IL LEONE

27 marzo 2014 ore 09:59 segnala
Il leone (Panthera leo, Linnaeus 1758) è un carnivoro della famiglia dei Felidi. Dopo la tigre, è il più grande dei cinque grandi felini del genere Panthera, con alcuni maschi la cui massa corporea supera i 250 kg. Il suo areale è nel 2011 ridotto quasi esclusivamente all'Africa subsahariana; il continuo impoverimento del suo habitat naturale e il protrarsi della caccia di frodo ai suoi danni ne fanno una specie vulnerabile secondo la IUCN. Questa definizione è giustificata da un declino stimato tra il 30 ed il 50% nella zona africana nei vent'anni precedenti.
Una popolazione di dimensioni assai ridotte sopravvive nel Gir Forest National Park in India, mentre gli esemplari che abitavano il Nordafrica ed il Medio Oriente sono scomparsi da molti secoli. Sino al Pleistocene, circa diecimila anni fa, il leone era il secondo grande mammifero più diffuso dopo l'uomo. A quei tempi si trovavano leoni in gran parte dell'Eurasia e dell'Africa, e addirittura in America del Nord, dallo Yukon al Perù.
In virtù delle dimensioni e delle abitudini, questo felino non può essere allevato al di fuori di aree protette e parchi naturali o zoologici. Celebre l'esempio della leonessa Elsa, restituita all'habitat naturale dopo aver vissuto per alcuni anni con i coniugi Adamson. Anche se le cause del declino dei leoni non sono certe, il degrado dell'habitat e i conflitti con l'uomo ne sembrano le cause predominanti. In natura un leone sopravvive da dieci a quindici anni, mentre in cattività può arrivare a venti. I maschi in particolare, non superano spesso i dieci anni d'età in natura, in seguito agli infortuni derivanti dalle lotte con i rivali per il dominio sul branco.
Tipicamente, i leoni abitano la savana e le praterie, ma possono adattarsi ad aree cespugliose e foreste. In confronto ad altri felini, i leoni sono animali con uno spiccato spirito di socialità. Un branco è formato generalmente da un maschio alfa (o più raramente 2, se fratelli), un gruppo di femmine, imparentate tra loro, con cui, questo (o questi), si accoppia, e la loro prole. I cuccioli maschi, restano all'interno del branco fino alla loro maturazione sessuale, quando vengono scacciati da parte del maschio alfa (il loro padre). I giovani maschi adulti, una volta allontanati dal vecchio branco, possono, per qualche tempo restare insieme formando un piccolo branco di soli maschi (fratelli), finché non decidano di separarsi per formare delle loro famiglie, in genere scacciando un altro maschio da un branco rivale. Le femmine tipicamente cacciano insieme, principalmente ungulati. È un cosiddetto predatore alfa, ovvero si colloca all'apice della catena alimentare, non avendo predatori in natura, a parte l'uomo (ed eccezionalmente il coccodrillo del Nilo), ma ciononostante, può compiere sciacallaggio in caso di estremo bisogno. I leoni non cacciano l'uomo con regolarità, ma alcuni esemplari particolari lo hanno fatto.
Assai facile da distinguere, il maschio di leone ha una criniera caratteristica, e la sua immagine è uno dei simboli più sfruttati nella storia dell'umanità. Le prime rappresentazioni furono fatte nel Paleolitico superiore, e troviamo leoni scolpiti o dipinti nelle Grotte di Lascaux e nella Grotta Chauvet. Essi appaiono nella cultura di praticamente ogni civiltà antica che vi abbia avuto a che fare. Li troviamo inoltre in un enorme quantità di sculture, dipinti, bandiere nazionali e regionali, film e libri contemporanei. Furono tenuti in menagerie fin dai tempi dell'Impero romano e sono stati la chiave delle esibizioni degli zoo di tutto il mondo a partire dal XVIII secolo. Diversi zoo mondiali stanno collaborando per salvare la sottospecie asiatica.
Il leone è uno dei più grandi predatori terrestri in assoluto ed il più grande in Africa. Fra i felini, è quello più alto al garrese e, in quanto al peso, è secondo solo alla tigre. Il maschio può pesare dai 150 ai 250 kg, mentre la massa corporea delle femmine varia dai 120 ai 182 kg. La lunghezza del corpo, esclusa la coda, varia da 170 a 250 cm nei maschi e da 140 a 175 cm nelle femmine; l'altezza media al garrese è intorno ai 123 cm per i maschi e 107 cm per le femmine (il massimo è rispettivamente di 126 e 110 cm). Il record di lunghezza succitato appartiene ad un leone dalla criniera nera che è stato abbattuto presso Muccso, nell'Angola meridionale nell'ottobre 1973.
I leoni restano per molto tempo inattivi durante la giornata, stando a riposo per circa 20 ore su 24. Nonostante questo, se si dovesse rendere necessario, i leoni possono attivarsi in qualsiasi momento. In genere, il periodo di massima mobilità è quello successivo al tramonto, dedicato alla socialità, alla toelettatura ed ai bisogni fisiologici. Raffiche intermittenti di grande attività avvengono durante le ore notturne fino all'alba, dedicate alla caccia. Spendono una media di due ore al giorno camminando o correndo ed all'incirca 50 minuti per nutrirsi.

