il richiamo della foresta

04 gennaio 2013 ore 13:55 segnala


"Il richiamo risuonava sempre nelle profondità della foresta. Quell' appello portava a Buck una grande irrequietezza e strani desideri. E si rendeva conto di impulsi per cose che non conosceva. Seguì il richiamo della foresta correndo nel debole crepuscolo, cercando quel qualcosa di misterioso che gli diceva di andare. Giungeva dalla foresta distinto e definito come non mai. Un lungo ululato simile all' ululare di un cane, e tuttavia diverso. E Buck lo riconobbe come suono già udito in quell' antico clima familiare." // “Nonostante questo grande amore, l' impeto del primitivo rimaneva vivo e attivo. Di giorno in giorno il genere umano e le sue pretese si allontanavano da lui. Nel profondo della foresta risuonava un invito. Ed ogni volta che egli l' udiva misteriosamente vibrante e lusinghiero si sentiva costretto a volgere il dorso all' accampamento, per perlustrare la terra intorno e immergersi nella foresta avanti e ancora avanti, senza sapere dove né perché, ma tutte le volte che raggiungeva la soffice terra intatta e la verde ombra della foresta l' amore per John Thornton lo faceva tornare indietro. Solo lui lo tratteneva. Il resto dell' umanità era meno che nulla."

Buck sente il desiderio di andare, ma anche il dispiacere di lasciare l' unico essere umano di cui si fida, John Thornton con cui trascorre un' esistenza tranquilla e felice. Buck non è un lupo, è un cane, che però si sente anche un po' lupo. Che tormento. La vita selvaggia attrae, ma non attrae chi realmente ce l' ha dentro, perché per lui non è un semplice desiderio come tanti il sentirsi lupi, è l' esigenza dello spirito, è la vita, senza la necessità di aggettivare e di rimarcare la propria selvatichezza. Un po' come Buck. E' un bene dopo tanti giri a vuoto mettere la testa a posto, dedicarsi anche ai doveri, alla maturità che ci suggerisce di regalare a questa nostra unica vita anche un progetto in mezzo agli uomini. Forse anche perché a volte la stessa libertà ha bisogno di capirsi, di crescere attraverso delle regole, attraverso quello che non è, per identificarsi e scremare dall' intangibile assoluto. Però non si imprigiona un lupo. Il richiamo a volte è forte, magnifico, tremendo. Non si può fare altro che lasciare qui i vestiti e iniziare a correre come animali selvaggi attraverso la natura, dentro la nostra verità. E' un obbligo senza la pericolosità che ha in sé ogni obbligo. E' spontaneità che si amplifica soprattutto quando si riconosce il nostro vero volto. Quando si sta stretti si cerca un' armonia che evidentemente non si è riusciti a mantenere. Ma poi anche a vagare come lupi dopo un po' ci si dimentica della bellezza d' essere anche un po' addomesticati. Almeno per me è così. Come tutti gli estremi sono collegati. Così ecco, continuiamo a vagare riconoscendo tanti finti lupi che poi in realtà sono solo uomini. Ma c' è anche chi lo è davvero, e non è interessante neanche stare qui a fare delle distinzioni. Importa solo ululare se si sente di farlo, questo soltanto. Solo seguirlo. Quel richiamo un po' magico e un po' malvagio, un po' infame deve essere bruciato, e non deve essere fermato da noi stessi.

“Aveva una gioia selvaggia, capiva di rispondere finalmente. Correva al fianco di quel fratello verso il luogo da cui il richiamo proveniva. Aveva già fatto le stesse cose in qualche parte di quell' altro mondo oscuramente rievocato. E le ripeteva adesso. “

Un saluto al vecchio Jack che esattamente centodieci anni fa scrisse di questo richiamo.
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04/01/2013 13:55:32
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Commenti

  1. Lucrezya.57 04 gennaio 2013 ore 14:16
    Mi sembrava di sentirmi immersa in quella foresta e sentirmi presa dal suo richiamo, un richiamo che a volte ci fa rimanere in silenzio per ascoltare il nostro io e secernere il vero succo della vita....un abbraccio Lucrezya ops sereno fine settimana
  2. albaincontro 04 gennaio 2013 ore 17:36
    Sarà la voglia di spogliarsi di quella livrea,che ci assegna un ruolo che non ci appartiene? Sarà che in fondo,in fondo, c'è il nostro essere genuino che vuole emergere? Ciao.Alba
  3. dealma 04 gennaio 2013 ore 18:44
    Lupo, aquila, tigre, castoro, orso, gatto... sta a noi individuare la nostra natura e lasciarla correre libera.
  4. MorganaMagoo 04 gennaio 2013 ore 19:29
    da leggere assolutamente: "Donne che Corrono coi Lupi" di Clarissa Pinkola Estés
    :-)
  5. serenella21 04 gennaio 2013 ore 21:39
    fin da pikkola ho letto questo libro il rikiamo della foresta
    e amo il lupo
    essere libero e ululare alla luna
    x rikiamare i compagni
    avrei voluto nascere lupo
    ciao
    http://i293.photobucket.com/albums/mm55/alessandravol/lupi.gif
  6. Evelin64 06 gennaio 2013 ore 08:12
    Il richiamo della natura lo definirei, per il quale siamo disposti a prestare orecchio solo quando la libertà anelata si presenta a noi limitata di spazi. Allora è quello il momento di seguire il richiamo della foresta, la quale metaforicamente a me rappresenta la vera natura interiore :-)
    Buona domenica Matteo...Evelin :bye
  7. Aljsja 06 gennaio 2013 ore 08:34
    Siamo fatti di carne e spirito ed ambedue con il desiderio di appagamento.
    Lo spirito di cui siamo dotati credo che sia un equilibratore delle regole della carne, ma il più bisognoso di libertà che il più delle volte la trova in una forza che è l'amore...
    Ciao Matteo, buona domenica :rosa
    Molto bello! :-)
  8. SOGNANDO59 07 gennaio 2013 ore 13:15
    siamo tutti un po' "lupi"...è solo l'amore che può renderci mansueti :-) buon inizio settimana Matteo :rosa
  9. eldan 10 gennaio 2013 ore 14:40
    Fantastico. Una prosa che rapisce e costringe a leggere fino alla fine.

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