l' attimo in cui un turista perde l' emozione

16 dicembre 2012 ore 03:09 segnala
A volte ad Urbino mi siedo in piazza Duca Federico e osservo i turisti uscire dalla Galleria Nazionale delle Marche. Quando sono lì, alla porta, che sbucano fuori, sono stupendi. Dentro gli occhi hanno la luce di un altro universo. Li vedi con quella faccia ancora un po’ assorta, con quell’ espressione leggermente smarrita, da finire quasi per credere che sono solo idee. Non sembrano avere nome, non sembrano avere casa, sono solo arte. Eccoli lì i loro passi, frutto di uno slancio universale, e i loro respiri: brividi, brividi degli artisti rimasti impigliati dentro la loro fantasia. Le loro espressioni in effetti non paiono umane, perché hanno qualcosa della verità. Non so spiegarlo bene, ma in un particolare della faccia, in un puntino dentro lo sguardo, loro, per un attimo, sono migliori. Migliori di tutti, migliori anche di loro stessi, lo respirano, sì, forse sarà questo, lo respirano, lo sentono con il naso quel sentimento d’ utopia. Ma poi accade questo. Ad un certo punto si perdono, così, basta metà attimo e via, sono già tornati di qua, tra tutti noi. Accade che iniziano a guardarsi intorno, vengono colpiti da un dettaglio che vagheggia da qualche parte: quel laureto che festeggia con gli amici invaso dai coriandoli, quella donna che corre a testa bassa col cellulare fra le mani, quel barbone che gira con il bicchiere di plastica e non chiede neanche più la carità, o forse sarà il freddo o il fatto che piove, che le strade si bagnano, che esistono i cani, le bocche, le tristezze. E allora niente, e allora i turisti si svegliano: cioè iniziano ad addormentarsi. C’ è sempre, dentro ogni turista che esce da un museo da qualche parte nel mondo, quella leggera sensazione di disagio, quella minuscola particella di meraviglia che in un istante, in un solo istante si trasforma in malinconia, una malinconia invisibile, perenne dell’ identità. Uno potrebbe restare lì all’ infinito a raccogliere la loro bellezza. Ci si potrebbe fare qualcosa con la loro emozione. Non vale la pena neanche avvertirli, gridar loro: guardate che state lasciando qui qualcosa di puro, qualcosa di sublime, qualcosa di magnifico. No, non vale la pena, perché loro intanto hanno già voltato l’ angolo e come passanti anonimi, si sono già dispersi dentro la realtà.
a3049065-3594-41c5-a39e-b557a8a68679
« immagine » A volte ad Urbino mi siedo in piazza Duca Federico e osservo i turisti uscire dalla Galleria Nazionale delle Marche. Quando sono lì, alla porta, che sbucano fuori, sono stupendi. Dentro gli occhi hanno la luce di un altro universo. Li vedi con quella faccia ancora un po’ assorta, con q...
Post
16/12/2012 03:09:31
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    9

inizio

15 dicembre 2012 ore 13:00 segnala
size=medium
Questo mondo è una meraviglia. Non c'è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d'essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più?
"La fine è il mio inizio" Tiziano Terzani
20ab2a70-41e3-42fa-84a0-2be06c3f31d3
Questo mondo è una meraviglia. Non c'è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d'essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? "La fine è...
Post
15/12/2012 13:00:55
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    5

la crisi?ma quali economisti,ci mancano poeti...

15 settembre 2011 ore 15:32 segnala

Con la circolare 105 del 5/08/2011 l’INPS dice addio una volta per tutte al sussidio di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo.
Viene infatti chiarito dopo un anno di risposte diverse da una sede INPS all'altra, la situazione per le categorie artistiche dei lavoratori dello spettacolo.

Vengono escluse dal diritto all'indennità di disoccupazione tutte le figure artistiche come registi, scenografi, coreografi, lighting designer, attori, musicisti, cantanti, danzatori, ecc (in allegato alla circolare c'è una lista contenente tutte le categorie escluse, con tanto di codici ENPALS). In pratica il sussidio viene riconosciuto alle sole categorie tecniche ed amministrative....