AFROISMI SUL LEONE

Il sangue e il coraggio s'infiammano di più a risvegliar un leone, cha a dar la caccia a un timido daino.
William Shakespeare, Enrico IV, 1598

Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, una gazzella si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame. Ogni mattina in Africa non importa che tu sia un leone o una gazzella, l'importante è che cominci a correre.
Proverbio africano (origine incerta)

Sendo adunque uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la volpe e il leone, perché il leone non si difende da' lacci, la volpe non si difende da' lupi. Bisogna adunque essere volpe a conoscere e lacci e leone a sbigottire e lupi.
Niccolò Machiavelli, Il principe, 1513

LA TIGRE DEL BENGALA

27 marzo 2014 ore 09:14 segnala
La tigre reale del Bengala (Panthera tigris tigris Linnaeus, 1758), conosciuta anche come tigre del Bengala è la più comune e diffusa sottospecie di tigre tuttora esistente. È tradizionalmente considerata come la seconda sottospecie per dimensioni dopo la tigre siberiana, ma spesso esemplari che vivono nel Bengala settentrionale sono più grandi delle tigri siberiane. Stando alle attuali conoscenze, acquisite tramite catture eseguite per fini di ricerca, la più pesante tigre del Bengala aveva un peso superiore a quello massimo registrato per le tigri siberiane. La sottospecie tigre del Bengala (P. tigris tigris) è l'animale nazionale del Bangladesh, mentre la specie tigre (P. tigris) è l'animale nazionale dell'India.
La tigre del Bengala è un animale solitario che caccia prevalentemente durante le ore notturne e che non ama spartire il proprio territorio con altre tigri o altri animali. Per scoraggiare gli intrusi, tutte le tigri marcano il loro territorio con l'urina, la quale contiene delle secrezioni dall'odore molto intenso che segnalano la loro presenza. Un altro metodo che impiegano consiste nel lacerare la corteccia degli alberi con gli artigli.
È difficile seguire le tracce di una tigre del Bengala perché, nonostante la sua taglia imponente, questo felino è di natura discreta e timida. L'animale è solito ricoprire gli escrementi con la terra e spesso trascina i resti delle sue prede in mezzo ai cespugli. Alle volte arriva persino a ricoprirli di foglie morte per essere sicura che nessun altro potrà approfittarne in sua assenza. Durante le ore diurne riesce a mimetizzarsi nel folto dell'erba degli elefanti, una pianta appartenente al genere Miscanthus tipica dell'ambiente di vita di questo felino e che può raggiungere un'altezza di quasi 10 metri.
Le tigri uccidono la loro preda schiacciandola a terra e rompendole la spina dorsale (metodo preferito per le prede di dimensioni medio-piccole), o strangolandola con un potente morso al collo (metodo preferito per le prede di dimensioni medio-grandi). L'animale ucciso viene quindi trascinato verso un luogo sicuro dove viene consumato. Alle volte cacciano tendendo agguati in vicinanza delle pozze di abbeveraggio e catturando anche animali nuotatori. La tigre del Bengala può consumare fino a 18 kg di carne a pasto e poi rimanere senza mangiare per giorni.
Come tutte le tigri, è un predatore e si nutre normalmente di mammiferi di taglia medio-grande, come conigli, bufali d'acqua, cervi, capre, cinghiali e gaur. È però noto anche cibarsi di giovani elefanti e piccoli di rinoceronte. Generalmente le tigri non attaccano individui adulti di elefante o di rinoceronte, ma questo tipo di predazione può verificarsi, come documentato dall'organizzazione WWF che si è presa cura di un orfano di rinoceronte la cui madre era stata uccisa da una tigre. Prede possibili ma non comuni nella dieta di una tigre del Bengala sono il leopardo, il lupo, i coccodrilli e il cane rosso dell'India. Occasionalmente cattura pavoni e, nonostante le sue poderose dimensioni, può arrampicarsi sugli alberi per cacciare primati. Bisogna sapere inoltre che la tigre del Bengala è il solo felino che si nutre di carne che ha già cominciato a decomporsi.
I maschi di tigre del Bengala misurano generalmente 275–310 cm, coda inclusa; quest'ultima, nei maschi adulti ha generalmente una lunghezza di 85–95 cm; il peso può variare tra 180 e 260 kg, con una media di 200–235 kg. L'esemplare più pesante noto pesava 389.5 kg e misurava 323 cm, da caviglia a caviglia.
Variazioni cromatiche del mantello
tigre bianca, quando entrambi i genitori, sono portatori del raro gene del mantello bianco e la tigre appare bianca con strisce nere ed occhi azzurri
tigre golden (Tiger Golden Tabby o strawberry tiger), con il mantello dorato
tigre bianca senza strisce (Stripeless), assenza della maggior parte delle strisce che normalmente caratterizzano la tigre bianca, rendendo l'animale di un colore somigliante al bianco puro, ciò però non le rende delle vere albine, con occhi argentati.
la colorazione bianca e golden è presente anche nella tigre siberiana (Panthera tigris altaica).
AFROISMI SULLA TIGRE (FRASI FANTASTICHE SULLE TIGRI!!!)

Nella pace nulla di meglio per diventare un uomo che la tranquillità e l'umiltà, ma se tu senti il soffio della guerra allora imita la tigre, indurisci i tuoi muscoli, eccita il tuo sangue, nascondi la tua lealtà sotto la fredda rabbia e infine dà al tuo sguardo l'orribile splendore.
William Shakespeare, Enrico V, ca. 1599

Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.
George Bernard Shaw, Uomo e superuomo, 1903

La tigre azzanna e dilania, ma sa fare solo quello. Non le verrebbe mai in mente di prendere le persone e farle restare inchiodate per le orecchie per un'intera nottata, nemmeno se fosse in grado di fare una cosa simile.
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov, 1878/80

Dove non c'è tigre, anche la lepre spadroneggia.
XAppleManX