Vita...

23 febbraio 2024 ore 12:15 segnala


C’è un sottile piacere nello spostarsi a piedi lungo le vie e i vicoli del paese, di prima mattina.
L’aria fresca (a dire il vero fredda) colpisce come uno schiaffo la faccia e i polmoni, con l’innocenza e la freschezza che a breve perderà, caricandosi di gas di scarico.
Il sole ancora non ha intenzione di farsi vedere e tutto sembra avvolto nel dolce manto del sonno, salvo qualche sporadico passaggio di auto e qualche finestra da cui si spande una luce che porta con sé la promessa di un buon aroma di caffè.
I tratti di corso Matteotti, via Albussano e parte di vicolo Albussano sono privi di marciapiede, il che mi costringe a camminare rasentando così tanto il muro, che mi sento un po’ uomo ragno, ma lo scarso traffico rende il cammino comunque agevole.
Come ogni mattina, noto le stesse auto, parcheggiate nello stesso posto, quasi a rassicurarmi che tutto è come deve essere.
Non incontro anima viva il che per un uomo (inteso come maschio), che per definizione è in grado di interagire con un altro essere umano non prima delle 10:00 – 10:30, è la condizione ideale.
Arrivo alla rotonda del Mercatò e imbocco piazza Europa, dove alcuni banchi del mercato sono già quasi completamente allestiti; ambulanti in piena attività si prodigano a montare strutture e scaricare merce che da lì a poco sarà contesa da un fiume di persone che invaderà la piazza e le vie circostanti. Sento il freddo nelle ossa e non invidio certo quei lavoratori che quel freddo lo sentiranno per gran parte della mattinata, mentre io sarò comodamente seduto alla mia scrivania godendo di una temperatura decisamente più confortevole.
Al fondo di piazza Europa, punto dritto verso la stazione per unirmi ai già presenti capannelli di viaggiatori che si incamminano verso il binario 1.
Salgo e mi accomodo, preferibilmente accanto ad un finestrino per poter godere della vista del mondo che scorre dietro quella lastra di vetro.
Metto le cuffiette e sintonizzo la radio sul 90.9 di Radio Freccia, perché non c’è inizio migliore di quello regalato da un po’ di sano rock: se sono fortunato, magari passano qualche pezzone di quelli che mi fanno venire la pelle d’oca anche se hanno quasi i miei anni.
Poi apro whatsapp e, come ogni mattina, mando il buongiorno alla persona che ha preso la residenza nel mio cuore…quella persona che cercavo da sempre e che la vita mi ha fatto incontrare non senza avermela fatta sudare…e proprio per questo il suo valore è assoluto. Scrivo e sorrido sapendo che quel messaggio sarà un po’ la sua sveglia.
Il ragazzo seduto di fronte dorme come se non lo facesse da giorni; dal suo cappuccio nero sbucano ciuffi di capelli biondissimi e la sua mano destra, con un anello al pollice, tiene in mano lo smartphone dotato una cover dal color verde fluo (i gusti son gusti)...chissà quale musica passa dalle cuffiette che porta nelle orecchie, ammesso che lui la senta…resta immobile per due fermate, il che inizia a preoccuparmi, fino a rendermi conto che è vivo perchè noto leggeri movimenti volontari della testa.
Il suo vicino gioca in modo accanito sullo schermo crepato del suo telefono senza mai alzare gli occhi.
Su un sedile della fila di fronte, un ragazzino sui 14 anni, giacca a vento turchese e occhiali un po’ da nerd, sfoglia appunti, probabilmente per fissare gli ultimi concetti prima di una interrogazione o di una verifica, riportandomi alla mente cose che facevo tanti, troppi anni fa…certe cose non cambiano mai.
Dal finestrino osservo le prime luci che restituiscono alla vista filari di alberi spogli, ma che esibiranno uno spettacolo ben più colorato tra poco più di un mese testimoniando, in perfetta coerenza, il ciclo della vita.
Si susseguono centri abitati che mi sono familiari: lì ci ho lavorato qualche mese, lì ho fatto un colloquio, in quel concessionario sono andato a vedere una vettura…
La ragazza col Piercing al labbro salita a Trofarello non trova posto a sedere, ma la cosa non sembra seccarla; ha trovato amici con cui parla sorridendo, scandendo con le parole il tempo del viaggio che la separa dalla sua meta.
Si scende al Lingotto e si sale sul bus, che grazie alla colorata e vivace presenza di tanti studenti, è piuttosto intasato, tanto che non riesco ad arrivare alla bollatrice.
Il ragazzo che sul treno giocava con lo smartphone scheggiato, è salito sullo stesso bus e mi prende l’abbonamento dalle mani per timbrarmelo, gesto che mi conferma come i ragazzi siano molto meglio di come di solito li dipingiamo (per inciso, gli “adulti” vicino a lui se ne sono altamente sbattuti i gabbasisi del mio abbonamento di bippare).
Fermata dopo fermata i ragazzi scendono e si avviano con scarso entusiasmo verso la giornata di scuola che li attende.
Con altrettanto scarso entusiasmo, anche noi adulti scendiamo per recarci al posto di lavoro.
Lungo il tragitto che mi separa dal cancello di ingresso, mi godo ancora un po’ di musica; l’aria non è la stessa di un’ora prima, ma conserva ancora una parvenza di respirabilità.
All’ultimo semaforo prima dell’ingresso in azienda un gentile automobilista, in barba ai suoi colleghi fermi al semaforo che ricorda di stare fermi sfoggiando un bel rosso fuoco, decide di diventare improvvisamente daltonico e tira dritto verso nuove e incredibili avventure; lo noto, ma non rallento il passo e lo costringo a lasciare 15 euro di pneumatici sull’asfalto…comprendendo la sua frustrazione, gli lascio sul parabrezza il biglietto da visita di un gommista mio amico…prezzi modici, servizio impeccabile.
Finalmente arrivo in ufficio; il consueto “buongiorno” dà inizio alle 8 ore di lavoro terminate le quali farò il tragitto a ritroso, con panorami simili, aria un po’ più pesante, volti diversi…e ogni aspetto di questo viaggio quotidiano in qualche modo inciderà, anche solo temporaneamente, sul il mio umore, sul mio modo di osservare la vita, sulla vita stessa.
Sì, c’è un sottile piacere nello spostarsi a piedi lungo le vie e i vicoli del paese, di prima mattina…nell’osservare le persone intorno a me, nell’assaporare lo scorrere del tempo e di come questo scorrere muti continuamente la realtà che mi circonda…
È il piacere di sentirmi parte di quella cosa che chiamiamo vita.
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23/02/2024 12:15:28
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Offerte speciali

