i due Natali

23 dicembre 2012 ore 15:25 segnala

Stavo leggendo tutto tranquillo un bel libro al calduccio di casa, quando mi chiamano per andare all’ Auchan. Fuori è freddo, magari un’ altra volta, qui sto tanto bene, e invece alla fine vado anch’ io. La prima cosa che mi ha colpito entrando sono le luci, tante luci, troppe luci, scintille devastanti che colpiscono, che feriscono dappertutto. Luce nella carta dorata della piramide dei Ferrero Rocher, luce delle palle natalizie appese lì all’ ingresso, luce della fila immensa di televisori in offerta speciale, luce delle vetrine, luce, e ancora luce, tanta luce, troppa luce. E poi la gente. Gente che ti sfiorava, che ti passava davanti, in fila alla cassa con le borse piene di pandori e torroncini, gente che parlava al telefono, Sì per la vigilia vieni da me, gente che si faceva gli auguri con una mano sola mentre l’ altra mandava da sé il carrello. Mi sono sentito estraneo, scombussolato, solo. Sono entrato dentro una libreria, ho saltato la hit-parade delle vendite, mi sono concentrato sui libri che avrei voluto comperare: tanti, tantissimi, avrei voluto assaggiare ogni goccia di quell’ oceano di parole. Ogni tanto lì vicino al reparto libri per bambini passava qualche coppia, confabulava ad alta voce, Gli regaliamo il libro delle fiabe o Winnie the Pooh? Ma ormai è grande, No ancora le fiabe sono ok. Alla fine hanno comprato una raccolta di favole con l’ ultima pagina arancione. Io ho pensato a quel bambino che a mezzanotte scarterà il regalo e magari si sentirà felice, così, tutto d’ un botto, che avrà nelle mani l’ odore della carta e respirerà il profumo ancora intatto della novità, che la sera di Natale la passerà a sfogliare con attenzione le pagine, che ricalcherà con precisione degli occhi le figure, e poi ho pensato non so perché a quando quel bambino andrà all’ università o comunque si farà grande, a quel libro di fiabe accatastato dentro a una soffitta, con quell’ ultima pagina arancione ormai sbiadita. Poi lì da qualche parte è sbucata fuori dal nulla una melodia di Natale che avevano le luci dell’ albero di mio nonno, e così all’ improvviso ho provato quasi nostalgia, perché si sa, i ricordi fregano sempre. Nostalgia per le mie vigilie di Natale, per Babbo Natale che faceva paura, per i doni che lasciava sotto l’ albero, e allora per un attimo, per un solo dannatissimo attimo avrei voluto farmi un regalo, da me, un regalo solo mio, solo per riassaporare quegli istanti, avrei voluto allungarli un altro po’, solo per dirmi che mi amo. Quando sono tornato a far caso alle luci, alle televisioni e sky in hd, al videogiochi e alla fila di bambini in fermento per provare il nuovo gioco della Play, mi sono detto che forse lì dentro, in quel mondo, c’ ero anche io. C’ ero sempre stato, in quelle luci fastidiose c’ ero già. Ad un certo punto mi sono venute tante domande, e per non rispondere mi sono seduto ad osservare le persone. Un nonno che fa regali ad una nipotina, il ragazzo che ricama frasi nei grembiuli, alcuni anziani che incartano i regali dei passanti e chiacchierano un po’, per sentirsi ancora utili a qualcosa. E’ passato anche un signore con la sedie a rotelle, avrà avuto una settantina di anni, le guance gli profumavano di dopobarba: muoveva quelle guance creando una espressione malinconica nel viso, le muoveva talmente a lungo da parere quasi che ci vedesse con quelle guance lì, che le spostasse per osservare meglio il mondo. E poi ecco poco dopo, è passato un ragazzo non vedente preso a braccetto da una donna più grande di lui. L’ ho guardato solo un attimo e non ho potuto fare a meno di notare la concentrazione che emetteva verso qualcosa, verso l ‘ unica luce che lui a riusciva a vedere, nel frastuono dei passi frettolosi, negli effluvi e nelle musiche che in ogni frazione di secondo era capace a riconoscere e sistemare in un angolo dentro di sé. Ho pensato che in fondo se il Natale riesce a dare anche solo una goccia di gioia a tanta gente, è una festa davvero magnifica, anche se Barbara d’ Urso ne approfitta per vendere di più i suoi libri, anche se le vetrine sono troppo illuminate, anche se con il regalo c’ è sempre un po’ il cartone. E allora perché questo slancio caritatevole si ferma solo dentro a un giorno? Perché il Natale dell’ Auchan è così confinante con i nostri più magnifici ricordi? Alla fine quando sono tornato al calduccio e al mio libro ero come un po’ cambiato: non avevo più voglia di leggere, avevo solo voglia di dividere quei due Natali, ma neanche quest’ anno credo di esserci riuscito.
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23/12/2012 15:25:29
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Commenti