Per una firma veloce alla petizione:

http://www.petizionionline.it/petizione/per-lo-stato-gli-artisti-non-sono-lavoratori-ripristiniamo-lindennita-di-disoccupazione/4937
4617d9e3-e5e9-4860-892b-b63ebeb85ddf
Con la circolare 105 del 5/08/2011 l’INPS dice addio una volta per tutte al sussidio di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo. Viene infatti chiarito dopo un anno di risposte diverse da una sede INPS all'altra, la situazione per le categorie artistiche dei lavoratori dello...
Post
15/09/2011 15:32:07
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    14
  • commenti
    comment
    Comment
    35

anabiosi

06 settembre 2011 ore 23:54 segnala



Passeggiando da me oltre il bosco e oltre me all’ improvviso l’ ho trovato. Deve esserci da qualche parte per tutti. Finché non hai trovato quello non puoi continuare ad essere felice, non puoi mai diventarlo. Non puoi scandire la serenità come vorresti. Un paesaggio davanti a me, un fiume che scorre, alberi. In quello spazio, preciso come un abisso dirompente e pulito, ritrovo tutte le mie vergogne, le croste che mi hanno fatto soffrire, tutti gli sbagli, tutte le persone che ho perso, che si sono allontanate che io ho allontanato, in qualche modo nel corso della vita, tutte le parole che non ho detto che ora qua volano come api sopra gli invisibili tetti della compiacenza, tutte le lacrime che non ho saputo mai piangere e i motivi delle lacrime che invece ho versato, tutti gli oggetti, tutte le camicie, tutte le cose che mi fanno ricordare qualcun’ altro ora lì ammollate lungo il fiume nitido e scaltro, tutte le cose che mi facevano felice da piccolo, tutte le anime dei coniglietti dentro la stalla di mia nonna ora guizzano tenendo su con le zampette questo infinito che mi si placa superando me, tutti i no che ho detto in vita mia che qua fischiano sottoforma di splendore, come fiori stupidi e brilli, ogni drappo della mia vita non vissuta qua si elabora in un piccolissimo dettaglio della semplicità che mi circonda, ogni vuoto, ogni nero è quel cielo chiaro e lievissimo che mi sorprende. Ogni guerra è un sasso oltre lo specchio dell’ acqua, ogni sera sprecata è un livido dietro la roccia e tutto questo verde è tutto quello che non ho mai saputo imparare e fare, tutto quello che cercavo negli altri, tutto quello che non ho mai voluto accettare, tutta la mia volontà repressa, tutti i candeggi della mia possibilità che non ho colto, tutte le bruciature della sottomissione, tutte le ferite della sottostima qua che sono una grossa cartolina che lecco, che mi fa dissetare in ogni sua forma, per chiedermi scusa, per abbracciarmi. Forse tutti noi prima o poi l’ incontriamo questo posto, quel posto dove tutto quello che nella vita è andato storto lì si raddrizza, lì diventa il contrario di ciò che è stato, la parte opposta dell’ ellisse che diventa un unico armonioso cerchio che gira, in un sorriso davanti a me; tutta la quiete che la vita a volte non dà. La vera bellezza nasce dalla parte più profonda di una perdita. Forse è questo il mio posto.
Un’ intera amenità è una flebile luce di un fiammifero dentro il cuore…
faaf2bba-a687-4e49-8de0-12df46b3df1a
« immagine » Passeggiando da me oltre il bosco e oltre me all’ improvviso l’ ho trovato. Deve esserci da qualche parte per tutti. Finché non hai trovato quello non puoi continuare ad essere felice, non puoi mai diventarlo. Non puoi scandire la serenità come vorresti. Un paesaggio davanti a me, u...
Post
06/09/2011 23:54:03
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    12
  • commenti
    comment
    Comment
    12

il dottor Zivago (B. Pasternàk)

05 agosto 2011 ore 16:47 segnala


Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.

L'uomo nasce per vivere, non per prepararsi alla vita.

Vivere significa sempre tendere in avanti, verso l'alto, verso la perfezione , e raggiungerla.

Ecco che cos’ era la vita, che cos’ era l’ esperienza, che cosa inseguivano coloro che andavano in cerca d’ avventure, ecco a che cosa mirava l’ arte: ritornare a casa propria, ai propri affetti, riprendere a vivere.