24 settembre 2022 ore 18:18 segnala


Ci esponiamo in questi social pensando di apparire come gioielli in una vetrina di lusso e non ci accorgiamo che siamo solo prodotti sullo scaffale di un discount.
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Per tutta la vita

21 settembre 2022 ore 22:52 segnala


Fissavo quel volto con la consapevolezza di avere di fronte la persona con cui avrei passato il resto della vita.

La persona che non avrebbe potuto mentirmi e alla quale non avrei potuto mentire.

La persona che non mi avrebbe mai lasciato e che non avrei mai lasciato.

La persona che sapeva davvero tutto di me e di cui sapevo tutto.

Un'anima sola, un corpo solo finché morte non ci avrebbe separati.

Poi mi voltai, lasciai lo specchio alle mie spalle e mi incamminai verso la vita.
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Giudizi sbiancanti

19 settembre 2022 ore 10:57 segnala


Il giudicare è la miglior arma per celare le nostre mancanze (pagliuzza, trave...non ricorda nulla?)

Ma, parafrasando il motto di "Fight Club", ciò che avviene tra adulti consenzienti resta tra adulti consenzienti, il resto è solo una mano di bianco al nostro sepolcro interiore.

La fuga

24 agosto 2022 ore 12:20 segnala


Era un venerdì pomeriggio e come molti venerdì pomeriggio era il momento del loro incontro clandestino.
Trovati quasi per caso e amanti quasi per gioco, si ritagliavano 4 ore di intimità e passione ogni settimana.

La stanza era anonima ma per loro significava il luogo dove lasciarsi trasportare nel mondo della trasgressione, senza provare vergogne, senza paura di essere giudicati, liberi di donarsi vicendevolmente senza freni inibitori.

In piedi, uno di fronte all'altra, stringevano i corpi in un abbraccio delicato intrecciando le lingue con foga, quasi a volersi mangiare; lui la spinse con le spalle al muro, le bloccò le braccia al di sopra del capo tenendola per i polsi con una mano e iniziò a spostare la bocca sul suo collo mentre con l'altra mano iniziava ad esplorare il suo corpo ancora coperto da una camicetta e da una gonna provenzale.
Il sapore della sua pelle lo inebriava, lo aveva fatto sin dal primo incontro e non poteva resistere alla tentazione di assaporarne ogni centimetro.
La camicetta di lei ora era aperta e lasciava alla vista e alle labbra un reggiseno di pizzo che conteneva un seno sodo dai capezzoli ormai turgidi.
Il ventre piatto si muoveva al ritmo del suo respiro, sempre più affannoso man mano che lui spostava le sue labbra verso il basso.
Lui con le mani si insinuò sotto la gonna, sfiorandole le lunghe cosce e i glutei sentendo il suo bacino iniziare piccoli movimenti ondulatori che erano una specie di richiamo per le sue attenzioni.