  1. NeraDiNotteNN 23 dicembre 2012 ore 16:08
    chissà perchè il Natale è sempre così:
    la gioia che si ha è quasi più quella
    che ci portiamo dentro da sempre,
    che non quella del momento.
    La bellezza del Natale è quasi sempre
    nel ricordo di un Natale meraviglioso
    forse quello dell'infanzia, anche
    perchè alla fine il Natale dopo i
    primi ricordi, è quasi sempre lo stesso.
    Ma la gioia, quella che sempre ci
    dimentichiamo, dovrebbe essere tutta
    in quella nascita, per quel bambino
    nato in una stalla, nato per morire,
    nato per noi. e il Natale dovrebbe
    essere solo questo. e invece.
    :-) ... :rosa
  2. SOGNANDO59 23 dicembre 2012 ore 16:51
    Vorrei riassaporare i miei Natali .,..quelli veri vissuti da bambina, risentire la sua magia che anno dopo anno si fa sempre più evanescente. Bisogna crederci ma tutto quello che si vede..sente e legge ogni giorno rende scettici...resta solo la speranza!! Ancora tantissimi auguri Matteo :-) http://i285.photobucket.com/albums/ll50/osiride71/BuonNatale.gif :rosa
  3. dolcecarrie 23 dicembre 2012 ore 17:35
    Ho pensato che in fondo se il Natale riesce a dare anche solo una goccia di gioia a tanta gente, è una festa davvero magnifica.....E allora perché questo slancio caritatevole si ferma solo dentro a un giorno?

    Facciamo in modo che il Natale duri tutto l'anno, facciamolo vivere dentro noi.
    Tanti auguri BUON NATALE A TE :rosa
  4. nessun.attesa 23 dicembre 2012 ore 22:00
    Quello che c'è al di fuori è solo confusione. Il Natale si deve vivere dentro.

    Sereno Natale, Matteo.
  5. goccesulmare 23 dicembre 2012 ore 22:10
    Riflessioni che si ripetono ad ogni Natale, ed in ognuno di noi il ricordo del natale passato, quello di tanti anni fa è quello che riscalda la mente, quando c'erano le persone care, quelle che se ne sono andate, ma guardiamo avanti e pensiamo come te....perchè "... in fondo se il Natale riesce a dare anche solo una goccia di gioia a tanta gente, è una festa davvero magnifica..." anche se Barbara d’ Urso e tanti altri come lei ne approfittano per venderci qualcosa che con i tempi che corrono non possiamo comprare senza pensarci...
    un augurio speciale a te e alle persone a cui tieni molto
    la tua presenza nel mio blog è come sempre preziosa e assai gradita
    auguri
    Raffaella
  6. Aljsja 24 dicembre 2012 ore 09:58
    no, nn ci si riesce a dividere i due Natali...la magia è scemata pian piano insieme alla nostra crescita e l'atmosfera che si crea ogni anno intorno a questa festività la si vive con una consapevolezza diversa, ma impossibile nn ricordare con nostalgia i primissimi Natali della nostra infanzia...
    Bel post Matteo!! Ciao e buon Natale! :rosa
  7. Antelao 24 dicembre 2012 ore 10:01
    Non vorrei riassaporare i miei natali passati, sono belli perchè passati. Mi assaporo questo e spero quelli che verranno con la consapevolezza che ognuno potrebbe essere l'ultimo, li assaporo stando lontano chilometri dai centri commerciali e chiedendo, come regalo, una nevicata gigante. Camminare nella neve di notte mi da una piacere orgasmico. Vederla scendere mi dona una pace esclusiva. Luci e rumori guasterebbero l'atmosfera. Il crepitio del fuoco e un brodo fumante, nulla di più.
  8. Evelin64 24 dicembre 2012 ore 14:46
    I due Natali, come li definisci, sono forse proprio quelli che appartengono a tutti; il Natale "intimo", quello in cui conservare i ricordi, la nostalgia e anche un pizzico di malinconia, e poi l'altro, quello "sociale", dove non si puo' fare a meno di venir trascinati dall'euforia comune. :-)
    Fra i due Natali, io scelgo quello piu' "mio", quello che mi appartiene per carattere...un po' come te, per me è Natale tutto l'anno :-)
    Serene Festività a te ed ai tuoi cari...Evelin :batanatale

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