la nascita della luce

15 gennaio 2013 ore 17:23 segnala


Tommy Edison cieco dalla nascita ha acquistato negli ultimi anni una certa celebrità per le sue fotografie. Sono un po ' restio di solito a riportare queste notizie, confesso però che questa volta me ne sono innamorato. Ho scoperto tra l' altro che non è l' unico non vedente a dedicarsi all' interesse fotografico. Pete Eckert, Evgen Bavcar portano avanti da anni questa splendida passione. Ammetto che probabilmente, dal punto di vista artistico, le fotografie migliori sono quelle di questi ultimi. Eppure le foto di Tommy Edison mi sono rimaste dentro. E' proprio la semplicità, a volte un po' pendente, curva come l' obiettivo, è proprio l' indefinibilità dei soggetti che riesce ad emozionare, perché è lì che senza filtri si cattura davvero. Ciò che trovo fantastico, e che viene amplificato appunto da questa stessa semplicità, è lo slancio intimo del fotografo, è il personale e incredibile rapporto che riesce a creare con il proprio infinito. É nell' anticipazione interiore che nasce la bellezza, nell' idea di poterla accarezzare, raggiungere. Per Tommy la luce è solo un concetto, non ha nessuna immagine con cui associare i propri sentimenti, può fare affidamento però sulla scia delle impressioni invisibili della propria irripetibile esperienza. Pensate a quell' attimo, magari c' è qualcuno che gli descrive il panorama, quello che c' è intorno, oppure no, fa tutto da solo, si sente calzare all' improvviso in un punto indefinito della propria oscurità e via, decide di scattare. Il clic dello scatto per lui è la luce. La luce di un attimo che smisterà nel proprio spirito assieme a tanti altri bagliori precedenti, formando così qualcosa tipo la speranza. Ne “la creazione di Adamo” di Michelangelo il tocco-non tocco delle dita di Dio e di Adamo rappresentano quello che in modo certo più dimesso riesce a realizzare in ogni scatto il nostro Tommy. Anche questa è una zona di confine. Con ogni fotografia Tommy pigia, tocca, affidandosi a quello che sa di esserci anche se gli manca, anche se appartiene ad un' altra fragranza, almeno solo in apparenza. Quell' occhio meccanico è il suo terzo sguardo e gli fa in realtà da braccio, da mano perché afferra. Afferra all' esterno la legittima esplosione che invece gli nasce dall' anima, e la conquista nella certezza di riuscire a appartenerle. E poi il colore nelle foto di Tommy sembra non voler mai dare fastidio, sembra presente quasi sempre una sfumatura speciale: tutto è avvolto da una tinta biancastra, spettrale, quasi da sogno. Quando apriamo gli occhi la mattina nell' offuscamento generale sicuramente tutti noi almeno per un istante percepiamo quella dimensione. Tommy la recepisce sfogliandola nel vuoto, e la allarga. Credo che se il nostro fotografo avesse la possibilità di recepire anche un solo, unico, minuscolo, tiepido raggio nella propria eternità, inizierebbe a guardarci con quella luce. Comunque in altre immagini sembra essere attratto anche da altri colori: le luci viola delle discoteche, l' azzurro dell' acqua della piscina, i riflessi in un banale pezzo di pizza, diventano i protagonisti assoluti superando le linee delle cose. E' un po' come in “Cattedrale” di Carver: il cieco insegna a vedere a chi vede tutti i giorni. Lo stesso accade un po' anche qui, perché è come se ci troviamo davanti ai motivi della creazione dei colori, lo sfondo bianco lascia impastare le tinte primarie per dar vita a migliaia di sfumature per noi ormai consuete, a cui non prestiamo più l' occhio. Tommy invece in queste immagini, in quei misteriosi raggi ci presta la vita. Un suo omonimo inventò la lampadina, lui ci ricorda di aggiungerci la luce.
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15/01/2013 17:23:44
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Commenti

  1. Evelin64 16 gennaio 2013 ore 06:41
    Ecco si', la luce: questo bisogno del genere umano di "irradiare" i pensieri, per "formarli" intorno a se' con le sue sfumature...forse è proprio li' la luce interiore dell'individuo :-)
    Buona giornata...Evelin :bye
  2. NeraDiNotteNN 16 gennaio 2013 ore 11:35
    stupendo post. Io ho un'amica cieca, e a lei devo molto di quella che sono diventata. Apprezzare ed amare la vita ed il mondo non solo con gli occhi, con la vista, ma... e soprattutto con le sensazioni e le vibrazioni interne. Loro hanno un mondo che nemmeno ci immaginiamo. Come noi abbiamo un mondo che loro nemmeno si immaginano. Ma unire questi due mondi è qualcosa di stupendo, di incredibile, di unico. :-)
  3. goccesulmare 16 gennaio 2013 ore 14:58
    Straordinario, sembra una cosa impossibile, invece quello che per noi è scontato, superfluo, assume un valore essenziale nella "visuale" di chi la vista non ce l'ha,
    ripeto straordinario!!
    gocce
  4. Antelao 16 gennaio 2013 ore 17:26
    il nome, Tommy Edison, è di per sè sorprendente, quasi uguale a Thomas Edison, l'inventore della lampada ad incandescenza, l'invenzione che ha dato luce al mondo notturno. Un altro Tom Edison che riesce a creare immagini con la luce pur non vedendo. Si, decisamente sorprendente!
  5. Aljsja 16 gennaio 2013 ore 22:58
    ...la passione non ha limiti :-))
  6. SOGNANDO59 18 gennaio 2013 ore 09:55
    C'è chi vede con gli occhi e chi vede con il cuore e credo che le immagini "scattate" da quest'ultimo sono molto più intense ed espressive! Felice giornata e sereno fine settima Matteo...un abbraccio :-)
  7. eldan 21 gennaio 2013 ore 12:30
    WOW ^_^

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