E quelle attenzioni arrivarono puntuali: lui, in ginocchio davanti a lei, finalmente iniziò ad assaporare la sua intimità in un crudele gioco di lingua e mani sino a farla esplodere nella propria bocca godendone l'orgasmo e il gemito sordo che lo accompagnava.
I ruoli poi si invertirono in un attimo e fu lei ad assaporare il corpo e l'intimità di lui.

Questo incontro si spostò su un decisamente più comodo letto dove si completò il dono reciproco di sè sussurrandosi desideri e voglie mentre l'amplesso passava dalla dolcezza alla foga a fasi alterne.

Al termine di tutto, stanchi e appagati, tornarono alla loro vita di sempre, fatta di lavoro, famiglia, hobbies sempre meno agiti e una infelicità di fondo che faceva da colonna sonora a ogni giornata.

Il loro momento insieme era la vana illusione di poter scappare da tutto questo, ma nella realtà nessuno dei due aveva davvero il coraggio di lasciare la propria vita: forse era assuefazione alla propria infelicità o forse era solo la troppa paura di essere felici.

Erano solo due persone in fuga, proabilmente da se stesse e dai loro fallimenti: una fuga fatta legati a una catena che loro stessi si erano messi e che non si sarebbero mai tolti.
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Impegnarsi

05 agosto 2022 ore 16:02 segnala


Tante persone si definiscono "impegnative" quasi fosse una peculiarità distintiva.

Beh, io non ho mai conosciuto una persona che non sia impegnativa, anzi mi rendo conto che tutti lo siamo, anche, e forse soprattutto, coloro che apparentemente sembrano trasparenti, lineari, accondiscendenti.

Ognuno si porta dietro un bagaglio di vita che aumenta di peso man mano che gli anni passano e questo bagaglio fa di noi ciò che siamo e come decidiamo di approcciarci al mondo; più è pesante quel bagaglio, più impegnativi siamo, nessuno escluso.

Quindi la questione non è tanto se siamo impegnativi o meno, ma quanto ognuno di noi ha intenzione di impegnarsi davvero per costruire rapporti interpersonali degni di questo nome.

Tutto i resto sono solo parole da post in una community.
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Caos calmo

23 maggio 2022 ore 12:28 segnala


Una giornata caotica e la serata anche peggio: uscita dal lavoro alle 17:30 circa e di corsa a giocare una partita di basket alle 19 con la squadra aziendale. 40 minuti di gioco e panchina (più panchina che gioco) e poi doccia veloce e ripartenza a razzo perchè alle 22:00 all'oratorio c'è un'altra partita da giocare, questa volta di calcio a 7.

La strada del rientro non la conosci bene, quindi ti affidi al navigatore che, ovviamente, ti porta sulla via più complicata.

Hai fretta e imprechi ad ogni tornante, ad ogni auto che ti frena, ad ogni lavoro in corso.

Hai fretta e schiacci il pedale destro dove puoi e intanto maledici quel navigatore e le sue scelte irrazionali.

Corri veloce, scollini e arrivi a pochi chilometri da casa quando la lunga fila di edifici si interrompe e lascia spazio alla campagna che circonda il paese dove vivi.

Dal finestrino aperto entra quasi in modo prepotente il profumo dell'estate che arriva dai campi e dagli alberi che ora ti circondano, sostituendosi a mattoni e cemento lasciati da poco.

Alzi il piede dal pedale destro e ti abbandoni a quel profumo che ti vizia i sensi e anche un po' l'anima.

Alzi il piede e scopri che dalla chiavetta inserita nella radio, si diffonde una musica che ti è cara, ma che fino ad ora non avevi nemmeno sentito.

Alzi il piede e ti culli ad ogni curva come su un dondolo in giardino: improvvisamente non hai più tanta fretta.
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Brevi considerazioni (in) utili

17 maggio 2022 ore 17:32 segnala


Prologo:

mi sono ormai convinto che la maggior parte delle persone che visita un profilo, al di là del come ci arrivi, si limiti a guardare la foto profilo (se c'è) e la descrizione profilo, senza considerare ulteriori contenuti.

