "Ma nulla è importante quanto chi ti è vicino e bacia le tue lacrime e conforta le tue mani".

    grande Vir
  4. Kappa72 29 settembre 2016 ore 01:04
    Senza parole...anzi no: tu fai parte delle belle sorprese di questo strano posto.
  5. VirPaucisVerbo 29 settembre 2016 ore 10:09
    @lupasogna: Si, triste lo è, ma non potevo farne a meno. Una riflessione sul tempo che passa e sul tempo che inevitabilmente viene sprecato non può esimersi dall'avere un po' di tristezza, no? E questo, come giustamente hai evidenziato, dovrebbe far riflettere su come a volte ingigantiamo la nostra personale situazione quando abbiamo attorno esempi di persone che, benché molto, molto più sfortunate di noi, riescono a cavar fuori dalla vita parecchia felicità.
    Grazie :rosa :rosa :rosa
  6. VirPaucisVerbo 29 settembre 2016 ore 10:11
    @Kappa72: Beh, di belle sorprese qua dentro ne ho trovate (e la cosa mi ha piacevolmente stupito) parecchie (sentimento reciproco :-) )
    Grazie :rosa :rosa :rosa
  7. sunrise.65 29 settembre 2016 ore 11:22
    complimenti per questo bel post, ma sopratutto per la risposta data a lupa:rosa
  8. VirPaucisVerbo 29 settembre 2016 ore 11:32
    @sunrise.65: Grazie a te, per le tue parole e per esser passata da queste pagine :rosa
  9. 1000.volti 29 settembre 2016 ore 13:11
    :clap :clap :clap
  10. sunrise.65 29 settembre 2016 ore 13:52
    :-)
  11. VirPaucisVerbo 29 settembre 2016 ore 14:38
    @1000.volti: grassie! :grazie :rosa :rosa :rosa
  12. lupasogna 02 ottobre 2016 ore 22:07
    sono d'accordo. tristezza, malinconia, apatia non abbandonano lo sguardo nemmeno quando incrociamo occhi altrettanto sofferenti... la paura e il dolore non si pesano, non si quantificano, ma si cercano di combattere per noi stessi e per chi ci ama, per chi ce l'ha fatta e per chi ha mollato... e per provare ad essere luce per chi sopravvive al buio.

    :staff forte forte
  13. VirPaucisVerbo 03 ottobre 2016 ore 10:48
    @lupasogna: basta un piccolo barlume per donare a chi soffre la speranza. Se abbiamo un po' di questa luce, cosa può esservi di meglio se non donarla a coloro che non riescono più a vederla? Contraccambio l'abbraccio (forte forte) :-) :flower
  14. crenabog 03 ottobre 2016 ore 22:00
    giusto sai, cosa ce ne facciamo di tutta questa cultura, di tutto quel che abbiamo letto, dei secoli di intelligenza profusa su carta e condivisa con le nostre anime, se poi ci ritroviamo a combattere con gente che gode nel rotolarsi nella propria ignoranza, e passa la vita a sbeffeggiare e insultare chi non è come loro? davvero dobbiamo ancora lerciarci le orecchie con questi lemmi allucinanti che ci propinano? davvero dobbiamo vergognarci di quel che siamo? bene, voi non so, io non me ne vergogno affatto. ho diecimila libri, in questo momento ne ho dieci ancora da leggere, di ogni e qualsiasi genere, e me ne vanto e me ne frego altamente di chi sa solo distruggere invece di costruire. facciano. facciano. finiranno tutti come ai tempi di Renzo e Lucia con un avvocato o notaio che li rimbambirà di parole incomprensibili e gli farà firmare il contratto come rematore su una trireme. incatenati. e felici di esserlo. un caro saluto e perdona lo sfogo.
  15. semplicemente.1965 10 ottobre 2016 ore 11:12
    Eh, l'abitudine, la solitudine, il bilancio della propria esistenza ci attraversa quando arriviamo ad una certa soglia di età e saturazione del vivere. Pare che non resti neanche un minuscolo rifugio dove rintanarsi ....eppure alle nostre domande c'è la risposta netta, chiara, del poeta nomade che vivendo nel deserto sa che la ricchezza del quotidiano esite e sono quelle mani e baci, simboli della relazione con l'altro.
    (per non chiedermi cosa ho fatto o pensato anni fa, forse, scrivo, labile testimonianza che consola la tristezza )
  16. JimmyConway 16 ottobre 2016 ore 19:46
    Molto belli.
    Anche la introduzione.

    e i saundtrac.

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