Io ero favorevole alla rivoluzione, ma ora penso che con la violenza non si possa ottenere nulla. Al bene si deve giungere attraverso il bene.

E’ bene quando una persona contraddice le nostre aspettative, quando è diversa dall’ immagine che ce ne siamo fatta. Appartenere a un tipo significa la fine dell’ uomo, la sua condanna. Se non si sa invece come catalogarlo, se non è caratteristico, allora possiede già la metà dei requisiti desiderabili, è libero da se stesso, con un granello in sé di assoluto.

In quei momenti Jurij Andrèevic, sentiva che non era lui a compiere il lavoro essenziale, ma qualcosa più grande di lui, lo guidava: la situazione del pensiero e della poesia nel mondo, ciò che alla poesia era riservato dall’ avvenire, il passo successivo che avrebbe dovuto compiere nel suo sviluppo storico. Lui era soltanto un’ occasione, un punto d’ appoggio perché essa potesse mettersi in movimento.

Le mele colte non ancora mature, continuano a maturare nella posterità, arricchendosi di senso e dolcezza sempre maggiori.

Viva la rivoluzione dello spirito!

Avrebbe voluto gridare al ragazzo e a coloro che stavano a guardarlo che la salvezza non consisteva nella fedeltà alle forme, ma nel sapersene liberare.
06d45bc6-cb1f-4a3c-803c-6c6669a80a59
« IMMAGINE: http://neonisi.s3.amazonaws.com/items/8/84432/la-b-50-k--il.jpg » Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco...
Post
05/08/2011 16:47:18
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    11

solo monetine dorate in fondo al fiume della vita

11 luglio 2011 ore 16:50 segnala
(o meglio: anche Campanellino è diventata una precaria.)


Volare, volare, proprio volare. Quella sensazione prorompente di leggerezza nel correre in avanti, tra quei campi spinosi di grano, e tutto il giallo dorato che sottoforma di colore esprimeva anch’ esso quel correre, quell’ ultima cavalcata prima di spiccare il volo. Se devo usare la parola volare, non la posso che usare per quei ricordi dei pomeriggi estivi, l’ adolescenza ricurva, le erbe selvatiche, lavanda, i giochi. Il pedalare irrazionale su biciclette leggere e veloci, l’ unità di quelle biciclette, di quelle pedalate. I girasoli che nel crescere crescevano con noi, senza considerare da che parte batte il sole, perché eravamo noi tutti insieme il sole. Il caldo, le api, muretti di lucertole, sassi, le cicale tra i cespugli e le avventure tra quelle stradine strette di campagna, polverose, brulle, dove non cresceva niente eppure cresceva tutto, lo stesso, e tutti i paesini, qua intorno, asfaltati con la nostra libertà, e la forza, la voracità d’ uno scherzo, un gavettone, una formica. Il mondo passava per quelle strade e noi lo conoscevamo, lo respiravamo, sotto forma di amicizie diverse, modelli di battiti, sorrisi che si conciliavano perfettamente con i contorni delle nostre curiosità. Un pallone che volava, con noi, strisciando tutto per sé il rosa paradiso della pista, sniffando le strisce, dell’ aria di rigore, della rimessa laterale, toccando il piede, di tutti quelli che almeno una volta hanno fatto gol con noi. E bere alla fontanella l’ acqua da sudati, tirarcela, perderci, restare asciutti fino alla fine del sole. E quella volta che ci siamo andati a bagnarci tutti, per festeggiare la promozione a scuola, lì sotto l’ irrigatore dei campi, come a benedire l’ estate. E ora cos’ è rimasto di tutto questo? Solo monetine dorate in fondo al fiume della vita, che prosegue, continua, prende correnti differenti, si sposta, si allontana, amici che cambiano, o forse a cambiare sei tu, a non voler cambiare mai, a restare sempre lì, a correre impolverati senza bisogno di niente. Eravamo felici e non lo sapevamo, eravamo la felicità distesa, talmente sicura che poi si è distrutta: ognuno si tiene il proprio granello, come stai? Chiedi a un vecchio amico, come stai? Quello ti risponde bene a testa bassa e ordina la vita fatta meglio con una birra in più a bollire la serata, quello ti risponde non lo so o forse male, no, male non lo dice mai, perché non si è più amici e non si ha più il coraggio di guardarci negli occhi e dire la profondità. Non ci resta che la superficie, un sorriso, un saluto, prima d’ andare al lavoro, diventare responsabile di un ufficio però non ti rende responsabile della tua vita. Campanellino è diventata una precaria. Chissà dove finisce l’ amicizia, dov’ è che la vita ci ha cambiati, ha preso la pinza per separarci e via, chissà perché quei giorni di grano non torneranno più, anche a volerli, anche a sognarli, anche a volarli, con la mente a testa bassa, mentre anche il tuo amico lì vicino a te, ne vorrebbe ordinare un pacchetto, di quella gioia, di quel prurito che non grattavamo ma assecondavamo, superavamo. Tutti ne hanno nostalgia ma nessuno ha il coraggio di tornarci, a riprovare, a risentire quel prurito, o forse è giusto così, siamo tutti diventati maldestri a quella felicità, ora ne cerchiamo altre, ne cerchiamo forse qualcuna che possa tappare le nostre perdite. Ognuno di noi ha almeno una perdita, di un periodo bello tra amici che finisce, oltre il sole, oltre la luna e oltre le stelle, riunificare tutta quella luce e poi provare a ritrovare sotto il fiume quelle monetine, gettate un giorno a caso della nostra vita quando credevamo che a vivere eravamo almeno in due.
a2faa709-6f7e-4e3e-8bb4-0ce67449193f
(o meglio: anche Campanellino è diventata una precaria.) « IMMAGINE: http://ovunqueedanessunaparte.myblog.it/media/01/00/1194078538.jpg » Volare, volare, proprio volare. Quella sensazione...
Post
11/07/2011 16:50:01
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    9
  • commenti
    comment
    Comment
    23