Quindi sono consapevole che quanto scritto qui non avrà grandi effetti ma come si dice, io l'ho scritto, al massimo sei tu che non l'hai letto.

Fatta questa premessa ci tengo a sottolineare pochi concetti che tenterò di riassumere qui di seguito.

Capitolo 1 (e unico)

1. Una community come questa nasce come punto di condivisione e di dialogo tra persone che, diversamente, non avrebbero opportunità di interagire: il fatto che in molti la usino come agenzia matrimoniale o come terreno di caccia a fini sessuali (a tratti anche con esplicite proposte osceMe), non significa che questo sia l'unico utilizzo possibile.

2. Ognuno, si spera nei limiti del decoro e del rispetto dell'altrui e della propria dignità, condivide i contenuti che più ritiene opportuni: se non si è d'accordo con essi, non bisogna sentirsi in obbligo di commentare in modo offensivo, basta passare al profilo successivo seguendo il consiglio che il sommo poeta scrisse nella Divina Commedia "Non ti curar di loro ma guarda e passa"

3. Le persone non vivono online, pertanto se a un messaggio non arriva una risposta immediata, non è necessario uscire di senno...non so voi, ma siamo in molti ad avere una vita

4. Ho 51 anni, non sono una cariatide ma nemmeno un ragazzino, quindi le poche amicizie che ho, le ho costruite in anni di rapporto "in presenza" condividendo lunghi tratti della mia vita. Il virtuale è un'occasione per scambiare idee più o meno serie con altre persone, nulla di più, nulla di meno. Il termine "amicizia" è una cosa seria, per favore non abusiamone pensando che sia applicabile a due persone che si scambiano pochi messaggi quando possono.

5. Non sono un santo, ma nemmeno un demonio: sono un essere umano con le sue idee, le sue incoerenze, i suoi sbagli e i suoi pregi; fa parte della vita. Tutto questo lo rispetto in chiunque, di riflesso pretendo che tale rispetto mi sia dato. Se sei qui per cercare la rissa, sappi che troverai solo un muro di gomma.

Epilogo:

Credo profondamente nella libertà di ognuno di approcciarsi a certi contesti e alle persone come ritiene più opportuno, ma abusando di una frase ormai logora per quanto è stata citata, ricordiamoci tutti che "la tua libertà finisce dove inizia la libertà dell'altro".

Buona navigazione e grazie per il tuo passaggio qui.
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« immagine » Prologo: mi sono ormai convinto che la maggior parte delle persone che visita un profilo, al di là del come ci arrivi, si limiti a guardare la foto profilo (se c'è) e la descrizione profilo, senza considerare ulteriori contenuti. Quindi sono consapevole che quanto scritto qui non a...
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Uno, Nessuno, Centomila

25 aprile 2022 ore 00:37 segnala


C'è stato un periodo della mia vita in cui ero l'altro.

C'è stato un periodo della mia vita in cui ero l'altro e lei era l'altra

C'è stato un periodo della mia vita in cui lei era l'altra

C'è stato un periodo della mia vita in cui ero io e lei era lei

C'è stato un periodo della vita in cui ero solo io con delle lei estemporanee

Tante versioni di me nell'interminabile viaggio che ci modella, ma che in sostanza ci fa semplicemente rendere conto di chi siamo, con tutti i pregi ed i difetti.

E la parte più difficile non è tanto l'accettarsi, ma il sapersi perdonare.
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« immagine » C'è stato un periodo della mia vita in cui ero l'altro. C'è stato un periodo della mia vita in cui ero l'altro e lei era l'altra C'è stato un periodo della mia vita in cui lei era l'altra C'è stato un periodo della mia vita in cui ero io e lei era lei C'è stato un periodo della v...
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Felicità (non proprio, ma quasi)

08 febbraio 2022 ore 13:56 segnala



Un pensiero puerile, banale e certamente insignificante ma:

quando premo il tanto power e sento quel ronzio che identifica l'attesa di qualcosa;

quando inserisco il jack nell'apposita sede e sento quel "tac" che preannuncia qualcosa;

quando alzo il potenziometro del volume e quello del gain per ottenere un suono distorto quanto basta;

quando faccio scivolare il plettro su quelle 6 corde dando inizio al brano prescelto...

quando succede tutto questo non è sicuramente felicità, ma è una delle cose che più ci si avvicina.
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« immagine » Un pensiero puerile, banale e certamente insignificante ma: quando premo il tanto power e sento quel ronzio che identifica l'attesa di qualcosa; quando inserisco il jack nell'apposita sede e sento quel "tac" che preannuncia qualcosa; quando alzo il potenziometro del volume e quel...
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