gennaio un pomeriggio di sole

12 gennaio 2013 ore 00:34 segnala

Qualche anno fa i brevi pomeriggi di sole di gennaio mi hanno insegnato che cosa è la vita. Nella bellezza raffinata dell' inverno, nella sua spontaneità. Capita dopo mesi logoranti del vecchio anno ritrovarsi in uno spazio nuovo quasi per caso: a volte la primavera è una conquista dura, lenta, e se viene anche a gennaio l' accetti perché sai che è tua, che te la meriti, che tutto ricomincia e che c' è sempre una strada pronta per il nuovo cammino. Il sole ha una fragilità particolare, è quasi sfumatura, freddo, sembra traballare dentro l' azzurro compatto che si crea nell' infinito. Allora hai un motivo in più per conquistarlo, perché è flebile, perché sta per dileguarsi, e ti dici chissà, vai a capire quando ricapita un sole d' occasione così. Esci a passeggio, l' odore giallo delle siepi si sprigiona tutto per te, sembra un velo di una giovane sposa in un giardino di pini quando incomincia l' estate. I torrenti che scendono dal monte hanno in sé un gorgoglio argentino che si discosta dal rudimentale mutismo della terra: paiono petali giapponesi che danzano su un sentiero di cristallo. Un asino raglia in lontananza, le papere nei recinti ascoltano i richiami spensierati dei galli, i tronchi dei pioppi nascondono morbidi lineamenti eterni che vengono riesumati dal tuo semplice passaggio, una delicata tempesta di foglie rosate cade dai rami delle querce, discende a causa di una gravità più manierosa e si dirige verso il paradiso della semplicità, e poi gli uccelli che non appena arrivi tu, volano via, come doppi che non possono coesistere con la tua personale identità, come se fossero in grado solo loro di rappresentare qualcosa di te anche quando non ci sei. Sorprese su sorprese disorientano la razionalità e l' intera visione di quello che si è, di quello che si stride dentro, di quello che sarà. Il sole certo poi tramonta, ma certi alberi rimangono abbracciati. Nasce un sentimento di fiducia: un granello soltanto, il primo che riveste la straordinaria gracilità del cuore, e uno si sente subito migliore. Qualche anno fa imparai che la serenità è più importante della felicità. E nei primi passi di gennaio, ovunque vado, anche quest' anno, ho deciso di non dimenticarlo.
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12/01/2013 00:34:31
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Commenti

  1. Evelin64 12 gennaio 2013 ore 08:30
    Quando sappiamo accogliere quel piccolo sprazzo di luce, quel segnale flebile che risveglia i sensi e le emozioni, forse in quel momento vi è sempre un sole che conquista i nostri pensieri :-)
    La serenità anche per me è piu' importante della felicità, e penso anche di poter giungere al tramonto, apprezzando l'intera giornata di un pallido sole...
    Buon fine settimana caro...Evelin :bye
  2. albaincontro 12 gennaio 2013 ore 11:15
    Sembra un mondo fragile,quello che descrivi.E' un mondo d'anima,un desiderio di stupirsi ancora,di fronte ad un dono insperato.Io penso invece che sia un mondo forte, quello che ti fa scoprire il messaggio tonificante della natura.Un mondo forte,sempre rinnovabile,sempre desiderabile.Il tuo post,bellissimo,mi ha commosso. Alba
  3. eldan 12 gennaio 2013 ore 19:16
    Riesci a toccare le persone dentro quando scrivi. Complimenti è un post magnifico ^_^
  4. NeraDiNotteNN 12 gennaio 2013 ore 20:44
    :-) bellissimo post. :rosa
  5. dealma 12 gennaio 2013 ore 21:56
    la primavera di per sé è già stupore. Si rinasce e tutto appare nuovo, eppure noto, eppure diverso, eppure... La primavera ti lustra gli occhiali e ti mostra ciò che avevi sotto il naso e che non sapevi più vedere.
  6. dolcecarrie 12 gennaio 2013 ore 22:42
    La natura è stupenda e sa darci quell'energia che a volte, ci manca... la natura è rigenerante ci da serenità e gioia.
    Buon week end :bye :fiore
  7. Aljsja 13 gennaio 2013 ore 09:03
    le rinascite sono davvero speciali, fanno vedere e sentire dimensioni che avvolgono con una sorta di reciprocità...
    Ciao Matteo :rosa
  8. Antelao 14 gennaio 2013 ore 09:51
    In questo tiepido inizio di gennaio mi sono trovato spesso a percorre la strada del boschetto e la cresta del prato di Stella. Ancora tutto pare fermo, ma la terra, girata dagli aratri, già emana odore di nuovo. Oggi nevica e certamente la coltre bianca contribuirà ad arricchire il terreno e a prepararlo nuova stagione.
  9. goccesulmare 14 gennaio 2013 ore 20:47
    Avevo dimentica come è piacevole e rasserenante leggerti e quanto profondi sono le tue riflessioni, i tuoi pensieri
    si, la serenità è lo stato dell'anima che si preferisce alla felicità di pochi minuti e che è destinata a finire lasciando spazio proprio alla serenità più durevole quando si riesce a raggiungere
    gocce

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