cinque frasi prese a caso da cinque libri

30 giugno 2011 ore 22:32 segnala



Non te lo do per perché tu possa ricordarti del tempo, ma perché ogni tanto tu possa dimenticarlo per un attimo e non sprecare tutto il tuo fiato nel tentativo di vincerlo. Perché, disse, le battaglie non si vincono mai. Non si combattono nemmeno. L’ uomo scopre, sul campo, solo la sua follia e disperazione…
L’ URLO E IL FURORE (W.Faulkner)


E’ patetico come non siamo capaci di convivere con ciò che non comprendiamo. Come abbiamo bisogno di etichettare e spiegare e dissezionare tutto quanto.
SOFFOCARE (C.Palahniuk)


Il tempo è come una fisarmonica, riesce ad allungarsi e comprimersi in mille melodici modi. Possono passare mesi senza che ce ne accorgiamo, in una rapida serie di accordi aperto-chiuso, unito-diviso, ma poi, ecco che una singola settimana di malinconia può sembrare lo struggimento di un anno, l’ estensione di un’ unica lunga nota.
TRE VOLTE GIUGNO (J. Glass)


…Come se si fossero incontrati due raggi, uno dal suo e l’ altro dal mio cervello, incrociandosi mentre pensavamo la stessa cosa. Tra di noi non vi erano più segreti.
LA FORTEZZA (M. Selimovic)


Chissà cos’ hanno perso di così importante da strisciare in quel modo in mezzo alla campagna, chissà se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla, così, semplicemente, e dicesse l’ ho trovata, con un lievissimo sorriso, l’ aveva persa e l’ ho trovata- sarebbe poi un niente la felicità.
CASTELLI DI RABBIA (A. Baricco)
4dce0d75-c01e-405f-946f-bf0ebbfdd8a9
« IMMAGINE: http://www.rds.it/imageblog/source/2220553/img.jpg » Non te lo do per perché tu possa ricordarti del tempo, ma perché ogni tanto tu possa dimenticarlo per un attimo e non sprecare tutto i...
Post
30/06/2011 22:32:55
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    9
  • commenti
    comment
    Comment
    11

Sacco e Vanzetti

28 giugno 2011 ore 23:17 segnala


...Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi... non tenerla tutta per te... Cerca di comprendere
con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l'oppresso: loro sono i tuoi migliori amici...

Dall’ ultima lettera di Nicola sacco al figlio Dante, 1927.

______________________________________________________

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due anarchici italiani che negli anni venti furono accusati d'omicidio, processati e giustiziati. Colpevoli d'essere anarchici e d'essere italiani. Sacco (pugliese) di professione faceva l'operaio in una fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti (piemontese) gestiva una rivendita di pesci.
Solo il 23 Agosto 1977, 50 anni dopo la grande ingiustizia, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis emanò un proclama che assolveva i due uomini dal crimine.
Questa è la triste storia di due anarchici italiani, che emigrarono negli Stati Uniti alla ricerca della libertà, e trovarono la morte.





_Da pelle d’ oca certe immagini del film, quei filmati in cui si respira la testimonianza della realtà, del fatto realmente successo, sono una congiunzione perfetta con le milioni di riflessioni che suggerisce questa storia. La nostra classe politica forse dovrebbe innalzare il dibattito per tornare a parlare e discutere anche di quelle idee che Nicola Sacco scriveva al figlio lì in punto di morte. Si dovrebbe accantonare la demagogia e provare non solo a dare delle risposte a questi argomenti, ma prima di tutto a dare loro il peso sufficiente, il senso giusto con cui poi dovrebbero essere affrontati.
La pena di morte, l’ immigrazione-emigrazione, i diritti sociali (e in più a me viene d’ aggiungere visto che Sacco e Vanzetti rappresentano due ambienti differenti del nostro Paese: l’ unità dell’ Italia senza accenti secessionisti) sarebbero ancora oggi temi aperti, domande alle quali non abbiamo risposto. Quand’ è che affronteremo senza la lettura propagandistica questi argomenti? Quand’ è che ascolteremo le parole di Nicola Sacco?. _
ef9cbb19-1001-46bf-91c7-68d1b4205184
« VIDEO: bBtiwbVXRjs » ...Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi... non tenerla tutta per te... Cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il ...
Post
28/06/2011 23:17:43
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
  • commenti
    comment
    Comment
    6

l' amore in mezzo alla guerra

23 giugno 2011 ore 13:14 segnala
"Si. Sei con me! E il peso
della tua anima e della tua carne
sulla mia, fa si’ che
io non possa inseguire la tua immagine
- quei prati di roseti
scarlatti, la’ dove prima fuggivi,
di dove, soave, mi venisti incontro! -
quell’immagine tua che non dimentico,
quell’immagine tua che non intendo,
quell’immagine tua che dura e dura
come la macchia del sangue…"



"Io non sono io
Sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò."

(J. R. Jimenez)
939150da-e57f-4de3-8903-b99a0388ac59
"Si. Sei con me! E il peso della tua anima e della tua carne sulla mia, fa si’ che io non possa inseguire la tua immagine - quei prati di roseti scarlatti, la’ dove prima fuggivi, di dove, soave, mi...
Post
23/06/2011 13:14:17
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    10
  • commenti
    comment
    Comment
    10

passare l' estate con Battiato

22 giugno 2011 ore 16:15 segnala
è un po' come passarla alla ricerca di se stessi.

(intervista sulla meditazione)


"Non scorgo segnale che annunci la vita Eppure l’ avverto ci son vibrazioni che cosa vedranno fra poco I miei occhi"

(Nella mitologia dei Celti il cinghiale era un animale sacro che rappresentava la ricerca spirituale, in contrapposizione con l' orso emblema del potere temporale:nell' era del cinghiale bianco ogni uomo raggiunge la conoscenza assoluta in senso spirituale superando i piccoli problemi insignificanti del quotidiano)

(questa canzone è un viaggio in tutti i sensi)


Quella di Franco Battiato non è solo musica, lui ha superato la musica.
37961b44-240a-46cc-90fd-e33eb9bc67b9
è un po' come passarla alla ricerca di se stessi. (intervista sulla meditazione) « VIDEO: fbdnwL5N_h8 » "Non scorgo segnale che annunci la vita Eppure l’ avverto ci son vibrazioni che cosa vedranno...
Post
22/06/2011 16:15:57
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8
  • commenti
    comment
    Comment
    3